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Referendum, Grillo-Renzi, nuove scintille: ‘Premier come scrofa ferita’. La replica: ‘Non fatevi fregare’Comitato del NO: “Ricorso se il sì vince con il voto degli italiani all’estero”. Violati principi fondamentali della legge per il voto degli italiani all’estero

“Renzi ha una paura fottuta del voto del 4 dicembre. Si comporta come una scrofa ferita che attacca chiunque veda. Ormai non argomenta, si dedica all’insulto gratuito e alla menzogna sistematica”. Così il M5s sul blog di Beppe Grillo che attacca il premier anche sulla vicenda De Luca: “la Costituzione non è un piatto di fritture” dicono i 5 Stelle alludendo alla frase pronunciata dal governatore campano in una registrazione pubblicata da ‘il Fatto Quotidiano’.

La replica del premier: “Ora Grillo ha detto che siamo una scrofa ferita. Se eravamo una scrofa sana cambiava qualcosa per lui? Quando ci dice serial killer, rispondiamo: bene, superiamo il Cnel, il bicameralismo paritario. Quando ci dice scrofa ferita prima si chiama il veterinario poi si dice: bene, il Cnel, il bicameralismo… Perché sulla scheda non c’è scritto volete essere una scrofa ferita Sì o No”. “Se dite No, non si cambia per sempre. Non fatevi fregare, leggete il quesito”. (ANSA)


Istat: criminalità, smog e traffico, i problemi delle famiglie. Subito dopo la sporcizia nelle strade, la difficoltà dei collegamenti e il rumore.criminalita


Bonus nido anche a bimbi malati a casa.
Il bonus nido da 1.000 euro all’anno previsto dalla legge di bilancio sarà destinato sia ai bambini iscritti agli asili che anche a “forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni affetti da gravi patologie croniche”. Lo prevede un emendamento alla Legge di Bilancio approvato in Commissione alla Camera.


Donald Trump svela il piano dei suoi primi 100 giorni di governo,  fa retromarcia su uno dei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale: “non ci sarà nessuna indagine su Hillary Clinton.

“Ho chiesto al ‘transition team’ di lavorare per restaurare fin dal primo giorno ordine e giustizia e posti di lavoro”, afferma Trump.
Cresce intanto la fiducia degli americani per il 53% farà un buon lavoro.


Siviglia-Juve, agguato ultrà spagnoli ai bianconeri.
Violenta rissa in un locale del centro. Un tifoso bianconero residente in Belgio è stato operato per ferite al torace, alle gambe e alle braccia: è ricoverato in terapia intensiva. Altri due feriti non gravi: un italiano e uno spagnolo ritrovato abbandonato lontano dal pub


Il Siviglia Fc, in un comunicato pubblicato sul proprio sito ufficiale, “condanna energicamente i fatti di violenza che si sono verificati nella notte”, in avenida Reyes, e si dice “disposto a fornire tutte le indicazioni possibili alle autorità che indagano per fare chiarezza sugli eventi e risalire alla verità”. Ma non solo: “Verranno chieste alla polizia informazioni per individuare possibili tifosi abbonati”. “Questi presunti tifosi – si legge sul sito della società andalusa – non rappresentano affatto i valori di tolleranza e rispetto del club”.

La Redazione


APULIA Sogni Italiani: LA MIA DOLCISSIMA REGIONE


APULIA

Sogni Italiani: LA MIA DOLCISSIMA REGIONE


LA PUGLIA

Ora io dico. Le ragioni per arrivare nelle Puglie sono tante, ma quella più forte è quella che uno nelle Puglie. Sia esso o Svedese o Tedesco o Inglese o Francese è quella che deve dare la sensazione di essere arrivato alle SUE RADICI, alle radici dei Sapori, alle radici di un mare che conosce le parole Greche.
Alle radici di momenti d’Arte Straordinaria e fondamentale per l’Europa.
Tonino Guerra




La storia della Puglia

Questa regione, popolata in origine da genti sia illiriche che greche (fondazione di Taranto), comprendeva anticamente il territorio dell’attuale Puglia, l’Apulia e la Calabria.

Questa regione, popolata in origine da genti sia illiriche che greche (fondazione di Taranto), comprendeva anticamente il territorio dell’attuale Puglia, l’Apulia e la Calabria.Questa regione, popolata in origine da genti sia illiriche che greche (fondazione di Taranto), comprendeva anticamente il territorio dell’attuale Puglia, l’Apulia e la Calabria.Questa regione, popolata in origine da genti sia illiriche che greche (fondazione di Taranto), comprendeva anticamente il territorio dell’attuale Puglia, l’Apulia e la Calabria.

