METEO ITALIA


(ANSA) – ROMA, 14 FEB – La perturbazione che sta interessando le regioni centro meridionali, con nevicate anche a quote basse, proseguirà nelle prossime ore soprattutto sulle regioni del sud, dove da domani è atteso un rinforzo dei venti.
Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso una nuova allerta meteo che prevede, a partire dalla serata di oggi, venti forti e di burrasca sulla Sicilia. Dalle prime ore di domani i venti di burrasca sono attesi su Calabria, Puglia e Basilicata.

Ansa.it

Citazioni e Riflessioni

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#workdigital #amicianimali
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Il rispetto per gli animali è questione di civiltà!


#cresypensiero

 

 

Concorso di poesie in vernacolo: “VERNACOLO IN VERSI”


Concorso di poesie in vernacolo:
“VERNACOLO IN VERSI”

 


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Visto il grande successo riscosso lo scorso anno, l’associazione KERMESSE propone la 2° edizione del concorso VERNACOLO IN VERSI con l’obiettivo di:
✔ Valorizzare e riscoprire le proprie tradizioni,
✔ Esaltare il vernacolo gravinese e non,
✔Avvicinare giovani e non, uomini e donne, alla poesia,soprattutto quella in vernacolo;

quest’anno, attraverso l’inserimento di un tema obbligatorio, l’immigrazione ed il coinvolgimento di giudici e ospiti prestigiosi.

Le iscrizioni, come da bando scaricabile al link sotto riportato,sono aperte dal 28 gennaio e si chiuderanno il 17 marzo.

A chi è rivolto: a poeti o aspiranti tali, maggiorenni.
Luogo e data di premiazione: Officine Culturali Gravina In Puglia, il 14 Aprile 2018.

Di seguito il link al bando:
www.kermesseeventi.it/regolamento_vernacolo_in_versi_2018.pdf
e il link al modulo di partecipazione:
www.kermesseeventi.it/scheda_di_adesione_2018.pdf
da inviare a kermesse2016@libero.it.

Tutto lo staff vi augura buon lavoro.
(da un’idea di Felice Mastropietro)


art. di    Crescenza Caradonna


 

SAN VALENTINO CON UNA POESIA di Crescenza Caradonna

SAN VALENTINO CON UNA POESIA

di27336559_1969531886407715_284565499825149975_n Crescenza Caradonnal

SAN VALENTINO

‘L’amore è il pane quotidiano dell’anima’
(Papa Francesco)
❤️💕❤️💕❤️💕❤️💕❤️

 

 


“Messaggio d’amore”

 

Una bottiglia nel mare
una lettera racchiusa
per pochi per molti,

 

s’odono i delfini al largo
sorge l’alba
lì sulla dorata battigia, affiora quel messaggio
ancor serrato nell’opaca trasparenza d’una bottiglia
portata dalle onde che si infrangono solitarie,

 

orme si posano sulla sabbia
le mie mani cullano quel messaggio
vergine d’ascolto
è un messaggio d’amore

 

fuggo dal bagliore del sole che nasce
abbagliante cerchio amoroso
incollo quelle tenere parole nel mio cuore
per pochi ma ora per molti,
di amori divenuti per sempre eterni
nei ricordi di chi gli ha vissuti;

 

l’onda fagocita la bottiglia nell’azzurro mar
custode infinito di quel messaggio d’amore.@

di Crescenza Caradonna
#amore #crescenzacaradonna #poesia

 


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IL MONDO DELLO SPETTACOLO TREMA

Mercoledì, 28 gennaio 2025 IL MONDO DELLO SPETTACOLO TREMA: Sotto il Riflettore della Procura.    L’eco degli applausi si spegne per lasciare spazio al rumore delle carte giudiziarie che si voltano. In questo inizio di 2026, l’Italia non si interroga più solo su chi vincerà il prossimo festival o quale serie batterà i record di…

La disfida di Barletta

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PUGLIA DA AMARE QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE

Accadde oggi – 13/02/1503

La disfida di Barletta

A Barletta, avviene la famosa “Disfida” fra 13 cavalieri francesi e 13 italiani, che si battono e vincono per vendicare l’offesa di un francese che ha definito codardi gli italiani. Ettore Fieramosca è a capo dei soldati italiani. La Disfida di Barletta, trasformata e arricchita, nei secoli, di particolari fantasiosi, è in realtà un evento storico, che ha segnato l’inizio della dominazione spagnola nel meridione d’Italia.
#informazioni #pugliadaamareonline #quotidiano #barletta #puglia


