4 novembre S.CARLO


4 novembre
S.CARLO
AUGURI

 🌼

Il primo violino della Scala e l’Orchestra Metropolitana di Bari, a Molfetta, con la Fondazione Valente

Comunicato stampa

Il primoviolino della Scala e l’Orchestra Metropolitana di Bari, a Molfetta, con la Fondazione Valente

Molfetta, mercoledì 7 novembre – ore 20.30 – Cattedrale

E’ stato Riccardo Muti, nel 1992, a sceglierlo per ricoprire il ruolo di Primo Violino Solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala. Da allora la sua carriera è stata tutto un crescendo.

Mercoledì, 7 novembre, Francesco Manara, sarà a Molfetta. Si esibirà, in Cattedrale, a partire dalle 20.30.

Con lui, virtuoso del violino, ci saranno due grandissimi, Giuseppe Carabellese, al violoncello, Pietro Laera, al pianoforte, e l’Orchestra Metropolitana di Bari, diretta dal maestro Wilson Hermanto. Saranno loro a “raccontare” Beethoven eseguendo la Romanza in Fa per Violino e Orchestra e la Sinfonia n.3 Eroica, tra le più note composizioni dell’artista.

L’iniziativa è organizzata dalla Fondazione Vincenzo Maria Valente.

«Portiamo a Molfetta Francesco Manara, il primo violino della Scala – ha sottolineato il presidente della Fondazione, l’avvocato Rocco Nanna – che con Giuseppe Carabellese, direttore artistico della Fondazione, il maestro Pietro Laera e l’orchestra metropolitana offriranno, con la direzione del maestro Wilson Hermanto, una lettura mirabile di Beethoven».

Francesco Manara è fondatore del Trio Johannes, Francesco Manara è diventato primo violino dell’orchestra del Teatro alla Scala e della Filarmonica nel 1992, dal 2001 è primo violino del Quartetto d’Archi della Scala.

Pietro Laera è vincitore di numerosi premi in concorsi pianistici nazionali ed internazionali, ha al suo attivo una cospicua attività concertistica da solista  «è un elemento specialmente dotato sia dal punto di vista musicale sia da quello, molto più raro, che concerne la pratica strumentale» (Aldo Ciccolini).

Giuseppe Carabellese è un violoncellista virtuoso, docente affermato ed insegnante di yoga, ideatore di un innovativo metodo di insegnamento del violoncello. E’ fondatore della Scuola di Violoncello Cellistàrt. Per i suoi meriti artistici è stato insignito dal Presidente della Repubblica Italiana, Ciampi, della medaglia di “Benemerito della Scuola della Cultura e dell’Arte”.

I biglietti per assistere al concerto (al costo di € 20,00) sono disponibili on line sul sito della Fondazione, presso il Ghigno Libreria Molfetta, via Salepico n. 47, e presso l’Info Point turistico in via Piazza n. 27 (centro storico). Sono previste riduzioni del 50 per cento per over 65 e studenti. Ingresso gratuito,  autorizzato dal Presidente, per persone anziane con particolari fragilità.

INFO/CONTATTI: pugliadaamareonline@gmail.com

” Fiume d’amore ” poesia di Cresy Crescenza Caradonna

BUONA NOTTE
IN…POESIA!
Cresy

Avatar di Crescenza Caradonna (Cresy)My little poetry by Cresy Crescenza


“Fiume d’amore”

Fiume d’essersi umani
la corrente li trascina senza sosta,

stretto al petto
ti proteggo piccolo mio
calpestato da angeli neri
ti porto verso l’agognata libertà,

guerra distruzione fame
parole eco di terre lontane ma così vicine a noi,

s’apra il cuore a chi chiede asilo
affinché quel fiume non diventi rosso di sangue innocente
ma uno scorrere di solidarietà intriso d’amore
per quei fratelli che cercano solo la libertà©
Di Cresy Crescenza Caradonna

