IL CALENDARIO SAGGIO
DOMENICA 3 GIUGNO 2018

Puglia d’amare Quotidiano d’informazione
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Cresy Crescenza Caradonna
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PUGLIA D'AMARE24 Quotidiano d'informazione
Quotidiano dir. Crescenza Caradonna

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Cresy Crescenza Caradonna
L’EUCARESTIA: IL DIO PIENAMENTE PRESENTE E PIENAMENTE DATO.
L’adorazione del Santissimo Sacramento nella sua forma più solenne, che oggi celebriamo, è stata un’espressione della preghiera che si è fatta strada nella storia della Chiesa per sottolineare la presenza reale e sostanziale del Signore nelle specie eucaristiche del pane e del vino. Nel corso dei secoli il dubbio che la “transustanziazione” (parola che indica il cambiamento sostanziale del pane e del vino nel corpo e sangue di Cristo durante la preghiera eucaristica), è sorto molte volte, coinvolgendo non di rado anche gli stessi ministri consacrati della Chiesa Cattolica. Pensiamo ai miracoli eucaristici di Lanciano e di Bolsena e alla totale conversione in carne e sangue avvenuta per rispondere al dubbio dei sacerdoti che celebravano l’Eucarestia. Tale solennità doveva essere istituita per aiutare il clero ed il popolo a far proprio il concetto di presenza reale, di per se impensabile per la ragione umana. Fra le figure storiche che hanno contribuito all’istituzione del Corpus Domini spicca Santa Giuliana di Cornillon, monaca agostiniana, che, profeticamente spinta dall’azione dello Spirito, ha lottato perchè questa festa fosse istituita, prima nella sua Diocesi di Liegi (Belgio), anche per contrastare un nascente movimento che negava la presenza reale di Gesù nel Sacramento, e poi in tutta la Chiesa ad opera di Papa Urbano IV con bolla “Transiturus de hoc mundo” dell’11 agosto 1264. La spiritualità eucaristica ha avuto grande diffusione sopratutto dopo il concilio di Trento, un altro periodo in cui il concetto di presenza reale andò in crisi in seguito alle riforme protestanti, da allora questa particolare attenzione verso il Corpo e il Sangue del Signore è diventata caratteristica peculiare della chiesa Cattolica di rito latino, non esiste, infatti, un’altra confessione cristiana in cui le specie consacrate del pane e del vino siano così tanto circondate di rispetto e amore (mi riferisco al culto eucaristico) anche dopo la divina liturgia. La presenza reale di Gesù nel SS. sacramento accompagna sempre la Chiesa Cattolica, proprio come l’arca dell’Alleanza dava forza al popolo di Israele prima nel deserto e poi nel tempio di Gerusalemme; Così come le tavole della legge erano il segno tangibile dell’Antica Alleanza, allo stesso modo la presenza dell’Eucarestia lo è per la Nuova.
Commento a Mc 14,12-16.22-26
+Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». +
Il Signore ha deciso di istituire l’Eucarestia durante la solenne veglia in cui Israele celebrava il memoriale della sua liberazione dalla schiavitù: Pèsach. Questo perchè i futuri discepoli di Gesù potessero, in continuità con l’Antica Alleanza, passare alla Nuova facendo memoria di colui che ha liberato l’uomo dal peccato e dalla morte, entrambe sommerse e distrutte dalle acque della Grazia Battesimale, proprio come i persecutori dell’umanità oppressa erano stati sommersi dal mar rosso per la loro ostinata volontà di violenza.
+Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”.+
Uno scorcio di storia: l’uomo con la brocca, quella casa, la stanza… L’evangelista rende evidente l’azione provvidenziale dello Spirito che dispone ogni cosa, nel tempo, nello spazio e nei cuori. Lo sconosciuto viene incontro a discepoli (dunque non s’incontrano per caso) con acqua, simbolo di vita e, in questo caso, di accoglienza gradita. Compare un altra personaggio: il padrone di casa, si deduce così che l’uomo con la brocca è un servo. I discepoli parlano in nome del maestro: “Dov’è la mia stanza?”, la sua identità si estende anche a loro. La domanda rivolta al padrone potrebbe essere fatta a ciascuno di noi: che spazio riserviamo a Dio nella vita che ci è affidata perchè Egli, con i nostri fratelli, possa “cenare” con noi? Ricordiamo queste parole dell’Apocalisse: ” Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3, 20).
+Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.+
Dobbiamo sempre preoccuparci di riservare uno spazio adeguato al nostro Dio e ai fratelli, non uno qualsiasi, ma il migliore che possiamo offrirgli, tanto nella quotidianità quanto nell’intimità del nostro cuore. È quello che fa l’ottimo padrone di casa, non gli offre una stanza qualsiasi, ma la migliore. grande, arredata e già pronta, segno che egli aspettava quel momento con grande gioia e impazienza!
“Preparare”: nelle scritture quello che succede esternamente corrisponde quasi sempre a qualcosa che avviene nell’interiorità. All’Eucarestia bisogna prepararsi, disporsi, essere in familiarità con Dio, rendersi disponibili al servizio. Tuttavia la cena non è preparata dal padrone di casa, ma dai discepoli, c’è una distinzione nel ministero che viene sottolineata.
+Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti.+
Su queste poche parole si potrebbe scrivere un libro: nella notte dell’antica Pasqua sono sacrificati i primogeniti d’Egitto perche il cuore del Faraone si piegasse, in quella “nuova” è il primogenito di Dio ad esserlo perchè, attraverso la resurrezione, venisse destituita la signoria della morte, la quale davanti alla vittoria di Cristo, deve arrendersi e consegnare coloro che teneva in schiavitù. Il momento della benedizione e della frazione del pane era collocato all’inizio della cena pasquale, mentre, venivano benedetti 4 calici in quella circostanza, probabilmente quello a cui si riferisce l’evangelista, era l’ultimo, che chiudeva il memoriale prima dell’inno di benedizione, in mezzo c’era dunque l’intera cena la quale durava tutta la notte. Il fatto che l’evangelista si limiti a sottolineare questi due momenti evidenzia come le antiche comunità, nelle loro celebrazioni domestiche, avessero già isolato e congiunto i due momenti. La Nuova Alleanza si innesta in quella Nuova, in modo inequivocabile. Egli ci offre il suo Corpo per essere un tutt’uno con noi, offre il “Sangue dell’Alleanza”, sede dell’anima per gli antichi, così che il Suo stesso spirito possa scorrere in noi.
+In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.*+
Questo “vino nuovo” è la Gioia che ci colmerà quando saremo al cospetto di Dio. Una Gioia che riempirà anche il cuore di Gesù perchè si ricongiungerà definitivamente con i suoi amati. Fra il vecchio e il nuovo vino c’è però lo spazio che resta di questo pellegrinaggio terreno irto di ostacoli, pericoli e sofferenze.
+Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.+
L’inno era una composizione di salmi che ringraziavano Dio per la sue opere, uno di questi eri il salmo 133:
“Ecco quanto è buono e quanto è soave
che i fratelli vivano insieme!
[È come olio profumato sul capo,
che scende sulla barba,
sulla barba di Aronne,
che scende sull’orlo della sua veste.
È come rugiada dell’Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Là il Signore dona la benedizione
e la vita per sempre.”
Felice Solennità del Corpus Domini!
fra Umberto Panipucci
pugliadaamareonline@gmail.com
GIORNALE ONLINE di Crescenza Caradonna

