“Processo a Dio” il 26 gennaio lo spettacolo gratuito dedicato alla Shoa con la Compagnia Theatrum e il gruppo Luna Croce e Stella

Si terrà sabato 26 gennaio, (porta ore 19.30, sipario ore 20) nel teatro Regina Pacis (viale XXV Aprile) di Molfetta lo spettacolo gratuito “Processo a Dio”.

L’appuntamento rientra nel programma delle iniziative dedicate alla Giornata della Memoria  patrocinate dall’assessorato alla Cultura e turismo del Comune di Molfetta, organizzato dall’associazione Artemia, sul palco si esibirà i la Compagnia Theatrum con l’accompagnamento musicale del gruppo Luna, Croce e Stella di Francesco Attolini, Stefano Attolini e Lillo Gabriele.

Lo spettacolo in due attiè scritto da Stefani Massini,fiorentino una delle voci più importanti fra i nuovi autori del teatro italiano vincitore di numerosi premi e riconoscimenti tra cui: Premio Nazionale della Critica, Piccolo Teatro di Milano, 2007; Premio Campiello; Premio letterario internazionale Mondello; Premio Vittorio De Sica per la letteratura; vuole porsi l’obiettivo di far rivivere una virgola di quel Processo a Dio, testo di Stefano Massini,ambientato alla fine della seconda guerra mondiale.

“Processo a Dio” narra di alcuni prigionieri ebrei del lager di Majdanek scampati all’odio razzista. Elga Firsch, famosa attrice di teatro, con tutto il suo dolore, la sua sofferenza, il suo svuotamento, senza aver mai perso la propria dignità di donna e di persona, convince alcuni sopravvissuti a seguirla in una travolgente impresa al solo scopo di avere un colpevole.

Riconoscere l’esistenza di un’entità superiore che decide del destino degli uomini e chiedergli ragione di quanto è accaduto, postulando che l’assurda tragedia abbia un senso imponderabile, è “Processo a Dio”. D’altra parte, negare l’esistenza di quell’entità vorrebbe dire mettere in discussione l’esistenza stessa di Dio, o meglio credere alla possibilità che una tragedia di tale portata possa essere generata da un mero concorso di casualità. Elga vorrebbe risposte a domande quasi impossibili da porsi. “Un processo corretto presuppone lassunzione di non colpevolezza fino

a prova contraria”. Ma Elga Firsch reclama la propria necessità di individuare un colpevole; ci sarà?

La compagnia Theatrum vedrà l’accompagnamento musicale del gruppo Luna, Croce  e Stella con Francesco Attolini, Stefano Attolini e Lillo Gabriele che eseguiranno musiche dai campi di concentramento per condurre lo spettatore in un viaggio storico sulla Shoa.

Lo spettacolo è gratuito, con prenotazione obbligatoria attraverso il portale Eventribe oppure tramite email:  associazioneartemia@gmail.com tel. 349.5283664

Molfetta, 21 gennaio 2019

email: pugliadaamareonline@gmail.com

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Eventi Sportivi 21 gennaio 1911

Primo Rally di Montecarlo (108 anni fa): Nel Principato di Monaco, per volontà del regnante Alberto I, si è corso il primo Rally di Montecarlo.

‘Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità’, di Julian Schnabel con Willem Dafoe

‘Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità’, di Julian Schnabel con Willem Dafoe