I Romani, che invasero la regione nel corso delle guerre contro i Sanniti e contro Pirro (sec. IV-III a.C.), vi fondarono diverse colonie, come Luceria (Lucera), Venusia (Venosa) e Brundisium (Brindisi).

Nonostante le diverse rivolte delle popolazioni locali, la regione fu integrata, nel riordinamento augusteo, nella II regione, detta Apulia e Calabria. Economicamente florida, sia per l’agricoltura che per i commerci, grazie soprattutto alla sua posizione strategica tra l’Oriente e Roma, a cui la regione era collegata dalla Via Appia, la Puglia godette in epoca romana di una grande importanza.

Con la diffusione del cristianesimo, tra il III e il IV secolo, in Puglia vennero fondate diverse diocesi, divenute presto dipendenti da Costantinopoli. Nonostante le invasioni barbariche del V secolo, però, il governo bizantino non fu intaccato e non venne alterata l’opera di fiscalizzazione pesante iniziata dall’Impero d’Oriente.

Tra il VII e il IX sec., però, la regione fu attaccata da Longobardi, Franchi (Lucera, 802) e Saraceni, che, gradualmente, occuparono le località principali della regione, lasciando a Bisanzio solo il Salento (con Otranto e Gallipoli).

I Longobardi occuparono il Gargano, Canosa e poi Brindisi (633), Taranto, Bari etc., mentre i Saraceni, che avevano iniziato col colpire le coste, verso metà del IX secolo, iniziarono a sostituirsi ai Longobardi, finché quasi tutta la regione si ritrovò unificata sotto uno stesso potere.
Solo Bari, che diventò sede di un emirato, destreggiandosi fra Greci, Longobardi, Franchi, Saraceni e a volte con l’aiuto dei Veneziani (1002), riuscì a mantenere una certa autonomia.

Nel IX sec., invece, con la ripresa dell’Impero d’Oriente, Bari, Taranto e gli altri porti tornarono bizantini, e, la regione si risollevò. Lecce divenne un importante centro culturale e religioso, ed aumentarono i traffici con l’Oriente bizantino e musulmano.

Ma presto le città maturarono, evolvendosi in comuni autonomi, e si organizzarono contro Bisanzio. Il nobile Melo di Bari divenne il capo delle rivolte e, grazie all’alleanza con Enrico II, tenne testa ai Bizantini, dal 1009 al 1016, appoggiandosi alle città di Trani, Bitetto, Bitonto e Bari.
Nella seconda fase dell’insurrezione (1017-1018), Melo si servì anche di mercenari normanni, e, per alcuni anni, la regione fu in preda a lotte intestine.

Il periodo dei tumulti si concluse dopo la clamorosa sconfitta di papa Leone IX a Civitate (1053), e con la vittoria degli Altavilla. Così Roberto il Guiscardo, nel 1059, diventò duca di Puglia e di Calabria e, nel 1071, conquistò Bari e Brindisi realizzando l’unificazione territoriale della regione. Dall’XI sec., gli Altavilla ebbero il riconoscimento dell’imperatore Enrico III e del papa Leone IX.

La storia della regione si confonde allora con quella generale del Regno di Sicilia e Puglia, costituitosi nel 1130, e fu testimone di un importante progresso materiale e culturale, con il miglioramento dell’istruzione, la costruzione di porti, cattedrali (es. Bitonto), fortezze e cinte murarie urbane.

La Puglia subì un ulteriore sviluppo civile sotto Guglielmo II che, tenendo buoni rapporti con Venezia, agevolò i mercanti pugliesi e con Federico II.

Dal 1264 al 1435 (morte di Giovanna II), la Puglia sentì la dominazione angioina, subendo, come le altre province conquistate, un pesante contraccolpo. I principali mali che afflissero il paese furono il dilagare dell’anarchia e una sensibile diminuzione dei commerci. Poiché, anche se gli Angioini riuscirono a mantenere il controllo della via di Bisanzio, i commerci furono pian piano monopolizzati da mercanti stranieri, e la repubblica di Venezia, che già nel XII sec. aveva messo piede in Puglia, divenne sempre più attiva nella regione sia con appalti di dogane e privilegi sia finanziariamente.