(Nella foto: Epitaffio della Disfida di Barletta)

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La disfida di Barletta fu uno scontro medievale tenutosi il 13 febbraio 1503 nella mattina di Sant’Elia (in territorio di Trani, all’epoca dei fatti sotto giurisdizione veneziana), fra tredici cavalieri italiani (sotto l’egida spagnola) e altrettanti cavalieri francesi. Il confronto finì con la vittoria degli italiani.

Ancora oggi si può osservare l’epitaffio che Ferrante Caracciolo, duca d’Airola, fece erigere nel 1583.Il monumento fu recuperato nel 1846 a cura del Capitolo metropolitano di Trani. Nel 1903 vennero aggiunti i versi di Giovanni Bovio.

di Cresy Crescenza Caradonna


 

Antologia dei poeti contemporanei del Parnaso -Canicattì

Avatar di Crescenza Caradonna (Cresy)CRESY CRESCENZA CARADONNA

Pubblica nell’antologia dei poeti contemporanei del Parnaso 2017/2018 la poesia:

“In viaggio” di Crescenza Caradonna

CONCORSO:

IL PARNASO – Premio Angelo La Vecchia – Terza Edizione

🦋



Canicattì prov. di Agrigento ( Sicilia )

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Foto del giorno

Senza parole

Crescenza Caradonna

LO VOGLIO, SII PURIFICATO VI Domenica del tempo ordinario, anno b


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LO VOGLIO, SII PURIFICATO

VI Domenica del tempo ordinario, anno b.

(Mc 1, 40-45) +

“In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato”.

Dopo la grande giornata di Cafarnao, Gesù continua l’annuncio per tutto il territorio della Galilea. Degli eventi avvenuti in questa grande campagna di predicazione, Marco cita i più importanti e significativi. Tutte le guarigioni descritte dai vangeli, oltre ad essere un segno concreto della solidarietà di Cristo verso chi soffre, contengono un messaggio allegorico diretto alla dimensione spirituale dell’uomo. In questo caso il lebbroso rappresenta quell’umanità devastata dal peccato. La lebbra è una malattia orribile, che porta il corpo di chi ne è affetto a decomporsi mentre è ancora in vita, una morte che non colpisce solo le membra ma anche la vita sociale, lavorativa e affettiva, ma come è noto, i lebbrosi venivano esiliati dalla comunità, così che alle terribili sofferenze portate dalla malattia si aggiungeva la pena di essere allontanati dai cari, dalle proprietà e dal proprio lavoro. La morte in vita sta al lebbroso come quella dell’anima sta peccatore radicale. Chi offende il senso morale ed etico della propria comunità viene emarginato ed allontanato esattamente come succedeva ad un lebbroso. Per fortuna Gesù ha criteri diversi dai nostri, la sua preoccupazione non è allontanare, uccidere o punire chi sbaglia, ma piuttosto di recuperarlo. Il peccato non è una trasgressione che va punita ma una malattia che va sanata. Si comprende allora sia la domanda dell’infermo che la risposta di Gesù. Quel “Se lo vuoi” inchioda il Nazareno, il quale non può far altro che rispondere: “Lo voglio sii purificato”. Il termine purificare evidenzia il legame della malattia con il peccato. Probabilmente quell’uomo era straziato dal senso di colpa, si, perchè essere lebbrosi era una colpa, in questo modo il Cristo ha voluto fargli capire che la sua guarigione, oltre che fisica, era sopratutto spirituale.

+”E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro»”.

Gesù impone il silenzio per due motivi. Il primo è quello di non voler essere messo a morte prima che la sua missione fosse compiuta. Infatti, nel momento in cui si fosse dichiarato Figlio di Dio, sarebbe stato messo a morte; Ia seconda motivazione era quella di non equivocare il suo operato. Il Cristo non è semplicemente un taumaturgo, ma colui che annuncia e dona la Salvezza, e proprio questo, la folla che lo seguiva, non voleva comprendere.