Da pittore a pittore: un omaggio al grande pittore Vincent Van Gogh (1853-1890) da parte di Julian Schnabel, pittore, regista e sceneggiatore statunitense, questo film, del 2018, durata 110 minuti. Rappresentato magnificamente da William James “Willem” Dafoe, che ha già dato prova della sua bravura in diversi film e che per il film biografico ‘Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità’ si è aggiudicato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Un ruolo non facile da rendere, non solo per la grandezza artistica di Van Gogh ma soprattutto per la sua personalità visionaria e a tratti psicotica. Dotato di talento artistico fin dalla nascita – come confida al sacerdote che deve valutare la sua condizione mentale per poterlo liberare dal ricovero coatto nell’ospedale psichiatrico – Van Gogh matura un’idea di arte non come rappresentazione visiva di paesaggi naturali ma come elaborazione personale dell’anima. E li rap/presenta al pubblico, ai cittadini  come stimolo e testimonianza di vitalità contrapposti alla morte. La sua arte diventa dunque missione. E al religioso che distoglie la vista disturbato da un suo quadretto dipinto, ha buon gioco nel rispondere: ‘Perché Dio mi avrebbe fornito il talento per fare delle cose brutte e orribili?’ Infatti i suoi quadri sono strabilianti di colori, soprattutto il giallo del sole, della luce che illumina la nostra vita e quei paesaggi davanti a cui, come per Leopardi, la vista si spaura. ‘Io quando guardo l’estensione della campagna, penso all’immensità’ – così rimane incantato davanti ai bagliori o alla serenità di un paesaggio e anche di un viso, di cui coglie i tratti dell’anima e li rappresenta filtrati dalla sua sensibile e complessa personalità. Per capire questa magia, questa trasmissione spirituale, Van Gogh attraversa, a piedi, con i suoi attrezzi campi assolati o boschi floridi, o distese di grano in cui si immerge con tutto se stesso. Solo. Il suo è un processo individuale, alieno dal contatto con gli altri. Anzi la compagnia gli è ostile e gli altri non mancano di esprimere paura e disprezzo nei confronti di un artista di cui non comprendono la portata innovativa. Solamente con il pittore Paul Gaugin si accompagnerà nelle lunghe passeggiate in cui si intrattengono sulla funzione dell’arte e sulla necessità della sua innovazione. Ma ben presto le loro idee divergono drammaticamente portando Van Gogh a privarsi di un orecchio, tagliandoselo, come reazione nei confronti di Gaugin che critica la sua tecnica di immediatezza operativa. Il regista Schnabel indugia sapientemente sugli straordinari paesaggi del Sud della Francia, di Arles, in cui Van Gogh si era rifugiato per sfuggire alla quotidianità penosa di Parigi. La macchina da presa segue gli impulsi del pittore, non è mai ferma, ma sobbalza come il suo pensiero, soprattutto quando incalza i suoi interlocutori, sia che siano bambini sia una pastorella, facendosi prendere dalle convulsioni artistiche da folle, che gli causano vari internamenti. Uno spirito inquieto dunque, visionario, che fa vivere i suoi paesaggi nella loro tridimensionalità con abbondanti dosi di colori che creano quasi un volume prospettico. E nei momenti creativi o di crisi la musica di Tatiana Lisovkaia accompagna sincopata lo spettatore conducendolo nelle atmosfere del film. Al termine della sua vita per suicidio, o come suggerisce il film vittima di un colpo di pistola sparato da un giovane che voleva prendersi gioco di lui, finalmente i suoi quadri disposti attorno al suo feretro  saranno ammirati dagli altri pittori che lo avevano disdegnato in vita, ora che è giunto sulla soglia dell’eternità.

Milano, 14/01/2018

                                                                                          PAOLO RAUSA

A Vittorio Stagnani il Premio letterario nazionale per racconti brevi di BIBART- Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Bari e Area Metropolitana.

A Vittorio Stagnani, giornalista, scrittore, pittore, autore di decine di libri e formica ottimista e lucertola imprudente, è dedicata la raccolta dei racconti selezionati per il Premio letterario nazionale per racconti brevi di BIBART- Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Bari e Area Metropolitana. L’arte della parola scritta sa condurre il lettore tra le righe dei racconti che descrivono orizzonti sconosciuti o dimenticati come cartoline.
Le parole pennellano, scolpiscono la materia, sono pedalate di bicicletta, quella stessa che Vittorio Stagnani usava per girare tra le vie della sua Bari. La bicicletta, metafora e tratto che delinea un uomo e il suo bisogno di percorrere la vita come i paesaggi, per carpirne profumi e suoni, sapori e tradizioni, perché “non sa vivere senza la vita”.


📖 un concorso letterario

Il primo Premio Letterario Vittorio Stagnani – Bibart 2018, nato per ricordare Vittorio Stagnani, giornalista, pittore, scrittore stimato, uomo di cultura ed amante della città di Bari. Saranno premiate opere e valorizzati gli autori che dimostreranno di saper esprimersi in modo chiaro, mettendo a nudo i propri sentimenti e sensazioni. Saranno ammessi lavori a tema libero, inediti (sino alla data della premiazione) anche pubblicati sul web in lingua italiana.

