UN’ALTRA STORIA regia di Nico Sciacqua

di Crescenza Caradonna


Comunicati/Teatro

UN’ALTRA STORIA

Regia di Nico Sciacqua


DOMENICA 25 MARZO 2018 – h 19.00
L’ALBERO DEL PEPE
via Russo Frattasi, 16/A – Bari
Posti limitati.
Per prenotazioni e info: 3288595480


“C’era una volta una favola antica
quasi da tutti ormai dimenticata
che continuava a volare nell’aria
aspettando colui
che l’avrebbe di nuovo narrata.
Era una favola vecchia
un poco svanita
come un barattolo d’aranciata aperta
ma non voleva rassegnarsi
e cercava di non dimenticarsi”


“L’abito fa il monaco oppure non lo fa? La forma è sostanza oppure non lo è?
L’esterno ci percepisce, considera e giudica da come agitiamo le mani, sbattiamo gli occhi, arrossiamo o balbettiamo. Gli altri praticamente sanno questo di noi e noi degli altri.Un mondo di apparenze, anello di congiunzione della comunicazione. Una realtà inferiore, regno del futile e del vano, del costruito e dell’inganno. Un velo sottile, che copre l’autenticità, intessuto da menzogna e manipolazione. L’effimero fatto di mode, prostituzione (non sessuale), successo, prestigio, buone maniere, snobismo, pettegolezzi. La struttura portante della società. La gabbia che ci lavora ai fianchi. Appassiamo.
Non è un bello spettacolo. È un’altra storia.”

Nico Sciacqua

 

Con:
Francesca Di Cagno – Marika Battaglia – Pietro Caramia – Maurizio Sarubbi – Nico Sciacqua

audio e luci: Barbara Grilli


A Bari gli scatti di Cristina Garzone e Christine Kuppelwieser: Spaziogiovani-BARI

Comunicato di Crescenza Caradonna


 

A Bari gli scatti di Cristina Garzone e Christine Kuppelwieser:

alla Galleria Spaziogiovani l’inaugurazione delle due mostre

L’assessora alle Politiche educative e giovanili Paola Romano parteciperà domani, sabato 24 marzo, alle ore 17, presso la galleria comunale Spazio Giovani, alla inaugurazione delle mostre fotografiche “Omo River: il cuore antico dell’Africa nera” di Cristina Garzone e “La Fioritura” di Christine Kuppelwieser.

Entrambe le mostre saranno visitabili sino al 29 marzo dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15 alle 18


  “Omo River: il cuore antico dell’Africa nera”

La mostra è composta di foto dense di significati e simboli, partecipazioni di persone che, con i loro volti e costumi, sono la continuazione di una storia arrivata ai nostri giorni tramite e attraverso l’alternarsi di vicende avvenute sotto il cielo etiopico.


  “La Fioritura”

Le foto digitali in esposizione, parte della produzione degli ultimi sei anni dell’artista, sono stampate su carta speciale acquerello.


 

Premio David di Donatello

Ecco tutti i vincitori, premio per premio:

Miglior film:

A Ciambra, regia di Jonas Carpignano

Ammore e Malavita, regia di Manetti Bros

Ammore e Malavita, regia di Manetti Bros
Gatta Cenerentola, regia di Alessandro Rak, Ivan Capiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone
La Tenerezza, regia di Gianni Amelio
Nico, 1988 regia di Susanna Nicchiarelli

Migliore regia:

A Ciambra, regia di Jonas Carpignano

Ammore e Malavita, regia di Manetti Bros
La Tenerezza, regia di Gianni Amelio
Napoli Velata, regia di Ferzan Ozpetek
Ammore e Malavita, regia di Manetti Bros
La Tenerezza, regia di Gianni Amelio
Napoli Velata, regia di Ferzan Ozpetek

Ammore e Malavita, regia di Manetti Bros
La Tenerezza, regia di Gianni Amelio
Napoli Velata, regia di Ferzan Ozpetek
Napoli Velata, regia di Ferzan Ozpetek
The Place, regia di Paolo Genovese

Migliore regista esordiente:

Brutti e Cattivi, regista esordiente Cosimo Gomez
Cuori Puri, regista esordiente Roberto De Paolis
Easy, Un Viaggio Facile Facile, regista esordiente Andrea Magnani
I Figli Della Notte, Regista Esordiente Andrea De Sica
I Figli Della Notte, Regista Esordiente Andrea De Sica
I Figli Della Notte, Regista Esordiente Andrea De Sica
I Figli Della Notte, Regista Esordiente Andrea De Sica
La ragazza nella nebbia, regista esordiente Donato Carrisi

Migliore sceneggiatura originale:

A Ciambra, Jonas Carpignano

Ammore e Malavita, Manetti Bros

La ragazza nella nebbia, Donato Carrisi

Nico, 1988, Susanna Nicchiarelli

Tutto quello che vuoi, Francesco Bruni

Migliore sceneggiatura non originale:

La guerra dei cafoni, Barbara Alberti, Davide Barletti, Lorenzo Conte, Carlo D’Amicis

La tenerezza, Gianni Amelio, Alberto Taraglio

Sicilian Ghost Story, Fabio Grassadonia, Antonio Piazza

The Place, Paolo Genovese, Isabella Aguilar

Una questione privata, Paolo e Vittorio Taviani

Miglior produttore:

A Ciambra, StayBlack Production, Jon Coplon, Paolo Carpignano, Rai Cinema

Ammore e malavita, Carlo Macchitella, Manetti Bros con Rai Cinema

Gatta Cenerentola, Luciano Stella e Maria Carolina Terzi per Mad Entertainment e Rai Cinema

Nico,1988 , Marta Donizelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film con Rai Cinema, Joseph Rouschop e

Valérie Bornonville per Tarantula

Smetto Quando Voglio Saga, Domenico Procacci, Matteo Rovere con Rai Cinema

Migliore attrice protagonista:

Come un gatto in tangenziale, Paola Cortellesi

Fortunata, Jasmine Trinca

Il colore nascosto delle cose, Valeria Golino

Napoli Velata, Giovanna Mezzogiorno

Sole Cuore Amore, Isabella Ragonese

Migliore attore protagonista:

Come un gatto in tangenziale, Antonio Albanese

Easy – Un viaggio facile facile, Nicola Nocella

La Tenerezza, Renato Carpentieri

Napoli Velata, Alessandro Borghi

The Place, Valerio Mastrandrea

Migliore attrice non protagonista:

Ammore e Malavita, Claudia Gerini

Come un gatto in tangenziale, Sonia Bergamasco

Come un gatto in tangenziale, Sonia Bergamasco
La tenerezza, Micaela Ramazzotti

Napoli Velata, Anna Bonaiuto

Napoli Velata, Anna Bonaiuto
The Place, Giulia Lazzarini

Migliore attore non protagonista:

Ammore e Malavita, Carlo Buccirosso

Fortunata, Alessandro Borghi

La Tenerezza, Elio Germano

Napoli Velata, Peppe Barra

Tutto quello che vuoi, Giuliano Montaldo

Migliore autore della fotografia:

A Ciambra, Tim Curtin

Malarazza – Una storia di periferia, Gianni Mammolotti
Napoli Velata, Gian Filippo Corticelli

Sicilian Ghost Story, Luca Bigazzi
The Place, Fabrizio Lucci

Malarazza – Una storia di periferia, Gianni Mammolotti
Napoli Velata, Gian Filippo Corticelli

Sicilian Ghost Story, Luca Bigazzi
The Place, Fabrizio Lucci

Sicilian Ghost Story, Luca Bigazzi
The Place, Fabrizio Lucci

Migliore musicista:

Ammore e Malavita, Pivio e Aldo De Scalzi

Gatta Cenerentola, Antonio Fresa, Luigi Scialdone

La Tenerezza, Marco Piersanti

Napoli Velata, Pasquale Catalano
Nico, 1988, Gatto Ciliegia Contro il Grande Freddo

Migliore canzone originale:

Ammore e Malavita,
“BANG BANG” MUSICA DI PIVIO & ALDO DE SCALZI TESTI DI NELSON INTERPRETATA DA SERENA ROSSI, FRANCO RICCIARDI, GIAMPAOLO MORELLI

“BANG BANG” MUSICA DI PIVIO & ALDO DE SCALZI TESTI DI NELSON INTERPRETATA DA SERENA ROSSI, FRANCO RICCIARDI, GIAMPAOLO MORELLI
“BANG BANG” MUSICA DI PIVIO & ALDO DE SCALZI TESTI DI NELSON INTERPRETATA DA SERENA ROSSI, FRANCO RICCIARDI, GIAMPAOLO MORELLI
Gatta Cenerentola,
“A CHI APPARTIENI” MUSICA E TESTI DI DARIO SANSONE INTERPRETATA DA FOJA
Riccardo va all’inferno,
“FIDATI DI ME” MUSICA E TESTI DI MAURO PAGANI INTERPRETATA DA MASSIMO RANIERI, ANTONELLA LO COCO
Sicilian Ghost Story,
“ITALY” MUSICA DI ANJA PLASCHG, ANTON SPIELMANN TESTI DI ANJA PLASCHG INTERPRETATA DA SOAP&SKIN
The Place,
“THE PLACE” MUSICA DI MARCO GUAZZONE, GIOVANNA GARDELLI, MATTEO CURALLO, STEFANO COSTANTINI, EDOARDO CICCHINELLI TESTI DI MARCO GUAZZONE, GIOVANNA GARDELLI INTERPRETATA DA MARIANNE MIRAGE

Migliore scenografo:

Ammore e Malavita, Noemi Marchica

Brutti e Cattivi, Maurizio Sabatini

Brutti e Cattivi, Maurizio Sabatini
La ragazza nella nebbia, Tonino Zera
La Tenerezza, Giancarlo Basili
Napoli Velata, Ivana Gargiulo
Riccardo va all’inferno, Luca Servino

Migliore costumista:

Agadah, Nicoletta Tarannta
Ammore e Malavita, Daniela Salernitano
Brutti e Cattivi, Anna Lombardi
Napoli Velata, Alessandro Lai
Riccardo va all’inferno, Massimo Cantini Parrini

Migliore truccatore:

Ammore e Malavita, Veronica Luongo
Brutti e Cattivi, Frédérique Foglia
Fortunata, Maurizio Fazzini
Napoli Velata, Roberto Pastore
NICO, 1988, Marco Altieri
Riccardo va all’inferno, Luigi Ciminelli, Valentina Iannuccilli

Miglior acconciatore:

Ammore e Malavita, Antonio Fidato
Brutti e Cattivi, Sharim Sabatini
Fortunata, Mauro Tamagnini
Nico, 1988 – Daniela Altieri
Riccardo va all’inferno, Paola Genovese

Migliore montatore:

A Ciambra, Affonso Goncalves
Ammore e Malavita, Federico Maria Maneschi
La ragazza nella nebbia, Massimo Quaglia
NICO, 1988 – Stefano Cravero
The Place, Consuelo Catucci

Miglior suono:

A Ciambra
PRESA DIRETTA, MICROFONISTA, MONTAGGIO: GIUSEPPE TRIPODI – CREAZIONE SUONI: FLORIAN FEVRE – MIX: JULIEN PEREZ
PRESA DIRETTA, MICROFONISTA, MONTAGGIO: GIUSEPPE TRIPODI – CREAZIONE SUONI: FLORIAN FEVRE – MIX: JULIEN PEREZ
PRESA DIRETTA, MICROFONISTA, MONTAGGIO: GIUSEPPE TRIPODI – CREAZIONE SUONI: FLORIAN FEVRE – MIX: JULIEN PEREZ
PRESA DIRETTA, MICROFONISTA, MONTAGGIO: GIUSEPPE TRIPODI – CREAZIONE SUONI: FLORIAN FEVRE – MIX: JULIEN PEREZ
PRESA DIRETTA, MICROFONISTA, MONTAGGIO: GIUSEPPE TRIPODI – CREAZIONE SUONI: FLORIAN FEVRE – MIX: JULIEN PEREZ
Ammore e Malavita
PRESA DIRETTA: LAVINIA BURCHERI – MICROFONISTA: SIMONE COSTANTINO – MONTAGGIO: CLAUDIO SPINELLI – CREAZIONE SUONI: GIANLUCA BASILI, SERGIO BASILI – MIX: NADIA PAONE
Gatta Cenerentola
PRESA DIRETTA: ANDREA CUTILLO – MONTAGGIO: TIMELINE STUDIO – CREAZIONE SUONI: GIORGIO MOLFINI, TIMELINE STUDIO – MIX: TIMELINE STUDIO
Napoli Velata
PRESA DIRETTA: FABIO CONCA – MICROFONISTA: GIULIANO MARCACCINI — DANIELE DE ANGELIS – MONTAGGIO: GIUSEPPE D’AMATO, ANTONIO GIANNANTONIO, DARIO CALVARI – CREAZIONE SUONI: GIUSEPPE D’AMATO, STUDIO 16 – MIX: ALESSANDRO CHECCACCI
Nico, 1988
PRESA DIRETTA: ADRIANO DI LORENZO – MICROFONISTA: ALBERTO PADOAN – MONTAGGIO: MARC BASTIEN – CREAZIONE SUONI: ERIC GRATTEPAIN – MIX: FRANCO PISCOPO

Migliori effetti digitali:

Addio Fottuti Musi Verdi, Chromatica – Wonderlab – Hite Division
Ammore e Malavita, Palantir Digital

Brutti e Cattivi, Autrechose

Gatta Cenerentola, Mad Entertainment
Monolith, Frame by Frame

Miglior Doc:

’78 – Vai piano ma vin
 di Alice Filippi Evviva Giuseppe di Stefano Consiglio
La lucida follia di Marco Ferreri 
di Anselma Dell’Olio
Saro
 di Enrico Maria Artale
The Italian Jobs – Paramount Pictures e L’Italia di Marco Spagnoli

Miglior Film europeo:

12 Battiti al minuto di Robin Campillo (Teodora Film)
Borg Mcenroe di Janus Metz Pedersen (Lucky Red)
Elle di Paul Verhoeven (Lucky Red)
Loving Vincent di Dorota Kobiela e Hugh Welchman (Adler Entertainment, Nexo Digital)
The Square di Ruben Ostlund (Teodora Film)

Miglior film straniero:

Dunkirk di Christopher Nolan (Warner Bros. Entertainment Italia)

L’insulto di Ziad Doueiri (Lucky Red)
La La Land di Damien Chazelle (01 Distribution)
Loveless 
di Andrey Zvyagintsev (Academy Two)
Manchester by the sea 
di Kenneth Lonergan (Universal Pictures International Italy)

Miglior corto

Bismillah di Alessandro Grande
Confino di Nico Bonomolo
La Giornata di Pippo Mezzapesa
Mezzanotte Zero Zero di Nicola Conversa
Pazzo & Bella di Marcello Di Noto

David Giovani:

Gatta Cenerentola, regia di Alessandro Rak, Ivan Capiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone
Gramigna – Volevo una vita normale, regia di Sebastiano Rizzo

Sicilian Ghost Story, regia di Fabio Grassadonia, Antonio Piazza
Sicilian Ghost Story, regia di Fabio Grassadonia, Antonio Piazza

Sicilian Ghost Story, regia di Fabio Grassadonia, Antonio Piazza
Sicilian Ghost Story, regia di Fabio Grassadonia, Antonio Piazza
The Place, regia di Paolo Genovese
Tutto quello che vuoi, regia di Francesco Bruni

Accadde Oggi 24 marzo 1944 – Eccidio delle Fosse


Accadde Oggi 24 marzo 1944 – Eccidio delle Fosse Ardeatine (74 anni fa):

Uno dei più vili massacri compiuti contro cittadini inermi e simbolo dell’immane ferocia dell’occupazione nazista durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’eccidio delle Fosse Ardeatine fu l’uccisione di 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei o detenuti comuni, trucidati a Roma il 24 marzo 1944 dalle truppe di occupazione tedesche come rappresaglia per l’attentato partigiano di via Rasella, compiuto il 23 marzo da membri dei GAP romani, in cui erano rimasti uccisi 33 soldati del reggimento “Bozen” appartenente alla Ordnungspolizei dell’esercito tedesco. L’eccidio non fu preceduto da nessun preavviso da parte tedesca.

