È partita la 2° edizione del Concorso Fotografico che RICORDIAMO SCADE alle 23:59 del 14 MAGGIO 2018
La partecipazione al concorso è gratuita ed aperta a tutti i cittadini ed appassionati di fotografia, senza limiti di età.
Le categorie a concorso sono tre :
1) Studenti Scuola Media + 4a e 5a elementare
2) Studenti Istituti Superiori
3) Appassionati di fotografia e professionisti
Tutti uniti da un unico obiettivo:
“L’amore per la propria CITTÀ ” solo così è possibile proteggerla e farla rispettare.
PER INFORMAZIONI/INFO:
Ass.SAID
concorsi@mondosaid.com
cell. 3895878424
”Per me è un bellissimo progetto, celato da concorso fotografico. Sensibilizzare i cittadini di Bari e Fasano a leggere la nostra storia tra archi, travi, cunicoli, antiche attività artigiane e finestrelle per alimentare l’orgoglio di un popolo dalla grande storia e del tanto prestigio di un tempo, per far sì che si possa diventare tutti promotori ma soprattutto orgogliosi custodi di così tanto patrimonio.”
Virna Iacobellis (Presidente Ass.SAID)
Il concorso, dedicato alle emozioni e suggestioni suscitate dalle foto che vedono immortalate immagini di vita familiare sullo sfondo delle nostre belle Città di Bari e Fasano, con i propri scorci suggestivi, attività artigiane, momenti familiari, cura del proprio spazio: la propria Strada, l’Edicola votiva, i Chiostri, i Cortili, tutte con l’unico denominatore:la Città, che si propone di promuovere e valorizzare la bellezza ed importanza non solo della Città ma soprattutto della famiglia, risorsa importantissima della società e della necessità di riappropriarsi della Città come proprio spazio abitativo, sta giungendo in dirittura d’arrivo. Per l’eccezionale partecipazione, la Said invita tutti i cittadini ad inviare con tempestività le foto della città con la propria famiglia, immagini coinvolgenti del passato o/e del presente da condividere per riscoprirne l’antica saggezza,la bellezza, la cura e le tradizioni, e/o i vostri video tra cui saranno scelti i frames più accattivanti per realizzare il nuovo video promozionale della Città di Bari, ma a non attendere l’ultimo minuto, perché la grande affluenza potrebbe rallentare l’esame dei vostri scatti.
Per informazioni sul bando consultate il regolamento all’indirizzo www.saidworld.com
Inviate le vostre foto e video entro le ore 23:59 del 2 luglio 2018 affrettatevi
Appuntamento, con l’artista Rosa Didonna, dal 5 al 12 giugno
La GLOBALART presenta la X edizione del Festival ”GLOBALARTinternazionaleART” 2018, in programma al Torrione Angioino di Bitonto (Ba), dal 5 al 12 giugno. Manifestazione promossa dalla Galleria d’arte Contemporanea Globalart di Noicattaro (Ba) Italia, a cura di Rosa Didonna in collaborazione con lo staff Globalart.
Il Festival ”GLOBALART International Art” vuole essere un connubio tra poesia e arti visive. Poesia, Narrazione, Pittura, Scultura, Fotografia, Video, Installazione, Grafica, etc. La Contaminazione e la narrazione al centro del tema come fil Rouge tra chi parla e chi ascolta con gli artisti presenti al Festival
La mostra narrativa prevede una climax di scelte volte razionalmente a rappresentare l’ascesa degli artisti e dei poeti che intervengono nella visione del messaggio.