Tre i premi in palio per i migliori scrittori che riceveranno un attestato personalizzato e la pubblicazione a cura della casa editrice Florestano-Bari.
La Giuria si riserva il diritto di assegnare altri premi e menzioni a sua discrezione.
I vincitori saranno premiati nel corso di una cerimonia, che si terrà il durante la seconda edizione della Biennale d’Arte contemporanea di Bari “Bibart” a dicembre 2018. Il premio Letterario nazionale Vittorio Stagnani è patrocinato da: Università di Bari, Regione Puglia, Comune di Bari, Bari Città Metropolitana, Fondazione Tatarella e Fondazione Alessandra Bisceglia Wale onlus.


PREMIAZIONE:
sab 26/1 ore 18,00 @ Fondazione Giuseppe Tatarella
CERIMONIA DI PREMIAZIONE DEL

“CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE VITTORIO STAGNANI”



PREMIAZIONE:
sab 26/1 ore 18,00

@ Fondazione Giuseppe Tatarella
CERIMONIA DI PREMIAZIONE DEL

“CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE VITTORIO STAGNANI”

Nasce a Rimini Federico Fellini.

Nasce a Rimini Federico Fellini. Dopo una collaborazione, nel 1938, come disegnatore di vignette alla “Domenica del Corriere”, Fellini si trasferisce a Roma con la scusa di iscriversi a Giurisprudenza. In realtà, inizia a frequentare il mondo dell’avanspettacolo e della radio, dove conosce Aldo Fabrizi, Erminio Macario e Marcello Marchesi, iniziando a scrivere copioni. Nel 1943 Federico incontra in radio Giulietta Masina e in quello stesso anno i due si sposano.
Il primo film “Lo sceicco bianco” è del 1952, l’ultimo, “La Voce della Luna” del 1990, in mezzo cinque Oscar (di cui uno alla carriera) e titoli immortali: 8 e ½, la dolce vita, Amarcord. Federico Fellini muore a Roma il 31 ottobre 1993.

Accadde oggi – 20/01/1920

Fellini il regista dei sogni

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I #giornalisti Gazzetta del Mezzogiorno scrivono al Presidente della Repubblica.

«Gazzetta» in edicola: nuovo appello a Mattarella

19 GENNAIO, 2019
I #giornalisti scrivono al Presidente della Repubblica, a Matera per la cerimonia di inaugurazione della Capitale della Cultura
#iostoconlagazzetta

Egregio signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,
la Gazzetta del Mezzogiorno torna oggi in edicola dopo tre giorni di sciopero. Torna nelle edicole di Puglia e Basilicata per onorare la Sua presenza a Matera e, naturalmente, per non privare i Lettori dell’informazione nel giorno in cui Matera debutta come Capitale europea della Cultura.
I giornalisti e i lavoratori della «Gazzetta» offrono così un’ulteriore testimonianza del senso di responsabilità verso i cittadini e verso le nostre due regioni. È un giorno storico per la nostra terra e la Gazzetta non poteva non esserne testimone. Una funzione che svolge da più di 130 anni.
Anche da queste pagine nel Dopoguerra si alzò l’urlo di chi definì Matera «vergogna nazionale», denunciando la condizione di arretratezza di un Sud in cui Cristo si era fermato a Eboli. E innanzitutto da queste pagine partì e non è mai scemata la spinta verso il riscatto di Matera e del Mezzogiorno.

Eppure oggi il giornale esce soltanto, ribadiamo, per il senso di responsabilità di chi ne costituisce l’anima. Le retribuzioni dei giornalisti e dei lavoratori tutti della «Gazzetta» sono ferme a novembre. E anche le decine di collaboratori nei centri grandi e piccoli di Puglia e Basilicata vantano mesi di crediti.
Il futuro del giornale e dell’informazione nelle nostre due regioni è a rischio. È la conseguenza del provvedimento di sequestro-confisca dei beni disposto il 24 settembre scorso dal Tribunale di Catania nei confronti dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo, nell’ambito di un’inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa.

