IL CALENDARIO SAGGIO DOMENICA 3 GIUGNO 2018


IL CALENDARIO SAGGIO


DOMENICA 3 GIUGNO 2018

 

 

IL CALENDARIO SAGGIO – DOMENICA 3 GIUGNO 2018 –

 


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Cresy Crescenza Caradonna

 


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L’EUCARESTIA: IL DIO PIENAMENTE PRESENTE E PIENAMENTE DATO di Fra Umberto Panipucci

L’EUCARESTIA: IL DIO PIENAMENTE PRESENTE E PIENAMENTE DATO.

Domenica del Corpus Domini (b)

L’adorazione del Santissimo Sacramento nella sua forma più solenne, che oggi celebriamo, è stata un’espressione della preghiera che si è fatta strada nella storia della Chiesa per sottolineare la presenza reale e sostanziale del Signore nelle specie eucaristiche del pane e del vino. Nel corso dei secoli il dubbio che la “transustanziazione” (parola che indica il cambiamento sostanziale del pane e del vino nel corpo e sangue di Cristo durante la preghiera eucaristica), è sorto molte volte, coinvolgendo non di rado anche gli stessi ministri consacrati della Chiesa Cattolica. Pensiamo ai miracoli eucaristici di Lanciano e di Bolsena e alla totale conversione in carne e sangue avvenuta per rispondere al dubbio dei sacerdoti che celebravano l’Eucarestia. Tale solennità doveva essere istituita per aiutare il clero ed il popolo a far proprio il concetto di presenza reale, di per se impensabile per la ragione umana. Fra le figure storiche che hanno contribuito all’istituzione del Corpus Domini spicca Santa Giuliana di Cornillon, monaca agostiniana, che, profeticamente spinta dall’azione dello Spirito, ha lottato perchè questa festa fosse istituita, prima nella sua Diocesi di Liegi (Belgio), anche per contrastare un nascente movimento che negava la presenza reale di Gesù nel Sacramento, e poi in tutta la Chiesa ad opera di Papa Urbano IV con bolla “Transiturus de hoc mundo” dell’11 agosto 1264. La spiritualità eucaristica ha avuto grande diffusione sopratutto dopo il concilio di Trento, un altro periodo in cui il concetto di presenza reale andò in crisi in seguito alle riforme protestanti, da allora questa particolare attenzione verso il Corpo e il Sangue del Signore è diventata caratteristica peculiare della chiesa Cattolica di rito latino, non esiste, infatti, un’altra confessione cristiana in cui le specie consacrate del pane e del vino siano così tanto circondate di rispetto e amore (mi riferisco al culto eucaristico) anche dopo la divina liturgia. La presenza reale di Gesù nel SS. sacramento accompagna sempre la Chiesa Cattolica, proprio come l’arca dell’Alleanza dava forza al popolo di Israele prima nel deserto e poi nel tempio di Gerusalemme; Così come le tavole della legge erano il segno tangibile dell’Antica Alleanza, allo stesso modo la presenza dell’Eucarestia lo è per la Nuova.

Commento a Mc 14,12-16.22-26

+Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». +

Il Signore ha deciso di istituire l’Eucarestia durante la solenne veglia in cui Israele celebrava il memoriale della sua liberazione dalla schiavitù: Pèsach. Questo perchè i futuri discepoli di Gesù potessero, in continuità con l’Antica Alleanza, passare alla Nuova facendo memoria di colui che ha liberato l’uomo dal peccato e dalla morte, entrambe sommerse e distrutte dalle acque della Grazia Battesimale, proprio come i persecutori dell’umanità oppressa erano stati sommersi dal mar rosso per la loro ostinata volontà di violenza.

+Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”.+

Uno scorcio di storia: l’uomo con la brocca, quella casa, la stanza… L’evangelista rende evidente l’azione provvidenziale dello Spirito che dispone ogni cosa, nel tempo, nello spazio e nei cuori. Lo sconosciuto viene incontro a discepoli (dunque non s’incontrano per caso) con acqua, simbolo di vita e, in questo caso, di accoglienza gradita. Compare un altra personaggio: il padrone di casa, si deduce così che l’uomo con la brocca è un servo. I discepoli parlano in nome del maestro: “Dov’è la mia stanza?”, la sua identità si estende anche a loro. La domanda rivolta al padrone potrebbe essere fatta a ciascuno di noi: che spazio riserviamo a Dio nella vita che ci è affidata perchè Egli, con i nostri fratelli, possa “cenare” con noi? Ricordiamo queste parole dell’Apocalisse: ” Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3, 20).

+Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.+

Dobbiamo sempre preoccuparci di riservare uno spazio adeguato al nostro Dio e ai fratelli, non uno qualsiasi, ma il migliore che possiamo offrirgli, tanto nella quotidianità quanto nell’intimità del nostro cuore. È quello che fa l’ottimo padrone di casa, non gli offre una stanza qualsiasi, ma la migliore. grande, arredata e già pronta, segno che egli aspettava quel momento con grande gioia e impazienza!

“Preparare”: nelle scritture quello che succede esternamente corrisponde quasi sempre a qualcosa che avviene nell’interiorità. All’Eucarestia bisogna prepararsi, disporsi, essere in familiarità con Dio, rendersi disponibili al servizio. Tuttavia la cena non è preparata dal padrone di casa, ma dai discepoli, c’è una distinzione nel ministero che viene sottolineata.

+Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti.+

Su queste poche parole si potrebbe scrivere un libro: nella notte dell’antica Pasqua sono sacrificati i primogeniti d’Egitto perche il cuore del Faraone si piegasse, in quella “nuova” è il primogenito di Dio ad esserlo perchè, attraverso la resurrezione, venisse destituita la signoria della morte, la quale davanti alla vittoria di Cristo, deve arrendersi e consegnare coloro che teneva in schiavitù. Il momento della benedizione e della frazione del pane era collocato all’inizio della cena pasquale, mentre, venivano benedetti 4 calici in quella circostanza, probabilmente quello a cui si riferisce l’evangelista, era l’ultimo, che chiudeva il memoriale prima dell’inno di benedizione, in mezzo c’era dunque l’intera cena la quale durava tutta la notte. Il fatto che l’evangelista si limiti a sottolineare questi due momenti evidenzia come le antiche comunità, nelle loro celebrazioni domestiche, avessero già isolato e congiunto i due momenti. La Nuova Alleanza si innesta in quella Nuova, in modo inequivocabile. Egli ci offre il suo Corpo per essere un tutt’uno con noi, offre il “Sangue dell’Alleanza”, sede dell’anima per gli antichi, così che il Suo stesso spirito possa scorrere in noi.

+In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.*+

Questo “vino nuovo” è la Gioia che ci colmerà quando saremo al cospetto di Dio. Una Gioia che riempirà anche il cuore di Gesù perchè si ricongiungerà definitivamente con i suoi amati. Fra il vecchio e il nuovo vino c’è però lo spazio che resta di questo pellegrinaggio terreno irto di ostacoli, pericoli e sofferenze.

+Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.+

L’inno era una composizione di salmi che ringraziavano Dio per la sue opere, uno di questi eri il salmo 133:

“Ecco quanto è buono e quanto è soave
che i fratelli vivano insieme!
[È come olio profumato sul capo,
che scende sulla barba,
sulla barba di Aronne,
che scende sull’orlo della sua veste.
È come rugiada dell’Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Là il Signore dona la benedizione
e la vita per sempre.”

Felice Solennità del Corpus Domini!

fra Umberto Panipucci


BUONA DOMENICA

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🍒Mese di giugno 🍒

Avatar di Crescenza Caradonna (Cresy)GIORNALE ONLINE di Crescenza Caradonna

 

🍒Mese di giugno 🍒


Giugno è il 6° mese dell’anno nel Calendario Gregoriano e fin dai tempi dei romani è visto come il mese della rinascita, della fertilità e della luce. Comprensivo di 30 giorni, per tutti segna il passaggio dalla primavera alla stagione estiva, che tradizionalmente viene fissato il 21, giorno del solstizio d’estate.
In questa data si verifica un’inclinazione dell’asse terrestre tale da produrre la massima esposizione alla luce di un giorno. In sostanza è il giorno più lungo dell’anno, in opposizione al 21 dicembre che è quello più corto.