Per la sua efferatezza, l’alto numero di vittime e per le tragiche circostanze che portarono al suo compimento, l’eccidio delle Fosse Ardeatine divenne l’evento-simbolo della durezza dell’occupazione tedesca di Roma.

Le Fosse Ardeatine, antiche cave di pozzolana situate nei pressi della via Ardeatina, scelte quale luogo dell’esecuzione e per occultare i cadaveri degli uccisi, nel dopoguerra sono state trasformate in un sacrario-monumento nazionale. Sono oggi visitabili e luogo di cerimonie pubbliche in memoria.

 


METEO SABATO 24 MARZO

24 Marzo 2018 Sabato

METEO ITALIA

Peggiora nuovamente al Sud e sulla Sardegna dalla sera, a seguito dell’arrivo di un nuovo vortice depressionario. Altrove più nubi ma generalmente asciutto, tranne qualche piovasco sparso al Nordovest.

NORD

Giornata all’insegna del cielo piuttosto nuvoloso soprattutto al Nordovest, dove sarà possibile qualche isolato piovasco.

Temperature

In aumento

CENTRO e SARDEGNA

Alternanza di nubi e schiarite, in un contesto tuttavia asciutto. Dapprima soleggiato sulla Sardegna, poi peggiora nel corso delle ore centrali del giorno con rischio nubifragi sui settori occidentali.

Temperature

In aumento

SUD e SICILIA

Qualche piovasco sparso sulle regioni peninsulari e sul messinese; peggiora in maniera più organizzata a partire dalla sera, con piogge a tratti moderate.

Temperature

Stazionarie

CRISTALLI DI PIETRA

 

Crescenza Caradonna

Risultati immagini per cristalli

CRISTALLI DI PIETRA

La felicità ?

Disse il bell’uccellino e rise con il suo becco dorato

La Felicità, amico, e ovunque sui monti nella Valli,

nei fiori e nei cristalli.

-Hermann Hesse-



 

Basta trappole in Sardegna

Basta trappole in Sardegna

di Crescenza Caradonna


Sveglia all’alba e poi al lavoro, sotto la pioggia o con il sole, a perlustrare a piedi i boschi per disarmare i “sentieri della morte” che i bracconieri riempiono di trappole ad archetto, lacci e reti.

Il campo antibracconaggio della Lipu in Sardegna è stato un successo: in una sola settimana abbiamo sequestrato e rimosso 3000 trappole destinate a torturare e uccidere illegalmente migliaia di animali. Due bracconieri colti sul fatto sono stati denunciati per maltrattamento animali, grazie anche al fondamentale aiuto di Carabinieri forestali e Corpo forestale Vigilanza ambientale della Regione Sardegna.

Sui sentieri del Sulcis insieme a Gigliola (responsabile del campo) e con i nostri volontari esperti di antibracconaggio c’erano i giovani volontari che partecipano al progetto europeo Life Choose the Nature e i ragazzi del Liceo di Assemini di Cagliari uniti per combattere le catture illegali e liberare pettirossi, merli e tordi.

Questa notizia ci ricorda che il bracconaggio in Italia è ancora una realtà preoccupante. Da oltre 50 anni la Lipu si batte per contrastare le azioni crudeli dei bracconieri con interventi concreti come i campi antibracconaggio in Sardegna e sullo stretto di Messina. Aiutaci a fermare il bracconaggio. Con una donazione puoi aiutarci a portare avanti progetti come questo.

Uccello del tuono e regina del cielo, fascino e mistero dell’aquila reale

Un volo spettacolare caratterizzato da veloci ascensioni, picchiate spericolate e improvvisi attacchi alle prede, una vista acutissima, un profilo maestoso ed elegante, non c’è da stupirsi se l’aquila reale è stata amata e venerata dall’uomo in ogni epoca e cultura.