La Globalart presenta “La musica, la pittura, la scultura, la fotografia, l’installazione, la grafica, la video art, la poesia e la narrazione la canzone, indossatrici e tutte le branche dell’arte che sono linguaggi universali e non hanno bisogno di traduzioni,comprensibili attraverso la vostra sensibilità ne diviene la chiave interpretativa,della propria esperienza, i propri pensieri, la propria saggezza, la propria vita, strumenti e mezzi per esprimere e svelare se stessi, aprire la propria anima. La realizzazione di mostre itineranti è stata negli ultimi anni un’attività realizzata con grande impegno da parte della Globalart. Spettacoli dal vivo su ispirazione di opere di artisti affermati come anche tanti giovani che possono avere la possibilità di esibire la propria arte. Un evento irripetibile di assoluto prestigio inserito in una cornice itinerante di richiamo internazionale. Il fruitore ha la possibilità di poter vivere una vera esperienza di crescita, questo grazie al risultato di un lavoro interdisciplinare su linguaggi e contenuti delle varie arti.
FIL ROUGE che darà vita a un concetto rivoluzionario della donna da Oriente a Occidente, nelle leggende come nelle opere di Goethe, Innamorato.
Performance che Rosa Didonna si è ispirata per “La Sibilla” Metamorfosi di “Arte la mia seconda Pelle”. La comunicazione visiva e tattile della performance mira a sottolineare la costante ricerca sperimentale dell’artista e la volontà di contaminare, attraverso la narrazione, i luoghi storici protagonisti del mondo. Un piccolo viaggio attraverso il labirintico universo femminile, muniti solo dell’essenziale: una voce, di sottofondo con la musica inedita dei Jumping The Hole. La musica nella performance è la parola chiave che si propone di essere allo stesso tempo intima ed assoluta che spazierà tra modi di essere donna e modi di essere artista sia in ambito musicale che visivamente, incredibilmente in ultima analisi, saranno mimitizzate facce diverse della stessa poliedrica Rosa Didonna. Il percorso nuovamente propone elementi simbolici riconducibile alla donazione della totale fruizione attraverso lo svecchiamento plurisignificante. L’artista sacrifica la sua membrana per donare nuova vita al concetto arte. Dolore, passione, liberazione per concludersi con una resurrezione scultorea. Rosa Didonna si serve della scenografia naturale per dar vita ad una mescolanza di linguaggi pronti a spazzare i limiti e le distanze, temporali ed ideologiche, mentre l’accademicità si apre e allo stesso tempo si contrae. Un trapasso rappresentativo autoreferenziale e mobile, dal dipinto alla scultura, dalla musica alla performance, una referenza gestionale in cui l’arte si configura in relazioni o in situazioni al cospetto del territorio o dell’ambiente: l’intervento è nel e col mondo. L’apertura permette una visione circolare del messaggio data l’omogeneità dell’interazione dell’artista col luogo. Il fruitore/cittadino è coinvolto nell’esperienza totalizzante.
L’artista, Rosa Didonna, vuole evidenziare come nella società odierna che si ha bisogno della collaborazione reciproca tra gli uomini soprattutto nel contesto in cui si vive. Il messaggio dell’artista non ha confini e assume la stessa valenza in ogni parte del mondo, sia Nazionale che internazionale.
Vernissage: 5 GIUGNO 2018 ore 18,30
A cura della dott.ssa Rosa Didonna, conduce la dott.ssa Amalia Perrone
Intervengono i critici d’arte prof. Carlo Roberto Sciascia, la Baronessa convegnista letteraria Elisa Silvatici, l’Assessore alla Cultura Rocco Rino Mangini, il Sindaco Michele Abbaticchio e la dott.ssa Mariella Caponio.
Performance di ROSA DIDONNA
Ancelle: Daniela Masiello, Giusi Allegretti, Anna Di Fonzo, Claudia Losito. Musica degli INEDITA DELLA PERFORNANCE dei Jumping the hole. Le serate saranno allietate dalla voce e pianoforte di Carlo Stragapede “Omaggio live ai cantautori italiani” e musica di Carlo Stragapede, Nick Reale e Joiello. Partecipazione di Colorata TV Puglia di Vito Giuss Potenza. Live Riding di poesie Alessandra Branzanti, Sasa Milivojev, Diego Iurilli ,Vito Amati, Michele Vittorio Del Vecchio recita Giorgio Gaber.
