I TITOLI DEI QUOTIDIANI DI OGGI



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I TITOLI DEI QUOTIDIANI DI OGGI

 


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30 GEN 2017


Corriere della Sera:

“Rivolta contro il bando di Trump”

Prima Pagina Corriere della Sera 30/01/2017


La Repubblica:

“Trump solo contro tutti”

Prima Pagina La Repubblica 30/01/2017


La Stampa:

“Sorpresa in Francia alle primarie dilaga la sinistra radicale”

Prima Pagina La Stampa 30/01/2017


Il Messaggero:

“Migranti, un muro anti-Trump”

Prima Pagina La Stampa 30/01/2017


Il Sole 24 Ore:

“Rebus ‘rottamazione’ per multe e tasse locali”

Prima Pagina Il Sole 24 Ore 30/01/2017


Il Fatto Quotidiano:

“Renzi può perdere pure il Pd”

Prima Pagina Il Fatto Quotidiano 30/01/2017


Libero:

“Processo ai giudici”

Prima Pagina Libero 30/01/2017

Il Giornale:

“Muro buonista contro Trump”

Prima Pagina Il Giornale 30/01/2017


a cura di Crescenza Caradonna
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IL DIARIO DI ANNA FRANK


a cura di Crescenza Caradonna



IL DIARIO DI ANNA FRANK

« …È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo che può sempre emergere… »
(Dal Diario di Anna Frank)

Anne Frank è una ragazzina ebrea che durante la Seconda Guerra Mondiale è costretta a nascondersi per sfuggire ai nazisti. Insieme ad altri sette compagni vive in clandestinità nella casa sul retro in Prinsengracht 263 ad Amsterdam.

Dopo più di due anni questi clandestini vengono scoperti e deportati nei campi di concentramento. Il padre di Anne, Otto Frank, è l’unico degli otto inquilini dell’Alloggio segreto a sopravvivere.

Il diario che Anne ha scritto durante il periodo trascorso in clandestinità la renderà famosa in tutto il mondo.


La famiglia Frank si nasconde il 6 luglio 1942, dopo mesi di segreti preparativi da parte del padre. Anne abbandona la propria abitazione in Merwedeplein indossando uno sopra l’altro numerosi strati di vestiti. Arrivata nel nascondiglio, il retro della fabbrica diretta dal padre, dovrà dare inizio concreto a una spoliazione progressiva, che diverrà simbolica nel racconto del Diario. Il luogo dove i Frank si rifugiano ha l’aspetto di una casa, ma ogni possibilità esterna di osservare l’interno dell’abitazione era stata saggiamente preclusa: lunghi periodi quotidiani di coprifuoco, finestre oscurate (”in verità non si può parlare di tende perché sono solo semplici, freddi pezzi di stoffa, diversi per forma, qualità e motivi […]; questi capolavori sono stati attaccati alle finestre con delle puntine, e non verranno tolti per tutto il tempo in cui saremo nascosti qui”, 11 luglio 1942). Da fuori, nessuno doveva sospettare che in quell’edificio fossero nascosti ebrei: stracci contro i vetri delle finestre, spiragli ricoperti di cartone, buio. L’alloggio segreto, per Anne, rappresenta una chiusura contro l’esterno, una barriera che per metà si mostra angosciante e per metà fa assaporare la possibilità quotidiana di salvarsi, sfuggendo alla deportazione. Si fa ostacolo e protezione, diventa odiato e amato, a volte addirittura preferito alle stanze sottostanti, gli uffici della fabbrica:

“Quassù mi sento tuttora più al sicuro che non sola in quella casa grande e silenziosa.”
26 maggio 1944

Nata il 12 giugno 1929 a Francoforte sul Meno da Edith e Otto, Anne Frank ha una sorella di tre anni più grande, Margot. Di famiglia ebraica, nel 1933 si trasferisce con gli altri componenti ad Amsterdam dopo l’ascesa dei nazionalsocialisti in Germania e l’acuirsi delle violenze contro gli ebrei e i loro beni. Nella città olandese Otto Frank dirige la Opekta, fabbrica produttrice di aromi e pectina situata nel centro della città, e permette alla propria famiglia di vivere un tempo relativamente sereno fino all’arrivo dell’esercito nazista, che conquista i Paesi Bassi nell’arco di pochi giorni, nel maggio 1940. Nell’ambito del più ampio progetto di sterminio degli ebrei europei, i nazisti istituiscono anche ad Amsterdam le modalità di oppressione, spoliazione e deportazione già sperimentate in tante altre città del Reich. I Frank, vistasi rifiutare la possibilità di emigrare negli Stati Uniti e impossibilitati a fuggire altrove, trovano rifugio in alcune stanze sistemate nell’edificio retrostante alla Opekta, al 263 di Prinsengracht. Con loro, la famiglia Van Pels (Hermann, Auguste e Peter) e poco tempo dopo il signor Fritz Pfeffer. Circa tre settimane prima, per il suo tredicesimo compleanno, Anne riceve in dono un diario, la cui scrittura la accompagnerà fino al 1 agosto 1944. Il 4 agosto gli otto clandestini vengono scoperti e arrestati, a seguito di una delazione, imprigionati e successivamente tradotti nel lager di transito di Westerbork. Da lì verranno tutti deportati ad Auschwitz, dove i loro destini prenderanno strade diverse. Alla fine del conflitto solo Otto Frank sopravvivrà allo sterminio e farà ritorno ad Amsterdam.