L’aquila reale è uno dei rapaci diurni italiani più affascinanti. Uccello maestoso, libero di volare verso l’alto, tra le vette delle montagne, nella vastità del cielo, forse anche per questo nella mitologia antica l’aquila è spesso associata al sole ed è considerata, a seconda delle diverse culture, una manifestazione dello spirito divino o una messaggera degli dei.

Come altri rapaci spesso l’aquila è associata a un’immagine negativa di predatore aggressivo, eppure osservandola in natura si possono scoprire inaspettati comportamenti amorosi e di cura dei pulcini. Animale straordinario, ammirato, amato, persino adorato, l’aquila reale non smetterà mai di stupirci. Scopri il fascino, i miti e le leggende della ”regina del cielo”

Lipu Lega Italiana Protezione Uccelli

Lipu Onlus

Dieta mediterranea

 

Dieta mediterranea

 

La dieta mediterranea è un modello nutrizionale ispirato ai modelli alimentari diffusi in alcuni paesi del bacino mediterraneo (come l’Italia, la Spagna, la Grecia e il Marocco) negli anni cinquanta del XX secolo, riconosciuta dall’UNESCO come bene protetto e inserito nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità nel 2010.

Il regime alimentare si fonda su alimenti il cui consumo è tradizionale in paesi del bacino mediterraneo, in una proporzione che privilegia cereali, frutta, verdura, semi, olio di oliva (grasso insaturo), rispetto ad un più raro uso di carni rosse e grassi animali (grassi saturi), mentre presenta un consumo moderato di pesce, carne bianca (pollame), legumi, uova, latticini, vino rosso, dolci. Già alcuni dietologi medici – come il francese Paul Carton o lo svizzero Maximilian Bircher-Benner – avevano avanzato alcune ipotesi sugli effetti di un regime alimentare con limitato consumo di alimenti di origine animale come latticini, carne, uova.

Il concetto di dieta mediterranea è stato introdotto e studiato inizialmente dal fisiologo statunitense Ancel Keys, il quale ne ha indagato gli effetti sull’incidenza epidemiologica di malattie cardiovascolari in una celebre ricerca su sette nazioni, il Seven Country Study.

Le caratteristiche della dieta mediterranea sono: abbondanti alimenti di origine vegetale (frutta, verdura, ortaggi, pane e cereali (soprattutto integrali), patate, fagioli e altri legumi, noci, semi), freschi, al naturale, di stagione, di origine locale; frutta fresca come dessert giornaliero, dolci contenenti zuccheri raffinati o miele poche volte la settimana; olio di oliva come principale fonte di grassi; latticini (principalmente formaggi e yogurt) consumati giornalmente in modesta-moderata quantità; pesce e pollame consumato in quantità modesta-moderata; da zero a quattro uova la settimana; carni rosse in modesta quantità; vino consumato in quantità modesta-moderata, generalmente durante il pasto

Questa dieta ha un contenuto basso in grassi saturi (inferiore al 7-8%), ed un contenuto totale di grassi da meno del 25 a meno del 35% a seconda delle zone. Inoltre originariamente era associata a regolare attività fisica lavorativa, ad esempio nei campi o in casa.

Il contenuto calorico della dieta mediterranea nelle indagini di popolazione non superava le 2500 Kcal per l’uomo e le 2000 Kcal per la donna, comunque l’introito calorico non andava oltre il consumo metabolico con l’attività fisica. In sostanza si trattava della dieta di una popolazione rurale, povera e frugale.

Come dieta mediterranea di riferimento nel Seven Country Study è stata considerata quella di Nicotera; i vari componenti di essa, espressi come percentuali dell’apporto calorico totale (in rilievi della durata di sette giorni in differenti stagioni del 1960) sono: cereali 50-59%, olio di oliva extravergine 13-17%, vegetali 2,2-3,6%, patate 2,3-3,6%, legumi 3-6%, frutta 2,6-3,6%, pesce 1,6-2%, vino rosso 1-6%, carne 2,6-5%, latticini 2-4%, uova e grassi animali molto scarsi.

