ROMA IMAGO URBIS


ROMA IMAGO URBIS

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Premio Nazionale «Porta d’Oriente»6°Ed.

La direttrice di Puglia d’Amare riceve il premio PORTA D’ORIENTE

sez. racconto breve 2°classificata con: “Maryen e la Barbie della libertà”


La Piazza il giornale di Giovinazzo ha dedicato al Premio Letterario Nazionale ” PORTA D’ORIENTE” il seguente articolo di Alessandra Tomarchio.

Premio Nazionale «Porta d’Oriente»

Eravamo già in stampa con il numero di gennaio quando si è tenuta la cerimonia di chiusura, questo 21 dicembre scorso, del Premio Letterario Nazionale «Porta d’Oriente – Cultura e libero Sviluppo del Mediterraneo» dedicato a Nicola Saponaro e sotto il patrocinio della Camera dei Deputati, della Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo – Cultura – Turismo, della Provincia e del Comune di Bari, dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, del Club Unesco di Bisceglie, della Camera di Commercio e del Confartigianato di Bari. Una manifestazione dunque di assoluta rilevanza e che non potevamo certo disertare, come mensile locale, visto lo stretto legame che ha con la nostra città la prof. Cettina Fazio Bonina e, con lei, anche la nota psicologa e scrittrice Vera Slepoj, rispettivamente i presidenti dell’Associazione Porta d’Oriente e del Premio in questione. Circa 400 presenze registrate nella splendida Sala degli Specchi del Circolo Unione di Bari per la lunga kermesse di questa sesta edizione, mai come quest’anno è stata così laboriosa e combattuta, per quantità e qualità dei lavori presentati, la selezione dei libri in concorso: ad aggiudicarsi alla fine il prestigioso premio Porta d’Oriente per il 2016 sono stati gli scrittori Massimo Onofri, per la sezione Romanzo, con Passaggio in Sicilia (Giunti) e Luciano Canfora, per quella della Letteratura, con Tucidide (Laterza). Un verdetto netto, questo, strettamente basato su pregi e contenuti delle opere appena citate, che ha finito però col divenire l’ennesima riconferma, come se ce ne fosse bisogno, della fondatezza della fama dei suoi autori come due dei più validi esponenti del mondo letterario e culturale italiano. Se infatti, ribaltando una volta tanto la tesi del nemo propheta in patria, potrebbe essere persino superfluo spiegare ad un semplice “barese della strada” chi sia il prof. Canfora (filologo classico, storico e saggista noto a livello internazionale ed autore di almeno un centinaio di opere, ndr) non tutti forse conoscono qui la effettiva caratura di Massimo Onofri. Professore di letteratura italiana contemporanea all’Università di Sassari, Onofri è un saggista, critico letterario e storico della filosofia con collaborazioni, tra l’altro, con diverse testate giornalistiche autorevoli e vincitore, nel 2007, del premio Brancati per la saggistica e, nel 2011, del premio De Sanctis per l’Unità d’Italia. E forse questo può aiutare a chiarire meglio non solo il perché dell’irrituale ex aequo di questa edizione (in realtà, privilegiando genere letterario ed ospite, è ad Onofri che è andato l’assegno in palio, oltre allo speciale trofeo Zampieri previsto per il vincitore, ndr) ma anche quanto possa essere stata sofferta la decisione della qualificata giuria presieduta da Vittorio Sgarbi che annoverava tra i suoi membri: Cosma Cafueri, Claudio Cutuli, Marisa Di Bello, Concetta Fazio Bonina, Nino Ippolito, Paolo Mieli, Michele Mirabella, Corrado Petrocelli, Gennaro Sangiuliano ed Alberto Sinigaglia, Commissioni di merito composte da umanisti, giornalisti, artisti, attori ed intellettuali che li hanno in qualche caso personalmente consegnati, così gli altri premi: per la sezione Poesia Studenti Matilde Civilla di Presicce – Acquaviva del Capo, per la Poesia Adulti Gianna Trimigliozzi di Bari, per la Poesia in Vernacolo Fausto Marseglia di Napoli, per Il Racconto Breve 1° class. Carmelo Colelli e 2° class. Crescenza Caradonna ed infine per il Cortometraggio Mariella Cuoccio di Bitonto. Grazie ai numerosi interventi dal tavolo e dalla platea, i virtuosismi degli intermezzi musicali del violinista Francesco Greco e pure alcuni momenti toccanti, come la partecipazione attiva di ragazzi migranti dell’associazione culturale Etnie, è stata una manifestazione, concludendo, che non si è fatta davvero mancare nulla e su cui non hanno poi pesato più di tanto le mancate presenze: a cominciare da quella di Sgarbi che, per un contrattempo dell’ultim’ora, ha comunque voluto porgere un saluto ai presenti, subito ricambiato da un lungo applauso, attraverso un collegamento telefonico in diretta con la sala. Complimenti ed un ad maiora agli organizzatori, non ci resta per il momento che attendere l’appuntamento per l’edizione di quest’anno.