Sabato 9 giugno ore 19.00 itinerario musicale attraverso repertorio Flamenco.
Artisti di fama Nazionale ed Internazionale: Tatania Bulia, Aurora Cirillo, Joseph Dib Saade, Vincenzo Semeraro, Ketty Di Bari, Bartus Bartolomes, Francesca Ghidini, Domenico Savoldelli, Anna Mogavero, Mario Perrotta, Tina Piedimonte, Olga Cucaro, Leonida Fappiano, Rocco Calabria, Donato Ungaro, Giuliana Pellacani, Maria De Marzo, Rosa Guarino, Sari Fishman, Elena Mariani, Viviana Gernone, Karel Stoop, Mariagrazia Ruggiu, Rosanna Di Carlo, Francesco Ardito, Vincent Messelier, Ivana Magagnino, Tiziana Trusiani, Monte Angelo Felice.
Galleria d’arte contemporanea GLOBALART Via Ugo Foscolo, 29
70016 Noicàttaro (Bari) Italia tel. 0804782863 / 3471843201 / 3394106946
INFO/CONTATTI/MEDIA/COMUNICAZIONI:
dir. Crescenza Caradonna pugliadaamareonline@gmail.com
Tra incensi e calici dorati
troneggia austera
impavida e lussuriosa
osannata da perfidi giullari
risiede sull’altare del potere
mitigata da spirali di vipere
pronte ad iniettare veleno,
maestra di vizi e virtù
sei dietro di me
sei accanto a me
sei dovunque c’è il male
invisibile e reale
PRIGIONARE AMO Suggestioni dal respiro di una crisalide
-BARI, Teatro Duse
Per la Rassegna IL CUORE SECONDO GIOVANNI torna a grande richiesta lo spettacolo:
SE CADERE IMPRIGIONARE AMO Suggestioni dal respiro di una crisalide.
Sinossi. Una madre, dopo aver abbandonato i propri figli e dopo averli seppelliti nell’incuranza di una dieta anaffettiva, colma di forzature e di legami morbosi e deleteri, decide di tornare nuovamente in famiglia. Il suo ritorno precede la caduta, l’omicidio, la perdita. Di queste persone non resterà alcun ricordo se non in un articolo sgrammaticato di un quotidiano di provincia nella pagina della cronaca nera. Un fatto realmente accaduto qualche anno fa in Italia entra accidentalmente nel processo di ricerca che lo ingloba e lo macina, fino a strutturare l’intera narrazione intorno alle possibili relazioni che hanno determinato il carattere del carnefice. Tutti gli intrecci narrativi si sviluppano nel mondo macabro di un grottesco cabaret.
“Se Cadere Imprigionare Amo” è la messa in scena, o meglio la ricostruzione romanzata, di una famiglia dove il carnefice ha potuto sviluppare il proprio amore urlato, masticato e deviato. In quale famiglia possibile, il temibile carnefice, è mai cresciuto per arrivare a perpetrare l’atto cruento narrato nello spettacolo? E non potrebbe essere lo stesso carnefice vittima anch’egli dell’abbandono o, peggio ancora, del diniego di uno Stato che si fonda sulla “famiglia naturale”?
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SE CADERE IMPRIGIONARE AMO
Suggestioni dal respiro di una crisalide.
Progetto di ricerca:
“La lingua degli insetti // Cofanetto 3: La Caduta”.
Canto della scrittura: Andrea Cramarossa,
Canto attoriale: Silvia Cuccovillo, Federico Gobbi, Domenico Piscopo,
Canto della regia – Amore nell’allestimento: Andrea Cramarossa.
Rassegna “Il cuore secondo Giovanni”.
Progetto “Lo sguardo bianco”.
Assessorato alla Cultura Comune di Modugno (BA) // Assessorato alla Cultura del Comune di Bari // Assessorato alla Cultura della Regione Puglia.
