
IL FUTURISMO NEL CLIMA DI RINNOVAMENTO ARTISTICO-LETTERARIO DEL PRIMO NOVECENTO
Il Futurismo, di cui si ricorda quest’anno la centodecima ricorrenza
dalla nascita, si inserisce, come movimento artistico-letterario, nel
clima di rinnovamento del primo novecento di cui espressione
significativa sono le riviste fiorentine : il leonardo, il regno,
hermes, lacerba, l’unità, la voce.
La sua importanza sta nella
funzione di rottura svolta rispetto ai rigidi schemi della tradizione,
contribuendo così a spianare la strada a nuove e più significative
sperimentazioni poetiche tra cui in particolare l’ermetismo.
E’ un
movimento di avanguardia letteraria e artistica la cui nascita coincide
con il primo dei manifesti programmatici dell’iniziatore Filippo
Tommaso Marinetti, apparso il 20 febbraio del 1909 su “ Le Figaro”, ed
esaurisce la carica innovativa nell’arco di un decennio, espandendosi
nel periodo in Francia, dove ebbe influenza sul poeta Guillaume
Apollinaire, in Svizzera ed in Russia dove riscontrò l’interesse e la
sensibilità poetica di Vladimir Majakosvskij.
Il futurismo
influenza non solo la letteratura ma anche altre arti, elaborando per
ognuna un manifesto programmatico, così: per la letteratura elabora il
manifesto tecnico della letteratura futurista del 1912, firmato da
Marinetti; per la pittura, il I° ed il II° manifesto della pittura
futurista del 1912; per la musica, il manifesto dei musicisti futuristi
del 1910; per il teatro, il manifesto del teatro futurista sintetico
del 1915.
Gli intellettuali dell’avanguardia futurista ostentano un
atteggiamento sdegnoso nei confronti della realtà comune e dei valori
classici tradizionali.
In linea con il nuovo gusto di un pubblico avido di novità , si sforzano di essere originali ad ogni costo.
Esaltano l’ebbrezza di vivere momenti di fugace appagamento; mostrano
disprezzo per tutto ciò che è debole o sentimentale; reagiscono alla
caduta di ideali della loro epoca inneggiando alla tecnologia della
società capitalistica ed agli aspetti esteriori della moderna società
industriale e proponendo una fiducia fermissima nel futuro e nella
civiltà delle macchine.
In linea con i fatti storici e le nuove
tendenze ideologiche del momento, protese al culto della persona,
all’esaltazione della virilità, del coraggio e dell’ardimento, i nuovi
Intellettuali affermano gli ideali della forza, del moto, della
vitalità, del dinamismo, dello slancio; esaltano l’amore del pericolo,
l’abitudine all’energia, il culto per il coraggio e l’audacia; ostentano
ammirazione per la velocità; propugnano la lotta contro il passato,
affermando “ noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le
accademie di ogni specie”; si fanno paladini del movimento aggressivo,
del passo di corsa, dello schiaffo e del pugno; ed esaltano il mito
della violenza e della guerra, considerata la “ sola igiene del
mondo “, il militarismo, il patriottismo e il disprezzo della donna.
“ Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia ed
alla temerarietà;il coraggio, l’audacia, la ribellione saranno elementi
essenziali della nostra poesia”, si legge testualmente nel ““Manifesto
del Futurismo”, di Marinetti, che inneggia alla velocità e sostiene
che la “La poesia deve essere concepita come un violento assalto
contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo”, e
compito del poeta è quello di prodigarsi “con ardore, sfarzo e
munificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi
primordiali; non vi è più bellezza se non nella lotta.”
Il nuovo
Movimento proclama di combattere contro il moralismo, il femminismo e
contro ogni viltà opportunistica ed utilitaristica e di cantare le
grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa, le marce
delle rivoluzioni nelle capitali moderne e il vibrante fervore notturno
degli arsenali e dei cantieri.
Scopo del Movimento è quello di
lanciare per il mondo il manifesto di violenza avvolgente e
incendiaria su cui si fonda il Futurismo con l’obiettivo di liberare
il paese dalla cancrena di professori, archeologi, ciceroni e antiquari
che hanno ridotto “l’Italia a un mercato di rigattieri”.
Questi
contenuti caratterizzano il Futurismo come espressione del dinamismo del
mondo moderno che esalta e celebra “ la civiltà della macchina” ,
perché solo ad una velocità elevata si può avere una diversa percezione
del paesaggio e si possono attingere sensazioni nuove dal mondo della
scienza e della tecnica.
Questi contenuti, pertanto, andavano
espressi in un modo nuovo, con una nuova Poetica, perciò Marinetti :
rigetta le regole della grammatica e della sintassi tradizionale,
dell’ortografia e della punteggiatura, proponendo la tecnica delle
parole in libertà, cioè senza alcun legame grammaticale – sintattico fra
di loro, senza organizzarle in frasi e in periodi; rigetta l’uso di
aggettivi ed avverbi e propone la disposizione casuale dei sostantivi
usati, in modo da suggerire l’immagine che descrivono; propone l’uso
del verbo all’infinito e i collegamenti analogici, ma, in particolare,
propugna la distruzione nella letteratura dell’uso dell’IO e ogni
riferimento psicologico ad esso da sostituire con l’ossessione lirica
della materia.
E’ quello futurista il manifesto di una letteratura e
di un’arte rivoluzionarie che intende nascondere i nuovi miti del
progresso che avanza trionfante,la velocità, l’automobile, la città
industriale, gli aeroplani, il dominio tecnologico dell’uomo sulla
materia e al contempo accoglie e glorifica ogni tipo di violenza , di
lotta e di distruzione di ogni valore tradizionale e celebra la guerra
perché “ elimina i deboli dal mondo “.
La produzione poetica del Futurismo, nei suoi autori più significativi :
Aldo Palazzeschi; Corrado Govoni e lo stesso teorico del movimento
futurista Filippo Tommaso Marinetti, ispirata, pertanto, all’ottimismo,
alla gioia di vivere aggressiva e prepotente, non si può dire che lasci
pagine di poesia vera.
Si caratterizza da un lato per la
celebrazione dell’audacia creativa, della vita dinamica attiva, e
dall’altro per la testimonianza dello spirito nuovo che aleggia nell’
Europa del primo novecento, avida di dimostrare la sua forza ed al cui
orizzonte già si profilano l’ombra della croce uncinata e della
svastica.
di Eduardo Terrana
(Conferenziere Internazionale su Diritti Umani e Pace)