ARTICOLI DI CresyCrescenza Caradonna
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Premio Letterario Nazionale 6°Ed.2016 “PORTA D’ORIENTE “

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Capitale italiana della cultura 2018: Palermo



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Capitale italiana della cultura 2018 : Palermo


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Palermo sarà capitale italiana della cultura per il 2018.
Designata dalla Giuria presieduta da Stefano Baia Curioni, la vincitrice è stata annunciata oggi dal ministro di beni culturali e turismo, Dario Franceschini.

Le altre finaliste erano Alghero, Aquileia, Comacchio, Ercolano, Montebelluna, Recanati, Settimo torinese, Trento e l’Unione comuni elimo-ericini.

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I TITOLI DEI QUOTIDIANI DI OGGI



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I TITOLI DEI QUOTIDIANI DI OGGI

 


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30 GEN 2017


Corriere della Sera:

“Rivolta contro il bando di Trump”

Prima Pagina Corriere della Sera 30/01/2017


La Repubblica:

“Trump solo contro tutti”

Prima Pagina La Repubblica 30/01/2017


La Stampa:

“Sorpresa in Francia alle primarie dilaga la sinistra radicale”

Prima Pagina La Stampa 30/01/2017


Il Messaggero:

“Migranti, un muro anti-Trump”

Prima Pagina La Stampa 30/01/2017


Il Sole 24 Ore:

“Rebus ‘rottamazione’ per multe e tasse locali”

Prima Pagina Il Sole 24 Ore 30/01/2017


Il Fatto Quotidiano:

“Renzi può perdere pure il Pd”

Prima Pagina Il Fatto Quotidiano 30/01/2017


Libero:

“Processo ai giudici”

Prima Pagina Libero 30/01/2017

Il Giornale:

“Muro buonista contro Trump”

Prima Pagina Il Giornale 30/01/2017


a cura di Crescenza Caradonna
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IL DIARIO DI ANNA FRANK


a cura di Crescenza Caradonna



IL DIARIO DI ANNA FRANK

« …È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo che può sempre emergere… »
(Dal Diario di Anna Frank)

Anne Frank è una ragazzina ebrea che durante la Seconda Guerra Mondiale è costretta a nascondersi per sfuggire ai nazisti. Insieme ad altri sette compagni vive in clandestinità nella casa sul retro in Prinsengracht 263 ad Amsterdam.

Dopo più di due anni questi clandestini vengono scoperti e deportati nei campi di concentramento. Il padre di Anne, Otto Frank, è l’unico degli otto inquilini dell’Alloggio segreto a sopravvivere.

Il diario che Anne ha scritto durante il periodo trascorso in clandestinità la renderà famosa in tutto il mondo.


