Catalogo VII° ed. Expo d’Arte Contemporanea e Poesia AVALON IN ARTE Cava de’ Tirreni – maggio 2018


AVALON IN ARTE SETTIMA EDIZIONE 2018  

 

Catalogo della settima edizione
dell’Expo d’Arte Contemporanea e Poesia

AVALON IN ART
E Cava de’ Tirreni
maggio 2018



In catalogo la poesia: “CLOCHARD” di (Cresy ) Crescenza Caradonna

con l’opera “CLOCHARD” di RONNIE BROGIE

pag. 19


In catalogo la poesia: “VIVO PASSATO” di Crescenza Caradonna

con l’opera “DEVOTION” di Flavia Alexandra Grattacaso

Vincitrice  del premio della critica

Cava de’ Tirreni (Salerno)

Articoli su:
Puglia d’amare Quotidiano d’informazione
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dir. Crescenza Caradonna
pugliadaamareonline@gmail.com

Presentazione della Silloge di Lilli Maggi: “INVASIONE D’EMOZIONE”

Comunicazione a cura di Crescenza Caradonna

Presentazione della Silloge di Lilli Maggi:
“INVASIONE D’EMOZIONE”

 


Presentazione della Silloge di Lilli Maggi:
“INVASIONE D’EMOZIONE”

dialogherà con l’autrice la Prof.ssa Angela Fedozzi
Lettura Armando Merenda
Al pianoforte Cesare Tapino

Giovedì 24 Maggio ore 18:00
CAFFÈ D’ARTE
Via San Francesco, 9-11 (prossimità Castello Svevo)

INGRESSO LIBERO


INFO/CONTATTI:  pugliadaamareonline@gmail.com

Le prime pagine di oggi: mercoledì 23 maggio 2018

Le prime pagine di oggi:


mercoledì 23 maggio 2018

Il curriculum di Conte, i dubbi di Mattarella su Savona, e l’audizione di Zuckerberg al Parlamento Europeo

Dopo giorni di ottimismo sulla conclusione dell’accordo per la formazione del nuovo governo oggi sembra essere tornato tutto in alto mare, con la scoperta di alcune imprecisioni nel curriculum del candidato presidente del Consiglio Giuseppe Conte e le perplessità del presidente della Repubblica Mattarella sul nome del possibile ministro dell’Economia Paolo Savona, indicato da Lega e Movimento 5 Stelle, per le sue posizioni anti europeiste. I giornali sportivi titolano sull’intesa data per conclusa fra il Napoli e il suo nuovo allenatore, Carlo Ancelotti.


Prima Pagina Der Tagesspiegel 23/05/2018Prima Pagina El Mundo 23/05/2018Prima Pagina The Indipendent 23/05/2018Prima Pagina The New York Times 23/05/2018

Prima Pagina Mundo Deportivo 23/05/2018

Prima Pagina L'Equipe 23/05/2018

Prima Pagina Marca 23/05/2018


Rassegna a cura di Crescenza Caradonna 

INFO/CONTATTI:   pugliadaamareonline@gmail.com

Oggi mercoledì 23 maggio 2018: IL BUONGIORNO di Crescenza Caradonna

Oggi mercoledì 23 maggio 2018

IL BUONGIORNO

di Crescenza Caradonna

San Desiderio da Genova (Vescovo e Martire)
Servo di Dio Girolamo Savonarola (Domenicano, Riformatore)
San Giovanni Battista de’ Rossi (Sacerdote)

San Doroteo (Monaco russo)
San Guiberto di Gembloux (Monaco)
Sant’Efebo (Vescovo di Napoli)
Sant’Onorato di Subiaco (Abate)
Sant’Eutizio di Norcia (Monaco)
Sant’Ilarione Jugskie (Monaco russo)


1992 – Strage di Capaci (26 anni fa): «A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini».


