Capurso per la Madonna del Pozzo danza aerea e luci multimediali per la notte magica del 25 agosto

Comunicato

Capurso per la Madonna del Pozzo danza aerea e luci multimediali per la notte magica del 25 agosto

Per la città di Capurso il 25 agosto sarà una notte magica.  Danza aerea, musica, luci multimediali coloreranno il Sagrato della Basilica Reale. In occasione dei festeggiamenti della Madonna del Pozzo sabato 25 agosto dalle ore 22.30 (in replica alle ore 23.30) Capurso ospiterà “Un pozzo di storia e arte” spettacolo diretto da ResExtensa compagnia di danza di Elisa Barucchieri.

Un evento magico e senza precedenti, per Capurso, che proietterà lo spettatore  in un mondo fatato, fatto di luci colorate riflesse sulle mura della Basilica, il tutto mentre i danzatori volteggiano nell’aria creando magiche coreografie aeree.

“Da sempre i devoti della Madonna del Pozzo di Capurso, patrona della cittadina barese e ex patrona del Regno delle Due Sicilie, sono spesso anche devoti a San Nicola, patrono di Bari e Santo venerato da diversi culti cattolici in tutto il mondo. In diverse chiese addirittura i due santi appaiano l’uno a fianco dell’altro e in occasione del pellegrinaggio dall’uno i pellegrini fanno tappa anche nel santuario dell’altro, complice anche la vicinanza tra le due città.

Non c’è da stupirsi quindi se Elisa Barucchieri, già direttrice artistica delle edizioni 2017 e 2018 del corteo storico dedicato al patrono di Bari sia anche la regista di un nuovo progetto artistico che fonde fede e storia, arte ed emozioni in un unico spettacolo realizzato sul sagrato della Basilica Reale a Capurso”.

Lo spettacolo, fortemente voluto dall’amministrazione comunale e dalla Diocesi, vuole essere un tributo ad un luogo e ad una icona mariana tra le più importanti nel mondo e vuole diventare un appuntamento fisso, da ripetersi, per raccontare la storia e la devozione di Maria in Puglia, ma soprattutto per dare un valore turistico aggiunto e far conoscere attraverso le diverse forme d’arte l’importanza del santuario e la città di Capurso.

“E’ una grande occasione per comunicare con linguaggi diversi l’importanza di valori fondamentali – dichiara Elisa Barucchieri – la Madonna del Pozzo, protettrice dei Malati e di chi ha speranza, è una devozione che dura secoli.  Il nostro spettacolo -aggiunge Elisa Barucchieri – è un’occasione per creare sinergie con il territorio, la nostra compagnia sta lavorando con i giovani e con tutto l’indotto cittadino avvicinandolo ad un mondo di emozioni come quello della danza e della tecnologia; mentre per i nostri danzatori – conclude la Barucchieri –  è un’occasione importante per vivere con occhi e orecchie nuovi i racconti della tradizione della Madonna del Pozzo e della sua rituale religiosità.”

“Un Pozzo di Storia ed Arte”, questo il titolo dello spettacolo che Elisa Barucchieri assieme a tutti i danzatori di ResExtensa Dance Company, compagnia da lei fondata e diretta, realizzeranno danzando in volo davanti alla facciata della Basilica Reale, opportunamente illuminata dal disegno luci realizzato per l’occasione dal light designer Stefano Limone.

Inoltre, assieme allo stormo di angeli danzanti di ResExtensa, continua la collaborazione con Leandro Summo per una ulteriore sorpresa per i visitatori di Capurso, una videoproiezione in morphing che interesserà la facciata della Basilica dedicata a “I Volti di Maria”.

E per chi il 25 agosto non potesse essere a Capurso, nessun problema il giorno dopo altre emozioni firmate da Elisa Barucchieri attendono i visitatori…

Media Partner dell’iniziativa La Gazzetta del Mezzogiorno, Capurso Web Tv e Improntaeventi; Sponsor tecnici Engie e Logica.

Per informazioni e contatti @ResExtensa Dance Company – Tel. 3478862639 – Email: info@resexstensa.it

Elisa Barucchieri – danzatrice, coreografa, direttrice artistica.

Lauree Magna cum Laude in danza e antropologia in USA, è fondatrice di ResExtensa, compagnia di danza riconosciuta MiBACT e Regione Puglia.

Danzatrice, assistente e traduttrice per Susanne Linke, Carolyn Carlson e Malou Airaudo, Artist in Residency, University of Michigan, collabora con Universiteti i Artit, Tirana. Oltre a ResExtensa, ha danzato per Jacques Heim, David Zambrano, Andrea Olsen, Nikos Lagousakos, e ha lavorato con Roberto Castello e Peter Greenaway, Amy Chavasse, Helen Simoneau.

Coreografa per Armando Pugliese, Sonia Bergamasco, Paolo Genovese, Elena Sofia Ricci, Stefano Mainetti.

E’ la prima donna nella storia ad essere chiamata come direttrice artistica per il Corteo Storico di San Nicola, Bari.

Con Studio Festi e BalichWS è coreografa e danzatrice in eventi quali Olimpiadi di Torino, Anno della Cultura a Pechino e Rio de Janeiro, Agorà dei Giovani per Papa Benedetto XVI, Progetto Aqua in Kenya. Ha collaborato con La Fura dels Baus.