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IL VANGELO SPIEGATO DA FRA UMBERTO PANIPUCCI

COME LUI CI HA AMATO

XXXI Domenica del tempo ordinario

Mc 12,28-34

+In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».+

Questo episodio è da collocarsi fra quelli che Marco riporta come avvenuti nella città santa e che precedono gli eventi della passione (cfr. Mc 11-13). Gesù irrompe trionfalmente a Gerusalemme (cfr. Mc 11,1ss), grazie ad una fama che si è meritato indubbiamente, essendo partito pressoché da zero (le zone rurali della Galilea). Dal racconto dell’evangelista sappiamo come anche lì, dove di certo sedicenti profeti e predicatori non mancavano, era continuamente circondato dalla folla e molti lo sostenevano, anche dopo il clamoroso gesto nel tempio (cfr, Mc 11,15) che avrebbe fatto infuriare qualsiasi ebreo praticante, se molti degli stessi non ne avessero riconosciuto l’opportunità. In questo scompiglio Gesù affronta i più grandi maestri della legge e ne esce sempre vincitore, deve però confrontarsi anche con molti che gli ponevano domande insidiose, studiate apposta per screditarlo davanti a chi lo ammirava. In questo specifico caso la domanda è stranamente ovvia, anche per il più sprovveduto degli Israeliti: lo Shemà (ascolta Israele…), assieme al kaddish, è la preghiera più importante per gli ebrei di tutti i tempi, oltre ad essere il primo dei comandamenti, essa veniva recitata almeno due volte al giorno (mattina e sera), potremo dire senza dubbio che equivale a ciò che per i cristiani è il Padre Nostro. A questo proposito avanzo un’ipotesi: probabilmente Gesù aveva così dato risalto alla Carità e l’attenzione ai poveri da far credere a qualcuno che avesse messo il culto verso l’unico Dio in secondo piano. Attraverso questa domanda, lo scriba, voleva costringere il Maestro ad esprimersi pubblicamente su ciò che era più importante (problema ancora attuale): il culto verso Dio o il soccorso dei bisognosi di ogni tipo?

+Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”.+

Siamo abituati a un Gesù che a domande provocatorie e subdole risponde con altre domande al fine di mettere allo scoperto le vere intenzioni di chi gliele poneva. In questo caso Egli non esita a rispondere e lo fa nel più classico e semplice dei modi, senza nessuna retorica. Prima di tutto occorre ascoltare, conoscere e amare Dio impiegando le nostre migliori risorse mentali, emotive, fisiche e spirituali. Ma ciò cosa comporta oltre al culto, le conoscenze scritturistiche e la preghiera? come sappiamo se abbiamo davvero intrapreso i suoi sentieri e il nostro cuore appartiene davvero a Lui?

+Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».+

Il Principio di reciprocità (o regola d’oro: cfr. Mt 7,12; Lc 6,31) è la più efficace sintesi di tutti comandamenti a cui i più grandi maestri della legge giungono, e Gesù non è da meno, anzi va oltre, includendo in questa “corrispondenza” anche se stesso, Uomo e Dio. Ci si conforma a chi si ama e ammira, ed è questo che Egli ci chiede: somigliagli, sopratutto nell’amore che ha per noi, cosa che si traduce inevitabilmente solidarietà incondizionata verso il prossimo. Da parte sua Dio ama l’umanità “follemente”, cioè in modo tale da non averne nessun vantaggio e sapendo che non verrà corrisposto, se non da un piccolo resto, ma sempre con la fragilità che contraddistingue l’uomo. Tale “smisuratezza” d’amore è già biblicamente distinguibile all’inizio della creazione: Dio affida all’uomo il suo giardino, dandogli la massima libertà, eccetto che nel fare ciò che sicuramente avrebbe nuociuto a lui e alle altre creature (cfr. Gn 2, 1-17). Yahweh offre la sua stessa vita in garanzia per la promessa fatta ad Abramo passando fra gli animali divisi (cfr Gn 15, 7-21)*. Il Signore Promette a Israele di essergli fedele anche nell’infedeltà, concetto che esprime bene attraverso il profeta Osea (Os 1, 2-7). Se l’amore che dobbiamo avere verso il prossimo deve modellarsi su quello che Dio ha per noi, concetto che Gesù stesso esprime chiaramente nel Vangelo di Giovanni (cfr. Gv 15, 12-13), la solidarietà incondizionata e generosa verso il prossimo è un segno imprescindibile del vero fedele, anzi essa è culto a lui gradito (Mt, 9,13; Osea 6, 5-6; Is 58, 5-10).

+Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».

Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.+

Quest’uomo era sincero è Gesù gliene dà merito, forse ancora non è arrivato all’idea che questi due precetti esprimono l’unico culto riassunto nel comandamento nuovo lasciatoci in eredità dal Maestro (vedi sopra), ne egli riesce a fare quel “salto nel buio” che separa dalla Luce (la fede), riconoscendolo come Messia. Per questo resta vicino al Regno senza però farne ancora parte.

Felice Domenica

Fra Umberto Panipucci.

*L’antica pratica rituale del “tagliare l’alleanza”, descritto in Genesi, serviva a suggellare un patto augurandosi di fare la stessa fine degli animali sacrificati e divisi, attraverso cui il contraente passava. Ad Abramo non è stato chiesto di “passare”, quindi è Dio l’unico ad essersi preso questa responsabilità. È difficile non pensare al sacrificio di Cristo.

Costituzione a colazione

Costituzione a colazione

Organizzato da Gherardo Colombo – Sulleregole

Gherardo Colombo e PIF raccontano la Costituzione agli studenti delle scuole superiori di tutta Italia collegati in diretta satellitare cinema.
Evento annuale Sulleregole, VI edizion
e

clockGiovedì 29 novembre 2018 dalle ore 10:00 alle 12:15

COSTITUZIONE A COLAZIONE • 29/11/2018
Gherardo Colombo e PIF in diretta satellitare per gli studenti degli istituti superiori
Iscrizioni qui:  
goo.gl/Afi44d


Crescenza Caradonna

CALENDARIO SAGGIO 3 NOVEMBRE SABATO

Lecce

Lecce

Adagiata su una pianura ai piedi dell’altopiano del Salento si trova Lecce – detta la “Firenze del sud” – una delle città più interessanti della regione per la sua fisionomia architettonica, tipicamente seicentesca. Di origini molto antiche, la città conobbe due momenti particolarmente floridi: quello dell’epoca romana e quello del Regno di Napoli. Proprio in questo periodo ci fu un grande sviluppo nella costruzione di edifici, monumenti e palazzi signorili caratterizzati da una fastosa e ricca scenografia ornamentale e architettonica che si meritò la definizione di “barocco leccese”. Il fantasioso e minuzioso lavoro di scultura fu agevolato dall’uso della pietra locale, duttile e facile da intarsiare. La visita di Lecce può iniziare da Piazza Duomo, un tempo utilizzata come cittadella fortificata ed oggi considerata il “salotto” più elegante della città. La grandiosità del Duomo, opera di Zimbalo, Cino e Penna, l’alto campanile di cinque piani, il Palazzo Vescovile e il Palazzo del Seminario segnano il perimetro della piazza, una delle opere monumentali che meglio rappresenta la magnificenza dello stile leccese. Poco distante Piazza Sant’Oronzo racchiude, nel suo perimetro, la storia della città. L’epoca romana è testimoniata dai resti dell’Anfiteatro che in estate diventa il palcoscenico d’eccezione per rappresentazioni teatrali e, in parte, dall’alta Colonna – sulla quale svetta la statura bronza del santo raffigurato durante l’atto della benedizione – eretta nel Seicento utilizzando parte delle colonne romane posizionate sull’antica via Appia. Simbolo del periodo rinascimentale è il Palazzo del Seggio, noto come il “Sedile”, oggi sede di importanti esposizioni d’arte, e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, custode di interessanti affreschi e opere lignee. Dietro la piazza troviamo il Castello di Carlo V, tipica costruzione difensiva che al rigore delle linee esterne contrappone, all’interno, lo stile curato e raffinato delle architetture signorili. Imponente e maestosa la Porta Rudiae è coronata, invece, dalle statue di Sant’Oronzo, di Sant’Irene e San Domenico, con due coppie di colonne posizionate ai lati dell’arco centrale, oltre il quale si trova la Chiesa del Rosario che colpisce lo sguardo per la fantasia artistica della sua grandiosa facciata. Da visitare, poi, è la Basilica di Santa Croce, dove l’estro dei maestri “scalpellini” ha lasciato il segno nella monumentale facciata che anticipa la bellezza degli interni, un equilibrio armonioso tra la sobrietà del classico e la fastosità del barocco leccese.