Sabato 9 Giugno – ore 21.00 Domenica 10 Giugno – ore 20.00
BARI, Teatro Duse
Via Domenico Cotugno, 21
Tel.: 080 504 6979
La Calabria (/kaˈlabrja/; Calàbbria in calabrese, Καλαβρία in greco, Kalavrì in arbëreshe) è una regione italiana a statuto ordinario dell’Italia meridionale con 1.957.324 abitanti e con capoluogo Catanzaro. Confina a nord con la Basilicata e a sud-ovest un braccio di mare la separa dalla Sicilia ed è bagnata a est dal mar Ionio e ad ovest dal mar Tirreno. Il nome Calabria designava in origine il Salento (i cui abitanti erano chiamati Sallentini e Calabri) inserito nella regione augustea Regio II Apulia et Calabria (l’attuale Puglia) mentre l’odierna Calabria era detta Brutium ed insieme all’attuale Basilicata costituiva la Regio III Lucania et Bruttii.
Corigliano-Rossano
La regione costituisce la punta dello stivale, è bagnata a ovest dal mar Tirreno, a est dal mar Ionio, a nord-est dal golfo di Taranto e a sud-ovest è separata dalla Sicilia dallo Stretto di Messina, la cui distanza minima tra Capo Peloro in Sicilia e Punta Pezzo in Calabria è di soli 3,2 km, dovuta al legame geologico presente in profondità tra il massiccio dell’Aspromonte e i monti Peloritani.
Reggio Calabria
La Calabria ha una superficie prevalentemente collinare, che si estende per il 49,2% del suo territorio. Presenta ampie zone montuose che coprono il 41,8% del suo territorio:
a nord il versante meridionale del Massiccio del Pollino al confine con la Basilicata, con le vette più elevate della Calabria, il Monte Serra Dolcedorme 2.267 m e il Monte Pollino 2.248 m.
nel nord-ovest, a sud della piana di Campotenese, si elevano i cosiddetti Monti di Orsomarso dove la cima più alta raggiunge i 1.987 m con il Cozzo del Pellegrino, e a sud del passo dello Scalone ha luogo la Catena Costiera, che si allunga tra la costa tirrenica e i profondi valli dei fiumi Crati e Savuto, che la separano dall’altopiano della Sila.
nel centro-nord la Sila, un vasto altopiano con foreste di aghifoglie e latifoglie che si estende a sud fino all’istmo di Catanzaro; la vetta più alta è il Monte Botte Donato (1.928 m).
Tra l’istmo di Catanzaro e il valico della Limina sorgono le Serre calabresi, tra cui spiccano quelle vibonesi che si spingono con un doppio allineamento montuoso fino a congiungersi direttamente con l’Aspromonte (1.956 m); la vetta più elevata delle Serre è il Monte Pecoraro, raggiunge 1.423 m;
fra le piane di Lamezia e di Gioia Tauro si erge il gruppo del monte Poro 710 m nella zona sud della provincia di Vibo Valentia;
a sud infine si erge l’acrocoro dell’Aspromonte la cui vetta più elevata, il Montalto raggiunge i 1.956 m.
la pianura più grande della Calabria è la piana di Sibari.
Le pianure coprono il 9% del suo territorio e sono tutte di modesta estensione. Le montagne occupano circa il 41%.
Catanzaro
I fiumi della Calabria non presentano generalmente uno sviluppo significativo a causa della forma stretta e allungata, della penisola calabrese e a causa della disposizione dei rilievi montuosi perciò sono a carattere torrentizio. Fanno eccezione il Crati e il Neto, i fiumi più lunghi, i quali sfociano entrambi nel mar Ionio. Tributano anch’essi allo Ionio, ma con un corso di gran lunga più breve, il Trionto, il Tacina e il Corace; questi ultimi fiumi, come peraltro il Neto, nascono dalla Sila. Dall’altopiano della Sila hanno origine anche l’Amato e il Savuto, che insieme al Lao che scende dal Massiccio del Pollino, sono i maggiori fiumi del versante tirrenico. Gli altri corsi d’acqua sono ancora più brevi e hanno le caratteristiche tipiche delle fiumare in quanto hanno regime torrentizio, scorrono incassati in stretti versanti a monte per poi riversarsi nelle pianure alluvionali in ampi alvei ciottolosi, asciutti per gran parte dell’anno, ma che possono riempirsi repentinamente in occasione di temporali o piogge violente.