Ha danzato e coreografato in Italia, Stati Uniti, Cina, Norvegia, Inghilterra, Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Germania, Svizzera, Austria, Turchia, Russia, Kenya, Brasile, Slovenia, Albania, Croazia.

E’ ideatrice dello spazio di formazione e produzione PolArtis a Giovinazzo (BA), con ResExtensa è stata unica compagnia di danza a dirigere un teatro pubblico nel premiato progetto “Teatri Abitati”, fondi PO FESR a cura della Regione Puglia.

Il PANE CHE CI SAZIA XIX Domenica del tempo ordinario di Fra Umberto Panipucci

Il PANE CHE CI SAZIA

XIX Domenica del tempo ordinario

Gv 6, 41-51

+In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».+

Il fenomeno “Gesù” cominciava a farsi sentire anche in Giudea, specie dopo i clamorosi segni che questi aveva compiuto. L’atteggiamento critico da parte delle autorità religiose non si è fatto aspettare: ” Come può costui dire: “Sono disceso dal cielo”? Questo in riferimento al fatto della certezza che Gesù era nato da una donna e che avesse un padre. Israele infatti aspettava il ritorno di Elia (cfr. Mt 17, 11-12), il profeta assunto in cielo (cfr. 2 Re 2, 8-15), il “falegname” era invece nato come qualsiasi altro uomo (fatta eccezione del suo concepimento).

Qual’è la cosa che più di tutte scandalizza? Quando anche i più smaliziati mondani arrossiscono? Dove cede il limite dei tolleranti? Cosa rende furiosi i bigotti? Niente mette in crisi una persona, un paese o un intero stato più della verità. Se poi questa ha bisogno della maiuscola per essere trascritta, il fatto si fa serio e tutto acquista maggiore gravità. Può essere il Messia un falegname? Può un uomo nato da donna dire che viene dal cielo? Quelli che pongono questa domanda conoscono bene quale sia la risposta, ma hanno la paura, anzi il terrore di ammetterlo: i segni dello Spirito che hanno accompagnato Gesù sono fin troppo eloquenti (cfr. Lc 7, 19-23); se mai qualcuno poteva dichiararsi “Messia”, questi era proprio Lui.

+Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi.+

L’atto di mormorare ci fa tornare in mente il popolo di Israele nel deserto che si lamenta con Mosè (cfr. Es 16,3) per la dura prova a cui veniva sottoposto: Gesù usa questo verbo facendo intendere che non stavano contestando solo lui, ma anche il Dio che dicevano di servire.

+Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.+

Che vuol dire essere attirati dal Padre? Si parla di predestinazione? Certamente non possiamo accedere al corpo di Cristo e alla comunione con Lui, se non attraverso lo Spirito, ma questa Grazia è universale. Tuttavia l’uomo è spesso tentato di stabilire da se i modi e i criteri di comunione con Dio, esattamente come facevano i nemici di Gesù, che credevano di essere ascoltati “moltiplicando le preghiere” e i sacrifici offerti al tempio. La via di comunione proposta da Gesù è invece l’accoglienza della Grazia gratuita, la quale opera e ci attira verso la perfezione incarnata da Cristo, nella misura in cui la nostra disponibilità diventa incondizionata: proprio questo ci lega alla resurrezione di Cristo e ce la fa ereditare.

+Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”.+

Tra il Figlio incarnato e il Padre non c’è un semplice legame, ma una comunione sostanziale che in modo misterioso si articola fino a rendere possibile il paradosso del Dio fatto uomo: l’infinito nel finito, l’imperituro nel mortale, l’indicibile che trova voce, l’impossibile che si realizza. Così chi ascolta Gesù, in modo “paradossale”, ode la voce di Dio esprimersi in un linguaggio accessibile, a portata di mente, così che tutti possano accedere alla più alta delle scienze.

+Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me.+

La presenza dello Spirito “parla” il ciascuno di noi, spetta a noi saperla discernere tra mille altre per andare nella giusta direzione. È proprio in questo modo che il Padre “attira” al Figlio, per mezzo dello Spirito, appunto.

+Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.+

Prima di Gesù Dio coincideva con l’inaccessibile. Vederlo voleva dire morire, ascoltare la sua voce ispirava terrore più che serenità e pace, toccarlo poi era inconcepibile. Questo sottolinea come l’uomo si sentisse isolato ed escluso dalla sfera divina, ma questo non è dovuto a Dio, semmai l’uomo ha fatto si che ci fosse un abisso incolmabile fra la sua e la nostra dimensione. Nel racconto dell’Eden viene narrata un’ amicizia intima e serena che è stata prima avvelenata e poi tradita. Questo “muro d’inimicizia” è stato abbattuto proprio dall’evento che tutta la storia attendeva: la venuta del Cristo. È lui che dà un volto all’invisibile, una voce all’inaudito; è lui che da concretezza all’intangibile e rende comprensibile l’inconcepibile attraverso la sua dottrina, al contempo semplice ed insondabile nella sua profondità.

+Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».+

I versetti precedenti ci hanno rivelato quanto la gente preferisse “la manna di Mosè”, quel cibo materiale che ha sfamato Israele nel deserto, piuttosto che il Pane del Cielo: la Parola annunciata da Cristo che conduce alla vita eterna. Spesso, anche le nostre speranze sono troppo misere per volare così in alto: proiettiamo il concetto di vita eterna al di là di un abisso invalicabile, ci accontentiamo così di quello che passa il variopinto ed ingannevole chiosco mondano, il quale non sa dare altro che quel pane, il quale non è vita vera, ma solo la sua ombra evanescente e non da aspettative capaci di vincere l’angoscia della morte. Daccapo si ripete il dramma dell’Eden: Dio indica ciò che può renderci felici ed immortali, ma l’uomo continua a scegliere la morte esiliandolo dalla sua vita, ostinandosi a decidere da solo cosa è più giusto e santo.
Solo camminando negli insegnamenti del Vangelo possiamo essere divinizzati e manifestare nella nostra vita quella Luce di cui solo Dio ci può rivestire.

Per fortuna abbiamo un Padre buono, mai stanco di scrutare l’orizzonte e sperare nel nostro ritorno.
Felice Domenica

Fra Umberto Panipucci


B U O N A    D O M E N I C A

Puglia d’amare Quotidiano d’informazione

10/08/2018 – Nota di Irma Melini, consigliere comunale del Gruppo Misto -Bari-

Nota di Irma Melini

LE GIOSTRE DI SANT’ANNA SONO ARRUGGINITE? CERTO, ERANO ABBANDONATE IN UN DEPOSITO!
“L’amministrazione esulta per le giostrine inaugurate a Sant’Anna e prova, ancora una volta, a prendere in giro noi baresi. Sì, perché si tratta di giostrine già arrugginite e, di conseguenza, estremamente pericolose per i nostri bambini: il simbolo di come questa amministrazione stia ingannando tutti noi da anni, anche quando la verità è palese. 
Credo perciò sia opportuno riportare la verità su quanto accaduto: le giostre consegnate sono arrugginite perché sono state abbandonate nei depositi a causa del pasticcio voluto da Leonetti e dal primo cittadino. Sono due anni che denuncio una verità che tutti conoscono: le giostre erano destinate al giardino pubblico di via Suglia 62 a Japigia (progetto approvato e finanziato prima di Decaro). A causa dell’intervento inopportuno del vice presidente Leonetti, però, le giostre sono state destinate su Sant’Anna con una variante che ha solo creato disagi e danni anche alle casse del Comune. L’esito finale è che la variante, voluta da Leonetti e approvata dal sindaco, ha comportato sia la sospensione dei lavori di riqualificazione del giardino di via Suglia 62 a Japigia – la cui consegna era prevista per agosto 2016 – con un danno erariale derivante anche dalle successive vandalizzazioni, sia che che le giostrine destinate a Japigia siano state lasciate arrugginire nei depositi prima di essere montate a Sant’Anna. Per di più, lo spostamento a Sant’Anna è avvenuto grazie alle economie risultanti dai lavori di via Suglia, risorse che invece io avevo chiesto fossero investite sempre su Japigia per piantumare nuovi alberi. 
La beffa, però, l’amministrazione la riserva a noi baresi per il gran finale: Galasso, Leonetti ed il sindaco inaugurano le giostre senza rendersi conto che sono arrugginite. O forse hanno semplicemente sperato nessuno di noi baresi lo notasse”.

10/08/2018 – Nota di Irma Melini, consigliere comunale del Gruppo Misto e candidato sindaco di Bari 


Almanacco del mese di agosto


Almanacco del mese di agosto

Agosto è l’8° mese dell’anno nel Calendario Gregoriano e abbraccia il periodo più caldo dell’anno, con il termometro che fa segnare le temperature più alte. Ciò lo rende tradizionalmente il periodo ideale per andare in vacanza.
In natura segna la fase di raccolta in particolare del grano, come suggerisce il fatto che gli antichi romani avevano consacrato il mese a Cerere, dea delle messi e della vegetazione.

Nei 31 giorni che lo compongono sono compresi i cosiddetti ”giorni della canicola” (dal 24 luglio al 26 agosto) durante i quali il caldo e l’afa raggiungono i livelli più alti. “Canicola” viene dal latino canicula, “piccolo cane”, nome dato alla stella più luminosa (Sirio) della costellazione del Cane Maggiore, che in questo periodo sorge prima del Sole.

I Cattolici celebrano l’Assunzione di Maria al Cielo il 15 del mese, noto come giorno di Ferragosto e ispirata a un’antica festività romana.

Per studiosi e appassionati di fenomeni celesti, è imperdibile la celebre notte di San Lorenzo, o “delle stelle cadenti”. In quella data – convenzionalmente il 10 agosto ma che spesso slitta ai giorni successivi – si verifica il suggestivo fenomeno degli sciami meteorici: una pioggia di meteore che entrando a grande velocità nell’atmosfera terrestre si disintegrano in tanti piccoli corpi luminosi.


SANTI DEL GIORNO

S. Lorenzo diacono martire
B. Arcangelo Piacentini francescano

 

PROVERBIO DEL GIORNO

«A scodelle piene – tutti si voglion bene»


 
Vedo Prevedo Travedo
 
Non pensare di poter fare a meno degli altri, né tantomeno che gli altri non possano fare a meno di te. Il mondo è andato avanti prima di te, e non si fermerà dopo di te.
 