Ecco perché, nel giorno della Sua visita, da queste colonne Le rivolgiamo un altro appello – dopo quello dello scorso 17 dicembre – affinché non si spenga una voce essenziale nel Mezzogiorno a Lei così caro.
E indirizziamo il nostro grido anche al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, anch’egli presente oggi a Matera. Le sue origini pugliesi certamente gli permettono di valutare il ruolo che questo giornale riveste per le nostre comunità: dal Gargano a Santa Maria di Leuca, dalle Murge al Pollino.
Su Matera, la Città dei Sassi, si accendono oggi i riflettori del Vecchio Continente. Capitale europea della Cultura per il 2019. Ma cosa sarebbe mai la cultura di Matera, della Basilicata, della Puglia e del Mezzogiorno senza un’informazione puntuale, rigorosa e propositiva? Cosa sarebbe, se si spegnesse la voce del nostro giornale? Del resto, su queste colonne hanno scritto autori, intellettuali e politici protagonisti del riscatto italiano a partire da Sud. Uno per tutti? Leonardo Sciascia fu a lungo firma della nostra terza pagina, con i suoi interventi controcorrente e talora profetici.
Caro Presidente, il giornalismo di qualità è cultura, tanto più nell’era delle fake news e delle risse sui social network. Oggi, nel darle il nostro benvenuto qui a Matera, la «Gazzetta» affida a Lei una speranza di futuro.

#quotidiano #informazioni
#pugliadaamareonline

Concorso letterario “Favole e Fiabe” Historica edizioni

Historica edizioni (www.historicaedizioni.com) in collaborazione con il sito Cultora (www.cultora.it) indice la seconda edizione del concorso letterario “Favole e Fiabe”.

UNICA SEZIONE: NARRATIVA – Si accettano favole e fiabe a tema libero che non superino le 8 cartelle dattiloscritte (14.000 battute spazi inclusi). Sono ammesse eccezioni se gli elaborati superano di poco il limite prefisso. Ogni autore può inviare al massimo un racconto.

TESTI – I testi devono essere in lingua italiana e inediti. Possono partecipare autori italiani e stranieri. Possono partecipare testi già premiati in altri concorsi.

COME INVIARE I RACCONTI – I concorrenti devono inviare il racconto in formato word, con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e nome del Concorso, al seguente indirizzo mail: concorsofavolefiabe@gmail.com

CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE – La partecipazione è gratuita e aperta a tutti gli autori, esordienti e non.

TERMINI DI INVIO – Inviare gli elaborati via mail entro e non oltre il 1 aprile 2019.

DESIGNAZIONE DEI VINCITORI – Agli autori selezionati verrà inviata una mail con il responso.

PREMI – I racconti vincitori verranno pubblicati da Historica edizioni in un libro che sarà in vendita nelle librerie (con distribuzione Libro.co), sul sito di Historica, alle principali fiere della piccola e media Editoria cui parteciperà l’editore e sui principali book-stores online. Gli autori selezionati verranno premiati in un evento organizzato a Milano.

DIRITTI D’AUTORE – Il copyright dei singoli racconti resterà di proprietà dei rispettivi Autori, che potranno utilizzare il proprio elaborato come meglio credono senza vincoli contrattuali con Historica Edizioni. Non verrà corrisposta alcuna percentuale sul venduto ai singoli Autori.

INFORMAZIONI – Per informazioni scrivere a: concorsofavolefiabe@gmail.com

Il 19 gennaio del 1940 nasceva Paolo Borsellino

ACCADE OGGI

“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.”

Il 19 gennaio del 1940 nasceva Paolo Borsellino

#pugliadaamareonline #cresycaradonna #accadeoggi

Debutta Braccio di ferro

Accadde Oggi 17 gennaio 1929 – Debutta Braccio di ferro 90 anni fa: Il marinaio più famoso dei fumetti apparve per la prima volta nella striscia Thimble Theatre.
Il 17 gennaio del 1929 Braccio di Ferro, il celebre marinaio creato dal disegnatore statunitense Elzie Crisler Segar, debuttava nella striscia a fumetti Thimble Theatre rinominata, poi, Popeye. Un personaggio tanto forte quanto positivo che entrò, di diritto, nel cuore di numerose generazioni.

Nell’immaginario comune, se si pensa al raggiungimento di un simile traguardo, fantastichiamo su una lunga vita intensa disseminata di successi e obiettivi realizzati. Un’esistenza che, nel succedersi degli anni che la compongono, adempie anche al ruolo educativo per le nuove leve, ergendosi a modello di saggezza ed esempio da seguire. A quel bontempone di Braccio di Ferro è andata proprio così.

