Palmina Amara Terra Mia

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Crescenza Caradonna

Palmina Amara Terra Mia

Prima rappresentazione del 2018


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Contatti/Info Prenotazione:  3288595480     3923843270


Domenica 7 gennaio 2018 alle ore 19:00

La compagnia Teatro Prisma sarà in scena con:

“Palmina amara terra mia”

con BARBARA GRILLI regia di GIOVANNI GENTILE

L’Albero del Pepe – Il posto dell’arte
 Via A.Russo Frattasi 16A, 70125 Bari

“Agenzia Trapasso e Agonia” Spettacolo Teatrale a Bari

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“Agenzia Trapasso e Agonia”

Spettacolo Teatrale

 


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Vi aspettiamo il 4 gennaio 2018 al teatro dell’Isituto del Preziosissimo Sangue a Bari in via Scipione l’Africano, 272 per lo Spettacolo Teatrale: “Agenzia Trapasso e Agonia”.

Una famiglia insolita, proprietaria di un’azienda degna di tale cognome: un’Agenzia di pompe Funebri. La morte è sdrammatizzata con le simpatiche gag di Benedetto Trapasso, proprietario dell’agenzia e Felice Agonia, il suo futuro cognato.
Quest’ultimo, oltre ad essere suo collaboratore, è un patito di tecnologia che cerca a tutti i costi di trasformare la vecchia agenzia in una più all’avanguardia, moderna, combinandone di tutti i colori: i suoi tentativi non vanno spesso a buon fine e suscitando l’ ira inevitabile del suo superiore. In questa commedia il fine-vita è la chiave per un’analisi intimistica, risollevata da sketch comici.

Una serata di teatro leggera ma non troppo, divertente ma non scontata, una serata che vi farà molto ridere e sopratutto riflettere.

Per maggiori informazioni e prenotazioni: Valeria Vitagliano cell. 338 8460527 Prezzo del biglietto 10 euro.

Parte del ricavato sarà devoluto al progetto: “STORIA DI UN DONO” per donare due pulmini che aiutino i bambini della Guinea Bissau ad andare dai villaggi alle scuole


Articolo di Crescenza Caradonna

FAMIGLIA: LA VERA CASA DELL’UMANITÀ Sacra Famiglia di Nazareth (B)


FAMIGLIA: LA VERA CASA DELL’UMANITÀ

Sacra Famiglia di Nazareth (B)


Gesù, lo sappiamo bene, non ha mai avuto una vita facile. Dal grembo di sua madre fino all’ultimo respiro sulla Croce, ha dovuto sopportare le minacce e le violenze di un’umanità troppe volte ostile nei suoi confronti. Fra tutte queste difficoltà ha però voluto farsi sostenere da un’oasi di pace e amore: la sua famiglia, la Sacra Famiglia. Gesù ha conosciuto l’affetto è il sostegno di ineccepibili genitori: Giuseppe e Maria di Nazareth. Essi sono sono stati per noi l’arca della nuova alleanza, un’arca che non conteneva delle tavole di pietra, ma la realizzazione più piena e vera della legge: Gesù, colui che si è fatto per noi via, verità è vita. Se Dio ha scelto una famiglia per custodire e nutrire suo Figlio, vuol dire che essa ha un ruolo importante nella storia della Salvezza. Cos’è la somiglianza con Dio, se non la stessa capacità di amare incondizionatamente? L’uomo e la donna, le due metà di un’icona divina che, se unite da amore reciproco, fanno splendere al massimo “l’imago Dei” che portano dentro; infatti, proprio come L’Altissimo, fanno scaturire vita dal loro Amore. La nostra identità e la personalità si formano nel nido domestico, è lì che attingendo all’esempio dei nostri genitori, abbiamo appreso le prime nozioni sulla vita e i suoi valori. Se dunque vogliamo generazioni sane, abbiamo bisogno di famiglie sane. Questa cellula della società non può essere abbandonata a se stessa. C’è bisogno di riconoscerla amarla e sostenerla. Oggi, purtroppo, si affaccia anche la necessità di difenderla dai suoi surrogati e dai cattivi maestri, con questi termini intendo i media, internet e la loro filosofia tutta volta a formare ottimi consumatori piuttosto che un’umanità migliore. I palinsesti sono costruiti in base alla domanda dei loro utenti e non rispondono quasi mai alle loro vere necessità. Il focolare e la tavola erano il luogo dello scambio, del dialogo, della comunicazione, oggi la televisione e gli smartphone soffocano la nostra voce. Il non parlarsi ha la diretta conseguenza di farci rinchiudere sempre più in un individualismo sterile e narcisistico, le conflittualità non si risolvono e inaspriscono. Tutto ciò non può che avere un effetto deleterio sulla vita familiare. Riflettiamo su questo mistero profondissimo nel giorno in cui la Chiesa celebra la famiglia: fucina di vita, speranza e futuro. Ogni famiglia dovrebbe imparare a ritagliarsi degli spazi sacri di dialogo e confronto, oasi di amore e tenerezza. Sì, la costruzione di un mondo migliore comincia proprio dal nostro salotto!