Il saggio dice: Le persone oneste ed intelligenti non faranno mai una rivoluzione, perché saranno sempre in minoranza (Aristotele).
 
Chi bada al vento non semina, e chi osserva le nuvole non miete (Qoèlet).
 

Gli assenti hanno una volta torto, ma 99 volte ragione (Gesualdo Bufalino).


8 agosto 1942: Gandhi e l’indipendenza dell’India

Accadde Oggi

Risultati immagini per gandhi

 

Gandhi e l’indipendenza dell’India

8 agosto 1942 (76 anni fa)


Gandhi e l’indipendenza dell’India: La totale chiusura del governo britannico rispetto ad ogni richiesta avanzata dal movimento politico indipendentista indiano, spinge il Mahatma Gandhi a scrivere una risoluzione che non ammette repliche: con Quit India viene chiesto agli inglesi di abbandonare l’India e lasciarne il governo alla sua gente.

Un deciso invito alla più grande ribellione nonviolenta della storia che si materializza l’8 agosto 1942 con l’organizzazione in tutto il paese di grandi manifestazioni di protesta. Ad esse il governo britannico reagisce con arresti di massa, violenze e repressioni senza precedenti, di cui restano vittime familiari e stretti collaboratori, arrestati a Bombay insieme allo stesso Gandhi.

Dalla prigione di Aga Khan a Pune, il leader indiano continua a professare la satyagraha, la sua filosofia basata sulla ricerca della verità cui l’uomo deve tendere con amore del prossimo e rifiutando ogni forma di violenza.

Gravemente ammalato di malaria e dissenteria, due anni dopo Gandhi esce di prigione per essere curato, giusto in tempo per vedere concretizzarsi il grande obiettivo per cui ha lottato nel corso della sua esistenza: verso la fine del 1943, il governo britannico annuncia che a guerra conclusa lascerà il paese agli indiani. Gandhi risponderà proclamando la fine della lotta.


Comunicato Stampa Irma Melini Disastro aereo ATR-72

Comunicato Stampa

Disastro aereo ATR-72, Melini: “Vicina ai parenti delle vittime, sia fatta giustizia”

Esprimo tutta la mia vicinanza alle famiglie e agli amici delle vittime del disastro dell’ATR-72 Bari-Djerba della Tuninter nel quale morirono sedici persone, quattordici passeggeri e due membri dell’equipaggio. Quel tragico 6 agosto del 2005 il volo, partito da Bari, era diretto a Djerba, in Tunisia: a bordo i passeggeri erano tutti pugliesi.
Il ricordo e il dolore della notizia sono vividi nella memoria. In questi mesi, ho avuto la fortuna di conoscere la mamma di Barbara Baldacci, giovane studentessa di 23 anni tra le vittime del disastro: Rosanna Albergo Baldacci è la presidente dell’associazione “Disastro aereo Capo Gallo 5 agosto 2005”, che riunisce i familiari delle vittime e i superstiti che, ancora oggi, cercano giustizia.
Rosanna, come tutti i parenti delle vittime di quel tragico giorno, mi ha trasmesso la determinazione a non volersi arrendere in questa battaglia, così come mi ha trasmesso l’importanza del ricordo di quel tragico 5 agosto: la mia preghiera e il mio impegno è con tutti loro, affinché sia fatta giustizia. Oggi sarà deposta una corona di fiori nei pressi della stele di Parco Perotti in memoria di Chiara Acquaro, Elisabetta Acquaro, Carmela Amoruso, Barbara Baldacci, Maria Grazia Berenato, Francesco Cafagno, Antonella Capurso, Paola Di Ciaula, Raffaele Ditano, Enrico Fallacara, Annamaria Palmisano, Isabella Ruta, Rosa Santoro e Giuseppe Scarnera.
Nelle prossime ore formalizzerò la mia proposta al Comune di Bari per trasferire quella stele in un luogo più decoroso e curato per ricordare i nostri cittadini pugliesi scomparsi in questa tragica giornata”.

SIAMO POCO, MA NON IN MANO A DIO. Di Fra Umberto Panipucci

SIAMO POCO, MA NON IN MANO A DIO!

XVII Domenica del tempo ordinario (b)

Il Vangelo di questa settimana, oltre a rappresentare un’ anticipazione di quelle che saranno le grandi assemblee eucaristiche domenicali, ci invita a cambiare il nostro modo di pensare e vedere. Un buon cristiano deve imparare a “sperare contro ogni speranza” (Rm 4, 11). Spesso però siamo imprigionati nella ristrettezza delle nostre categorie da cui non riusciamo a svincolarci, se non attraverso lo slancio illuminato e fiducioso nella Speranza. Senza la Fede tutto appare immutabile e sterile, al contrario invece, tutto è possibile.

Commento a Giovanni 6,1-15.