Esistono numerosi laghi che sono artificiali, soprattutto sull’altopiano della Sila. I principali sono l’Ampollino, l’Arvo, il Cecita, l’Angitola e il Passante.
Quando si parla della geologia della Calabria si riferisce generalmente all’Arco calabro, anche detto “Arco Calabro-Peloritano”. Si tratta di un dominio semi-circolare che comincia a sud della Basilicata e comprende il settore nordorientale della Sicilia, con i Monti Peloritani. Il basamento della Calabria è costituito principalmente da rocce cristalline e metamorfiche di età Paleozoica, coperte dai successivi sedimenti principalmente Neogenici. Le rocce del substrato sono costituite da diverse unità tettoniche (“falde”) sovrapposte le une alle altre e sulle unità degli Appennini meridionali e delle Maghrebide siciliane.
L’evoluzione Neogenica del Mediterraneo è quella tipica dei sistemi Arco-Fossa di subduzione, caratterizzata da uno slittamento dell’Arco Calabro verso Sud-Est in concomitanza con l’apertura del bacino Tirrenico. Il cosiddetto avampaese di questo sistema è costituita dalla piattaforma Apula e dalla piattaforma Ibleo o “Ragusana”. Il Tirreno rappresenta il bacino di retro-arco di questo sistema di subduzione, dove le parti con affinità africana subducono al di sotto degli elementi di affinità Europea (Arco calabro).
Per la letteratura scientifica precedente al 1973 si riferisce a Ogniben (1973). La letteratura storica è rappresentata dalle pubblicazioni di: Ippolito (1959), Cortese (1895), Limanowski (1913), Quitzow (1935), Caire et al. (1960), Caire (1961), Grandjacquet et al. (1961); Ogniben (1969, 1973), Caire (1970, 1975, 1978), Burton (1971), Amodio-Morelli et al. (1976), Dubois (1976), Grandjacquet and Mascle (1978). Seguono i lavori di Tortorici, 1981; Rossi e Sartori, 1981; Ghisetti e Vezzani, 1981; Moussat, 1983; Patacca et al., 1990; Knott e Turco, 1991; Monaco e Tortorici, 2000; van Dijk, 1992; van Dijk et al., 2000.
La Calabria è una regione ad elevata pericolosità sismica.
Clima
Il clima calabrese è generalmente di tipo mediterraneo. Il litorale ionico è più secco e arido di quello tirrenico che si presenta con un clima più mite. Le temperature in genere lungo le coste non scendono mai sotto i 10 gradi e non salgono mai sopra i 40 °C, con punte di 42-44 °C nei mesi estivi. Lungo gli Appennini e nelle zone interne, dal Pollino, alla Sila fino all’Aspromonte, il clima è montano appenninico (continentale freddo) con inverni freddi e nevosi, l’estate è tiepida e non mancano temporali. Da segnalare l’interessante escursione termica giornaliera, in inverno, nella valle del Crati, dove anche a quote di pianura possono verificarsi abbondanti nevicate.
Ricorre il quattro giugno di ogni anno” la “Giornata Internazionale per i bambini innocenti vittime di aggressioni”, voluta nel 1982 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con lo scopo di “riconoscere il dolore sofferto dai bambini in tutto il mondo, vittime di abusi fisici, psicologici ed emotivi.” Giornata che anche quest’anno riveste il significato particolare di denuncia, da un lato, atteso che il fenomeno della violenza contro i bambini presenta in tutte le nazioni ancora caratteri e dimensioni troppo preoccupanti, e di monito, dall’altro, perché tali manifestazioni di violenza non restino nell’ombra, velate dall’omertà, ma vengano portate alla conoscenza di tutti e fatte oggetto di denuncia.