Ancora di più sotto gli Aragonesi (1442-1503), si aggravò il processo di feudalizzazione della regione, e si manifestarono i fenomeni del latifondismo, del disordine giudiziario e amministrativo, e della perdita della sicurezza privata. Otranto, Trani e il principato di Taranto costituirono delle formazioni indipendenti dalla Corona, con l’apporto di alcune potenti famiglie feudali (i Caldora, i Caracciolo di Martina, i Brienne, gli Orsini di Gravina e Solofra, i Pignatelli e altre).

Qualche miglioramento si ebbe con il re Ferdinando I (1458-1494), ma la regione subì comunque nuove scorrerie dei Turchi e pesanti ripercussioni della guerra di Ferrara, e Bari, dal 1464, divenne possedimento della famiglia Sforza.

L’occupazione francese (1495), quella veneziana e quella franco spagnola (1501), inoltre, causarono forti conflitti interni alla regione (la disfida di Barletta, la battaglia di Cerignola (1503)). Solo con la pace di Cambrai o delle Due dame (1529) i Francesi ed i veneziani abbandonarono la regione e durante la dominazione spagnola la regione non subì gravi attacchi esterni, ma si aggravarono le condizioni interne, poiché molti porti vennero abbandonati o insabbiati, come Brindisi, alcune coste si impaludarono, l’agricoltura regredì ed i commerci diminuirono sensibilmente.

Fu la dominazione borbonica del XVIII secolo, ad apportare finalmente qualche miglioramento, con la costruzione di strade, porti etc.., e le riforme del periodo napoleonico (1806-1815), in particolare l’abolizione della feudalità, la ristrutturazione dei latifondi e delle terre pubbliche e diversi miglioramenti in campo giudiziario.

Durante la Restaurazione, però, il governo borbonico non seppe reagire efficacemente al brigantaggio, ne derivò un intensa attività settaria (massoni, carbonari ), che sfociò nel moto del 1820 e, dopo la diffusione della “Giovine Italia”, nei moti del 1848.

Con la caduta dei Borboni la Puglia fu annessa al regno d’Italia (1860) e fu divisa nelle province di Bari, Foggia e Lecce, corrispondenti alle antiche denominazioni storiche di Terra di Bari, Capitanata e Terra d’Otranto. A queste si sono aggiunte, più tardi, anche Taranto e Brindisi.


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Sogni Italiani
LA MIA DOLCISSIMA REGIONE di Luigi Melcarne

Ricerche a cura di Crescenza Caradonna


Il Teatro Petruzzelli diventa un museo: Da Giuseppe De Nittis a Felice Casorati


COMUNICATO STAMPA

Il Teatro Petruzzelli diventa un museo:  Da Giuseppe De Nittis a Felice Casorati


 

Dal 21 Novembre 2015 al 21 Febbraio 2016

BARI

Teatro Petruzzelli -BARI-
Curatori: Emanuela Angiulli –  Dario Matteoni

Enti Promotori
Fondazioni Petruzzelli
Cassa di Risparmio di Puglia
info 39 080 9752875

Un percorso espositivo di 15 opere, provenienti da prestigiosi musei e collezioni private nazionali, che offre un punto di vista inatteso sulle trasformazioni che hanno attraversato la società italiana.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni compresi i festivi, escluso il lunedì, dalle 10 alle 18. La biglietteria resterà aperta sino alle 17.30.


Venerdì 20 novembre, alle 18 nel Foyer del Teatro ha luogo l’inaugurazione della mostra a cura di Emanuela Angiuli e Dario Matteoni, prodotta dalla Fondazione Petruzzelli e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia.

Per tre mesi sarà possibile ammirare i capolavori di grandi artisti che fra l’Ottocento e il Novecento hanno rappresentato e raccontato la tavola, il cibo, i pasti e con essi i riti e la poesia della quotidianità borghese e contadina.
Un percorso espositivo di 15 opere, provenienti da prestigiosi musei e collezioni private nazionali, che offre un punto di vista inatteso sulle trasformazioni che hanno attraversato la società italiana.
“Un progetto che -come ha ricordato il presidente della Fondazione Gianrico Carofiglio- è cresciuto come una scommessa, un atto di fede sulla possibilità di fare del Petruzzelli un crocevia vibrante di arti diverse. Un luogo delle arti (non solo della musica) e delle culture, aperto alle idee e alle persone; un luogo che i cittadini sentano proprio e in cui gli stranieri si sentano a casa”.

 a cura di Crescenza Caradonna

 

TEATRO PROSSIMI SPETTACOLI


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Puglia da amare Quotidiano d’informazione

TEATRO PROSSIMI SPETTACOLI

 

