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G7 SUPER SICURO A BARI

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Duecentocinquanta telecamere a Bari e altre 338 sul tragitto ferroviario fino a Matera, dove le delegazioni internazionali del G7 visiteranno la città dei Sassi, ma anche sofisticati sistemi di interconnessione telefonica e riprese video ad alta definizione nei punti strategici, anche con droni, per avere tutto sotto controllo. Sarà un summit superblindato quello che si svolgerà nel capoluogo pugliese, tra i ministri delle Finanze e i governatori delle Banche centrali. Oltre 1500 gli uomini delle forze dell’ordine, impegnati ogni giorno, dall’11 al 13 maggio, per un impegno interforze che monitorerà qualsiasi movimento sospetto che possa compromettere la sicurezza dei delegati europei. I dettagli dell’apparato organizzativo, che comprende anche 40 smartphone dotati di sistema LTE e telecamere a bordo delle auto della polizia, il sistema Mercurio, sono stati illustrati a Bari dal questore Carmine Esposito. Il questore, che ha spiegato la portata tecnologia dell’evento, senza svelare tutti i segreti del…

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Le tre giornate del G7 a Bari

LE TRE GIORNATE DEL G7 A BARI

#000000;background-color: ">Zona rossa, auto e pedoni: ecco come muoversi a Bari nelle tre giornate del G7

La zona riservata e di massima sicurezza sarà l’area intorno a castello svevo, piazza Massari e banchina di Santa Chiara: inaccessibile sia ai pedoni sia alle automobili

Crescenza Caradonna

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‘Viva arte viva’, Biennale e umanesimo


‘Viva arte viva’, Biennale e umanesimo
Al via mostra a cura Christine Macel, 120 artisti invitati


(ANSA) – VENEZIA, 9 MAG – Franz West riposa sul divano ritratto in una piccola foto a parete, mentre vicino, nella prima sala del Padiglione Centrale, c’è l’atelier di Dawn Kaspar a cui segue il multietnico fare di migranti e rifugiati impegnati nella realizzazione di lampade nel progetto di Olafur Eliasson “Green light”.

Comincia così “Viva Arte Viva”, l’esposizione internazionale d’arte a firma Christine Macel, promossa dalla Biennale di Venezia, lungo un percorso con 120 artisti – 103 per la prima volta nella mostra curatoriale – composto da un prologo e nove padiglioni che si snoda senza apparenti barriere, se non quelle che spiegano al visitatore che sta entrando ora nella sezione “dei Libri e degli Artisti”, che apre la sequenza, ora in quella “dei Colori” o del “Tempo e dell’Infinito”, che chiude la mostra all’Arsenale.
Visual Top Art EN (new)
“E’ una Biennale che parla delle nostre abitudini, consuetudini, sogni o utopie” ha detto il presidente Paolo Baratta.


Direttore

Christine Macel

Christine Macel è nata a Parigi nel 1969. Dopo gli studi in storia dell’arte, è stata conservatrice del patrimonio e ispettore della creazione artistica per la “Délégation aux Arts Plastiques” del Ministero della Cultura francese (dal 1995). Dal 2000 ricopre l’incarico di Curatore capo del Musée national d’art moderne – Centre Pompidou di Parigi, dove è responsabile del Dipartimento della “Création contemporaine et prospective” che ha fondato e sviluppato. È stata curatrice del Padiglione Francese alla Biennale Arte 2013 (Anri Sala) e del Padiglione Belga alla Biennale Arte 2007 (Eric Duyckaerts).

Per il Centre Pompidou ha curato e co-curato numerose mostre collettive, tra cui Danser sa vie, art et danse aux XX et XXIème siècles (2011); Les promesses du passé. Une histoire discontinue de l’art à l’Est de l’Europe depuis 1956 (50 artistes) (2010); Airs de Paris, mutations dans la ville et la vie urbaine (2007); Dionysiac (2005). Ha curato anche le personali di artisti come Anri Sala (2012), Gabriel Orozco (2010), Philippe Parreno (2009), Sophie Calle (2003), Nan Goldin (2002) e Raymond Hains (2001).