 

Questa dieta prevedeva un’ampia variabilità di cibi e permetteva di evitare carenze nutrizionali. La piramide era costruita indicando i cibi e non i nutrienti affinché il pubblico potesse adeguarsi con più facilità. Inoltre era seguito un criterio semiquantitativo: le quantità erano codificate come “porzioni” (servings) e non in peso. Le linee guida della piramide davano anche delle indicazioni per standardizzare la quantità di ciascuna porzione di ogni classe di alimento: ogni porzione veniva definita in prima approssimazione come la metà della porzione del Greek market regulations (circa metà della quantità servita in un ristorante greco). L’aspetto fondamentale della Dieta mediterranea è la modesta quantità di ogni porzione.

Queste le equivalenze per ogni porzione di alimento:

  • una fetta di pane: 25 grammi
  • 100 grammi di patate
  • metà tazza (50-60 grammi) di pasta o riso
  • una tazza di ortaggi a foglia o mezza tazza di altri vegetali, cotti o tritati (circa 100 grammi della maggior parte dei vegetali)
  • una mela (80 grammi), una banana (60 grammi), un’arancia (100 grammi), 200 grammi di melone o anguria, 30 grammi di uva
  • una tazza di latte o di yogurt
  • 30 grammi di formaggio
  • circa 60 grammi di carne magra o pesce
  • una tazza (circa 100 grammi) di fagioli secchi cotti
  • porzione di vino rosso un bicchiere (circa 10 ml di alcool)

La dieta mediterranea deve essere considerate nella sua globalità, poiché le analisi multivariate effettuate dimostrano che gli effetti favorevoli sulla salute non derivano dall’assunzione di un singolo componente o nutriente; soltanto l’olio di oliva sembra avere un ruolo specifico proprio.

Nella piramide veniva aggiunto il consiglio di praticare attività fisica giornaliera in modo da tenere l’indice di massa corporea (BMI) al di sotto di 25 kg/m².

In seguito, alle modalità di produzione, selezione, trattamento e consumo dei cibi della dieta mediterranea sono state aggiunti altri elementi di tipo culturale riguardanti lo stile di vita: l’adozione del concetto di pasto principale, la frugalità e la moderazione per evitare il rischio di obesità, la convivialità, le pratiche culinarie, l’attività fisica ricreazionale, un riposo adeguato, la preservazione delle tradizioni.

Nel 2015, lo studio condotto dal MedEatResearch diretto dall’antropologo Marino Niola, ha allargato la tradizionale piramide nutrizionale alla pratiche sociali, formulando la Piramide Universale della Dieta Mediterranea

 


Reportage di Cresy Crescenza Caradonna Presentazione libro: ‘I tormenti di Maria’ di Vito Cracas

 

“I tormenti di Maria”

di Vito Cracas


 


https://www.facebook.com/media/set/?set=a.2026939294000307.1073742109.100000527696016&type=1&l=c5d25aa11f


Mercoledì 21 marzo 2018 presentazione del libro:
“I Tormenti di Maria” di Vito Cracas
(WIP Edizioni)
Santuario – Parrocchia di Sant’Antonio da Padova
-Bari-
https://wp.me/p83ry9-byz
Reportage di Cresy Crescenza Caradonna
di @Pugliadamarequotidiano
Puglia d’amare Quotidiano d’informazione
https://www.facebook.com/Pugliadamarequotidiano/


21 MARZO 2018 – GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE

21 MARZO 2018 

GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE
Si ricorda il massacro di Sharpeville – Sud Africa,21 marzo 1960

di Eduardo Terrana


Sharpeville massacre
21 Marzo 1960, massacro di Sharpeville

Erano in circa 7.000 dimostranti a Sharpeville , Sud Africa, quella mattina del 21 Marzo 1960. Manifestavano la loro disapprovazione contro la “pass law”,detta la legge del lasciapassare ,ovvero il decreto governativo dello “Urban Areas Act”, con la quale l’Autorità governativa imponeva a tutti i cittadini sudafricani neri l’obbligo di esibire uno speciale permesso qualora fossero stati fermati dalla polizia in un’area riservata ai bianchi. I manifestanti si radunarono quella mattina davanti alla stazione di polizia di Sharpeville e si dichiararono sprovvisti del previsto permesso.