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE con la collaborazione della SALA DELLE ROSE organizza queste tre date all’insegna del divertimento

23 DICEMBRE 2016
Sala delle Rose Via Don L. Sturzo, 30-32 PALO DEL COLLE (Bari)
Venerdì 23 dicembre dalle ore 20:00 alle ore 22:3

“Lo strano caso del Dott. David e la Sig.na Tate”
Commedia musicale brillante Cosa accadrebbe se il personale di un ospedale invadesse un palcoscenico? Dottori ed infermiere in camice bianco sotto i riflettori diverrebbero protagonisti di un’esilarante storia all’insegna di un umorismo dal sapore britannico. “Lo strano caso del Dott. Dave e la Sig.na Tate” è, infatti, uno spettacolo liberamente ispirato ad un testo di uno dei più apprezzati drammaturghi inglesi contemporanei: stiamo parlando di “It runs in the family”, titolo originale de “Gli allegri chirurghi” di Ray Cooney, autore di commedie campioni di incassi (si pensi a “Run For Your Wife” che è stato messo in scena nei teatri del West End di Londra per nove anni consecutivi, raggiungendo il record della sua commedia di durata più lunga).



29 DICEMBRE 2016

Sala delle Rose Via Don L. Sturzo, 30-32 PALO DEL COLLE (Bari)
Giovedì 29 dicembre dalle ore 20:00 alle ore 22:00

“Agenzia trapasso & Agonia”
Agenzia trapasso & Agonia è una sarcastica commedia all’italiana. La vicenda si svolge all’interno dell’agenzia di pompe funebri del proprietario Benedetto Trapasso. Quest’ultimo crea delle simpatiche gag con il suo “futuro” genero Felice Agonia, un fanatico per la tecnologia, un nerd dei tempi moderni che vuole a tutti i costi trasformare l’ormai obsoleta agenzia in una più innovativa suscitando l’inevitabile rabbia del suo superiore. La morte non viene sminuita e non si ride di essa ma la si sdrammatizza e ne si attua un’analisi in chiave intimistica. Carica di intensità comica la commedia genera risate e suscita l’immancabile riflessione nello spettatore.



05 GENNAIO 2017
Sala delle Rose Via Don L. Sturzo, 30-32 PALO DEL COLLE (Bari)
ore 20.30

Pupetta e le Battagliere
“E …VIVA LA TV…!”

 

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Visioni da… Il mio Inferno di Dante


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COMUNICATO a cura di Crescenza Caradonna


Visioni da… Il mio Inferno di Dante

Confermate le prossime date del tour “Visioni da… Il mio Inferno di Dante”, che vede lo scrittore Domenico Valente impegnato nella presentazione del libro “Il mio” Inferno di Dante, libera interpretazione romanzata della prima Cantica della Commedia, insieme al concorso  “Visioni da… Il mio Inferno di Dante”, ispirato al volume e riservato unicamente agli iscritti delle associazioni artistico/culturali pugliesi.

Dopo la tappa del 14 novembre a Molfetta e quella del prossimo giovedì a Bari, l’autore del libro e ideatore del concorso sarà nuovamente ospite a Corato, questa volta presso la sede della “Pro Loco Quadratum”, sita in piazza Sedile nr. 41. L’appuntamento è fissato per venerdì 25 novembre 2016 alle ore 20.00.

“Visioni da… Il mio Inferno di Dante” è un modo tutto nuovo di presentare un libro, attraverso un concorso gratuito riservato ad opere ispirate al capolavoro dantesco o al testo di Valente, che ne è la riproposizione in chiave romanzata. Il concorso, unico nel suo genere, è aperto a tutti gli artisti iscritti presso le associazioni artistico/culturali della Puglia; ha lo scopo di fondere l’arte della scrittura e quella visiva, onde avvicinare i più giovani e i più scettici alla lettura della prima Cantica della Divina Commedia, che tanto ha ispirato artisti di ogni tempo e di ogni luogo, come, ad esempio, Sandro Botticelli, Gustave Dorè, John Flaxman, e Domenico Mastroianni, autore di originali e raffinate cartoline ispirate all’opera dantesca. 12802914_1827167434177186_8529815279172682429_n

Il volume di Valente, parte integrante della collana editoriale “Camminando con Dante” (edita dalla Società Editrice Dante Alighieri, 2016) si presenta con importanti peculiarità: personali descrizioni dei foschi paesaggi infernali; una più attuale e dettagliata descrizione delle creature maligne; concede più spazio agli stati d’animo, ai sentimenti e alle introspezioni di Dante.

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