La famiglia Frank si nasconde il 6 luglio 1942, dopo mesi di segreti preparativi da parte del padre. Anne abbandona la propria abitazione in Merwedeplein indossando uno sopra l’altro numerosi strati di vestiti. Arrivata nel nascondiglio, il retro della fabbrica diretta dal padre, dovrà dare inizio concreto a una spoliazione progressiva, che diverrà simbolica nel racconto del Diario. Il luogo dove i Frank si rifugiano ha l’aspetto di una casa, ma ogni possibilità esterna di osservare l’interno dell’abitazione era stata saggiamente preclusa: lunghi periodi quotidiani di coprifuoco, finestre oscurate (”in verità non si può parlare di tende perché sono solo semplici, freddi pezzi di stoffa, diversi per forma, qualità e motivi […]; questi capolavori sono stati attaccati alle finestre con delle puntine, e non verranno tolti per tutto il tempo in cui saremo nascosti qui”, 11 luglio 1942). Da fuori, nessuno doveva sospettare che in quell’edificio fossero nascosti ebrei: stracci contro i vetri delle finestre, spiragli ricoperti di cartone, buio. L’alloggio segreto, per Anne, rappresenta una chiusura contro l’esterno, una barriera che per metà si mostra angosciante e per metà fa assaporare la possibilità quotidiana di salvarsi, sfuggendo alla deportazione. Si fa ostacolo e protezione, diventa odiato e amato, a volte addirittura preferito alle stanze sottostanti, gli uffici della fabbrica:

“Quassù mi sento tuttora più al sicuro che non sola in quella casa grande e silenziosa.”
26 maggio 1944

Nata il 12 giugno 1929 a Francoforte sul Meno da Edith e Otto, Anne Frank ha una sorella di tre anni più grande, Margot. Di famiglia ebraica, nel 1933 si trasferisce con gli altri componenti ad Amsterdam dopo l’ascesa dei nazionalsocialisti in Germania e l’acuirsi delle violenze contro gli ebrei e i loro beni. Nella città olandese Otto Frank dirige la Opekta, fabbrica produttrice di aromi e pectina situata nel centro della città, e permette alla propria famiglia di vivere un tempo relativamente sereno fino all’arrivo dell’esercito nazista, che conquista i Paesi Bassi nell’arco di pochi giorni, nel maggio 1940. Nell’ambito del più ampio progetto di sterminio degli ebrei europei, i nazisti istituiscono anche ad Amsterdam le modalità di oppressione, spoliazione e deportazione già sperimentate in tante altre città del Reich. I Frank, vistasi rifiutare la possibilità di emigrare negli Stati Uniti e impossibilitati a fuggire altrove, trovano rifugio in alcune stanze sistemate nell’edificio retrostante alla Opekta, al 263 di Prinsengracht. Con loro, la famiglia Van Pels (Hermann, Auguste e Peter) e poco tempo dopo il signor Fritz Pfeffer. Circa tre settimane prima, per il suo tredicesimo compleanno, Anne riceve in dono un diario, la cui scrittura la accompagnerà fino al 1 agosto 1944. Il 4 agosto gli otto clandestini vengono scoperti e arrestati, a seguito di una delazione, imprigionati e successivamente tradotti nel lager di transito di Westerbork. Da lì verranno tutti deportati ad Auschwitz, dove i loro destini prenderanno strade diverse. Alla fine del conflitto solo Otto Frank sopravvivrà allo sterminio e farà ritorno ad Amsterdam.


“Pensare, sognare, pregare e rilassarsi: 10 meno un quarto – 10 e un quarto.”
20 marzo 1944

 di Crescenza Caradonna


IL BUONGIORNO di Crescenza Caradonna


IL BUONGIORNO di CRESCENZA CARADONNA

Notizie

BARI – Il Cordoglio del sindaco Decaro per la scomparsa dell’On. Salvatore Tatarella

CANADA – Sei persone sono state uccise in una sparatoria nella moschea di Quebec City, in Canada. I feriti sono otto. Due persone sono state arrestate.  Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha definito l’attentato “un attacco terroristico contro i musulmani”, sottolineando che e’ “straziante vedere una simile violenza insensata”.