Gianrico Carofiglio a Bitetto: la Costituzione ai giovani

Gianrico Carofiglio a Bitetto: la Costituzione ai giovani

Per il secondo anno il Comune di Bitetto – assessorato alla Pubblica istruzione e Politiche Giovanili – organizza la cerimonia di consegna di una copia della Costituzione Italiana a tutti i ragazzi che durante il corso dell’anno compiranno o hanno già compiuto i 18 anni di età.

Il traguardo della maggiore età e la conseguente acquisizione dell’elettorato attivo segnano una tappa importante per l’affermazione sociale di ogni cittadino e come Amministrazione Comunale abbiamo voluto sottolineare questa importanza attraverso un dono semplice ma dal valore inestimabile: una copia della nostra Carta Fondamentale, unitamente ad un momento di confronto e di arricchimento culturale.
Riteniamo imprescindibile, infatti, che ogni cittadino possa conoscere e approfondire lo studio della Costituzione, per avvicinare sempre più, soprattutto le giovani generazioni, alla vita della comunità in cui vivono, ad essere parti attive e non solo spettatrici.

Alla cerimonia dal titolo “La costituzione ai giovani” che si terrà sabato 17 Novembre alle ore 18.30 presso l’ex Convento dei Domenicani sarà nostro gradito ospite il dott. Gianrico CAROFIGLIO, già Magistrato, Senatore della Repubblica e scrittore di indiscussa fama nazionale.
L’iniziativa nasce in collaborazione con l’associazione “Libertà e Giustizia” di Palo del Colle che con grande entusiasmo ha fornito le copie che saranno affidate ai diciottenni.

Nel corso della serata sarà altresì possibile apporre la propria firma a sostegno della legge di iniziativa popolare per l’introduzione dell’obbligo della materia di educazione alla cittadinanza.

Brevettato il reggiseno 103 anni fa

Accadde Oggi

3 novembre 1914

Brevettato il reggiseno 103 anni fa:
Limitare i disagi delle donne senza rinunciare alla bellezza femminile. Partendo da questa sfida la ricca erediteria newyorchese, Caresse Crosby, conosciuta anche come Mary Phelps Jacob, Polly Jacob, Polly Peabody, (New Rochelle, 20 aprile 1891 – Roma, 26 gennaio 1970), un’editrice, attivista e scrittrice statunitense inventò il reggiseno moderno avendone ricevuto il primo specifico brevetto.



di Cresy Crescenza Caradonna

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Personale pittura di Besnik Sopoti- Modugno

Personale di Pittura

di Besnik Sopoti

Modugno (BA)

🎨Sabato 3 novembre e Domenica 4, la nostra compagnia teatrale Archè Teatro, vi invita alla personale di pittura del grande artista Besnik Sopoti, presso la sede Il Salotto delle Arti “Fulvia Del Zotti”, C.so Umberto I, Modugno (Ba).

Programma:

📌SABATO 3 NOVEMBRE:
– personale di pittura ore 17:30,
– confronto con l’artista Besnik Sopoti alle ore 19:30.

📌DOMENICA 4 NOVEMBRE:
– personale di pittura dalle 10:30 alle 12:30,
– personale di pittura dalle 17:30 alle 20:30.