🍒Mese di giugno
🍒
Giugno è il 6° mese dell’anno nel Calendario Gregoriano e fin dai tempi dei romani è visto come il mese della rinascita, della fertilità e della luce. Comprensivo di 30 giorni, per tutti segna il passaggio dalla primavera alla stagione estiva, che tradizionalmente viene fissato il 21, giorno del solstizio d’estate.
In questa data si verifica un’inclinazione dell’asse terrestre tale da produrre la massima esposizione alla luce di un giorno. In sostanza è il giorno più lungo dell’anno, in opposizione al 21 dicembre che è quello più corto.
Come suggerisce il proverbio contadino «Giugno la falce in pugno», per la natura segna un periodo di grande fioritura: dalla mietitura dei campi di grano al taglio dell’erba nei prati, alla frutta che in molte specie raggiunge la giusta maturazione ed è pronta per essere raccolta; senza dimenticare i tanti fiori che sbocciano e rendono…
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Crescenza Caradonna

COMUNICATI/EVENTI di Crescenza Caradonna
di Tinta
Sarà presentato il prossimo 3 giugno il libro “Lasciatemi dormire” (Les Flaneurs Edizioni) di Tinta. L’evento sarà ad ingresso libero e si terrà presso la Cittadella degli Artisti (in via Bisceglie, 775) di Molfetta (Ba). A moderare sarà Luciano Anelli (giornalista, divulgatore ed operatore delle pari opportunità). Note musicali ed esibizione live a cura della stessa Tinta, con Gaetano Todaro alla chitarra e Vincenzo Lovecchio alla tastiera. Inizio ore 19.30.
«La mia vita non è stata per niente facile. Per niente»: con queste parole Tiziana inizia il racconto di un’esistenza condotta come in trance, di un percorso che la porta dalla famiglia di origine, anaffettiva e ostile, al matrimonio con un uomo più anziano che le consente di vivere nell’agio e può soddisfare ogni sua richiesta. Eppure lei non riesce a strappare il velo di tristezza con cui filtra tutte le sue esperienze, e si trascina dall’una all’altra come se nulla avesse senso. Fra le persone che incontra, solo Angela sembra aver capito quanto abbia bisogno di un’amica a cui sorreggersi.
Tinta ha esordito nel 2006 vincendo il concorso “Carte Segrete”; sempre sotto pseudonimo ha pubblicato “Lettera aperta ad un amante” (Wip 2008), “L’eros: tanti colori una sola tinta” (Wip 2009), “Una donna (quasi) scaduta” (David and Matthaus 2013), “La fine dei giochi” (Lettere animate 2016). Ha collaborato ad antologie e opere corali, spaziando dall’erotismo al sociale, dalla narrativa alla poesia. Nel 2016 è arrivata finalista al premio internazionale “Antonia Pozzi” ed è stata insignita della Rosa d’argento dal Comune di Roseto degli Abruzzi.
Comunicati Eventi a cura di Crescenza Caradonna
RIFLESSI D’ANIMO