Yangui ha detto che la sparatoria è avvenuta nella sezione maschile della moschea, che le vittime sono tutte di sesso maschile e di temere che ci possano essere dei bambini. Il presidente del Centro ha aggiunto che non si trovava nella moschea al momento dell’attacco ma ha potuto fornire alcuni dettagli che gli sono stati raccontati da persone che hanno assistito alla sparatoria. Un gruppo stimato tra le 60 e le 100 persone si trovava verosimilmente all’interno del centro.

USA – Trump: non è bando a musulmani, visti tra 90 giorni. Sedici 16 procuratori generali contro neopresidente
I giudici: ‘Libertà religiosa principio fondamentale Usa’

RUSSIA – In Russia picchiare moglie e figli non sarà più un reato Via libera della Duma alla depenalizzazione delle violenze domestiche. Declassate a illecito amministrativo, solo 3 voti contrari

BARI – “Siccome questa posizione è insostenibile, si può perfino arrivare alle carte bollate per obbligarlo a fare il Congresso”. Lo ha detto, parlando di Matteo Renzi, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (Pd), intervistato da Lucia Annunziata nel corso della trasmissione ‘In 1/2 ora’. “Io – ha aggiunto – consiglio vivamente al segretario di iniziare immediatamente la procedura per il congresso perchè se non lo fa è in una tale difficoltà politica che rischia di uscirne assolutamente azzerato come soggetto legittimato a guidare il partito”. “Quindi – ha rilevato Emiliano – prima cominciamo meglio è”.

Emiliano ha poi spiegato che “se Renzi non ci dà un segnale rapidamente, cominciamo a raccogliere le firme tra i militanti del partito che non vogliono vedere il partito esplodere in mille pezzi nella dialettica tra Renzi e D’Alema”. “La raccolta delle firme – ha precisato – penso si possa cominciare a fare anche in settimana”. Quanto alle parole pronunciate ieri da D’Alema, che ha paventato una possibile scissione qualora si vada a elezioni senza avere prima celebrato il congresso Pd, Emiliano ha detto di non credere che “D’Alema abbia intenzione di avviare personalmente una scissione, tant’è che ha adoperato un termine diverso: ha detto ‘liberi tutti'”. “Significa – ha spiegato Emiliano – che il suo tentativo da sinistra di ricostruire le ragioni di un Pd che non trascuri questa tradizione politica, fallisce. E dopodiché noi ci dobbiamo trovare un sistema per riportare gli italiani a poter votare per un soggetto che corrisponda al progetto originario del Pd”. “Io – ha rilevato il governatore pugliese – escludo che Renzi possa prendere il suo partito e suicidarlo in una ipotesi nella quale, come se fossimo in un piccolo Comune, fa uno strappo e va avanti. Poi gli altri del Pd fanno una lista civica, fanno confusione”. “Di solito – ha aggiunto – in questo caso vince la destra o il M5S. E noi facciamo la figura di quelli che per tutelare noi stessi sacrifichiamo l’interesse comune”. “Non posso pensare – ha concluso – che Renzi arrivi a questo”. (ANSA)


FRANCAVILLA FONTANA (BRINDISI), 24 GEN – Un uomo di 79 anni, Rocco Bellanova, ha ferito gravemente al volto con un colpo d’arma da fuoco sua moglie 78enne, durante una lite scoppiata nella casa dei coniugi a Francavilla Fontana, pare per motivi di gelosia. Secondo i primi accertamenti, l’arma usata sarebbe un fucile. Sull’accaduto indagano i carabinieri che ora stanno interrogando l’uomo che è stato portato in caserma. La donna è ricoverata in ospedale con riserva di prognosi.