Fra Umberto Panipucci
Felice domenica

BUONA DOMENICA

IL BUONGIORNO_di Crescenza Caradonna

IL BUONGIORNO Featured Image -- 41840 di Crescenza Caradonna
30.12.2017

Felice-Anno-Nuovo-2018-Buon-Anno

Ciao Anno 2017

    ‘Anno nuovo vita nuova’ si dice, ma sarà vero? Manca poco per mandare in cantina il 2017 anno che ha portato una ventata di perché sul nostro bel paese pregno di problemi, quesiti ed interrogativi, che si trascinano da tempo come macigni. Sarà l’anno del riscatto il 2018, certamente tutti ce lo auguriamo, si punta molto sulle elezioni politiche primaverili che dovrebbero far risalire l’economia italiana, portare lavoro e benessere, tanto auspicato dai più, un barlume di risalita si percepisce nell’aria tra la gente comune e non, c’è più voglia di fare, di mettersi in gioco di andare avanti e di far andare avanti il Paese Italia.

    Speriamo e lavoriamo affinchè ciò accada tutti insieme con la consapevolezza di crederci senza se e senza ma, Vi auguro un Buon Anno 2018 ed un …ciaone 2017@

Crescenza Caradonna

Un successo il “Simposio di poesia” a Women in…Art -Bari-

Crescenza Caradonna

Un successo il “Simposio di poesia” a Women in…Art


Simposio di poesia a Women in…Art -Bari-28 Dicembre 2017

Antonietta Ursitti
Donatella Di Grusa
Crescenza Caradonna
Grazia Cipollino
Letizia Combattini
Reading di Elena Grazia Ursitti.
Moderatrice: Cinzia De Coral


Un successo il “Simposio di poesia” a Women in…Art

di Crescenza Caradonna

BARI – La chiesa di Santa Teresa dei Maschi, presso il borgo della città vecchia di Bari, si è animata di poesia infatti si è svolta, nell’ambito della manifestazione WOMEN IN …ART,  la serata dedicata alla presentazione di autrici che hanno presentato i loro libri poetici ad un interessato pubblico accorso numeroso.

Il reading poetico magistralmente condotto da Cinzia De Coral ha visto come protagoniste cinque donne Antonietta Ursitti, Donatella Di Grusa, Crescenza Caradonna, Grazia Cipollino, Letizia Combattini, che hanno non solo presentato i loro libri ma parlato di poesia come mezzo per arrivare al cuore dei lettori nell’intento di comunicare quelle emozioni che tutti serrano gelosamente senza mai riuscire a portarle alla luce: “È questo il compito del poeta trovare la chiave giusta che possa aprire quella porta segreta che ognuno serra in sè.”

Le poesie delle scrittrici, tratte dai loro libri più un inedito poetico di ogni singola poetessa, sono state recitate dall’attrice Elena Grazia Ursitti che ha incantato tutti i presenti per la grazia ed eleganza espressiva e recitativa.