+In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.+

C’è una folla stanca del male, gente che ha visto Gesù guarire, non solo il corpo, ma anche l’anima, Egli aveva inoltre autorità sui demoni, e non esitava a liberare coloro che essi opprimevano, quest’ultima non era affatto una caratteristica secondaria in quel contesto socio culturale. In un mondo dove la morte era padrona, Colui che poteva restituire la vita brillava come un faro nella notte per il popolo della Galilea, provincia povera, oppressa e marginale rispetto alla Giudea. Per questo quella gente sceglie di seguirlo anche se le sue vie sono impervie e conducono in luoghi inospitali. Non è un caso se l’evangelista fa notare la vicinanza con la Pasqua ebraica e l’attraversamento di un “mare” si trattava di un lago): questa folla, riconoscendo in Gesù un nuovo Mosè, assomiglia tanto a quello stesso Israele oppresso che cercava nutrimento la dove non ne esisteva. A volte seguire la Parola ci fa sentire soli, in un deserto dove è impossibile sfamarsi di tutti quei bisogni che caratterizzano la nostra umanità, ma chi è fedele scopre il paradosso di trovarsi in un’ inaspettata abbondanza.

+Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». +

Gesù distoglie lo sguardo dai suoi intimi e alza lo sguardo, sottolineatura che evidenzia l’attenzione e l’amore che il Maestro aveva per quella gente, che stava sfidando fame e sete perchè ancora più assetata e affamata di guarigione e speranza. Ora quella gente gli appartiene deve provvedere ad essa. Così decode mette allo scoperto il razionalismo sterile di Filippo (e, conseguentemente, degli altri apostoli) per criticarlo. La domanda fatta da Gesù, la cui risposta era, per qualsiasi uomo di “buon senso”, scontata, è la strategia pedagogica scelta per far si che dubbi, incertezze e paure venissero fuori. Era impossibile infatti trovare tutto il pane sufficiente a sfamare la folla e, se anche ci fosse stato, le loro risorse economiche non sarebbero di certo bastate. La chiusura alla Speranza “inaudita” di Filippo è un grande ostacolo alla crescita spirituale. Portata agli estremi questa condizione può condurre a una vera e propria paralisi dell’anima: la Provvidenza ha un limite, occorrono a tutti i costi i mezzi materiali necessari per operare, un atteggiamento che può essere serenamente definito come scarsità di fede.

+Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.+

Andrea fa trasparire invece un altro comportamento erroneo nei confronti della Speranza: il pessimismo. Il segnale positivo dato dalla generosità del ragazzo doveva spingerlo a essere più fiducioso. non dimentichiamo che gli apostoli sono stati testimoni di numerosi prodigi. Anche lui come Filippo mette in evidenza la scarsità di risorse e l’impossibilità materiale di far fronte alle necessità di quella gente. Ma un raggio di sole si fa strada fra le nubi di quella frustrazione: un ragazzo è disposto a mettere in gioco tutto quello che ha: il cibo che lo avrebbe tenuto in vita in quel luogo così deserto. Proprio quello spiraglio Gesù voleva che i discepoli vedessero, un’umanità capace di donare in modo gratuito e gioioso, la disponibilità di uno può tanto, anzi tutto, se questa apertura è totale nei confronti di Dio. Proprio “appoggiandosi” a questo piccolo segno, Gesù decide di compiere l’impensabile. Anche in questa circostanza la propedeutica del Cristo si serve degli esempi luminosi per edificare i discepoli. Questo giovane rappresenta proprio chi, anche di fronte a delle situazioni che appaiono irrisolvibili, decide di scommettere lo stesso e non certo in maniera risicata, ma senza badare a spese, totalmente, appunto.

+Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.+

Gli Ebrei praticanti non mangiano mai senza ringraziare Dio e Gesù conferma questa regola, anzi la fa sacra, così rende grazie al Padre per quel dono, il quale, investito dalla benedizione di Dio si moltiplica in modo prodigioso. La risposta che Dio da a chi gli si affida supera sempre le aspettative. Tutti possono mangiare a sazietà ed in modo sovrabbondante. Con gli avanzi vengono riempiti 12 canestri, numero simbolico che indica l’intero popolo d’Israele e, per estensione, tutta l’umanità, quel poco che avevano i dodici avrebbe sfamato di verità non solo Israele ma il mondo intero, dodici canestri di pane e pesce per tutta l’umanità, così poco, basteranno, ma solo se ci sarà la generosità sincera ed incondizionata di un cuore che si rende disponibile alla Grazia.

+Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.+

Il profeta, colui che viene del mondo? Quel popolo non aveva le categorie per comprendere quale modello di regalità Gesù stava per donare al mondo. L’insegnamento è stato dato, ma come spesso avviene narrato dagli stessi vangeli, non è immediatamente compreso ed assimilato, occorre del tempo, molto. Quella gente vorrebbe che Gesù diventasse re: questo implicava un colpo di stato e quindi sangue e violenza. Non è un segreto il fatto che Israele aspettasse un capo militare e una guida strategica, ma non era quello il progetto di Dio Egli non ha mai governato a quel modo e mai lo farà. Non è sul sangue delle uccisioni che verrà costruito il Regno ne con la paura di un esercito, ma sull’unico sacrificio di Cristo a cui si associa quello dei martiri. Così Gesù sale sul monte a pregare perché è in quel modo che conquisterà il suo Regno, non certo come avrebbero fatto i re che fino a quel momento il mondo aveva conosciuto.

