Giovinazzo (Bari)

GIOVINAZZO (BA)

Giovinazzo (Scevenàzze in dialetto locale) è una città italiana di 20 376 abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia.

Il territorio è prevalentemente pianeggiante sulla fascia costiera ma con continua pendenza in ascesa dal mare verso le zone interne, mentre spostandosi verso l’interno si incontrano i primi pendii dell’entroterra murgiano. L’altimetria del comune varia da 1 a 160 m s.l.m. La casa comunale si trova a 7 metri di altitudine. Il territorio amministrativo comprende le frazioni San Matteo, Le Macchie e Sette Torri; le prime due si trovano rispettivamente a 5.2 km e 6.8 km dal centro abitato, sulla litoranea sud verso Bari e sono principalmente località balneari ricche di lidi; Sette Torri, invece, è un borgo medioevale che sorge su una collina, a 142 m s.l.m. a 6.5 km dal centro cittadino; frequentato solitamente nella stagione estiva, è conosciuto dagli abitanti del luogo per la splendida vista dall’alto sul paese di Giovinazzo ed in parte anche quello di Molfetta e Bitonto.

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, Giovinazzo appartiene alla fascia Csa ossia ai clima temperati delle medie latitudini. In particolare la città di Giovinazzo è caratterizzata da un clima tipicamente mediterraneo, con inverni miti-continentali ed estati calde, lunghe e molto spesso umide. Le escursioni termiche sono contenute dall’azione mitigatrice marina, poiché è spesso interessata da venti a regime di brezza. Tuttavia, a volte gli sbalzi di temperatura possono essere repentini e notevoli, a causa degli improvvisi acquazzoni, solitamente di breve durata, che periodicamente colpiscono la cittadina, dando qualche sollievo all’economia rurale, storicamente assetata di acqua. Nei mesi invernali la città è spesso influenzata dalle correnti fredde balcaniche di provenienza nord-orientale che determinano precipitazioni a carattere nevoso, di solito senza accumuli significativi,con frequenza di almeno 2-3 episodi annuali. I più recenti eventi nevosi degni di nota risalgono al 6-7-8 gennaio 2017 quando in città caddero oltre 30 cm di neve (accumuli eolici di oltre 40 cm), 31 dicembre 2014 con 15 cm, 15 dicembre 2007 con 23 cm e quello del 2 gennaio 1993 con oltre 25 cm quando si registrò anche la temperatura più bassa dell’ultimo secolo: -7 °C . Altri eventi nevosi degni di nota sono quelle del 1929-1935-1947-1956-1963-1979-1981-1987- 1996-1999-2003, in cui caddero mediamente sulla città circa 20 cm di neve .Le precipitazioni medie annue si attestano a 570 mm con minimo in estate, picco massimo in autunno e massimo secondario in inverno per gli accumuli totali stagionali.

(notizie da Wikipedia l’enciclopedia libera)
-foto dal web-


Molto si è discusso sulle sue origini, ma è certo che esistesse già nel IV sec. a.C. Una leggenda vuole che sia stato Perseo, figlio di Giove, a fondare ‘Jovis natio’. Giovinazzo è presente nella Tabula Peutingeriana con il nome di Natiolum.

Era (Natiolum), un piccolo centro in età romana, forse sorto sulle rovine della Netium peuceta rasa al suolo durante le guerre puniche. Per tutto il primo millennio fu solo un villaggio di pescatori, marinai e commercianti. Fu sede di un gastaldato longobardo dalla conquista longobarda nel VII secolo fino al ritorno dei bizantini al Mezzogiorno nel X-XI secolo. Fu contesa fra longobardi e bizantini fino alla conquista normanna diventando un importante castrum normanno sotto il regno di Roberto il Guiscardo.

Nel 1257 Manfredi la donò al parente Giordano Lancia. In seguito passò sotto la signoria degli Aragona (dal 1369 al 1461). Passata sotto il dominio spagnolo, Carlo V la vendette a Ferdinando di Capua, duca di Termoli. Passata ai Gonzaga, fu venduta a Nicolò Giudice Caracciolo, principe di Cellamare nel 1651. I principi Giudice furono ultimi padroni di Giovinazzo e Terlizzi fino a quando, morta nel 1770 l’ultima erede, donna Eleonora Giudice, il feudo di Giovinazzo e Terlizzi fu devoluto alla Regia Corte e in seguito a Francesco I di Borbone re di Napoli, fino all’abolizione nel 1806

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“La Puglia degli Ulivi. Dopo la Xylella”, saggio-inchiesta di Piero Tateo

E’ in uscita “La Puglia degli Ulivi. Dopo la Xylella – 66 domande sulla vita e sulla morte della pianta sacra del Mediterraneo”, il nuovo libro-inchiesta di Piero Tateo.