Ha fatto da sfondo in questa serata letterale, la Mostra Pittorica delle artiste di Women …in Art, giunta alla sua VII edizione curata dal M° Miguel Gomez, art director per le arti visive e performative di Artoteca Vallisa, Santa Teresa dei Maschi-Bari e presidente dell’A.P.S Federico II Eventi, che è stata visitata da un folto pubblico  ma anche da addetti ai lavori come il critico d’arte dott. Vito Cracas che a sorpresa, durante il simposio poetico, ha visitato le opere delle artiste in mostra, con interesse anche verso le scrittrici presenti.

L’arte è tutto questo un connubio di pittura, poesia e creatività come visione di vita per un futuro migliore.@


articolo correlato su su:
Puglia d’amare Quotidiano d’informazione
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“SIMPOSIO DI POESIA”

Dalla finestra aperta, il vento della notte si insinua avvolgendo il buio, la notte, gonfia di silenzio su di me illanguidisce la sua nudità, silenzio è delirio che crea, il mio sogno incessante, troni di pietra bianca e nera, un battito d’ali e in un momento si infrange il mondo, grotta umida è il luogo in cui risiedo, avanzo incerto in un tempio a me sconosciuto, occhi impossibili appaiono nel nero più nero, abisso smisurato e capovolto, gioco della mente nelle infinite possibilità, salti mortali nel cervello e profili di cose strane, sospese e fisse nell’adorazione del tempo immobile.
Frugo nell’ombra ansimante e strisciante lungo il muro di roccia, cerco luce di tragico splendore, cerco immagini, ma il suono del silenzio è implacabile e altero.
Chiudo gli occhi e mi rassereno nei chiaroscuri altalenanti di luci e ombre, penombre che non soddisfano, nella bocca sapore di sangue, sotto i piedi sabbie, stanchezza mortale e vuoto infinito.
E poi…poi un rosso imperante, e poi…poi luce gialla che corrode le pupille, e poi…poi grigio vitreo fluttuante, e poi…poi tre ombre elastiche/meccaniche, tre ombre che si aprono nel silenzio e risucchiano suoni, odori, rumori inesistenti, e sembrano aprirsi su me in sconclusionati movimenti, intersezioni di numeri e parole che si tuffano nel vento, si liquefano e ricompongono in un ritmo non ritmo, inerzia folle che mi conduce per mano verso nuvole rosse gonfie di tramonti, delizie lontane appena percettibili, lastre di mare su cui camminare, cieli prismatici in cui raggi di luce rimbalzano in meravigliose scale di colori. Le ombre si stringono sempre di più fino a sentire il loro alito, soffoco, non più silenzio ma parole urlate nella mente da labbra sigillate; contro il silenzio delle tenebre, guerra eterna, contro la quiete che avvolge l’anima in nebbie senza luce, divieni cellula di luce per forare il cielo, attraverso il mare raggiungi la terra per aprirla, squarciarla e riempirla di speranze, come cellula di luce canta sui venti indomabili, suono che si propaga in linee d’amore che corrono parallele e che infinite volte si intersecano in nuovi sogni, cellula di luce in tumulto, rito di generazione verso uomini coperti di nuove pelli, cellula di luce, riflesso luminoso di argento e oro, luce che scorre nel sangue, arterie immense navigate da deliri di idee, sottile odore di rosa, sensazione fisica, forte, intensa, un enorme farfalla si posa sulla mano ignorandomi, intorno enormi fuochi, le sue ali non bruciano, la mia anima si e nel delirio della mente affiora, con uno strappo acuto un senso di smarrimento e vertigine, precipito verso l’ignoto incurante delle fiamme, fluttuando nel vuoto verso la soglia dell’Infinito, il viso sorridente agli astri, nel silenzio impetuoso del cuore mi sono tuffato tranquillo nell’acqua del miei occhi per continuare a nutrire il mio Sogno di immensa delirante speranza nel Futuro.
( Miguel Gomez )



Oniriche visioni

Oniriche visioni
penetrano nei lembi di luce notturna
ricordi di sensuali desideri nascosti,

ho fatto un balzo nella memoria
l’ho trovata vestita di niente

svanita all’alba.@

Cresy Crescenza Caradonna


Angel’s Elisir con”Canta che ti passa”

Crescenza Caradonna

“Canta che ti passa”

Lo spettacolo “Canta che ti passa”, nuovo varietà musicale con pillole di cabaret degli Angel’s Elisir (Ass.cult.Italven),
sarà in scena presso il teatro: “Purgatorio” Via Pietrocola,19 in Bari
venerdì 02 marzo 2018 alle ore 21,00.