Nati in questo giorno

1707 – Linneo (311 anni fa): Medico e botanico svedese, a lui si devono i criteri della moderna classificazione di animali e piante. Nato a Råshult e morto ad Uppsala nel gennaio del 1778

1965 – Massimo Ceccherini (53 anni fa): Toscanaccio di Firenze, è un comico che si distingue per lo stile boccaccesco e irriverente. È diventato famoso grazie ai film comico-amorosi di Leonardo Pieraccioni

Nati… sportivi

1972 – Rubens Barrichello (46 anni fa): Nato a San Paolo in Brasile, anche se di origini italiane, è stato un pilota automobilistico. Dimostratosi una promessa sin dagli inizi, ha fatto il suo esordio in F1 nel 1993

1961 – Daniele Massaro (57 anni fa): Nato a Monza, è un ex calciatore. Dal 1978 al 1995 è stato un attaccante di Monza, Fiorentina, Milan (in due periodi a Milano ha totalizzato 208 presenze in A, segnando 50 reti)

1988 – Angelo Ogbonna (30 anni fa): Nato a Cassino (in provincia di Frosinone) da genitori nigeriani, è un calciatore, difensore del West Ham e della Nazionale italiana.

Scomparsi oggi

1992 – Vito Schifani (26 anni fa): Nato a Palermo e morto a Capaci nel 1992, agente di Polizia della scorta di Giovanni Falcone, rimasto ucciso nella strage di Capaci. Schifani guidava la prima delle tre auto che accompagnavano Falcone

1992 – Giovanni Falcone (26 anni fa): Un magistrato che ha dedicato la vita allalottacontro la mafia, per molti il più alto esempioitaliano di uomodelleistituzioni. Tra i primi a parlare di CosaNostra

2017 – Roger Moore (un anno fa): Con sette film all’attivo è il volto più rappresentativo della saga dell’agente segreto James Bond, interpretato dal 1973 al 1987. Nato a Londra, è una stato una star del cinema mondiale.



Per non dimenticare
23 Maggio ricordiamo 26 anni fa Strage di Capaci

“Vanno aperte le porte ai giovani.
Nessuno deve averne paura.
Diceva Giovanni Falcone:
“Gli uomini passano, le idee restano.
Restano le loro tensioni morali e
continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.

( anniversario delle stragi di Capaci e di Via d’Amelio)
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3°Class. Sez.Poesia PREMIO LETTERARIO NAZIONALE PORTA D’ORIENTE con la poesia inedita : “Io vi perdono”

Avatar di Crescenza Caradonna (Cresy)CRESY CRESCENZA CARADONNA

Premio Letterario Nazionale di Porta D’Oriente

Dedicato a “Nicola Saponaro “ VII EdizioneVI EDIZIONE
3°Class. Sez.Poesia
PREMIO LETTERARIO NAZIONALE PORTA D’ORIENTE
con la poesia inedita :
“Io vi perdono”
 
 
 

3°Class. Sez.Poesia CRESCENZA CARADONNA AL
PREMIO LETTERARIO NAZIONALE PORTA D’ORIENTE
con la poesia inedita : “Io vi perdono”

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Strage di Capaci: Ricordiamo

Avatar di Crescenza Caradonna (Cresy)PUGLIA D'AMARE WEBPRESS


RICORDIAMO OGGI 23 maggio 1992:
la strage di Capaci, muore il giudice Giovanni Falcone



“Vanno aperte le porte ai giovani”
Sergio Mattarella
(Presidente della Repubblica Italiana)

 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, e il  ministro della Giustizia, Andrea Orlando hanno partecipato ieri 22 maggio all’evento, organizzato dalla Fondazione ‘Giovanni e Francesca Falcone’, in collaborazione con la Direzione generale per lo studente del Ministero dell’Istruzione, in diretta Rai.

Il presidente durante il suo intervento ha concluso dicendo:

“Vanno aperte le porte ai giovani. Nessuno deve averne paura. Diceva Giovanni Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”. Quelle idee, quelle speranze, ragazzi, hanno bisogno delle vostre gambe. Buon cammino a tutti noi!