Come suggerisce il proverbio contadino «Giugno la falce in pugno», per la natura segna un periodo di grande fioritura: dalla mietitura dei campi di grano al taglio dell’erba nei prati, alla frutta che in molte specie raggiunge la giusta maturazione ed è pronta per essere raccolta; senza dimenticare i tanti fiori che sbocciano e rendono…

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Il governo italiano è nato

“Meglio un governo che un non governo”
🇮🇹#pugliadaamareonline #governo

Crescenza Caradonna

Presentazione libro: “Lasciatemi dormire” di Tinta

COMUNICATI/EVENTI di Crescenza Caradonna


Presentazione libro: “Lasciatemi dormire”

di Tinta

Sarà presentato il prossimo 3 giugno il libro “Lasciatemi dormire” (Les Flaneurs Edizioni) di Tinta. L’evento sarà ad ingresso libero e si terrà presso la Cittadella degli Artisti (in via Bisceglie, 775) di Molfetta (Ba). A moderare sarà Luciano Anelli (giornalista, divulgatore ed operatore delle pari opportunità). Note musicali ed esibizione live a cura della stessa Tinta, con Gaetano Todaro alla chitarra e Vincenzo Lovecchio alla tastiera. Inizio ore 19.30.

«La mia vita non è stata per niente facile. Per niente»: con queste parole Tiziana inizia il racconto di un’esistenza condotta come in trance, di un percorso che la porta dalla famiglia di origine, anaffettiva e ostile, al matrimonio con un uomo più anziano che le consente di vivere nell’agio e può soddisfare ogni sua richiesta. Eppure lei non riesce a strappare il velo di tristezza con cui filtra tutte le sue esperienze, e si trascina dall’una all’altra come se nulla avesse senso. Fra le persone che incontra, solo Angela sembra aver capito quanto abbia bisogno di un’amica a cui sorreggersi.

Tinta ha esordito nel 2006 vincendo il concorso “Carte Segrete”; sempre sotto pseudonimo ha pubblicato “Lettera aperta ad un amante” (Wip 2008), “L’eros: tanti colori una sola tinta” (Wip 2009), “Una donna (quasi) scaduta” (David and Matthaus 2013), “La fine dei giochi” (Lettere animate 2016). Ha collaborato ad antologie e opere corali, spaziando dall’erotismo al sociale, dalla narrativa alla poesia. Nel 2016 è arrivata finalista al premio internazionale “Antonia Pozzi” ed è stata insignita della Rosa d’argento dal Comune di Roseto degli Abruzzi.


Presentazione libro:”Lasciatemi dormire” di Tinta

ore 19:30 alle ore 22:30

La Cittadella degli Artisti

via Madonna dei Martiri snc, 70056 Molfetta (BARI)


MOSTRA PERSONALE DI MARIA DE MARZO: RIFLESSI D’ANIMO

 

Comunicati Eventi a cura di Crescenza Caradonna


 

MOSTRA PERSONALE DI MARIA DE MARZO:

RIFLESSI D’ANIMO

 

“Ho scelto come immagine di rappresentanza della locandina l’opera dal titolo “Amiche di avventura ” per la solarità e il valore che riesco a dare al sentimento dell’amicizia…sarà una condivisione festosa
Maria De Marzo

PRESSO LO SPAGIOVANI IN VIA VENEZIA, 41 A BARI SULLA MURAGLIA L’ARTISTA MARIA DE MARZO ESPONE DAL 22 AL 28 GIUGNO 2018  LA SUA MOSTRA PERSONALE DAL TITOLO: “RIFLESSI D’ANIMO”.