Sempre al Pompidou ha ideato e realizzato “Espace 315”, una galleria dedicata ai giovani artisti della scena internazionale, per la quale ha curato otto esposizioni tra il 2004 e il 2013: Koo Jeong-A, Magnus Von Plessen, Xavier Veilhan, Jeppe Hein, Pawel Althamer, Damian Ortega, Tobias Putrih, L’Image dans la sculpture (Navid Nuur, Nina Beier, Simon Denny, Yorgos Sapountzis). Nel 2002 è stata inoltre responsabile del concept e della organizzazione e programmazione di “Prospectif Cinéma”, pensato per mettere in luce la produzione cinematografica di giovani artisti francesi e internazionali.

È stata anche direttore artistico del Festival du Printemps de Cahors per due anni (ExtraetOrdinaire, 1999; Sensitive, 2000), e curatrice della mostra di Jeppe Hein al Moore Space Miami (2005), di John Bock al FRAC di Marsiglia (2006) e di Ziad Antar alla Sharjah Foundation (2012).

Nel 2015 ha curato Nel Mezzo del Mezzo. Arte contemporanea nel Mediterraneo, Museo Riso di Palermo; What We Call Love, from Surrealism to Now, Irish Museum of Modern Art di Dublino; Une histoire, art, architecture, design, des années 80 à nos jours, Centre Pompidou, che ha anche inaugurato all’Haus der Kunst di Monaco nel marzo 2016. È curatrice di Collected by Thea Westreich Wagner and Ethan Wagner con Elisabeth Sussman, che ha aperto al Whitney Museum di New York a novembre 2015 e al Centre Pompidou nel giugno 2016.

Ha curato per il Centre Pompidou Dear Friends, donations of the last 5 years (marzo 2016) e Melik Ohanian, Marcel Duchamp Prize (maggio 2016). Nel mese di ottobre 2016 ha aperto la mostra Polyphonies: Franck Leibovici, Oliver Beer, Mariechen Danz nel nuovo Espace Prospectif Galerie 0 del Centre Pompidou.


Ricerche web a cura di Crescenza CaradonnaFeatured Image -- 28706

“LO STESSO VELENO” di Luigi Biancoli e Giuseppe Marzio



Puglia da amare Quotidiano d’informazione


“LO STESSO VELENO”
di Luigi Biancoli e Giuseppe Marzio


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 PRESENTAZIONE

Che la diversità sia sinonimo di ricchezza è cosa risaputa, o almeno così dicono.
E se anche coloro che vengono definiti diversi, avessero problemi ad accettare quelli diversi da loro?
Un pensiero un po’contorto, ce ne rendiamo conto.
Paradossalmente, ci piace anche pensare, che in una cosa però siamo similari: tutti pronti a creare categorie, il più delle volte etichettandole come “SBAGLIATE”, pur di sentirci giusti nelle nostre limitazioni e la scarsa apertura agli altri.

Abbiamo provato a scrivere su questo.
Raccontandoci semplicemente.
Senza falsi moralismi, senza mai proporre soluzioni né vendere sogni o solide realtà.
Ciò che abbiamo messo in campo o meglio su un palco, denota tutta la debolezza e la forza delle quali disponiamo; al fine di offrire più punti di vista, col terrore però di non chiuderli definitivamente.
Lo abbiamo fatto in un periodo di particolare Veleno: diversi noi, tra di noi, ma con lo stesso Veleno.
Vi raccontiamo il nostro… Qual è invece il vostro?

LUIGI BIANCOLI
GIUSEPPE MARZIO


info e prenotazioni
lostessoveleno@gmail.com


Sabato 10 giugno
dalle ore 20:30 alle ore 21:45
LO STESSO VELENO

Teatro Tata’
TARANTO

Crescenza Caradonna
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Vince la legalità

Festa di San Nicola

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ATTESTATO “Dall’incontro di due Artisti le Parole si Colorano” 1° Ed.