(Il Presidente Mattarella in occasione del XXIII anniversario delle stragi di Capaci e di Via d’Amelio)


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Giuseppe Conte, legalità e semplificazione le sue parole d’ordine (ANSA)

Giuseppe Conte, legalità e semplificazione le sue parole d’ordine

Prof anti-burocrazia con un passato a sinistra.

54 anni, autore del programma giustizia M5s, era nella squadra di governo.

Il professore attacca “ipertrofia norme” e ricorda art. 54 Carta

“Assertivo”, come lui stesso si definisce durante un convegno sulla giustizia, Giuseppe Conte parla in pubblico, nelle poche testimonianze rintracciabili su Youtube, in modo puntuale e con piglio deciso. Già il suo profilo WhatsApp parla per lui: “Scrivetemi come se ogni messaggio costasse 10 euro: vi aiuterà a concentrare il pensiero”, si legge sullo status, accompagnato da una foto con citazione di John F. Kennedy, “every accomplishment starts with the decision to try”.

Di certo il professore di diritto privato in pole per la premiership del governo M5S-Lega ha già mostrato la sua voglia di provare, annunciando qualche mese fa la sua disponibilità “per spirito di servizio” alla candidatura a ministro della pubblica amministrazione, deburocratizzazione e meritocrazia immaginato da Luigi Di Maio in campagna elettorale. Nato a Volturara Appulla (Foggia), 54 anni, sposato e separato, un figlio di dieci anni, Conte vive a Roma, dove è titolare di un grande studio legale. Insegna a Firenze diritto privato. Nel suo curriculum una laurea in Giurisprudenza all’Università di Roma, una sfilza di master e perfezionamenti in giro per il mondo (Yale, Vienna, Sorbona, New York). Nel 1988 (anno della laurea), era già stato inserito nella commissione di Palazzo Chigi per la riforma del codice civile. Non si contano le collaborazioni con riviste giuridiche, università straniere, i libri e gli articoli pubblicati. Legalità e semplificazione sono le parole d’ordine come rimarcato nel discorso di ‘investitura’ a ministro ombra dei 5 stelle, aperto citando le “specifiche prerogative” affidate dalla Costituzione al presidente della Repubblica nella formazione del governo.

In premessa ricorda il “concetto di etica pubblica”, Stefano Rodotà, e l’articolo 54 della Costituzione che indica per chi ha funzioni pubbliche “il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Combattere “l’ipertrofia normativa” che “penalizza gli onesti” e chi rispetta “le regole è il primo punto che metteva allora in cima al suo programma, insieme alla necessità di “semplificare al massimo tutti i passaggi burocratici”. Idee molto precise Conte le ha elaborate anche in materia di giustizia amministrativa, raccontate a un convegno sulla giustizia organizzato a inizio 2017 dal Movimento 5 Stelle, nel corso del quale evidenziava, tra l’altro, la necessità di superare un “privilegio del potere esecutivo forse dei tempi andati”, quello di designare i componenti del Consiglio di Stato: “Si diceva che consentiva di inserire i grand commis delloStato e dare valore aggiunto” ma “più che una riserva dello Stato rischiano di costituire la riserva del governo in carica”.

Per Conte “autonomia e indipendenza”, della magistratura ma non solo, sono “valori fondanti”. Nel discorso di febbraio 2018 sottolinea la chiamata da parte del Movimento per il ruolo da componente laico del consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, da cui ha dato le dimissioni: “In questi 4 anni di alto incarico non ho ricevuto una telefonata una che contenesse qualche indicazione volta a interferire nel delicato incarico che ho ricoperto”.

Giuseppe Conte finora ha operato dietro le quinte dei cinque stelle. Pochi avevano sentito parlare di lui fino a quando Luigi Di Maio in campagna elettorale lo ha presentato come futuro ministro dei cinque stelle per la Pubblica Amministrazione. Tanto stretto il suo rapporto con il leader del M5s che Di Maio gli ha dato l’incarico di scrivere il programma elettorale sulla giustizia e lo ha ingaggiato come suo legale di fiducia.

