
Crescenza Caradonna
Palmina Amara Terra Mia
Prima rappresentazione del 2018

PUGLIA D'AMARE24 Quotidiano d'informazione
Quotidiano dir. Crescenza Caradonna




Una serata di teatro leggera ma non troppo, divertente ma non scontata, una serata che vi farà molto ridere e sopratutto riflettere.
IL BUONGIORNO
di Crescenza Caradonna
30.12.2017

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“SIMPOSIO DI POESIA”
Dalla finestra aperta, il vento della notte si insinua avvolgendo il buio, la notte, gonfia di silenzio su di me illanguidisce la sua nudità, silenzio è delirio che crea, il mio sogno incessante, troni di pietra bianca e nera, un battito d’ali e in un momento si infrange il mondo, grotta umida è il luogo in cui risiedo, avanzo incerto in un tempio a me sconosciuto, occhi impossibili appaiono nel nero più nero, abisso smisurato e capovolto, gioco della mente nelle infinite possibilità, salti mortali nel cervello e profili di cose strane, sospese e fisse nell’adorazione del tempo immobile.
Frugo nell’ombra ansimante e strisciante lungo il muro di roccia, cerco luce di tragico splendore, cerco immagini, ma il suono del silenzio è implacabile e altero.
Chiudo gli occhi e mi rassereno nei chiaroscuri altalenanti di luci e ombre, penombre che non soddisfano, nella bocca sapore di sangue, sotto i piedi sabbie, stanchezza mortale e vuoto infinito.
E poi…poi un rosso imperante, e poi…poi luce gialla che corrode le pupille, e poi…poi grigio vitreo fluttuante, e poi…poi tre ombre elastiche/meccaniche, tre ombre che si aprono nel silenzio e risucchiano suoni, odori, rumori inesistenti, e sembrano aprirsi su me in sconclusionati movimenti, intersezioni di numeri e parole che si tuffano nel vento, si liquefano e ricompongono in un ritmo non ritmo, inerzia folle che mi conduce per mano verso nuvole rosse gonfie di tramonti, delizie lontane appena percettibili, lastre di mare su cui camminare, cieli prismatici in cui raggi di luce rimbalzano in meravigliose scale di colori. Le ombre si stringono sempre di più fino a sentire il loro alito, soffoco, non più silenzio ma parole urlate nella mente da labbra sigillate; contro il silenzio delle tenebre, guerra eterna, contro la quiete che avvolge l’anima in nebbie senza luce, divieni cellula di luce per forare il cielo, attraverso il mare raggiungi la terra per aprirla, squarciarla e riempirla di speranze, come cellula di luce canta sui venti indomabili, suono che si propaga in linee d’amore che corrono parallele e che infinite volte si intersecano in nuovi sogni, cellula di luce in tumulto, rito di generazione verso uomini coperti di nuove pelli, cellula di luce, riflesso luminoso di argento e oro, luce che scorre nel sangue, arterie immense navigate da deliri di idee, sottile odore di rosa, sensazione fisica, forte, intensa, un enorme farfalla si posa sulla mano ignorandomi, intorno enormi fuochi, le sue ali non bruciano, la mia anima si e nel delirio della mente affiora, con uno strappo acuto un senso di smarrimento e vertigine, precipito verso l’ignoto incurante delle fiamme, fluttuando nel vuoto verso la soglia dell’Infinito, il viso sorridente agli astri, nel silenzio impetuoso del cuore mi sono tuffato tranquillo nell’acqua del miei occhi per continuare a nutrire il mio Sogno di immensa delirante speranza nel Futuro.
( Miguel Gomez )
Oniriche visioni
penetrano nei lembi di luce notturna
ricordi di sensuali desideri nascosti,
ho fatto un balzo nella memoria
l’ho trovata vestita di niente
svanita all’alba.@
Cresy Crescenza Caradonna
“Canta che ti passa”
Per gli inviti, fino ad esaurimento, chiamare alcell: 3477861360

SIMPOSIO DI POESIA
a WOMEM IN …ART a BARI

28 DICEMBRE 2017 ore 18:30
Chiesa Santa Teresa dei Maschi -BARI –

1 giorno
Vedere il mondo da una carrozzina, immobile senza l’uso di braccia e di gambe ma solo con l’uso della fioca parola ecco come mi ritrovai quel maledetto giorno di settembre.
Un sole accecante mi penetrò negli occhi da quel fastidioso finestrino d’ospedale, quanto mi dava noia del caldo raggio autunnale appena sveglio dal coma dopo l’incidente stradale: questo ero io solo un vegetale capace di vedere quello spicchio di cielo così azzurro e terso disteso dal mio letto abbagliato dalla luce più intensa mai vista in trent’anni di vita.
Ora capivo quanto bella fosse stata la mia esistenza prima, quanto ne avevo sprecata senza rendermene conto e quanto breve e dolorosa sarebbe stata negli anni o forse mesi o giorni futuri, tuttavia ero vivo questo contava più di tutto per me, vivo vivo come non mai.
2 giorno
“Signor Giovanni, signor Giovanni le presento Maryel la sua badante!”
La guardai sbalordito, mi avevano messo la badante, una grassa, grossa donna sui quaranta, scura dai sfavillanti denti perfettamente bianchi e dall’accento perfettamente straniero che mi osservava con semiseria attenzione e disponibilità illimitata.
Ribellarmi? Come avrei potuto farlo, accettai così il giorno successivo ero a casa mia con la mia badante di colore Maryel.
3 giorno
Casa mia: una maestosa villa immersa nella campagna lodigiana dove tutto parlava di me, la dimora più ambita dalla borghesia del luogo che prima dell’incidente, animava di un continuo chiacchiericcio i miei salotti serali, ed ora… “Dov’erano andati?” Dileguati in sordina perchè la malattia spaventa, sì spaventa anche chi fino a poco tempo fa, mangiava e beveva alla mia tavola ricca di bella gente famosa.
4 giorno
Sono solo nel mio letto, Maryel è accanto alla mia camera, comunichiamo attraverso un piccolo aggeggio tecnologico sempre ben incollato al suo immenso collo, grido lei corre da me anche questa volta mi ha salvato la vita : rischiavo di morire soffocato dai miei stessi respiri avidi sempre d’ aria.
La mia badante non parla molto spesso ma oggi si siede accanto a me mi guarda dritto dritto negli occhi, gli unici organi che ancora percepisco parte di me, mi prende le mani e tutto sembra si colori all’improvviso: i muri, le tende… e quel cielo quel magnifico cielo diventato un infinito arcobaleno.
4 mesi dopo
Sono in Marocco la carrozzina le mie gambe, Maryel tutto il resto, sono felice, lei, la mia grassa, grossa, colorata badante è con me e forse un giorno la sposerò, la ricca borghesia della provincia lodigiana è lontana molto lontana, forse lo è sempre stata senza che ne avessi la reale consapevolezza: è iniziata la mia nuova vita, la mia vera vita inizia ora.@
Fatti e personaggi sono frutto di fantasia
27 dicembre 2013


Fra Umberto Panipucci
Felice Domenica
B U O N A D O M E N I C A