Felice Domenica. Fra Umberto Panipucci.


B U O N A    D O M E N I C A

SERENA DE BARI A TOP FASHION MODEL 2018, IL GRAN FINALE SABATO 28 E DOMENICA 29 LUGLIO A GIOVINAZZO

COMUNICATO 24.07.18

SERENA DE BARI A TOP FASHION MODEL 2018, IL GRAN FINALE SABATO 28 E DOMENICA 29 LUGLIO A GIOVINAZZO

Eleganza e bellezza in Cala Porto ed in piazza Vittorio Emanuele II

L’incantesimo della moda e della bellezza sotto il cielo stellato. Questo e molto altro nella quarta edizione di “TOP Fashion Model – International Fashion Award”, organizzato da Carmen Martorana Eventi, che si svolgerà sabato 28 in Cala Porto e domenica 29 luglio in piazza Vittorio Emanuele II, a Giovinazzo.

Quest’anno per la prima volta ci sarà il volto noto della televisione Garrison Rochelle, che presenterà la serata domenicale. Sabato 28 luglio a dare il via a Top Fashion Model 2018 ci sarà, invece, l’ideatrice ed organizzatrice della manifestazione Carmen Martorana che indosserà le prestigiose creazioni firmate Giulio Lovero Atelier. La suggestiva location farà da cornice alla sartorialità pregiata e ricercata di Maria Pia Eramo, reduce dal Paris Fashion Shooting ed agli splendidi abbinamenti estivi tra i preziosi occhiali da sole di Ottica Eos ed i seducenti costumi da bagno di Impeccable Luxury di Rossana Marzella che gestisce il marchio TOP Fashion Model for Italy per la Repubblica Dominicana. I tessuti prenderanno vita diventando veri e propri abiti sotto le mani esperte di Antonio Extempore, al quale verrà anche assegnato il prestigioso International Fashion Award.

Domenica 29 luglio per il gran finale a ridosso della fontana dei tritoni arriverà direttamente da “Amici” il frizzante maestro di danza, ballerino e coreografo Garrison Rochelle. Nella seconda serata spazio alla femminilità ed alla cura dei dettagli nella collezione di Vittoria Romano, reduce dal Gran Galà di Sanremo, ai preziosi coralli ed agli strass al centro delle creazioni ispirate ai diversi Stati DANYmo di Daniela Taddeo e all’eleganza classica dell’alta sartoria italiana di Donna Abbigliamento, storico atelier pugliese delle grandi firme (tra le quali Cavalli e Impero Couture). Sarà un po’ come essere a Parigi con la collezione “Nuit Claire” della giovane stilista Arianna Laterza o nella Belle Époque grazie alle creazioni celebrative dei quarant’anni carriera (dei quali più della metà trascorsi nella maison Fendi) di Roberto Guarducci.

Un sogno ad occhi aperti che continuerà grazie alle sculpture dress dell’artista Michele Casto, ispirate ai film fantasy e realizzate con materiali da riciclo. Arte e colore domineranno la passerella con il body painting dell’artista pugliese Massimo Nardi. Non solo defilé, ma anche tanta energia con la talentuosa cantante Serena de Bari, anche lei proveniente da “Amici”, con il ritmo contagioso dei ballerini di Dance Team Giovinazzo ASD ed emozione grazie alla sensuale musica argentina di Mimmo Cavallo e della sua fisarmonica.

 

Come ogni anno per due giorni saranno l’eleganza e la bellezza insieme all’originalità ed alle tendenze del momento a sfilare sul palco di Top Fashion Model– afferma Carmen MartoranaQuesta volta con noi per il gran finale di domenica anche la simpatia e l’entusiasmo di Garrison Rochelle per un evento a dir poco imperdibile”.

Una giuria altamente qualificata assegnerà alle ragazze che sfileranno nella due giorni il titolo di “TOP Fashion Model 2018”, di “TOP Fashion Model Eleganza” e “TOP Fashion Model Bellezza””. Le vincitrici parteciperanno alla crociera TOP Fashion Cruise, in collaborazione con Costa Crociere e Agenzia Viaggi Sentirsi Viaggiatori. Previsto anche il momento dell’hair show live coordinato da Gioele de Liso de “Il Giornale del Parrucchiere” con tecnici provenienti da tutta Italia come la make up artist Angela Scamarcio e gli hair stylist Matteo Difrancesco, Anna Maria Ludovico, Romina Semeraro, Anila Mece Gjoka, Giovanna Parisi, Francesco Musella, Cristina Vozza, Riccardo Mari. Ospiti dell’evento anche le precedenti vincitrici TOP Ilaria Petruccelli e Roberta Molinini ed “Il Volto più bello d’Italia”, il modello catanese Giuseppe Ricciardi.

L’evento è patrocinato da Città Metropolitana di Bari, Comune di Giovinazzo, Camera della Moda Puglia e Basilicata, Confartigianato Giovinazzo, Accademia di Belle Arti di Bari, FederModa Italia, L.I.L.T. Lega Italiana Lotta Tumori Sez. Bat.