Nato a Volturara Appulla, un piccolo centro in provincia di Foggia, 54 anni, sposato e poi separato, un figlio di dieci anni, Conte vive a Roma, dove è il titolare di un grande studio legale, e insegna a Firenze diritto privato. Il suo curriculum accademico riempie parecchie pagine: laurea in Giurisprudenza all’Università di Roma, poi una sfilza di master e perfezionamenti in giro per il mondo (Yale, Vienna, Sorbona, New York University). Nel 1988 (l’anno della laurea), era già stato inserito nella commissione istituita a Palazzo Chigi per la riforma del codice civile. Non si contano le collaborazioni con riviste giuridiche, università di paesi stranieri, i libri e gli articoli pubblicati.

E’ stato anche componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, carica dalla quale si è dimesso quando Di Maio lo ha voluto tra i suoi ministri. Per avere un’idea del suo orientamento, è sufficiente dare un’occhiata alle sue dichiarazioni durante la presentazione della squadra di governo cinque stelle: “Primo: bisogna drasticamente abolire le leggi inutili, che sono molte più delle 400 indicate da Luigi Di Maio. Secondo: bisogna rafforzare la normativa anti-corruzione prevedendo quelle iniziative che si muovono nello spazio oscuro che precede la corruzione. Terzo: bisogna rivedere, pressoché integralmente, la riforma della cattiva scuola”. Prima del colpo di fulmine per i cinque stelle, Conte è stato un elettore della sinistra: “In passato ho votato a sinistra. Oggi penso che gli schemi ideologici del ‘900 non siano più adeguati. Credo sia più importante valutare l’operato di una forza politica in base a come si posiziona sul rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali. E sulla sua capacita’ di elaborare programmi utili ai cittadini”.

