FERMIAMO LA CACCIA SUBITO

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FERMIAMO LA CACCIA SUBITO

 

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Decine di specie di uccelli e mammiferi si trovano in gravissima difficoltà a causa della siccità e degli incendi di questa estate.

Ma nonostante tutto la stagione di caccia, approfittando delle preaperture, è cominciata il 2 settembre.

La situazione è decisamente critica (lo conferma anche l’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca ambientale): il 2017 è stato caratterizzato da temperature massime molto elevate e lunghi periodi senza acqua che hanno determinato in tutta Italia un grave stress in molti ecosistemi.

A tutto questo si aggiunge il disastro di un’estate segnata da continui incendi che hanno devastato 85.000 ettari di territorio italiano.

Il fuoco ha bruciato la bellezza del nostro paese. Per questo motivo la Lipu ha chiesto un’ordinanza urgente del Consiglio dei Ministri che cancelli la stagione venatoria 2017/2018 e permetta agli animali selvatici italiani e al territorio di riprendersi. La situazione è molto grave e non c’è tempo da perdere. Il governo Gentiloni sembra essere sordo alle sollecitazioni di tantissimi italiani e alla sofferenza della natura, per questo motivo la Lipu ha deciso di diffidare il Governo chiedendo un intervento urgente. Un atto molto forte, ma giusto e indispensabile.

“Scarpette rosse” di Crescenza Caradonna

Sorgente: “Scarpette rosse” di Crescenza Caradonna

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Castello Svevo di Bari

Castello Svevo di Bari

Posto al limite della città vecchia, il Castello Svevo di Bari ha subito nel corso dei secoli numerose trasformazioni e rifacimenti. Il nucleo originario del castello, a pianta trapezoidale con torri angolari, risale a Ruggero il Normanno che fece edificare il castello sui resti di un abitato di età bizantina.

Danneggiato in seguito alla rivolta dei baresi contro Guglielmo il Malo nel 1156, fu ristrutturato e ampliato da Federico II di Svevia, tra il 1233 e il 1240 con la realizzazione del portale, del vestibolo e della loggetta affacciata sul cortile. Altri lavori di restauro interessarono la parte settentrionale del castello per volere di Carlo I D’Angiò, ad opera dei protomagistri Petro d’Angicourt e Giovanni di Toul.

Nel ‘500 Isabella d’Aragona e sua figlia Bona Sforza, duchesse di Bari, trasformarono il castello in una dimora principesca, avviando lavori di ammodernamento e rafforzamento con la cinta bastionata e il fossato, resi necessari per l’utilizzo delle armi da fuoco, la risistemazione del cortile interno con la scalinata a doppia rampa, la costruzione della cappella dedicata a S.Stanislao, protettore della Polonia, e la decorazione delle sale al primo piano. Trasformato nell’Ottocento prima in carcere e poi in caserma, il castello oggi ospita ospita la Gipsoteca, che raccoglie una collezione di copie di decorazioni scultoree di monumenti religiosi e civili della puglia dal Medioevo al XVII secolo e una sala multimediale. Si possono inoltre visitare scavi archeologici di epoca bizantina, normanna e svevo-angioina.

Crescenza Caradonna