La guarigione del lebbroso è completa solo nel momento in cui, nel rispetto delle leggi mosaiche, dichiarerà la sua guarigione ai sacerdoti, proprio come il risanamento dal peccato comincia dal pentimento e si compie con l’atto della confessione sacramentale. Se è vero che il pentimento sincero già è salvezza, lo è altrettanto che dobbiamo servirci di quei segni efficaci della Grazia che Dio stesso ha voluto perchè fossimo tutti sostenuti e sanati.

+”Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte”.

Quello che temeva Gesù è avvenuto: quasi nessuno più lo ascolta perché tutti si recano da lui solo per ottenere guarigioni. Questo è un problema che sussiste ancora oggi, nemmeno lo Spirito riesce a risolverlo! Se è vero che i segni che Dio compie manifestano la solidarietà che Egli ha con noi, lo è altrettanto che questi stessi segni possono essere una grande distrazione dall’essenza del suo messaggio di Salvezza: la conversione alla vita evangelica.

Felice Domenica

23244020_10214301395519949_9183992912726847395_n Fra Umberto Panipucci


BUONA DOMENICA

Crescenza Caradonna
PUGLIA DA AMARE QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE

OMAGGIO A MICHELE GENOVESE (Piripicchio)

Puglia d’amare Quotidiano d’informazione

Articolo di Crescenza Caradonna


OMAGGIO A MICHELE GENOVESE

(Piripicchio)

MOSTRA D’ARTE

Espongono:
FLORENZA LESSA – GIUSEPPE BUSCO

DAL 12 AL 18 FEBBRAIO 2018
BITONTO (BA) – TORRIONE ANGIOINO


CHI ERA PIRIPICCHIO?

Michele Genovese meglio noto con nome d’arte Piripicchio (Barletta, 5 luglio 1907 – Bitonto, 1º agosto 1980) è stato un attore, comico, artista di strada e mimo italiano.

Piripicchio, definito il “Charlie Chaplin pugliese”, è stata una delle ultime maschere della Commedia dell’Arte in Italia. Vestiva con frac, bombetta, un paio di baffetti alla Charlot e un garofano rosso all’occhiello. L’accessorio caratteristico e parte essenziale della coreografia era il bastone di bambù, che era solito armeggiare. Spesso lo puntava a terra per poi afferrarlo al volo, accompagnando con gesti allusivi le sue battute argute, vivaci e, talvolta, spinte. Di solito al pomeriggio improvvisava piccoli spettacoli di strada, ai quali assisteva sempre una moltitudine di ogni età e ceto. Vi erano spettatori sia per strada che affacciati alle finestre o ai balconi, i quali, al termine dell’esibizione, gli elargivano nella bombetta qualche moneta oppure sigarette da esportazione, ringraziandolo così di quelle piccole evasioni dalla vita quotidiana che egli offriva. Il povero Piripicchio non cercò la ricchezza, se non quella interiore datagli dal pubblico che lo stimava e, soprattutto, dalla gioia di vedere i ragazzini accorrere felici, quando sentivano suonare il tamburo che lo annunciava, e seguirlo rumorosamente, quando si spostava. Con la sua morte, l’avanspettacolo povero ha perso il suo ultimo testimone e, forse, anche uno dei suoi esponenti più sinceri.

Il suo sogno di esibirsi nel teatro Piccinni di Bari venne esaudito nel giugno del 1977. Nel corso di una serata presentata da Gianni Roman, per premiare i vincitori della prima marcialonga dei tre ponti di Bari, un giovane poeta dialettale, Vito Bellomo, si prestò per accompagnare, con la chitarra di un noto comico barese, Piripicchio, che eseguì la celebre” Era un bel giorno di maggio…”, commuovendosi e ringraziando Vito Bellomo. Il Comune di Bari con una cerimonia svoltasi il 26 settembre 2007, gli ha intestato una strada che sbocca su Piazza Ferrarese (Città vecchia) nei pressi del Fortino.

Filmografia

Il 9 novembre 2010 esce al cinema il film Piripicchio – L’ultima mossa a lui dedicato: la sceneggiatura è di Antonio Garofalo e Luca Vessio, mentre la regia è di Vito Giuss Potenza.

😃 Il Buongiorno 😃

😃 Il Buongiorno 😃

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“L’arte della vita sta nell’imparare a soffrire
e nell’imparare a sorridere.”

( Hermann Hesse )

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