Posti a sedere con invito.  Servizio video a cura di Anna Belviso e foto a cura di Camera della Moda Puglia e Basilicata. Si ringraziano: Ristorante-Birreria Trappistventotto, H.U.N.T. Abbigliamento, DMA Agency, De Palma Gioielli, Agenzia Viaggi Sentirsi Viaggiatori, Ottica Invista, Ibis Hotel, Kiara Estetica e Benessere, Elisir Profumeria, Studio Estetika, Garden Stella, Simar Antincendio, Dilmundo Traslochi e Trasporti, Montenegro Luca Ingrosso Frutta, Il Giardino di Melody, Il Canaruto, Ristorante Al Porticciolo, San Marco Concept, Piadinoteca Braceria Il Pugliaccio, Salumeria Generoso, Sala Ricevimenti L’Ancora, Giotti Pasticceri, Ristorante La Tradizione, Angeli.

Sabato 28  Cala Porto – Giovinazzo

e domenica 29 luglio 2018 Piazza Vittorio Emanuele II – Giovinazzo
Inizio ore 21,00

direzione@topfashionmodel.it
http://www.topfashionmodel.it

APPROFONDIMENTI

TOP FASHION CRUISE è il format di moda ideato ed organizzato da Carmen Martorana Eventi.  Una vera e propria crociera della moda, durante la quale stilisti, fotografi, modelli e modelle realizzano defilé e shooting fotografici nelle più suggestive cornici del Mediterraneo.

TOP FASHION MODEL é un Fashion Award che mira a far incontrare stilisti e creativi, fotografi, agenti di moda, media di settore e giovani modelle e modelli emergenti, offrendo reali possibilità lavorative a chi ha il sogno di essere protagonista di questo ambito settore. Diretto dalla manager pugliese Carmen Martorana, ha tra le sue mission l’attenta ricerca di nuovi volti della moda, prossimi a calcare le più prestigiose passerelle d’Italia e a posare davanti agli obiettivi dei professionisti. Dopo i casting che si stanno svolgendo in tutta Italia grazie alla rete consolidata di Carmen Martorana, Top Fashion Model si concluderà in un grande evento finale nazionale durante il quale una commissione tecnica altamente qualificata eleggerà vincitori e vincitrici dei titoli istituzionali dell’award: TOP FASHION MODEL 2018, ELEGANZA e BELLEZZA.

 

 


Mostra fotografica: Passaggi Umani di Giacinto Magliocchi a Bari


Mostra fotografica:

Passaggi Umani

di Giacinto Magliocchi

dal 20 luglio – 29 luglio
presso Spaziogiovani
Via Venezia, 41
BARI

Curatore della mostra Giuseppe Di Bari
Presidente dell’Associazione Fotografi di Strada
orario visite

10:30 – 12:30 |  17:30 – 20:30
comunicato a cura di Crescenza Caradonna

NELSON MANDELA ICONA DI PACE E DELLA NON VIOLENZA di Eduardo Terrana

NELSON MANDELA ICONA DI PACE E DELLA NON VIOLENZA

Il 18 luglio di ogni anno si celebra il Nelson Mandela international day, una giornata internazionale
istituita dalle Nazioni Unite per onorare le sue idee ed il suo lavoro e promuovere progetti umanitari.