Questo episodio di giorni fa continua a far riflettere che casi come questi ormai sono quotidianamente sulla cronaca dei giornali e le vittime sono quasi sempre donne di ogni età e rango sociale.
Maltrattate, ferite, umiliate le donne devono avere il coraggio di denunciare perché in molti casi è l’unica arma vincente per punire questi loschi individui che nelle loro quattro mura domestiche esercitano un potere violento che non hanno.

di Crescenza Caradonna


‘Keith Haring. About Art’ a Milano


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Keith Haring in dialogo con l’Arte

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‘Keith Haring. About Art’
dal 21/2 al 18/6 

Palazzo Reale 
Milano

110 opere dell’artista americano Keith Haring


Non solo controcultura socialmente e politicamente impegnata, ma anche le suggestioni dell’arte contemporanea e classica, del Rinascimento italiano e dell’archeologia, fino all’etnografia e ai linguaggi delle civiltà precolombiane: è un Keith Haring a tutto tondo quello raccontato nella grande mostra allestita dal 21/2 al 18/6 a Palazzo Reale di Milano.

Esposte 110 opere, in alcuni casi inedite o mai viste in Italia, molte monumentali, capaci di illustrare il linguaggio del geniale pittore e writer americano e la complessità della sua ricerca intessuta in un dialogo continuo con l’arte.

Non a caso il titolo della rassegna è ‘Keith Haring. About Art’. Le oltre cento opere, provenienti da collezioni pubbliche e private americane, europee, asiatiche hanno lo scopo di andare ancora più in profondità della sua iconografia apparentemente infantile, perfetta però per veicolare messaggi sui temi scottanti del tempo, e contemporaneamente, mettere in luce il suo rapporto con la storia dell’arte.


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La mostra di Keith Haring a Milano è un viaggio, allegro e colorato, fra le opere del grande artista statunitense, noto in tutto il mondo per i suoi personaggi in movimento che abbelliscono case e palazzi delle maggiori città del mondo.

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Nato nel 1958, Haring sviluppa un precocissimo talento ispirato ai cartoni animati di Walt Disney, coltivato poi negli anni con la visita a numerosi musei che lo mettono in contatto con la grande arte di Dubuffet, Jackson Pollock, Paul Klee e soprattutto con la Pop Art di Andy Warhol e con l’arte di Alechinski, che avranno su Haring un forte ascendente.

Trasferitosi a New York per motivi di studio, la sua arte si arricchì delle suggestioni derivate dalla sua amicizia con  Jean-Michel Basquiat e con gli autori della Beat Generation come Burroughs.

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Dedicatosi all’arte del graffito, Haring lavorò in tutta l’America e riscosse successo anche in Europa, dove l’arista ha lasciato molti segni del proprio passaggio: celebre, ad esempio, la sua opera Tuttomondo sul muro del convento di Sant’Antonio a Pisa, la sua ultima opera pubblica, nonché ultimo inno alla vita poco prima della morte.

Nel 1990 infatti Haring, gravemente malato, morì nella sua casa di New York a soli 31 anni, lasciandosi alle spalle una serie infinita di muri popolati da figure colorate e vitali e un successo artistico affermatosi in ogni continente e di cui la Mostra di Haring a Palazzo Reale è il grande omaggio resogli dalla città di Milano a quasi trent’anni dalla sua scomparsa.


INFO

Durata della visita guidata: 90 minuti circa
Ritrovo: 15 minuti prima dell’orario di visita
Dove: nel cortile interno di Palazzo Reale

Prezzo per visita guidata alla mostra di Keith Haring a Milano:

Visita guidata:  € 8,00, saltafila, visita alla mostra di Haring condotta da uno storico dell’arte con patentino abilitativo alla professione, sistema di microfonaggio, tessera e bollino Milanoguida che consentono l’accumulo di bonus per ottenere una visita guidata gratuita
Biglietto ridotto con diritto di prenotazione € 12,00
Totale: € 20,00


 a cura di Crescenza Caradonna15940555_1532709203423321_8359852324105476505_n

PRIMA PAGINA PUGLIA NAZIONALE ED ESTERA-29 GENNAIO DOMENICA

 

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Puglia da amare Quotidiano d’informazione

29 GENNAIO DOMENICA

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PRIMA PAGINA PUGLIA

 

PRIMA PAGINA BASILICATA E MOLISE

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Prima Pagina ItaliaOggi 29/01/2017

Prima Pagina La Stampa 29/01/2017

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Prima Pagina Der Tagesspiegel 29/01/2017