Con questo saggio, edito dalla Fondazione AgriCulture Onlus di cui l’autore è presidente, Piero Tateo scava nell’emergenza Xylella che sta colpendo gli ulivi monumentali della Puglia

Dopo tante giornate passate insieme ai maestri potatori, capaci di “parlare” con le piante sacre, sono nate le 66 domande e risposte che formano il cuore dello scritto. Attraverso esse è possibile capire come muoiono gli ulivi e, soprattutto, come si può avviare un grande processo rigenerativo. Rassegnarsi alle essiccazioni, senza aver effettuato nessuno studio epidemiologico e in assenza di chiare evidenze scientifiche, è inaccettabile e pericoloso. 

A circa vent’anni dall’ingresso del batterio della Xylella fastidiosa in Europa sappiamo che l’infezione, ritenuta la principale causa del disseccamento degli ulivi, dipende da piante importate illegalmente. 

L’Unione Europea e i singoli Stati, che all’epoca non hanno bloccato questo patogeno da quarantena e che tutt’oggi continuano a procedere per tentativi, sono responsabili di ingenti danni. Di fronte alla stessa sub specie del batterio, a Mentone, in Francia, sono state abbattute tutte le altre piante “ospiti” e lasciati in vita i vecchi ulivi, mentre in Puglia si sta distruggendo la pianta sacra. 

Gli abbattimenti selvaggi degli ulivi secolari pugliesi, incentivati attraverso norme incostituzionali e ingannevoli “ristori”, conducono al terribile bivio che ci obbliga a decidere tra la vita o la morte di un inestimabile bene culturale, ambientale ed economico. Le politiche messe in atto, oltre a sconvolgere i valori identitari e distruggere la bellezza del paesaggio, intossicano la vita dei cittadini e mettono in pericolo biodiversità e vitalità del suolo. 

Attraverso la profonda conoscenza delle piante secolari e il sostegno ai contadini che le custodiscono, sarà possibile difendere e valorizzare l’olivicoltura e l’olio di qualità, i cui destini hanno da sempre segnato i processi di sviluppo della Puglia. 

In questo saggio l’autore analizza la tragedia in atto e accompagna il lettore sotto la chioma di un grande ulivo, per riprendere l’ascolto delle parole sussurrate dalla pianta simbolo del Mediterraneo. 

Gli ulivi maestosi ci chiedono di trasmettere i messaggi che hanno scambiato con i nostri antenati ai nostri nipoti. Ascoltandoli capiremo perché il loro destino non è altro che il nostro. 

Il carattere divulgativo del saggio mira a raggiungere tutte le persone che amano la regione Puglia e i suoi bellissimi ulivi.  

L’opera, con le sue 192 pagine e alcune immagini, è accompagnata da documenti e fotografie consultabili attraverso il sito della Fondazione. I proventi del libro, acquistabile ad un costo di euro 9,90 saranno interamente destinati alla Fondazione Agriculture. Onlus senza scopo di lucro che da anni è impegnata in progetti di ricerca atti a valorizzare gli ulivi monumentali, la biodiversità del territorio e i cereali antichi della Puglia. 

Ad oggi, il saggio è acquistabile online sul sito della Fondazione Agriculture: https://www.fondazioneagriculture.org/libro-puglia-xylella/

A proposito dell’autore:

Piero Tateo, funzionario INPS in pensione, nasce nel 1954 in una famiglia di contadini pugliesi, impegnata per generazioni nella battaglia per i diritti e la giustizia sociale. 

Dopo il diploma diventa dirigente della Federbraccianti CGIL, il Sindacato fondato da Giuseppe Di Vittorio. Dal 1995 al 2000 matura esperienze politiche e istituzionali: ricopre i ruoli di Segretario della Federazione barese del Partito Democratico della Sinistra e di Consigliere Regionale della Puglia, facendo parte della Commissione Agricoltura. 

Dopo il 2000, inizia il ritorno alle radici contadine e alla coltivazione dei mille alberi presenti nei terreni di famiglia – in particolare 350 ulivi secolari e oltre 200 piante di frutti antichi quasi estinti. 

Nel 2004 pubblica il romanzo “Se non piove nevica”, uno spaccato di due generazioni e di due individui in conflitto, divisi dalle vicende sociali e politiche, ma uniti dall’amore per la Puglia contadina. 

Dal 2006 al 2016, è amministratore dell’Ente Ospedaliero “Saverio De Bellis”, Istituto di Ricerca Specializzato in Gastroenterologia e Nutrizione. 