INAUGURAZIONE VENERDÌ 22 GIUGNO 2018 ORE 19:OO PRESSO SPAZIOGIOVANI PRESENTATAZIONE A CURA DEL PROF. LUIGI MASTROMAURO

L’ESPOSIZIONE VISITABILE DAL 22 AL 28 GIUGNO 2018 DALLE ORE 10:00/12:00 – 17:30/21:00

Cresy Crescenza Caradonna

Complimenti Maria de Marzo anche da Puglia d’amare Quotidiano d’informazione

che sostiene i talenti artistici pugliesi come te creativa, innovatrice ma nel contempo con un notevole bagaglio pittorico che si ramifica nella ricerca continua di contemporaneità pittorica.

 


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Il sindaco Decaro lunedì lunedì 4 giugno consegna un riconoscimento al cardiologo Massimo Grimaldi

di Crescenza Caradonna


Comunicati stampa


L'immagine può contenere: testo

Il sindaco Decaro lunedì consegna un riconoscimento

al cardiologo Massimo Grimaldi


Sindaco di Bari Antonio Decaro Ingegnere, esperto di trasporti e mobilità.


Su proposta del presidente della commissione consiliare Culture Giuseppe Cascella, lunedì 4 giugno, alle ore 12.15, il sindaco Antonio Decaro consegnerà un riconoscimento a Massimo Grimaldi, barese, medico cardiologo responsabile della unità di Aritmologia dell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, che con la propria attività, svolta con professionalità e dedizione nei confronti dei pazienti, dà lustro alla nostra città.

Massimo Grimaldi, laureato e specializzato presso l’Università degli studi di Bari, è stato recentemente insignito del premio all’eccellenza in campo medico “Top doctors Awards” che si assegna da anni negli Stati Uniti.

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta e spazio al chiuso

All’incontro interverranno anche alcuni medici dell’ospedale Miulli, tra i quali Loredana Battista, responsabile della Medicina trasfusionale, e Luigi Santacroce, professore associato presso il Policlinico di Bari.

 

Il presidente della commissione consiliare Culture Giuseppe Cascella


 

Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata

Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata


Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata

Matera – Museo

Il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata ha sede in Palazzo Lanfranchi, prestigioso edificio costruito, immediatamente a ridosso del Sasso Caveoso, tra il 1668 e il 1672 come Seminario. Il percorso espositivo del Museo, al primo piano del Palazzo si articola in tre sezioni: Arte Sacra, Collezionismo e Arte Contemporanea. La sezione di Arte Sacra si compone di un nucleo di opere, dipinti su tela, su tavola, sculture, manufatti lignei e lapidei, provenienti dalle chiese del territorio regionale che hanno perso l’originaria collocazione o che, prelevate per essere sottoposte ad interventi di restauro, vengono momentaneamente esposte, per documentare l’attività di tutela, salvaguardia e valorizzazione che la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici svolge sul territorio e raccontare la storia e l’arte figurativa della Basilicata. La sezione del Collezionismo espone una selezione di dipinti della raccolta Camillo d’Errico di Palazzo San Gervasio, importante testimonianza di collezionismo privato ottocentesco in Basilicata che comprende oltre trecento tele di scuola napoletana del Sei e Settecento, tra cui capolavori di artisti d’eccellenza nel panorama della cultura figurativa di questi secoli. La sezione di Arte Contemporanea presenta opere di Carlo Levi (Torino 1902- Roma 1975), insigne protagonista della cultura italiana del Novecento, tra cui il grande telero ‘Lucania ’61’ dipinto in occasione della mostra ‘Italia 1961’, organizzata a Torino per celebrare il Centenario dell’Unità d’Italia e una selezione tra le centocinquanta opere del pittore materano Luigi Guerricchio (Matera 1936-1996). Il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata ha adottato la Carta della qualità dei servizi.