Quando questo caratteristico individuo compare, per la prima volta, nella striscia Thimble Theatre, subentra come comprimario a Castor Oyl (Dante Bertolio): protagonista, da una decade, della striscia a fumetti in cui prende vita. Questo ometto, dalla statura tozza e dal carattere autoritario e prepotente, è il fratello di Olivia Oyl: l’allampanata ragazza dalla voce squillante che conquisterà il cuore del suo “Braccino”.

Il debutto ufficiale del forzuto lupo di mare si concretizza quando Castor, Il “Paulie” di Rocky Balboa versione inchiostro e colori, trova in lui un marinaio capace di accompagnarlo in un viaggio per l’Africa. Popeye, nome storico originale, è un tipo particolare e tutt’altro che mite. Guidato da un temperamento irascibile che lascia molto spazio all’esuberanza, Popeye conquista i lettori con la sua parlata colorita e lo spirito semplicistico che guida le sue azioni a combattere i nemici, tra una scazzottata e l’altra, al netto di una praticità spicciola e risolutiva.

“Betty Boop Meets Popeye the Sailor” è il corto animato che, nel ’33, determina l’esordio di Popeye sul grande schermo affiancato dalla celebre icona animata di quegli anni: Betty Boop. A partire da quel cameo, un avvicendarsi di serie animate ha iniziato a prendere piede. I fratelli Fleischer, Max e Dave, sono stati i fautori di questo adattamento per la Paramount Pictures per circa 25 anni.
Le trame che facevano da sfondo agli episodi animati furono appianate da esigenze diverse, meno pretenziose e polemiche, più fruibili ed appropriate ad un pubblico di ragazzini. A fare scalpore, acquisendo un’inaspettata notorietà e approvazione, fu l’arma speciale di cui si serviva l’eroe in divisa da marinaio per aumentare la sua straordinaria forza: gli spinaci.

PINACOTECA METROPOLITANA DI BARI “CORRADO GIAQUINTO”

PINACOTECA METROPOLITANA DI BARI
“CORRADO GIAQUINTO”
Fra gli oltre cento musei pugliesi, a carattere prevalentemente archeologico o misto, la Pinacoteca di Bari, dal 2002 intitolata a “Corrado Giaquinto”, è sicuramente il museo storico-artistico più conosciuto per l’importanza e la relativa completezza delle sue collezioni, che coprono un arco cronologico di dieci secoli.
Nonostante la sua collocazione alquanto inconsueta (il quarto piano del Palazzo che ospita l’Amministrazione Metropolitana di Bari, già Provincia), il lungo percorso espositivo comprende ventidue sale, alcune delle quali molto vaste e ricche di opere.
Percorso affascinante, che fornisce un’ampia documentazione dell’arte pugliese – o in relazione con la Puglia – dall’XI al XIX secolo. Il materiale esposto comprende una sezione medievale (sculture dei secc. XI-XIV, icone pugliesi dei secc. XII-XIV); dipinti veneti provenienti da chiese della regione (Vivarini, Bellini, Bordon, Veronese, Tintoretto); pittura pugliese dei secc. XV-XVI e napoletana o di scuola napoletana dei secc. XVII-XVIII (con opere del Maestro dell’Annuncio ai Pastori, Finoglio, Stanzione, Vaccaro, Giordano, De Matteis, Solimena, Bonito, De Mura, De Caro, Mondo, Fischetti); un prezioso nucleo di dipinti del Giaquinto, una raccolta di pittura dell’800 (Pitloo, Smargiassi, De Nittis, Netti, Morelli, Boldini, Patini, ecc.); ceramica pugliese dei secc. XVII-XVIII, presepi napoletani, abbigliamento storico.
Fanno parte a sé i dipinti della collezione Grieco, pervenuta per donazione nel 1985 ed esposta dal marzo 1987 (cinquanta dipinti dell’Ottocento e della prima metà del Novecento) e la collezione del Banco di Napoli, esposta dal 2002.
Oltre che porsi come un istituto di conservazione, la Pinacoteca Provinciale di Bari organizza, nel solco di una tradizione ampiamente consolidata, numerose mostre che spesso traggono spunto dalle collezioni e dal contesto in cui il museo si colloca, ed è aperta ad iniziative multidisciplinari, principalmente musicali e fotografiche.

Bari, palazzo della provincia, di luigi baffa, 1935, 01.jpg