L’impatto con la tragedia degli ulivi disseccati del Salento è determinante per costituire, insieme alla famiglia, la Fondazione Agriculture, che ha proprio nella tutela degli ulivi monumentali pugliesi la principale ragione della sua esistenza.

Domani, mercoledì 24 luglio 2019 a Conversano (Ba), la prima presentazione, riservata ai media e addetti del settore. Si accede solo per invito.

Per ricevere maggiori informazioni, organizzare un’intervista con l’autore, richiedere una copia del libro o per ricevere la cartolina-invito da mostrare all’accoglienza, rivolgersi ai riferimenti qui indicati:

Fondazione Onlus AgriCulture

fondazione.agriculture@gmail.com

cell. 3356059806 – 3465308922               

Serena Greco cell. 3487649373 

Terry Melani cell. 3924901820

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Nuova edizione del concorso “Il Sacrificio come Riscatto”. Evento artistico rivolto alle arti visive.

Nuova edizione del concorso “Il Sacrificio come Riscatto”. Evento artistico rivolto alle arti visive.

Qui di seguito il regolamento completo per partecipare alla selezione.

Bando e Regolamento del Concorso
“Il Sacrificio come Riscatto”
Seconda edizione anno 2019
Concorso di Arti Visive a cura dell’Associazione Culturale Contaminazioni d’Arte
Finalità
L’Associazione Culturale Contaminazioni d’Arte indice la seconda edizione del Concorso di Arti Visive “Il Sacrificio come Riscatto”. Il Concorso, in collaborazione con il Comitato Feste SS. Crocifisso e San Nicola e con il patrocinio del Comune di Rutigliano, intende stimolare la riflessione sullo stretto rapporto tra Arte e Fede proponendo agli artisti partecipanti di confrontarsi sul tema della croce e del crocifisso. Il Concorso, inoltre, si propone di valorizzare e promuovere talenti e personalità artistiche, sensibilizzando il territorio all’arte nelle sue molteplici espressioni.
Art. 1 – Destinatari
Il Concorso è rivolto ad artisti di qualsiasi nazionalità che abbiano compiuto 18 anni.
Art. 2 – Categorie delle opere
Saranno selezionate le opere che si iscriveranno in una delle seguenti tre categorie:
Pittura
Opere realizzate in piena libertà stilistica e tecnica (olio, tempera, acrilico, inchiostro, vinile, acquerello, grafite, matita, collage, stampa di vario tipo, etc.) e su qualsiasi supporto (tela, carta, legno, plastica, ferro, etc.).
Scultura e Installazione
Opere create in qualsiasi materiale organico o inorganico che possono anche avvalersi di suoni, luci, video e movimenti meccanici o elettrici.
Grafica Digitale
Immagini e opere generate o manipolate attraverso l’utilizzo di computer, tablet, smarthphone, applicazioni, dove l’intervento tecnologico risulti predominante. Sono incluse opere di pittura digitale, fotografie con prevalenti interventi di manipolazione.

Art. 3 – Modalità di partecipazione
Il concorso si divide in due fasi.
La prima fase prevede la selezione di massimo 40 opere tra tutte quelle pervenute in foto via e-mail entro il 10 Agosto 2019. La partecipazione alla prima fase è totalmente gratuita.
Gli artisti selezionati, avvisati entro il 25 Agosto, accedono così alla seconda fase che prevede l’allestimento della Mostra-Concorso. A conclusione della Mostra saranno decretate le opere vincitrici.La partecipazione alla seconda fase prevede un contributo di € 10,00 (euro dieci).
Ogni artista può partecipare con una sola opera.

Art. 4 – Tema e Caratteristiche delle opere
Il tema del concorso “Il Sacrificio come riscatto” allude inequivocabilmente alla croce: segno presente in molte culture, universalmente riconoscibile e riconosciuto. Sintesi tra la dimensione orizzontale e verticale, punto di contatto tra l’umano e il divino, la croce tiene insieme significati opposti (la morte e la vita, lo scandalo e la salvezza, la sofferenza e l’amore, il sacrificio e il riscatto) offrendo a ciascun artista l’opportunità di personali forme interpretative
Il Concorso è destinato ad opere di arti visive realizzate in piena libertà di stile e tecnica. Le dimensioni massime delle opere dovranno essere 100×100 cm. Le opere pittoriche incorniciate dovranno essere dotate di solida attaccaglia. Il candidato dovrà sottostare, per le dimensioni e le caratteristiche dell’opera, alle richieste del regolamento, pena l’esclusione dal concorso.
Tutte le opere che non corrisponderanno ai requisiti sopra richiesti non saranno esposte alla mostra contemporanea al concorso e non parteciperanno al concorso stesso.
Art. 5 – Invio scheda e termini di partecipazione.
Per partecipare al concorso “Il Sacrificio come Riscatto”, bisogna compilare il modulo di iscrizione ed inviarlo insieme ad una foto dell’opera al seguente indirizzo e-mail: evento2019cda@gmail.com
Il termine ultimo di iscrizione al concorso è il 10 Agosto 2019.
(L’invio di documentazione fuori termine, errata o incompleta costituisce motivo di esclusione).