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CONFERITO A CRESCENZA CARADONNA


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ARTICOLO CORRELATO:
  NATURA (poesia) – ALBERI (quadro)

di Crescenza Caradonna



 

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Seconda mostra delle Icone e delle Ampolle della Manna di San Nicola.

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BARI
Seconda mostra delle Icone e delle Ampolle della Manna di San Nicola.
Presentata nella Sala Giunta del Palazzo di Città, dal dott. Giuseppe Cascella, presidente della Commissione Culture del Comune di Bari, la seconda mostra delle Icone e delle Ampolle della Manna di San Nicola.

Circa 40 icone bizantine e una ventina di ampolle della Manna di San Nicola saranno in mostra, per il secondo anno consecutivo, nel colonnato dell’ex Palazzo della Provincia, dal 9 al 14 maggio, per iniziativa della commissione consiliare Culture del Comune di Bari.

La mostra è stata promossa sia in occasione dei festeggiamenti per il santo patrono (7,8,9 maggio), sia per l’arrivo dei ministri dell’economia per il G7 (11-13 maggio).

Le icone, tele datate per la maggior parte all’800, e le ampolle fanno parte di collezioni private. Le icone, differenti per tipologia (orientali e occidentali), testimoniano la diffusione dell’immagine di San Nicola che dovrebbe essere presente in oltre mille chiese nel mondo. Si tratta non di semplici quadri ma quasi di ‘opere sacre’ perché testimoniano un mondo ‘meditativo’ di parlare del santo.

Il pezzo più antico è un’icona del 1300 della Pinacoteca Giaquinto. Le ampolle sono quasi tutte in vetro di Murano e dipinte con i miracoli di San Nicola. (ANSA).

La mostra che avrà luogo dal 9 al 14 maggio nella Sala del Colonnato della Città Metropolitana (ex palazzo della Provincia), Lungomare Nazario Sauro 29, è stata organizzata dal Comune di Bari in collaborazione con l’Associazione Italo-Ellenica “Pitagora” di Bari, presieduta da Sarina Elefteria Garufi e con il prezioso contributo dell’architetto Franco Altobelli, che ha progettato l’allestimento e la parte grafica (locandine, inviti, brochure, ecc.).

La scelta del 9 maggio, ha detto Cascella, coincide con la sacralità e l’amore che i baresi hanno verso San Nicola, la coincidenza con il prelievo della manna, che si rinnova ogni anno in occasione della Sagra, e la contemporaneità del G7 economico che si terrà a Bari.

Sarina Elefteria Garufi, porgendo il saluto del Consiglio Direttivo dell’Associazione “Pitagora” ha descritto sommariamente l’attività dell’Associazione documentata dai vari eventi culturali (presentazione di libri, concerti, feste dell’amicizia Italo-Ellenica, con la partecipazione di balletti provenienti dalla Grecia e dalla Grecìa salentina, escursioni culturali in Grecia e in Italia, gemellaggio tra Croce Rossa Italiana e Greca, che sono organizzati per ottimizzare i rapporti culturali e religiosi tra Italia e Grecia, finalizzati all’ecumenismo e al miglioramento dei rapporti tra i due Paesi.


DISEGNO DI PIETRO FABRIS


Per l’occasione è stato mostrato un disegno di Piero Fabris, scrittore e artista, che sarà offerto in omaggio ai 7 Ministri delle Finanze che visiteranno la mostra. L’opera “Nicòlaus” rappresenta un bastone (pastorale) di ulivo, evocazione della Puglia, con in testa la lettera “G” (grandi) con accanto un libro rosso (il libro rosso di Bari), la Basilica di San Nicola, un monumento che meglio rappresenta Bari ed i baresi. Al centro del disegno vi è un paese appena accennato, arroccato su una costa circolare, in quelle case sono riposte tutte le attese di fraternità.


Appuntamento quindi al 9 maggio alle ore 11,30 per l’inaugurazione della Mostra, in occasione della quale si potranno ammirare le icone e le ampolle esposte che, ovviamente, non sono in vendita, ma fanno parte di collezioni private.


CONTATTI/INFO  cresy.caradonna@gmail.com

Crescenza Caradonna