A vent’anni dalla morte
OMAGGIO A ELENA GARRO
Ricorre oggi il ventennale della morte di Elena Garro è una delle figure più rilevanti della letteratura messicana del XX secolo, ma anche una delle drammaturghe più rappresentative della letteratura mondiale.
Elena Garro nasce a Puebla De los Angeles l’11-12-1916. Muore a Guernavaca il 22-8-1998.
I suoi genitori , Jose Antonio Garro e Esperanza Navarro, le insegnano, sin da piccola, l’immaginazione e a vedere la realtà nelle sue varie forme, aspetti, modificazioni , molteplicità . Elena, da parte sua, li osserva nel loro amore per gli animali, per la danza, per la musica, per l’orientalismo ed il misticismo, per il rifiuto del denaro, che le permette di sviluppare la sua vera natura, quella di sentirsi una “particella indisciplinata”.
Vive la sua Infanzia a Città del Messico, dove studia letteratura, coreografia e teatro alla UNAM ( Università Autonoma del Messico) poi si trasferisce a Iguala.
Nel 1937 sposa Octavio Paz, poeta, saggista e diplomatico messicano, premio Nobel per la letteratura nel 1990. Paz la la porta in Spagna e in Francia. Ebbero una figlia ma divorziarono nel 1959. Tra loro rimase forte l’intesa sul piano artistico
Nel 1968 il tragico Massacro di Tlatelolco segnò la sua vita. Secondo la stampa Elena Garro avrebbe accusato alcuni intellettuali messicani di aver istigato gli studenti. In conseguenza la comunità intellettuale messicana la rifiutò, ciò che la portò in esilio negli USA, poi in Spagna e in Francia.
La sua figura letteraria è diventata nel tempo un simbolo libertario.
Drammaturga, autrice di romanzi e di racconti, giornalista, memorialista, poetessa e attivista sociale, ha trattato nella sua produzione letteraria, tra cui le opere per il teatro: Un Hogar Sólido y Felipe Ángeles; i racconti: La Semana de Colores, La Culpa es de los Tlaxcaltecas ; le novelle: Testimonio sobre Mariana, Un Traje Rojo para el Duelo, Andamos Huyendo, Lola, Un Corazón en un Bote de Basura ; temi di forte attualità: la libertà e l’emarginazione delle donne, la libertà politica a Felipe Ángeles , ma rimane famosa per il suo romanzo Los Recuerdos del Porvenir – I ricordi del Futuro, dove Elena Garro ricrea la sua infanzia vissuta a Iguala, il suo Paradiso Terrestre , trasformandola in memorabili pagine di letteratura.
Il romanzo è una vetrina di storie fantastiche aventi come protagonisti i volti familiari delle sorelle Deva ed Estrellita, del fratello Albano, del cugino Boni, degli indigeni che servivano nelle case di Josè Antonio e Bonifacio Garro: Rutilio, Félix, Candelaria, Fili, Lorenza, Tefa, Ceferina.
Il mondo indigeno, diventa il fulcro del romanzo, dove Elena Garro mette in risalto l’anima del Messico che nasce dall’ incontro, dalla fusione e dalla convivenza tra mondo precolombiano e mondo occidentale.
Di quel mondo indigeno Elena Garro impregna tutta la sua infanzia, nei suoi aspetti più felici e nei suoi momenti più tragici, ciò che lasciò una impronta indelebile nella sua identità, nella sua anima sensibile, nella sua fantasia fertile, nella sua psicologia.
A chi le chiedeva: “ ¿por qué te importan tanto los indios? ¿Por qué los has defendido? – Perché ti importa così tanto degli indios? Perché li hai difesi? “
Rispondeva : “ Porque para mí son tan queridos como mi familia española. Aparte de esta razón sentimental, los indios son las personas cultas del país y porque son nuestras víctimas. El mundo entero protesta cuando linchan al negrito de Alabama. Pero cuando robamos, humillamos, escupimos, violamos y asesinamos a los indios mexicanos, nadie protesta. – Perché mi sono tanto cari come la mia famiglia spagnola. Oltre a questa ragione sentimentale, gli indigeni sono la gente istruita del Paese e perché sono le nostre vittime. Il mondo intero protesta quando linciano il negro di Alabama. Però quando rubiamo, umiliamo, sputiamo, violiamo e assassiniamo gli indios messicani, nessuno protesta.”
Ecco la DEFENSORA DOS CAMPESINOS, la difenditrice dei contadini e degli indios, della gente umile ed indifesa.
E colgo un grande mistero nelle parole di questa frase, tratta dal romanzo
“Los Recuerdos del Porvenir” : “Io sono soltanto memoria e la memoria che di me rimarrà.”
Leggere tutte le opere di Elena Garro consentirebbe, forse, di cogliere l’anima della sua psiche, il senso della sua narrativa di donna fragile ma poeticamente possente, autrice di pagine di prosa e di poesia che arrivano al cuore, Lei che dichiarava che non voleva essere una scrittrice ma una ballerina e che concepiva l’atto di scrivere come un atto di libertà privata. Ma l’anima più intima e segreta, ritengo, fosse nota solo a Lei stessa, che affermava: “La memoria del futuro es válida, pero me ha fastidiado, y estoy cambiando los finales de todos mis cuentos y novelas inéditos para modificar mi porvenir. – La memoria del futuro è valida, però mi ha infastidito e sto cambiando i finali di tutti i miei racconti e novelle inedite per modificare il mio futuro.”
Una donna inquieta, Elena Garro,che ha cercato, senza trovarla, la pace, che sapeva, come lei stessa ha scritto nel racconto “ Perfecto Luna”, che “el porvenir era un retroceder veloz hacía la muerte y la muerte el estado perfecto, el momento precioso en que el hombre recuperaba plenamente su otra memoria – il futuro era un rapido retrocedere fino alla morte e la morte lo stato perfetto, il prezioso momento in cui la persona recuperava in modo pieno l’altra sua memoria “, ma che ci lascia una letteratura che andrebbe riscoperta e rivalutata totalmente perché immensa di fascino, di colore, di significati di vita, tra cui il sapere che l’illusione si paga con la vita.
di EDUARDO TERRANA
Un poema para Elena Garro en su 20 aniversario luctuoso: “Elena no se fue” (El Norte, Monterrey, 2018). Espero les guste
Una poesia per Elena Garro nel suo 20° anniversario tragico: “Elena non se n’è andata” (il nord, monterrey, 2018). Spero vi piaccia
Patricia Rosas Lopategui
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Elena Garro
Elena Garro ( Puebla , 11 dicembre1916 – CuernavacaMorelos , 22 agosto 1998 ) è stata sceneggiatrice, giornalista, drammaturga, cantastorie e romanziere messicana, comunemente correlata al ” realismo magico” o al rinnovatore della letteratura fantastico anche se ha respinto questa identificazione, considerandola un’etichetta mercantilista. Alcuni critici ritengono che il racconto e il romanzo di Juan Rulfo e i primi tre libri di Elena Garro, A Solid Home (teatro, 1958), Los recuerdos del porvenir (romanzo, 1963) e La semana de colores (racconto, 1964), loro iniziano questo movimento letterario.