Prima Pagina El Mundo 29/01/2017

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NAZIONALE ED ESTERA

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Prima Pagina Corriere dello Sport 29/01/2017

Prima Pagina Tuttosport 29/01/2017

Prima Pagina L'Equipe 29/01/2017

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Domenica, 29  gennaio 2017
a cura di  Crescenza Caradonna

Puglia da amare Quotidiano d’informazione
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“Tra Sacro e Profano” Collettiva di Pittura e scultura_Artisti e Opere




a cura di Crescenza Caradonna

“Tra Sacro e Profano”
Collettiva di Pittura e scultura

ARTISTI E OPERE

Una raccolta con le opere dei 27 artisti partecipanti alla mostra in ricordo dell’evento:
“TRA SACRO E PROFANO” Collettiva di Pittura e Scultura 
Chi fosse ancora interessato è pregato di contattarmi.
GRAZIE

RECENSIONI POETICHE a cura di Crescenza Caradonna

Carmen Moschetti
Puglia tra fantasia e realtà
40×50
Acrilico

San Nicola protagonista della tela tra i trulli dai colori arcobaleno domina la tela in un sacro di denominazione popolare, gli animali da cortile fischiettano nelle geometrie colorate tra  fichi d’india sorvegliati da un arguto e baffuto carabiniere: un dipingere originale e creativo di simboli tipici della amata terra pugliese.


Rosanna Squicciarini
Vergine dorata
40×50
Olio su tela

In un vortice luminoso un nucleo d’amore centra il sacro di una maternità senza volto nella quale ci si può rispecchiare: la visione dell’opera suscita sentimenti di dolcezza in quel voler fagocitare il pargolo in una eterna protezione senza fine.


Katya Abbrescia
La Daunia
cm. 50×70
China su pergamena

La Daunia sin dai tempi antichi è una regione storico-geografica pugliese l’opera realizzata su pergamena a china nelle sue linee precise sembra far rivivere quei bei luoghi paesaggistici tra sacro e profano, la città di Alberona soggetto dell’opera fu avamposto per la via dei crociati durante la guerra santa.


Mariella Sellitri
Sacra Famiglia
cm.50×70
Acrilico su tela

Un’opera delicata dove la luce prevale sull’oscurità simbolo di una famiglia, sacra per i cattolici, e di quell’unione che va oltre il corpo  materiale approdando nel divino creatore.

Leonarda Lasciarrea
Donna sensual
cm.70×50
Olio su compensato

Il corpo è bellezza, eleganza sensualità :  una femminilità che profana la fantasia suscitando ammirazione per la sinuosità delle forme perfettamente proporzionate della modella ritratta dagli occhi neri come pece.


Innocenzo Morisco
Maternità
cm. 49 x 68
SCOLPITA CON CORNICE  FORGIATO IN FERRO BATTUTO

Gesù tra le braccia della Vergin Maria nel momento del dolore ormai esanime induce ad una riflessione: la sofferenza è solo per amore come quello che ogni madre prova quando sopravvive al proprio figliolo in un  groviglio di rovi che stillano rosse lacrime amare.


Tommaso Maurizio Vitale
Amatrice
50×40
Opera realizzata con materiale di recupero

Amatrice la terra martoriata dal recente terremoto è vista dall’artista come un turbinio di materia che simboleggia le crepe che hanno distrutto la città nella speranza che in un futuro possa essere ricostruita in breve tempo.


 Caterina Ruocco
Il bastone fiorito
60×40
Olio e acrilico
La pace è il centro simbolico dell’opera, un bianco giglio puro, candido fiorisce da un gorgo d’acqua sorgiva: è la rinascita intesa come ritorno alla vita dono d’amore limpido e sincero.

 Rachele Verroca
Maternità
50X70
Olio su tela
Una maternità intrisa di dolcezza nel volto puro di Maria che posa il suo viso sul tenero Bambin Gesù nell’atto materno di infinito amore verso il figlio tanto amato: la tela dai vividi colori è circondata da una aurea di luce dorata che avvolge la Divina Madonna donandole bagliore e splendore iridescente.