Nonostante tanti buoni propositi la condizione dei bambini è ancora drammatica in molti Paesi e si presenta difficile anche in Italia, tant’è che la figura dei minori ancora nella innocente età della infanzia e della adolescenza appare tra le più oggetto di aggressione.
Esistono violazioni antiche, storiche dei diritti dei minori,come la povertà, la fame, la mancanza di cure e di assistenza adeguate, ma anche violazioni più recenti legate alla evoluzione dei fatti e delle relazioni degli uomini, come lo sfruttamento minorile nel lavoro, l’impiego di minori in operazioni belliche, lo sfruttamento sessuale e pornografico.
La realtà del disagio e della sofferenza minorile nel mondo evidenzia connotazioni che non possono non turbare la coscienza. La casistica della violenza ai minori, secondo l’UNICEF, rileva: la mortalità infantile, che colpisce ogni anno 17 milioni di bambini, che muoiono per fame, per mancanza di acqua pura e di impianti igienici che influiscono sullo stato di salute e di nutrizione della gestante e sulle condizioni igieniche e sanitarie in cui avviene il parto;
i problemi della nutrizione e della salute, che riguarda 800 milioni di bambini; il lavoro minorile, che colpisce 73 milioni di bambini, distogliendoli, in età precoce dalla soddisfazione di bisogni fondamentali e dalla prevenzione da esperienze che possono comprometterne una crescita armoniosa; lo sfruttamento dei minori a scopo commercio di organi, oppure a scopo sessuale, nonché l’uso di minori per la produzione di materiale pornografico, che sta assumendo sempre più vaste dimensioni anche grazie all’apertura di siti telematici su internet appositamente dedicati a pedofili; ed ancora lo stupro di minori, anche in ambito domestico, e la prostituzione minorile.
Altra realtà dura ed angosciosa è quella dei bambini rifugiati, esposti alle vicende spesso tragiche connesse alla fuga dai loro paesi e costretti a vivere in condizioni per lo più precarie in campi di accoglienza, minacciati nella loro crescita psicologica per lo sradicamento dal loro ambiente sociale e per la vita in condizioni di forti privazioni, materiali ed immateriali, in cui gli stessi genitori, non possono rappresentare modelli sicuri.
Drammatica è la tipologia del “ bambino soldato”,che annovera, negli ultimi 10 anni, 20 milioni di vittime, 4 milioni di mutilatini,10 milioni di traumatizzati psicologici, e diversi milioni di orfani o di baby profughi separati dai genitori. Da considerare che sono ancora 38 i Paesi che hanno bambini in armi, in età che varia dai 7 ai 17 anni.
Sono inoltre 44 milioni le ragazzine al di sotto dei 14 anni che hanno subito mutilazioni genitali mentre non meno drammatica appare la problematica delle “spose bambine,”
Secondo l’UNICEF 700 milioni di bambine nel mondo sono state costrette a sposarsi in età minorile e ogni anno si registrano 5 milioni di nuovi casi, con circa 70.000 bambine che perdono la vita per complicanze connesse alla gravidanza o al parto.
L’Associazione Save The Children International, dal canto suo, mette in evidenza che ogni sette secondi, nel mondo, una ragazza con meno di 15 anni si sposa, spesso con un uomo molto più grande di lei e che se il numero di spose bambine nel mondo crescerà ai ritmi attuali nel 2030 avremo 950 milioni di donne sposate giovanissime e 1,2 miliardi nel 2050. Le bambine e le ragazze che si sposano troppo presto, rileva Helle Thorning Schmidt, direttore generale di Save the Children International, “sono spesso costrette ad abbandonare la scuola e sono le prime a rischiare di subire violenze domestiche, abusi e stupri e risultano particolarmente esposte al rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili come l’Hiv”.