DA:

ANSA ViaggiArt


 

Le prime pagine venerdì 1 giugno 2018



Le prime pagine

venerdì 1 giugno 2018

Tutti i giornali di oggi aprono sull’accordo finalmente raggiunto fra Lega e Movimento 5 Stelle per la formazione del governo guidato da Giuseppe Conte, con lo spostamento di Paolo Savona al ministero per le Politiche europee e Giovanni Tria come ministro dell’Economia; il nuovo governo giurerà oggi pomeriggio al Quirinale. I quotidiani sportivi titolano sull’annuncio di Zidane di dimettersi da allenatore del Real Madrid dopo la vittoria di tre Champions League consecutive.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUOTIDIANI SPORTIVI

Prima Pagina AS 01/06/2018Prima Pagina L'Equipe 01/06/2018

Prima Pagina A Bola 01/06/2018

QUOTIDIANI ESTERI

Prima Pagina The New York Times 01/06/2018Prima Pagina Le Figaro 01/06/2018Prima Pagina The Indipendent 01/06/2018Prima Pagina The Wall Street Journal 01/06/2018Prima Pagina Der Tagesspiegel 01/06/2018Prima Pagina El Mundo 01/06/2018

Prima Pagina USA Today 01/06/2018

a cura di

Crescenza Caradonna

“Beata Santa Crescenza: la sua storia la mia storia mi racconto “di Cresy Crescenza Caradonna

ILBUONGIORNO

“Beata Santa Crescenza: la sua storia …la mia storia mi racconto”

 “La mia storia”

Quando si parla di destino come  piccoli frammenti di vita che nel tempo vanno a comporre qualcosa di grande che neppure tu sai spiegarti, quando nel mio nome è stato scritto il destino natale di quello che poi avrei fatto ecco tutto mi appare più chiaro.
Un nome ingombrante da sempre, così strano che sin da piccola non sopportavo tanto che la mia cara mamma lo trasformò come un fulmin a ciel  sereno, folgorata da chissà quali santi, da un giorno all’altro in “Cresy”. Un nome dolce, vagamente straniero che ho amato da subito anche se, francamente, anche lui mi creò e mi crea logorroiche spiegazioni visto la stranezza.
Ora convivo piacevolmente con il mio nome e ringrazio profondamente le due donne più importanti della mia vita: “mia madre e mia nonna”, per questo, quando firmo ciò che esce dalla mia penna,  appongo i due nomi dei quali vado orgogliosa.
Nonna Crescenza è ora un angelo blu e quando alzo gli occhi, lì nel lucente firmamento, guardo la stella più brillante e penso a lei come a un puntino di felicità che riflette la mia anima ogni volta che la cerco nel mio cuore.@ (scritta a Bari, 4 Luglio 2013)


“Festeggio l’onomastico della Beata Santa Crescenza il 1 giugno per far onore alla mia cara nonna Crescenza nata nell’anno 1900
che teneva a questa data trasmessa da sua madre.”


Santa Crescenza

– La storia della beata-

A cura di Crescenza detta Cresy Caradonna.
Crescenza Caradonna


Beata Crescenza Valls Espi

26 settembre/01 Giugno

-Vergine e martire-

Onteniente, Spagna, 1863 – Puerto de Canals, Spagna, 26 settembre 1936

Crescencia Valls Espí nacque nel 1863 a Onteniente (Valencia) e fu battezzata il 10 giugno 1863 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria. Ricevette una formazione di cultura generale. Donna di grande pietà, partecipò quotidianamente all’Eucaristia. Aderì all’Azione Cattolica e ad altre associazioni apostoliche, specialmente per la cura degli ammalati e dei poveri. Fu imprigionata insieme alle tre sorelle: Concepción, Carmen e Patrocinio. Dopo poche ore di prigionia, il 26 settembre 1936 a Puerto di Canals, subirono il martirio al grido di: “Viva Cristo Re!”. La sua beatificazione è stata celebrata da Papa Giovanni Paolo II l’11 marzo 2001.

Martirologio Romano: Nel villaggio di Puerto de Canals nel territorio di Valencia in Spagna, beata Crescenza Valls Espí, vergine e martire, che patì il martirio nel corso della medesima persecuzione contro la fede.