Il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata ha sede in Palazzo Lanfranchi, prestigioso edificio costruito, immediatamente a ridosso del Sasso Caveoso, tra il 1668 e il 1672 come Seminario. Il percorso espositivo del Museo, al primo piano del Palazzo si articola in tre sezioni: Arte Sacra, Collezionismo e Arte Contemporanea. La sezione di Arte Sacra si compone di un nucleo di opere, dipinti su tela, su tavola, sculture, manufatti lignei e lapidei, provenienti dalle chiese del territorio regionale che hanno perso l’originaria collocazione o che, prelevate per essere sottoposte ad interventi di restauro, vengono momentaneamente esposte, per documentare l’attività di tutela, salvaguardia e valorizzazione che la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici svolge sul territorio e raccontare la storia e l’arte figurativa della Basilicata. La sezione del Collezionismo espone una selezione di dipinti della raccolta Camillo d’Errico di Palazzo San Gervasio, importante testimonianza di collezionismo privato ottocentesco in Basilicata che comprende oltre trecento tele di scuola napoletana del Sei e Settecento, tra cui capolavori di artisti d’eccellenza nel panorama della cultura figurativa di questi secoli. La sezione di Arte Contemporanea presenta opere di Carlo Levi (Torino 1902- Roma 1975), insigne protagonista della cultura italiana del Novecento, tra cui il grande telero ‘Lucania ’61’ dipinto in occasione della mostra ‘Italia 1961’, organizzata a Torino per celebrare il Centenario dell’Unità d’Italia e una selezione tra le centocinquanta opere del pittore materano Luigi Guerricchio (Matera 1936-1996). Il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata ha adottato la Carta della qualità dei servizi.
DA:
ANSA ViaggiArt ANSA ViaggiArt

venerdì 1 giugno 2018
Tutti i giornali di oggi aprono sull’accordo finalmente raggiunto fra Lega e Movimento 5 Stelle per la formazione del governo guidato da Giuseppe Conte, con lo spostamento di Paolo Savona al ministero per le Politiche europee e Giovanni Tria come ministro dell’Economia; il nuovo governo giurerà oggi pomeriggio al Quirinale. I quotidiani sportivi titolano sull’annuncio di Zidane di dimettersi da allenatore del Real Madrid dopo la vittoria di tre Champions League consecutive.











































a cura di

“Beata Santa Crescenza: la sua storia …la mia storia mi racconto”
Quando si parla di destino come piccoli frammenti di vita che nel tempo vanno a comporre qualcosa di grande che neppure tu sai spiegarti, quando nel mio nome è stato scritto il destino natale di quello che poi avrei fatto ecco tutto mi appare più chiaro.
Un nome ingombrante da sempre, così strano che sin da piccola non sopportavo tanto che la mia cara mamma lo trasformò come un fulmin a ciel sereno, folgorata da chissà quali santi, da un giorno all’altro in “Cresy”. Un nome dolce, vagamente straniero che ho amato da subito anche se, francamente, anche lui mi creò e mi crea logorroiche spiegazioni visto la stranezza.
Ora convivo piacevolmente con il mio nome e ringrazio profondamente le due donne più importanti della mia vita: “mia madre e mia nonna”, per questo, quando firmo ciò che esce dalla mia penna, appongo i due nomi dei quali vado orgogliosa.
Nonna Crescenza è ora un angelo blu e quando alzo gli occhi, lì nel lucente firmamento, guardo la stella più brillante e penso a lei come a un puntino di felicità che riflette la mia anima ogni volta che la cerco nel mio cuore.@ (scritta a Bari, 4 Luglio 2013)
“Festeggio l’onomastico della Beata Santa Crescenza il 1 giugno per far onore alla mia cara nonna Crescenza nata nell’anno 1900
che teneva a questa data trasmessa da sua madre.”
– La storia della beata-
A cura di Crescenza detta Cresy Caradonna.
Crescenza Caradonna
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