Le Autorità misero in atto varie forme di dissuasione ed intimidazione per dissuadere i manifestanti, ma senza ottenere la sospensione della protesta, così che alle 13.15 la polizia aprì il fuoco contro i dimostranti inermi, che non erano armati, che protestavano pacificamente e democraticamente reclamavano il rispetto del loro diritto di poter circolare liberamente e vivere gli spazi della loro città come facevano i bianchi. Morirono in 69 tra cui 8 donne e 10 bambini. Fu un massacro. Ancora una volta il potere del razzismo bianco impose la sua legge con la forza, soffocando nel sangue una giusta, civile e democratica rivendicazione di libertà. Le Nazioni Unite condannarono con sdegno quel grave fatto di sangue e perché se ne avesse imperitura memoria istituirono, nel 1966, la “Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale”,(International Day for the Elimination of Racial Discrimination), da celebrare ogni anno il 21 marzo.

In Sud Africa l’episodio di Sharpeville non fu l’unico e nel tempo non è rimasto isolato. Purtroppo ancora oggi, dopo un paio di decenni dalla fine dell’apartheid, il Sudafrica non è ancora riuscito a superare le sue contraddizioni interne. Si assiste addirittura ad un sorta di razzismo alla rovescia, di neri, oggi ormai al potere, contro bianchi con manifestazioni altamente criminose che vanno dall’omicidio, allo stupro, ad atti di tortura. Il razzismo, però, è un fenomeno molto diffuso e presente in molti Paesi. L’Italia stessa non ne è esente. Per quanto si sostenga che l’Italia non è un Paese di razzisti le statistiche evidenziano quotidiani episodi di razzismo aventi tutti lo stesso denominatore comune: l’incapacità di accettare il diverso e la propensione alla violenza fisica e verbale.

Il tasso di razzismo in Italia oscilla , secondo le statistiche, tra il 10 % e il 14.4%, ritenuta una percentuale minima, da Paese tollerante. E non soltanto in Italia il fenomeno è presente ma, in modo preoccupante e in ascesa, lo è anche in Europa e in altri 87 Paesi del mondo, secondo i risultati della ricerca “World Value Survey “, condotta tra il 1981 e il 2008 da un gruppo di studiosi olandesi.

Il termometro del razzismo nel mondo misura temperature elevate: a Hong Kong. Il 71.8 %; nel Bangladesh il 71.7%; in Giordania il 51.4 %; in India il 43.5% ; In Egitto e Nigeria circa il 39.9%; stessa percentuale si registra in Arabia Saudita, Iran, Vietnam, Indonesia e Corea del Sud; mentre in Algeria e Marocco il dato varia tra il 20% e il 29.9%; in Francia il 22.7%, lo stesso dicasi per Turchia, Bulgaria, Mali, Zambia, Thailandia, Filippine e Malesia; in Finlandia, Polonia, Ucraina, Grecia, Repubblica Ceca e Slovacchia, il tasso di intolleranza varia tra il 15% e il 19.9%; in Germania e in Giappone il fenomeno si attesta tra il 5% e il 9.9%; negli Stati Uniti e Gran Bretagna il tasso di intolleranza oscilla tra 0% e il 4.9%.

Le cifre mostrano, purtroppo, una società mondiale dai mille volti e dicono come si è ben lontani dalla affermazione di uguaglianza sancita dall’art.2 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo: “Ognuno può valersi di tutti i diritti e di tutte le libertà proclamate nella presente dichiarazione, senza alcuna distinzione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, d’opinione politica e di qualsiasi altra opinione, d’origine nazionale o sociale, che derivi da fortuna, nascita o da qualsiasi altra situazione… “, così affermando il riconoscimento della “dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti eguali e inalienabili”, che costituiscuiscono il fondamento della libertà, della pace e della giustizia nel mondo.

art. di Eduardo Terrana