La violenza nei confronti dei bambini e delle bambine non è unicamente connessa a contesti di povertà o di guerre.
La violenza si manifesta anche famiglia. Un’indagine ISTAT sulla violenza di genere, ancora nel 2006, rilevava che tra le donne vittime di violenza da parte del partner, ben il 62,4% dichiarava che i figli avevano assistito a uno o più episodi di violenza.
Anche la scuola, luogo per antonomasia di formazione, educazione e socializzazione, può oggi essere in incubo quotidiano per tanti minori fatti oggetto di pratiche psicologicamente o fisicamente umilianti o di episodi di bullismo.
La violenza sui bambini, peraltro, può manifestarsi anche nella primissima età con maltrattamenti praticate dal personale preposto alla loro assistenza. Ma la violenza avviene anche in altri contesti, pubblici e privati, e in vario modo e genere: fisico, affettivo, psicologico, sessuale, o derivanti dall’incuria e dalla negligenza degli adulti. Non va escluso neanche il Web. Internet, l’utilizzo di chat e di smartphone, sempre più in voga anche in età preadolescenziale, comportano un elevato grado di pericolo di violenze derivanti dalla probabilità di cattivi incontri. Tutto ciò non esaurisce il quadro delle violazioni ai bambini innocenti, peraltro sempre più preda dei trafficanti della droga, perché se ci soffermiamo a riflettere sulla diversa tipologia della violenza ci accorgiamo che la situazione nella quale tanti minori sono privati della dignità, dei diritti umani, come anche dei mezzi basilari di sopravvivenza , è collegata ad una visione della vita chiusa in se stessa, che impedisce, l’amore, il rispetto, la generosità e la solidarietà.
Per cui si può affermare che la casistica della violenza denuncia una verità inconfutabile ovvero che l’accoglienza, l’amore, la stima, il servizio molteplice ed unitario, nel senso materiale, affettivo, educativo e spirituale insieme, non sempre costituiscono una nota distintiva irrinunciabile, ed ancor più non lo è nel caso dei bambini.
Necessita allora che gli adulti vigilino al massimo per prevenire fenomeni di violenza sui minori e far sì che gli stessi godano serenamente dei loro diritti. Necessita l’attenzione delle Istituzioni perché la funzione educativa trovi centrale collocazione nelle politiche sociali e di cooperazione internazionale.
Ma necessita anche l’attenzione di tutti gli Stati del mondo perché si realizzi un sano futuro di crescita e di sviluppo dei bambini e delle bambine ponendo il principio del superiore interesse del bambino/a e dell’dolescente in ogni provvedimento di iniziativa pubblica.
E questo può avvenire solo con l’osservanza e l’applicazione dei principi e delle norme contenute nelle carte internazioni a salvaguardia dei diritti dei minori e in particolare l’art.3 della “Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” del 1989.
Nello spirito dell’odierna ricorrenza auspichiamo, pertanto, che il fenomeno dell’aggressione ai bambini innocenti trovi la generale presa di coscienza del fenomeno e la disponibilità di tutti ad aprirsi al dialogo, alla consapevolezza della identità, della condizione dei bambini, del rispetto dei loro diritti e alla denuncia in caso di violazione. ” Non è bello essere bambini, è bello da anziani pensare a quando eravamo bambini”, è questa una affermazione di Cesare Pavese, che sono tentato di condividere , quando rifletto sulla realtà minorile del nostro tempo.
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“Ti mangio il cuore“film del 2022 diretto da Pippo Mezzapesa Ti mangio il cuore è un film del 2022 diretto da Pippo Mezzapesa, tratto dall’omonimo romanzo d’inchiesta di Carlo Bonini e Giuliano Foschini ed ispirato alla vera storia di Rosa Di Fiore prima pentita della mafia garganica. Presentato nella sezione Orizzonti della 79ª Mostra internazionale … Continua a leggere TI MANGIO IL CUORE: IL FILM→
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