ANSA.IT

Giuseppe Conte © ANSA

LUCI ED OMBRE DEL NOSTRO IO di Eduardo Terrana


LUCI ED OMBRE DEL NOSTRO IO

di Eduardo Terrana

È dalle ombre che nasce la luce. Luce ed ombra sono le facce del nostro IO, perché ognuno di noi ha in sé la luce che ci fa essere la persona pubblica della vita di tutti i giorni, mentre l’altra, l’ombra, è la persona nascosta nel subconscio che nega la prima , alias la luce, e può espandersi sino allo stesso livello e oltre fino ad agire in modo indipendente. Questo lato oscuro, che è in ognuno di noi, celato a noi stessi, ci invia messaggi negativi e ci fa sminuire la portata dei nostri sentimenti. Siamo allora portati a credere ai messaggi negativi che il nostro lato oscuro ci invia oppure a lasciarci portare al traino da essi. Ci convinciamo allora che in noi c’è qualcosa di sbagliato, che non siamo a posto, che valiamo poco o, addirittura, che non sappiamo amare. Nascono pertanto angosce, dubbi, ossessioni, tormenti. Espressioni angosciate tipo “… sto attraversando un momento delicato, non nego che il tutto mi causa molta sofferenza e delusione” rivelano in ognuno gli impulsi negativi del lato oscuro. Perché succede questo? Perché inconsciamente ognuno di noi è portato a negare, a rifiutare e a reprimere i messaggi negativi del proprio lato oscuro, perché impediscono di vedere la luce dei propri sentimenti e di essere felice o di vivere serenamente una bella storia d’amore. Ma questo si traduce in una negazione della nostra seconda metà del nostro Io e ciò è impossibile, perché luce ed ombra sono in noi le due facce del nostro Essere Persona. Se infatti, da un lato: “L’Ombra è ciò che una persona non desidera essere”, (Jung), dall’altra : “Ci si deve addentrare nell’oscurità per poter emanare la propria luce”(Jung). Il che vuol dire che invece di cercare di reprimere la nostra ombra, dobbiamo svelare, fare nostre, abbracciare proprio le cose che abbiamo più paura di affrontare, e riconoscerle come qualità che ci appartengono. “L’ombra custodisce l’essenza del nostro Essere, i nostri doni più preziosi”, sostiene il maestro spirituale Lazaris, secondo il quale finché continuiamo a nasconderci, a mascherarci e a proiettare ciò che abbiamo dentro di noi, non abbiamo la libertà di essere né di scegliere. I sentimenti che abbiamo represso non vogliono altro che essere integrati nel nostro Io, e sono dannosi solo quando sono repressi, perché in questo caso possono presentarsi all’improvviso nei momenti meno opportuni e danneggiarci nelle aree della vita per noi più importanti. Afferma Og Mandino, «Amerò la luce perché mi mostra la strada, tuttavia sopporterò l’oscurità perché mi mostra le stelle.» E le stelle,si sa, risplendono di luce propria. Siamo tutti sempre portati a rilevare e a soffermarci sui difetti, trascurando che i cosiddetti difetti, ovvero tutte le cose che non ci piacciono di noi come di una persona, sono invece risorse straordinarie che possediamo. Ma non le vediamo in tale ottica, piuttosto le amplifichiamo in senso negativo. Allora con animo sereno e facendo leva sul dialogo, sulla forza della sopportazione e dell’accettazione, basterà ricercare la migliore intesa ricercando i tanti punti deboli per trasformarli in punti forti e i lati negativi in lati positivi. Come fare? Tenendo sempre bassi i toni e alzando il volume dell’introspezione perché si possa fare appello a quei tratti della personalità in proporzioni adeguate al momento, con la volontà e la predisposizione dell’animo e della mente a valutare le dosi delle meravigliose qualità presenti nell’uno e nell’altra. Convivere, alias stare insieme e amarsi, vuol dire solo questo: sapersi accettare per quello che si è senza forzare cambiamenti ma costruire insieme, mattone dopo mattone, il proprio edificio d’amore. L’importante è non difettare nella qualità dei prodotti, alias sentimenti, che utilizziamo per le fondamenta.

( Eduardo Terrana)

 

 

 


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Attestati e Premi

PENTECOSTE: LA FESTA DEL DIO SCONOSCIUTO di Fra Umberto Panipucci


 

 

 

 

 

 

 

 

PENTECOSTE: LA FESTA DEL DIO SCONOSCIUTO

Siamo a 50 giorni da Pasqua e la Chiesa celebra la Pentecoste (in greco antico: pentecosté “hēméra”, cioè “cinquantesimo “giorno” Nella fede ebraica era chiamata lo “Shavuot”, o festa delle settimane, in essa si compiva uno dei tre solenni pellegrinaggi a Gerusalemme per offrire sacrifici), Questa celebrazione affonda le sue radici nell’antichità, nei suoi primordi era il giorno in cui si presentavano a Dio le primizie del frumento, come gli antichi precetti prescrivevano, ma anche la solennità in cui si faceva memoria della Torah: la Legge data a Mosè perchè il suo popolo potesse avere una via da seguire nell’attesa del suo Messia. Anche per noi cristiani è il giorno della primizia, ma, al posto del grano, il Cristo sommo sacerdote offre i primi discepoli riuniti nella Sua Chiesa che, attraverso l’effusione dello Spirito Santo, costituisce come suo mezzo eletto per operare nella storia. Interessante notare l’accostamento tra frumento e Thorà: il pane che nutre il corpo e quello che nutre l’anima (cfr. Mt 4, 4 e Lc 4, 4), se si considera poi l’ulteriore associazione con la Pentecoste dello Spirito, che “divinizza” la Chiesa nascente, diventa chiaro come Dio voglia fare di lei, custode e dispensatrice della Parola, il nutrimento spirituale per l’intera umanità. E’ l’anti Babele: La Verità portata da Cristo permette a l’uomo di riunirsi attorno al Suo messaggio universalmente condivisibile, le parole del Vangelo annunciate da coloro che erano riuniti nel cenacolo, inebriati dal Vino Nuovo dello Spirito, sono comprensibili da tutti: è lo stesso Spirito che porta la voce di Gesù nel cuore di quelli che ascoltano (cfr. At 2, 1-11). Come con l’incarnazione il Verbo “umanizza” la divinità, così nell’Ascensione Egli divinizza l’umanità estendendo la sua Gloria a tutti noi attraverso il dono delle Pentecoste.

