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17 giugno 2019
GIORNATA MONDIALE CONTRO LA DESERTIFICAZIONE E LA SICCITA’
LA TERRA A ELEVATO RISCHIO DI DESERTIFICAZIONE GLOBALE
La desertificazione oggi è un problema mondiale.
E’ un SOS che non può restare inascoltato quello che ci viene dal nostro pianeta Terra sempre più in agonia per l’incalzare dei problemi gravi che lo affliggono: abuso di azoto e fosforo, acidificazione degli oceani, buco dell’ozono , cambiamento climatico, fusione dei ghiacci, inquinamento dell’aria, perdita della biodiversità, scorie radioattive, sovrappopolazione, spreco energetico, spreco di acqua dolce, uso del suolo e deforestazione.Causa generatrice di sofferenza per il pianeta sono anche la desertificazione e la siccità.
La percentuale di suolo la cui fertilità appare del tutto o in parte compromessa si stima ammonti, ad oggi, al 75% della superficie terrestre e si incrementa di anno in anno.
Il 40% delle terre emerse del Pianeta è minacciato dalla desertificazione, denuncia il Wwf.
Si stima che una superficie pari a 1,2 miliardi di ettari, l’11% della superficie vegetale della Terra, negli ultimi 45 anni è stata fortemente degradata dalle attività agricole dell’uomo. Si stima altresì che circa 12 milioni di ettari di terra fertile ogni anno venga trasformata in deserto.
Un dato particolarmente preoccupante se si pensa alla necessità basilare di sfamare una popolazione mondiale in costante crescita.
Il fenomeno appare consistente in Africa, dove è degradato circa il 65% dei terreni agricoli , in America latina (51%), in Asia (38%) e nell’America settentrionale (34%). Ma anche vaste zone dell’Europa non esclusa l’Italia sono interessate dal fenomeno desertificazione che si aggrava sempre di più. Le cause della desertificazione sono da attribuire a fenomeni naturali quali: la siccità, l’erosione provocata dalle piogge intense, i cambiamenti climatici , che influiscono sulla capacità di accumulo dell’acqua con conseguente perdita di elementi nutrivi indispensabili alla crescita delle piante ed al mantenimento economico delle attività agricole. Alla desertificazione contribuisce però anche l’opera distruttiva dell’uomo ed in particolare gli incendi, l’urbanizzazione, l’inquinamento, lo sfruttamento eccessivo dei bacini acquiferi esistenti in superficie e sotterranei.
Altre cause generatrici di desertificazione sono anche la distruzione delle foreste e degli altri habitat naturali che proteggono i suoli, e la cattiva gestione dei suoli stessi e, inoltre, lo sfruttamento intensivo dei suoli a scopo agricolo.
Le conseguenze della desertificazione, rileva l’ONU, sono molto gravi e spesso irreversibili: la perdita di biodiversità, l’impoverimento dei suoli e la perdita di fertilità, l’aumento dei fenomeni erosivi e degli smottamenti, la contaminazione dei terreni e le manifestazioni climatiche, la salinizzazione cioè l’accumulo nel suolo di sali solubili che compromettono la sua qualità fisica e biologica.
Le ricadute della desertificazione in termini di vivibilità per gli esseri umani sono estremamente critiche.
L’esistenza e la sopravvivenza di oltre un miliardo di persone in oltre cento nazioni sono seriamente messe a rischio dal momento che la coltivazione e il pascolo diventano meno produttivi. Inoltre il degrado dei suoli incide fortemente sulla capacità dei terreni di produrre grano, minacciando la possibilità di soddisfare le esigenze alimentari della popolazione in crescita. Un dato ci da l’idea della enormità del problema. Il grano da solo rappresenta l’alimento che fornisce il 75% del cibo di tutta la Terra.
Il problema della produttività dei suoli è pertanto serio ed urgente. Riguarda la sopravvivenza delle persone, ma anche degli animali, perché i terreni, privi di acqua, diventano inutilizzabili sia per l’agricoltura che per il pascolo.
Per ultimo, ma non di minore importanza, va rilevato che l’accelerazione che oggi si riscontra nella deforestazione per ricavare nuovi terreni a scopo agricolo ed industriale renderà sempre più difficile mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Non meno preoccupante è il fenomeno della siccità che origina dalla scarsità delle precipitazioni su un arco di tempo esteso, ma concorrono a determinare il fenomeno anche la deforestazione ed il riscaldamento globale.
La scarsità idrica, in specie se prolungata nel tempo, può causare rilevanti conseguenze nei settori dell’agricoltura e della pastorizia con riduzione dell’estensione dei campi coltivati, distruzione dei raccolti, perdita di interi greggi e mandrie. La siccità incide anche notevolmente sui livelli e sulle caratteristiche delle acque di fiumi, laghi e sorgenti con ripercussioni gravi sugli ecosistemi naturali ed i settori industriale e domestico. Risulta determinante nei processi di degrado del suolo e desertificazione e può condurre a rilevanti conseguenze ambientali, economiche e sociali quali: diminuzione della quantità d’acqua destinata alle industrie, desertificazione, tempeste di sabbia. Ed ancora impoverimento ed esaurimento delle scorte di beni di acqua e cibo, con conseguente proliferazione di povertà e fame che possono generare tensioni sociali e anche guerre per l’accaparramento di beni di prima necessità; e, inoltre, carestie e conseguenti migrazioni di massa.
Procedendo di questo passo la degradazione del suolo, se correlato alla desertificazione, alla scarsità delle risorse idriche ed alla siccità, avrebbe nel giro di qualche decennio conseguenze disastrose.
Senza interventi immediati e risolutivi già entro il 2050, l’avanzare della degradazione del suolo potrebbe produrre un crollo della produzione agricola mondiale, pari al 10%, con prospettive drammatiche in particolare per Paesi a forte densità abitativa come Cina, India e Africa sub sahariana. L’effetto immediato della scarsità delle risorse disponibili, sarebbe lo sfollamento di 700 milioni di persone, cifra che vista in prospettiva, al 2100, lieviterebbe enormemente tenendo conto anche dell’aumento della popolazione mondiale ormai prossima ai nove miliardi di persone.
E’ auspicabile pertanto che si proceda senza tentennamenti e rinvii per affrontare il problema secondo le raccomandazioni della “Convenzione contro la desertificazione e la siccità” siglata dagli Stati nel 1994 che invita ad evitare l’ulteriore ampliamento dei deserti esistenti, come anche la formazione, l’espansione o il peggioramento della sterilità dei suoli e della aridità dei terreni di vaste zone del Pianeta, che costituiscono una serie minaccia per la sopravvivenza delle specie e per la sicurezza alimentare.
La realtà della desertificazione ormai è tale che non ammette più alibi. Il Pianeta è a rischio desertificazione globale. Necessita con urgenza mettere al centro dell’agenda politica internazionale il tema della tutela dei suoli intensificando gli sforzi. E’ dovere di tutti intervenire per preservare il pianeta .
E’ in quest’ottica che si celebra oggi, 17 giugno, la Giornata Mondiale contro la desertificazione e la siccità.
Eduardo Terrana
Conferenziere Internazionale su Diritti Umani e Pace