Per gli inviti, fino ad esaurimento, chiamare al cell: 3477861360.

Per gli inviti, fino ad esaurimento, chiamare alcell: 3477861360


Simposio di poesia a Women in…Art -Bari

di Crescenza Caradonna


SIMPOSIO DI POESIA 

a WOMEM IN …ART a BARI


Il 28 Dicembre 2017 ore 18:30
“SIMPOSIO DI POESIA” con:

Antonietta Ursitti 

Donatella Di Grusa 

Crescenza Caradonna 

Grazia Cipollino 

Letizia Combattini 

Reading di Elena Grazia Ursitti, attrice

Modera: Cinzia De Coral 

28 DICEMBRE 2017 ore 18:30 

Chiesa Santa Teresa dei Maschi -BARI –


LA BADANTE di Crescenza Caradonna 

La badante:
«Una storia semiseria»

1 giorno

Vedere il mondo da una carrozzina, immobile senza l’uso di braccia e di gambe ma solo con l’uso della fioca parola ecco come mi ritrovai quel maledetto giorno di settembre.
Un sole accecante mi penetrò negli occhi da quel fastidioso finestrino d’ospedale, quanto mi dava noia del caldo raggio autunnale appena sveglio dal coma dopo l’incidente stradale: questo ero io solo un vegetale capace di vedere quello spicchio di cielo così azzurro e terso disteso dal mio letto abbagliato dalla luce più intensa mai vista in trent’anni di vita.
Ora capivo quanto bella fosse stata la mia esistenza prima, quanto ne avevo sprecata senza rendermene conto e quanto breve e  dolorosa  sarebbe stata negli anni o forse mesi o giorni futuri, tuttavia ero vivo  questo contava più di tutto per me, vivo vivo come non mai.

2 giorno

“Signor Giovanni, signor Giovanni le presento Maryel la sua badante!”
La guardai sbalordito, mi avevano messo la badante, una grassa, grossa donna sui quaranta, scura dai sfavillanti denti perfettamente bianchi e dall’accento perfettamente straniero che mi osservava con semiseria attenzione e disponibilità   illimitata.
Ribellarmi? Come avrei potuto farlo, accettai così il giorno successivo ero a casa mia con la mia badante di colore Maryel.

3 giorno 

Casa mia: una maestosa villa immersa nella campagna lodigiana dove tutto parlava di me, la dimora più ambita dalla borghesia del luogo che prima dell’incidente, animava di un continuo chiacchiericcio i miei salotti serali, ed ora… “Dov’erano andati?” Dileguati in sordina perchè la malattia spaventa, sì spaventa anche chi fino a poco tempo fa, mangiava e beveva alla mia tavola ricca di bella gente famosa.

4 giorno

 Sono solo nel mio letto, Maryel è accanto alla mia camera, comunichiamo attraverso un piccolo aggeggio tecnologico sempre ben incollato al suo immenso collo, grido lei corre da me anche questa volta mi ha salvato la vita : rischiavo di morire soffocato dai miei stessi respiri avidi sempre d’ aria.
La mia badante non parla molto spesso ma oggi si siede accanto a me mi guarda dritto dritto negli occhi, gli unici  organi  che ancora percepisco parte di me, mi prende le mani e tutto sembra si colori all’improvviso: i muri, le tende… e quel cielo quel magnifico cielo  diventato un infinito arcobaleno.