Commento a “Gv 15,26-27; 16,12-15”

+In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.+

Ascendendo al Cielo, dopo aver “umanizzato” la divinità, Cristo “divinizza” l’umanità divenendone l’unico cuore condiviso: “Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose” (Ef 4, 10). Da allora Gesù parla per mezzo dello Spirito alla coscienza di chiunque voglia ascoltarlo per renderlo un suo strumento eletto: ” Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3, 20). Quando la Sua Parola è accolta diventa “carne” e testimonianza nella nostra vita, Speranza per il mondo.

+Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.+

Anche se con Cristo la Rivelazione è data all’uomo nella sua completezza, l’umanità stenta nel comprenderla e la Sua “intelligenza” si fa strada a fatica nella storia. Gesù continua a parlarci senza dire niente di diverso, ma continuando a stupirci con la sorprendente attualità del suo messaggio che profuma sempre di fresca e dirompente novità. Parlando di “cose future” Gesù fa riferimento a quel processo irreversibile che egli stesso ha innescato nella storia: la Parusia, lo stabilirsi definitivo del suo Regno, il quale riempirà di Gioia il cuore di tutti coloro che lo attendono con fervore. Questa Speranza rende invincibile il cuore del credente che è così pronto a tutte le battaglie.

+Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.+
Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.+

La voce di Dio è la Sua luce sulla nostra intelligenza che si confronta con il mistero della Rivelazione. Da questo nasce un’esperienza di rivoluzione interiore che, pur rivelandoci la nostra fragilità, ci riveste di Gloria e fa di noi testimoni e annunciatori della Salvezza: “Chi ha ha sete venga da me e beva, chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno» (Gv 7, 37-38).

Il Protagonista di questa Parola è lo Spirito Santo, un illustre sconosciuto, come affermano molti teologi e biblisti. Un Pastore Evangelico Francis Chan, denuncia la scandalosa negligenza che i cristiani nutrono verso quello che provocatoriamente definisce come il “Dio dimenticato”. Dovremmo invece imparare a invocare ogni giorno in noi l’azione dello Spirito. A tal proposito vi propongo un’antica preghiera cristiana scelta per introdurre le sessioni del Concilio Vaticano II:

Adsumus

Siamo qui dinnanzi a Te, o Spirito Santo:
sentiamo il peso delle nostre debolezze, ma siamo tutti riuniti nel Tuo nome;
vieni a noi, assistici, scendi nei nostri cuori: insegnaci Tu ciò che dobbiamo fare,
mostraci Tu il cammino da seguire, compi Tu stesso quando da noi richiedi.
Sii Tu solo a suggerire e guidare le nostre decisioni,
perché Tu solo, con Dio Padre e con il Figlio suo, hai un nome santo e glorioso:
non permettere che sia lesa la nostra giustizia, Tu che ami l’ordine e la pace;
non ci faccia sviare l’ignoranza, non ci renda parziali l’umana simpatia,
non ci influenzino cariche e persone;
tienici stretti a te col dono della Tua grazia,
perché siamo una sola cosa in Te e in nulla ci discostiamo dalla verità.
Fa che riuniti nel Tuo santo nome, sappiamo contemperare bontà e fermezza insieme,
così da far tutto in armonia con Te,
nell’attesa che per il fedele compimento del dovere ci siano dati in futuro i premi eterni.

Amen.

Felice Pentecoste

Fra Umberto Panipucci.


BUONA  DOMENICA

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