Dicono di lei che sia “esagerata con i poveri”. Ora, se il concetto di esagerazione è sempre soggettivo e commisurato ad un personalissimo metro di valutazione, è pur vero che sempre esprime una modalità “oltre misura”, che suscita ammirazione e in qualcuno anche un po’ di invidia. E la cosa è tanto più autentica se ad esprimerla non è un singolo soggetto, ma rappresenta un comune sentire. Nel caso, poi, di Crescenza Valls Espí è addirittura un coro di voci, perché ognuno vuole ricordare un aspetto di questo suo “esagerato” amore per i poveri. Così c’è chi la ricorda presente in tutte le case in cui è passata una disgrazia, una malattia o una qualsiasi necessità; chi racconta di quando andava ad elemosinare nelle case dei ricchi, per acquistare cibo e medicine per i poveri; chi la dice capace di commuoversi fino alle lacrime davanti ai casi più gravi; chi, solo per fare un esempio, cita l’episodio della ragazza tubercolotica che nessuno vuole curare e che solo lei va ogni giorno a trovare, portandole cibo e medicine. E la sua è una carità che sconfina oltre la morte, perché corre sollecita in ogni casa in cui c’è stato un lutto, per consolare chi resta e per aiutare a pagare il funerale a chi non ce la fa. È nata nel 1863 a Onteniente (Valenza) e la sua vita si svolge tutta qui: in casa, dove lavora come ricamatrice, provvedendo a mantenere sé e la famiglia, mentre tutto quel che sopravanza è destinato ai miserabili che visita ogni giorno; in chiesa, dove si reca quotidianamente e magari più volte al giorno. È donna dalla comunione quotidiana e dalla confessione frequente, con una buona direzione spirituale e una devozione particolarissima al sacro Cuore e alla Madonna. Tutto qui, niente di più per questa donna estremamente semplice, dalla cultura elementare acquisita presso le Suore di San Vincenzo, che soprattutto le hanno insegnato ad essere un’autentica cristiana. E tanto le basta per prepararsi ad un sì definitivo e coraggioso per Cristo che le farà guadagnare la corona del martirio. Mentre in paese sono ammirati per il suo attivismo, il suo impegno e la sua carità senza limiti., per gli “altri”, cioè per quelli che nel 1936 stanno mettendo a ferro e fuoco la Spagna, altro non è che una bigotta, che a 73 anni suonati, con il suo esempio contagioso e la sua fede forte, è estremamente pericolosa per i loro progetti rivoluzionari. Sanno che è iscritta alla Compagnia delle Figlie di Maria e all’Apostolato della Preghiera, che è attivissima tra le Donne della San Vincenzo, che è uno dei pilastri della locale Azione Cattolica e della Compagnia del Carmine: elementi più che sufficienti per classificarla tra le “cattoliche ferventi” e con questo capo di accusa condannarla a morte. Cominciano a farle giungere più o meno velate minacce e intimidazioni, a gennaio 1936 il sindaco di Onteniente la denuncia come cattolica al governatore di Valenza, ma il mese dopo lei è di nuovo in prima linea durante la campagna elettorale, per difendere la fede e incoraggiare alla fedeltà al Papa. Sa che tutto questo può costarle la vita, ma non cambia le sue abitudini, non diminuisce il suo impegno e non prende precauzioni, perché, dice, il massimo che possono farle è “ammazzarla per Dio”. Il 26 settembre 1936 i miliziani irrompono in casa sua poco prima di mezzogiorno e la arrestano insieme alle sue tre sorelle. Resta in carcere dodici ore appena e non viene neppure processata, perché la sentenza di morte è già stata emessa la sera prima dell’arresto. A mezzanotte, nel porto di Ollería, si sentono degli spari, ma soprattutto delle grida che altro non sono che una confessione di fede ad alta voce: “Moriamo per Dio. Viva Cristo Re”. Tra questi martiri per la fede c’è Crescenza Valls Espí, “esagerata” non solo con i poveri ma anche nella professione della sua fede, che l’11 marzo 2001.Giovanni Paolo II ha proclamato beata, insieme ad altri 232 martiri spagnoli.

Autore: Gianpiero Pettiti

Dal sito web
SANTI, BEATI E TESTIMONI



«Le radici sono nei nostri avi noi siamo quello che loro furono che si perpetueranno nei figli dei nostri figli.»

Crescenza Caradonna detta Cresy
 Crescenza Caradonna

NONNA CRESCENZA NATA NEL 1900