Art. 6 – Premi
Il primo classificato di ogni categoria riceverà euro 200.
Il secondo classificato riceverà Targa o Trofeo.
Il terzo classificato riceverà Targa o Trofeo
Tutti i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione.
Art. 7 – Mostra delle opere partecipanti
Le opere selezionate nella prima fase partecipano al Concorso e saranno esposte presso il Museo Civico Archeologico Grazia e Pietro Didonna dall’11 al 22 settembre 2019.
Il vernissage si terrà il giorno 11 Settembre alle ore 18:30.
L’esposizione potrà accogliere al suo interno una sezione di opere fuori concorso che ne rispettino il tema.
Art. 8 – Premiazione
Una commissione tecnica composta da esperti di arte e cultura, nominata dall’associazione Contaminazioni d’Arte, valuterà le opere selezionate. La commissione suddetta, il cui giudizio sarà inappellabile ed insindacabile, verrà resa nota al momento della premiazione, unitamente ai vincitori.
La premiazione delle opere vincitrici avverrà pubblicamente.
La giuria potrà anche segnalare opere che si sono distinte per peculiari caratteristiche.
Art. 9 – Consegna e Restituzione delle opere
Le opere selezionate potranno essere consegnate nei giorni 9 e 10 Settembre 2019 presso: Museo Civico Archeologico Grazia e Pietro Didonna
Piazza XX Settembre – 70018 – Rutigliano (Ba).
Gli orari di ricevimento sono i seguenti:
Dalle ore 9:30 alle ore 12:00 e dalle ore 18:30 alle 20:30
Tutte le opere esposte non potranno essere ritirate per tutta durata dell’esposizione. Solo a seguito della chiusura della mostra che avverrà il 22 Settembre 2019, le opere potranno essere ritirate a fine manifestazione o tassativamente il giorno:
23 settembre 2019 dalle 9:30 alle 12:00 e dalle ore 18:30 alle 20:30
presso il museo Civico Archeologico Grazia e Pietro Didonna.
La consegna, spedizione, restituzione e assicurazione delle opere è a carico degli artisti partecipanti.
Art. 10 – Termini e condizioni. Liberatoria
L’Associazione Culturale Contaminazioni d’Arte, pur assicurando la massima cura e custodia delle opere pervenute, declina ogni responsabilità per eventuali furti, incendi o danni di qualsiasi natura, alle opere o persone, che possano verificarsi durante tutte le fasi della manifestazione

Art. 11 – Accettazione delle condizioni
Le decisioni della Giuria di Premiazione sono inappellabili e insindacabili.
Gli artisti, con l’atto stesso d’iscrizione, accettano il presente regolamento, che potrà subire variazioni in qualsiasi momento a discrezione dell’organizzazione e assumono in prima persona ogni responsabilità in ordine alle immagini inviate, dichiarando di aver realizzato l’opera legittimamente, senza violazione di alcun diritto previsto dalla legge né di qualsiasi diritto di terzi, manlevando l’Associazione Culturale Contaminazioni d’Arte da qualsivoglia responsabilità e conseguenza pregiudizievole derivante da domande e/o pretese azione formulate ed avanzate in qualsiasi forma, modo e tempo.
L’Associazione Culturale Contaminazioni d’Arte si riserva il diritto di utilizzare il materiale pervenuto (testi, immagini) per eventuali successive manifestazioni, citando l’artista e/o la fonte. Questi materiali saranno utilizzati per scopi culturali e didattici senza fini di lucro.
Ciascun candidato autorizza espressamente l’Associazione Culturale Contaminazioni d’Arte, nonché i suoi diretti delegati, a trattare i dati personali trasmessi ai sensi del D.lgs. 196/2003 (Codice Privacy) e successive modifiche, anche ai fini dell’inserimento nella banca dati dell’Associazione.
Per qualsiasi comunicazione o richiesta chiarimenti, utilizzare la e-mail ufficiale del concorso: evento2019cda@gmail.com

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Crescenza Caradonna