di Eduardo Terrana

Qual era la realtà di vita della popolazione nera in Sud Africa al tempo dell’Apartheid? Semplicemente non c’era vita!
Già dal 1910 i neri sudafricani erano tenuti in stato di forte restrizione dai bianchi, sopportando ogni sorta di abusi e soprusi. E’, però, dal 1948 in avanti, con la vittoria del National Party nelle elezioni riservate ai soli bianchi, che la segregazione razziale
( Apartheid) viene imposta dal governo e prende infinitamente forma negando , su base razzista, per più di 40 anni sino al 1991 i diritti civili, politici e sociali, ai neri sudafricani , che rappresentavano l’80% della popolazione.
L’apartheid fu attuata con leggi severissime che prevedevano :
1)- il trasferimento dei neri in appositi ghetti ( bantustan), dove la popolazione solo nominalmente era indipendente perché di fatto sottoposta al controllo del governo sudafricano;
2)- la separazione dei bianchi dai neri in tutte le zone dei centri abitati;
3)- la proibizione di entrare in alcune aree urbane, esclusivamente frequentate dai bianchi , e l’uso delle stesse strutture pubbliche (ristoranti, fontane, sale d’attesa, marciapiedi, servizi igienici e mezzi pubblici).
I neri potevano frequentare i quartieri dei bianchi solo dietro rilascio di speciali passaporti, pena l’arresto. La legge inoltre vietava il matrimonio e i rapporti sessuali tra persone di razza diversa. Imponeva altresì la registrazione dei cittadini in base alle loro caratteristiche razziali..La legge prevedeva ancora provvedimenti tesi a rendere difficoltoso e separato ai neri l’accesso all’istruzione e sanciva la discriminazione razziale in ambito lavorativo e ospedaliero.
I neri dei bantustan erano privati della cittadinanza sudafricana, di ogni diritto politico e civile connesso e potevano frequentare solo l’istituzione di scuole agricole e commerciali speciali. Nei negozi vigeva la regola che i clienti bianchi dovevano essere serviti prima dei neri.
Ogni opposizione veniva poi etichettata dal governo come comunista e messa al bando.
Una realtà amara, la segregazione razziale nel XX secolo, presente e diffusa non solamente in Sud Africa ma anche in vari altri Paesi europei, americani, africani, asiatici, dove succedeva lo stesso e anche di peggio.
In Europa il razzismo , prese il volto della SHOAH organizzata da Hitler in Germania e Mussolini in Italia. Le leggi razziali e la persecuzione nazifascista colpirono, dal 1933 al 1945, non solo ebrei ma anche etnie Rom, popolazioni slave, minoranze religiose, omosessuali, prigionieri di guerra, avversari politici, disabili fisici e mentali.
La Repubblica popolare di Bulgaria, nel periodo 1946/1990, fu teatro di comportamenti razziali anche cruenti da parte dei comunisti contro le popolazioni turche, musulmane e arabe.
Negli Stati Uniti, seppure abolita la schiavitù, l’intemperanza razziale fu praticata in modo cruento dagli attivisti del movimento KuKlusKlan. Lo scontro razziale tra bianchi e neri terminò come pratica ufficiale il 19 giugno 1964, quando il Senato degli Stati Uniti approvò il Civil Rights Act, che abrogò la discriminazione razziale in America, cancellando per sempre l’odioso principio “uguali ma separati” , che prevedeva la segregazione dei neri nei trasporti, nei servizi pubblici, nelle scuole, ciò grazie all’impegno degli attivisti per i diritti civili ed in particolare delle figure carismatiche di Martin Luther King, di Clarence Mitchell e Ros Parks, che si batterono per l’uguaglianza tra bianchi e neri.
La Rodhesia , in Africa, dal 1965 al 1980, fu soggetta al governo della minoranza bianca. La segregazione razziale cessò dopo che le sanzioni internazionali obbligarono il leader del governo di minoranza, Lan Smith, a indire elezioni multirazziali.
L’India della prima metà del novecento, soggetta ai soprusi del dominio dei colonizzatori britannici, si liberò dal giogo del Colonialismo il 15 agosto 1947, conquistando finalmente l’indipendenza, grazie alla guida carismatica del Mahatma Gandhi ed alla pratica della sua dottrina della resistenza passiva e della non violenza che, nella sua condizione dinamica, significa cosciente sofferenza, non mite sottomissione alla volontà dei malvagi, ma impegno di tutta l’anima ad opporsi alla volontà del tiranno. “ Voglio”, sosteneva Gandhi, “ che l’India si renda conto di avere un’anima che non può perire, ma che è capace di elevarsi trionfalmente al di sopra di ogni debolezza fisica e di sfidare il mondo intero”. Sfida che significava principalmente la realizzazione della fratellanza tra tutti gli uomini, indù, musulmani, cristiani, parsi ed ebrei.
In Sud Africa contro l’apartheid, a partire dal 1948 , la lotta fu dura e combattuta per decenni seppur sempre brutalmente soffocata dalle forze di sicurezza governative con migliaia di morti tra la popolazione nera. L’anima di questa lotta fu il leader pacifista e non violento Nelson Mandela, un uomo che in tutta la sua vita non venne mai meno al suo impegno per la democrazia,l’uguaglianza e l’educazione che sosteneva essere “l’arma più potente che si può usare per cambiare il mondo.” Nonostante le provocazioni subite e più volte imprigionato, condannato al carcere a vita e minacciato di morte per le sue idee e per la sua attività per l’affrancamento dei neri, Mandela non rispose mai al razzismo con il razzismo. Lottò per garantire la libertà al suo popolo, sorretto dall’ideale di una società democratica e libera nella quale tutti potessero vivere insieme in armonia e con eguali opportunità. Un ideale per il quale visse l’intera vita, pronto a morire, ma che alla fine lo vide trionfare, liberare il suo popolo dal potere del razzismo bianco. divenire il primo Presidente democraticamente eletto del Sudafrica e ricevere il Premio Nobel per la Pace.. L’Apartheid fu abolita in Sud Africa nel 1991, non solo per il boicottaggio economico internazionale contro il Governo del Paese , ma anche e soprattutto in seguito al rapido mutamento circa la segregazione razziale della opinione pubblica, educata alla democrazia ed alla libertà dalle idee del leader Mandela che aveva inculcato nell’animo e nella mente dei suoi fratelli neri a credere sempre nella vittoria finale, a resistere passivamente con pazienza, amore e tolleranza e ad opporsi in modo non violento alla oppressione ed alla repressione per arrivare un giorno al riconoscimento dei loro diritti.
Ricordiamo oggi, 18 luglio, nel giorno a lui dedicato, la figura ed il pensiero carismatico di Nelson Mandela, che nel mondo di oggi, ancora tormentato dai conflitti, dalle guerre, e con molte realtà di segregazione razziale, dai mille volti e sfaccettature, si colloca quale Icona di Pace con la sua dottrina ispirata alla non violenza e il suo insegnamento volto alla Pace. Le sue parole si levano ancora forti e solenni a ispirare quanti sono oppressi e privati dei loro diritti, nel senso che “Nessuno è nato schiavo, né signore, né per vivere in miseria, ma tutti siamo nati per essere fratelli.”

di Eduardo Terrana