Kaianik Adagian
Madonna in contemplazione
40x 50
Olio su tela

Occhi chiusi sul bel viso di Maria la sposa prediletta mesta abbassa lo sguardo in un atto di pudore e semplicità, il velo nel chiarore diffuso le adorna la celestiale figura  mentre delicatamente pone la mano destra sul suo petto quasi a voler proteggere il suo sacro mistero.


 Mario Boezio
L’angelo ribelle su sfondo giallo
cm. 40x 60
Acrilico su polistirene
Angelo o aspide disubbidiente indomabile in un  profano sedizioso che sfida il sacro : un’opera nella quale una luce è visibile quella del cuore che vuole rompere la corteccia draconiana raffigurata.

 Sara Ragone
Tra sacro e profano
40×50
Matita su cartoncino
Spine di dolore sul cuore di Maria stilla il sangue segno di sofferenza : un teschio, un rosario, la croce portata dal Salvatore per la salvezza di un mondo alla deriva ma il volto della Madonna è rassicurante come dono per quel sacrificio d’amore  intinto nei colori di un rosso vermiglio.

Di Stasi Angela
La fata innamorata
tecnica mista con foglia oro e schegge di cristalli
60×80

La fata è destino etereo spirito della natura in quest’opera magica, ricorda l’innamoramento attraverso i colori rossi accesi di una figura celtica sovrannaturale che nulla ha di umano se non l’aspetto di trasparente cristallo  lunare.


Laura Demattia
Maternità,
olio su tela
40×50

Protetto tra le braccia di Maria, il Santo Bambinello, accoccolato si bea dell’amore materno con dolce fragilità: delicatamente emozionale stupisce per la nitida chiarezza dei colori utilizzati che illuminano con sapienza l’opera.


Carlo Azzella
Natività.
Acrilico intarsio in legno.
cm 40×50

La stella cometa sul Santo Bambinello ha indicato la via da seguire quella dell’amore planetario: un’opera creativa e moderna godibile dal lato visivo, contemporanea e innovativa in sincrono con i nostri tempi.


Stella Fiore
S.s. Maria del pozzo
50×70
tecnica mista

La Madonna del Pozzo sorge dal pozzo in una nube d’angeli, protettrice e patrona della città di Capurso: un’opera intrisa di tradizione sacra e di simboli cattolici di notevole impatto visivo.

Liliana Lerede
Maria 40×50
Olio su tela

Un volto di Madonna interpretato in chiave moderna angelicamente delicato rispecchia la bellezza di un sacro tradizionale : è Maria la madre di tutte le madri rosee le guance in un  uno sguardo emozionale che volge verso un creato infinito nell’attesa del dono d’amore che serra in se.


Mara Giuntoli
La buona novella
40x 50
olio su tela

Il bambinello tra le braccia di Maria e Giuseppe,  l’amore come cerchio avvolgente protagonista della tela che indica la via maestra quella della famiglia punto di riferimento e speranza per il mondo intero: l’azzurro di un velo dalle sfumature soffuse che ricordano il cielo immenso ed infinito.


Antonia Cifarelli alias Alessandra Lupen
Angelo
60×80 olio su tela a cassetta

Sulle ali di una farfalla, un angelo dalle candide ali è una elegante figura di donna che posa il suo corpo sulle soffici nubi di un cielo che tutto copre: gioie e dolori di un cammino chiamato vita che seppur faticoso lascia eterei ricordi indelebilmente incancellabili.


Angela Favia
Tra sacro e profano
olio su tela

Nei tenui colori  la tela naviga tra il sacro, di un piccolo altare votivo di una Madonna adorna di solari fiori di campo ed il profano di un antico uscio adorno di talismani, amuleti portafortuna della cultura popolare rappresentati dal rosso corno ed dal ferro di cavallo.