“Pensare, sognare, pregare e rilassarsi: 10 meno un quarto – 10 e un quarto.”
20 marzo 1944

 di Crescenza Caradonna


IL BUONGIORNO di Crescenza Caradonna


IL BUONGIORNO di CRESCENZA CARADONNA

Notizie

BARI – Il Cordoglio del sindaco Decaro per la scomparsa dell’On. Salvatore Tatarella

CANADA – Sei persone sono state uccise in una sparatoria nella moschea di Quebec City, in Canada. I feriti sono otto. Due persone sono state arrestate.  Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha definito l’attentato “un attacco terroristico contro i musulmani”, sottolineando che e’ “straziante vedere una simile violenza insensata”.

Yangui ha detto che la sparatoria è avvenuta nella sezione maschile della moschea, che le vittime sono tutte di sesso maschile e di temere che ci possano essere dei bambini. Il presidente del Centro ha aggiunto che non si trovava nella moschea al momento dell’attacco ma ha potuto fornire alcuni dettagli che gli sono stati raccontati da persone che hanno assistito alla sparatoria. Un gruppo stimato tra le 60 e le 100 persone si trovava verosimilmente all’interno del centro.

USA – Trump: non è bando a musulmani, visti tra 90 giorni. Sedici 16 procuratori generali contro neopresidente
I giudici: ‘Libertà religiosa principio fondamentale Usa’

RUSSIA – In Russia picchiare moglie e figli non sarà più un reato Via libera della Duma alla depenalizzazione delle violenze domestiche. Declassate a illecito amministrativo, solo 3 voti contrari

BARI – “Siccome questa posizione è insostenibile, si può perfino arrivare alle carte bollate per obbligarlo a fare il Congresso”. Lo ha detto, parlando di Matteo Renzi, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (Pd), intervistato da Lucia Annunziata nel corso della trasmissione ‘In 1/2 ora’. “Io – ha aggiunto – consiglio vivamente al segretario di iniziare immediatamente la procedura per il congresso perchè se non lo fa è in una tale difficoltà politica che rischia di uscirne assolutamente azzerato come soggetto legittimato a guidare il partito”. “Quindi – ha rilevato Emiliano – prima cominciamo meglio è”.

Emiliano ha poi spiegato che “se Renzi non ci dà un segnale rapidamente, cominciamo a raccogliere le firme tra i militanti del partito che non vogliono vedere il partito esplodere in mille pezzi nella dialettica tra Renzi e D’Alema”. “La raccolta delle firme – ha precisato – penso si possa cominciare a fare anche in settimana”. Quanto alle parole pronunciate ieri da D’Alema, che ha paventato una possibile scissione qualora si vada a elezioni senza avere prima celebrato il congresso Pd, Emiliano ha detto di non credere che “D’Alema abbia intenzione di avviare personalmente una scissione, tant’è che ha adoperato un termine diverso: ha detto ‘liberi tutti'”. “Significa – ha spiegato Emiliano – che il suo tentativo da sinistra di ricostruire le ragioni di un Pd che non trascuri questa tradizione politica, fallisce. E dopodiché noi ci dobbiamo trovare un sistema per riportare gli italiani a poter votare per un soggetto che corrisponda al progetto originario del Pd”. “Io – ha rilevato il governatore pugliese – escludo che Renzi possa prendere il suo partito e suicidarlo in una ipotesi nella quale, come se fossimo in un piccolo Comune, fa uno strappo e va avanti. Poi gli altri del Pd fanno una lista civica, fanno confusione”. “Di solito – ha aggiunto – in questo caso vince la destra o il M5S. E noi facciamo la figura di quelli che per tutelare noi stessi sacrifichiamo l’interesse comune”. “Non posso pensare – ha concluso – che Renzi arrivi a questo”. (ANSA)


FRANCAVILLA FONTANA (BRINDISI), 24 GEN – Un uomo di 79 anni, Rocco Bellanova, ha ferito gravemente al volto con un colpo d’arma da fuoco sua moglie 78enne, durante una lite scoppiata nella casa dei coniugi a Francavilla Fontana, pare per motivi di gelosia. Secondo i primi accertamenti, l’arma usata sarebbe un fucile. Sull’accaduto indagano i carabinieri che ora stanno interrogando l’uomo che è stato portato in caserma. La donna è ricoverata in ospedale con riserva di prognosi.

Questo episodio di giorni fa continua a far riflettere che casi come questi ormai sono quotidianamente sulla cronaca dei giornali e le vittime sono quasi sempre donne di ogni età e rango sociale.
Maltrattate, ferite, umiliate le donne devono avere il coraggio di denunciare perché in molti casi è l’unica arma vincente per punire questi loschi individui che nelle loro quattro mura domestiche esercitano un potere violento che non hanno.

di Crescenza Caradonna