4 mesi dopo

Sono in Marocco la carrozzina  le mie gambe, Maryel tutto il resto, sono felice, lei, la mia grassa, grossa, colorata badante è con me e forse un giorno la sposerò, la ricca borghesia della provincia lodigiana è lontana molto lontana, forse lo è sempre stata senza che ne avessi la reale consapevolezza: è iniziata la mia nuova vita, la mia vera vita inizia ora.@

di Crescenza Caradonna 

Fatti e personaggi sono frutto di fantasia
27 dicembre 2013 

Meteo dopo Natale 2017

Meteo dopo Natale 2017

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Natale 2017: freddo, ma niente neve. Ci sarà il sole. Da martedì le prime piogge al Nord

Dopo il 27 brusco calo delle temperature Natale 2017: freddo, ma niente neve. Ci sarà il sole. Da martedì le prime piogge al Nord Da mercoledì 27 ‘Italia sarà investita da una nuova perturbazione – l’ultima del 2017 – che porterà precipitazioni anche abbondanti soprattutto sulle aree alpine e prealpine della Lombardia e del Nord-Est e sulle regioni centrali tirreniche, particolarmente copiose specie sul Lazio

Qualche nuovola già a Santo Stefano Il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, il cielo sarà molto nuvoloso al Nord, lungo il versante tirrenico e nell’ovest della Sardegna; nuvolosità meno intensa nel resto d’Italia. Nel corso della giornata sarà possibile qualche rovescio isolato sull’ovest della Sardegna, piogge sparse tra levante ligure e toscana settentrionale, deboli precipitazioni isolate anche su nord della Lombardia e settori di Nord-Est. Mercoledì 27 si avvicinerà all’Italia la perturbazione numero 8 di dicembre – l’ultima del 2017 – che porterà precipitazioni anche abbondanti soprattutto sulle aree alpine e prealpine della Lombardia e del Nord-Est e sulle regioni centrali tirreniche, particolarmente copiose specie sul Lazio. Si intensificheranno i venti provenienti da Sud e nevicherà sulle Alpi, a partire da 800 – 1.000 metri. Il sistema perturbato sarà seguito, nelle giornate successive al 27 dicembre, da venti più freddi che, entro la fine dell’anno, determineranno un temporaneo calo delle temperature in tutta Italia.


notizie meteo dal web

CIASCUNO È L’ARCA-IV Domenica di avvento (B)

 

 

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CIASCUNO È L’ARCA

IV Domenica di avvento (B)



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+Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola»+

L’antica arca dell’alleanza è un oggetto irraggiungibile attorno a cui aleggia un senso di mistero e potere inimmaginabile. Dio ha cominciato così il progetto che aveva per noi, attirando la nostra attenzione con il rivestirsi proprio di quell’idea di sacro e divino che allora poteva concepire l’umanità: inaccessibile, potente, intoccabile, pericoloso. Lui ci viene incontro per condurci pian piano a contemplare il suo vero volto. Sembra quasi che la strategia propedeutica insita nella storia della Rivelazione voglia partire da ciò che Dio non è per portarci gradualmente alla sua più genuina realtà. Passando per i profeti la via di questa propedeutica arriva fino al Battista che, nel grembo di sua madre Elisabetta, saluta la nuova Arca esultando. Il divino è molto più umile di quello che possiamo (o non vogliamo?) Immaginare: si beffa dei segni del potere e dell’opulenza, con cui noi piace tanto associarlo nelle nostre rappresentazioni, manifestandosi proprio in quello che “scartiamo” per comunicare la sua realtà. Una ragazzina, un bambino nato in una stalla, una famiglia di fuggiaschi .

Ancora oggi, dopo 2000 anni di cristianità facciamo fatica ad accettare che Dio sia proprio quel Gesù così lontano dalla nostra idea di bello e nobile. Quello che è successo in modo eccelso in Maria continua ad accadere ancora in tutti coloro che accolgono questa inconcepibile vicinanza del “totalmente altro”.

Sappilo: tu sei arca di Dio. Si, proprio tu, così fragile e imperfetto, povero di virtù e bellezza. Se fai fatica a pensarlo è solo perché non conosci abbastanza l’ospite del tuo cuore. Accogli il privilegio che lui ti concede e fatti trasformare in Luce che rischiara la storia.

Fra Umberto Panipucci  23244020_10214301395519949_9183992912726847395_n Felice Domenica

B U O N A    D O M E N I C A

Crescenza Caradonna