Anna Marinelli
Metamorfosi cm. 35×50
Cartoncino tecnica mista

La metamorfosi profonda e radicale come mutamento di cambiamento trasforma l’io della donna così ben rappresentata nella tela: indecisa tra il sacro ed il profano volge lo sguardo verso le piumate ali che sembrano attirarla nel vortice divino. Un nudo nel contempo  elegante e pudico espressivamente voluto come a rimarcarne l’innocenza proprio in quel nobil gesto di coprire il giovan seno di donna.


Rocco De Sario
Torno subito
Tecnica mista

La croce gronda sangue e si staglia un cartello con su scritto: “Torno subito” ma il bianco lenzuolo diviene materia di quello spirito divino divenuto uomo per la salvezza di un’umanità smarrita. Originalità e creatività interpretativa in quest’opera tutta da scoprire.


Rosanna Cellie
Natura morta
olio su tela

La terra feconda si adorna di frutti: in quest’opera la natura morta ritratta non sembra  inanimata come solitamente succede ma appare  limpidamente vera in  melograno rosso acceso, all’uva giallo sole, alle arance, bagliori di un mediterraneo condiviso tra popoli e tradizioni comuni.


Flavia Tatone
Innocente sonno
40×60
olio su tela

Il sonno del giusto, solitamente si usa dire, come quello ritratto in quest’opera dall’artista: un fagottino riposa beato sul  caldo grembo della madre protagonista della tela creativa e contemporanea nell’interpretare la nascita, da sempre tema tradizionale dell’arte di tutti i tempi.

Enza Piccolo
La Madonna del pozzo
cm 50 x70
Patch work su polistirele

Sacra Madonna sprigiona un senso di pace ed amore: una tecnica creativa che fa dell’opera una unicità sorprendente catturando lo sguardo visivo di chi l’ammira.


Carmen Alberini
Le due mamme
olio 30×50

Stretto al petto in radici profonde è catena d’amore puro vivo e vero: un figlio. Nutrice la madre si dona all’amore del piccolo che allatta non tralasciando la sua femminilità intrinseca nel suo gesto tanto grazioso quanto naturale fonte di vita e dono universale.


Giovanna Liturri
Allo specchio
Olio su tela
50X60

Un dualismo di donna che è la faccia della stessa medaglia: un’anima un corpo due creature uguali ma che serrano uno scrigno di emozioni nel riflesso di uno specchio di sensuale femminilità.


Katya Abbrescia
Flavia Tatone
Liliana Lerede
Anna Marinelli
Sara Ragone
Mario Boezio
Di Stasi Angela
Caterina Ruocco
Maria Giuntoli
Kaianik Adagian
Rocco De Sario
Laura Demattia
Tommaso Maurizio Vitale
Mariella Sellitri
Carmen Moschetti
Enza Piccolo
Rachele Verroca
Rosanna Squicciarini
Stella Fiore
Leonarda Lasciarrea
Angela Favia
Antonia Cifarelli
Rosanna Cellie
Carmen Alberini
Innocenzo Morisco
Carlo Azzella
Giovanna Liturri

a cura di Crescenza Caradonna


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La vita è bella


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Noa
Beautiful That Way
La vita è bella
(testo ITA)

La voce d’Israele
Formata a New York, ha dichiarato:
“Non potrei mai vivere lontano da Israele” ed ancora:
“L’amore è la fonte del mio canto”.

La sua voce cristallina mescola jazz, rock americano e suggestioni mediorientali.
Noa, stella della world music.

Il suo repertorio, dapprima molto americano, scivola gradualmente verso melodie più orientali. E proprio quando si immerge in quel clima, danzando e accompagnandosi con percussioni, tamburelli, piccoli strumenti a fiato, Noa dà il meglio di sé.
Quando poi regala “Beautiful that way”, il brano della colonna sonora del film di Roberto Benigni “La vita è bella”, si ha la prova che canzoni come questa, interpretate da una voce così limpida, sono realmente un dono.

E un regalo è anche lo “Shalom”, pace, che Noa rivolge alla platea.
Un saluto e un augurio che comunica un’idea della vita che esclude l’odio e il pregiudizio.


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a cura di CresyCrescenza Caradonna

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