PRIMO MAGGIO

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🇮🇹

Le origini della celebrazione risalgono alla fine dell’Ottocento: il 4 maggio 1887 quattro lavoratori furono condannati a morte a Chicago in seguito agli scontri con la polizia avvenuti durante una dimostrazione per estendere le otto ore lavorative a tutti gli Stati Uniti (concesse in Illinois il 1 maggio dello stesso mese).

Per onorare la loro memoria, i partiti socialisti di quasi tutto il mondo stabilirono che il Primo maggio fosse dedicato alle lotte per il lavoro. Nel volgere di alcuni anni, la ricorrenza è stata riconosciuta dai governi di molti Paesi come festività nazionale e oggi è celebrata in quasi tutto il mondo. Il Primo maggio non ha connessioni dirette con il Calendimaggio, la festa della primavera esistente già da molti secoli, ma l’ha in un certo senso sostituita.


Il Primo maggio è il giorno dedicato in numerosi Paesi del mondo alla celebrazione del lavoro e dei lavoratori. Nel corso della giornata, le organizzazioni sindacali e altri gruppi politici promuovono iniziative e dimostrazioni per l’affermazione dei diritti dei lavoratori. In Italia l’evento più noto è il “Concertone” organizzato a Roma, in Piazza San Giovanni Laterano, dalle tre principali confederazioni sindacali: Cgil, Cisl e Uil.


In alcuni Paesi, la festa dei lavoratori si celebra in una data diversa. Negli Stati Uniti, per esempio, il 1° maggio non si celebra la festa dei lavoratori, che cade invece il primo lunedì di settembre, come stabilito da una legge emanata nel 1894 dal presidente Grover Cleveland.



Il primo Primo maggio italiano ebbe luogo nel 1891, quando si svolsero manifestazioni e presidi in contemporanea nelle piazze di varie città italiane, nel contesto delle lotte per il suffragio universale, per migliori condizioni di lavoro, e per la giornata lavorativa di otto ore (1).
Una delle manifestazioni più imponenti si svolse a Roma, a Piazza Santa Croce in Gerusalemme (a pochi passi da piazza San Giovanni), e terminò con violenti scontri e una incredibile quantità di arresti, di cui l’allora Ministro degli interni Giovanni Nicotera si vantò (2).

Non è molto noto, invece, il fatto che la piazza romana fosse “egemonizzata” dagli anarchici (termine che configurava nel 1891 un’area molto diversa e soprattutto molto più ampia da quella che sarebbe possibile immaginare oggi sotto questo nome) e dal movimento dei disoccupati.
Roma era stata infatti gravemente colpita dalla crisi edilizia che, a partire dalla seconda metà degli anni ’80 dell’Ottocento, si abbatté sugli operai degli allora numerosissimi cantieri, che quindi si organizzarono e diedero vita ad una serie di scioperi importanti dal 1887 in avanti. Il movimento dei disoccupati di Roma ebbe il suo culmine proprio con la giornata del Primo maggio 1891, data in cui la repressione riuscì effettivamente ad affossare una stagione di rivolte – dei disoccupati e non solo – durata cinque anni. La repressione non coincise però con la fine dell’organizzazione operaia romana, che, sebbene pressoché assente nella memoria del movimento operaio, riuscì a sopravvivere nonostante gli arresti e le condanne, e a continuare una imponente opera di organizzazione in leghe, comitati e circoli, dando prova della sua forza in numerosissimi scioperi, soprattutto “a gatto selvaggio”.

Tuttavia, la giornata del primo maggio è rimasta alla cronache perché gli operai romani risposero alle provocazioni della polizia con una rivolta che animò l’intera giornata. La piazza fu circondata dalle barricate, gli operai attaccarono e si difesero con coltelli, chiodi, bastoni e rivoltelle. Addirittura, un gruppo di manifestanti tentò di assalire il carcere femminile di Villa Altieri per liberare le detenute, e un giovane manifestante, Antonio Picistrelli, carrettiere di Umbertide, fu ucciso nel tentativo con dei colpi di fucile alla testa. Anche dall’altra parte si registrò una vittima, Carmele Raco, guardia calabrese uccisa con una pugnalata.

La giornata vide la partecipazione attiva del quartieri circostanti, la cui popolazione solidarizzò con i manifestanti gettando in direzione delle guardie ogni tipo di oggetto, arrivando addirittura a demolire, dentro le case, camini e muretti da lanciare contro le guardie. I manifestanti tentarono allora di dirigersi verso il centro città, ma furono fermati a Piazza Vittorio Emanuele.

La risposta del governo liberale (Rudinì-Nicotera) fu spietata. Appena due anni prima venne approvato il codice Zanardelli: l’articolo 248 puniva con la reclusione da uno a cinque anni l’associazione di cinque o più persone «per commettere delitti contro l’amministrazione della giustizia, o la fede pubblica, o l’incolumità pubblica, o il buon costume, l’ordine delle famiglie, o contro la persona o la proprietà».

Ne seguì un processo giudiziario tremendo e teatrale, in cui «i malfattori» – come venivano definiti dal codice penale – vennero rinchiusi in un grande gabbione, dal quale riuscirono a dare vita ad uno spettacolare controprocesso, declamando le loro idee (in questo senso, sono emozionanti da leggere le numerose testimonianze esistenti, in particolare quelle in dialetto dei giovani lavoratori sulle ragioni per cui si erano uniti alle rivolte).

È interessante notare che, se oggi viene celebrato come “festa di chi lavora”, nella sua prima occorrenza il Primo maggio vide, a Roma e non solo, la partecipazione massiccia dei disoccupati.

Il Primo maggio è forse l’ultimo segno vivo del secolo XIX nella nostra epoca, e troppo ci sarebbe da dire sui significati di questa festa – e in questo caso, il termine “festa” è corretto perché nasce come tale, con un insito senso di gioia e rivolta. Il significato che più ci riguarda da vicino è forse quello di sospensione del tempo (lineare) dei padroni, di silenzio, in attesa della nuova umanità.

(1) La ricorrenza del Primo maggio venne in realtà istituita in Italia nel 1890, ma solo a partire dall’anno seguente si svolsero manifestazioni di carattere nazionale

(2) Nicotera affermò: «Dei trecento anarchici che avevano preso parte al movimento dell’altro giorno a Roma, duecentoventinove sono in carcere. Vi sembrano pochi? Se vi sembrano pochi, vi darò l’assicurazione che nessuno sfuggirà all’azione delle autorità e delle leggi. Aggiungo che all’ora in cui parliamo credo sia difficile trovare un anarchico a Roma









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I #giornalisti Gazzetta del Mezzogiorno scrivono al Presidente della Repubblica.

«Gazzetta» in edicola: nuovo appello a Mattarella

19 GENNAIO, 2019
I scrivono al Presidente della Repubblica, a Matera per la cerimonia di inaugurazione della Capitale della Cultura
#iostoconlagazzetta

Egregio signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,
la Gazzetta del Mezzogiorno torna oggi in edicola dopo tre giorni di sciopero. Torna nelle edicole di Puglia e Basilicata per onorare la Sua presenza a Matera e, naturalmente, per non privare i Lettori dell’informazione nel giorno in cui Matera debutta come Capitale europea della Cultura.
I giornalisti e i lavoratori della «Gazzetta» offrono così un’ulteriore testimonianza del senso di responsabilità verso i cittadini e verso le nostre due regioni. È un giorno storico per la nostra terra e la Gazzetta non poteva non esserne testimone. Una funzione che svolge da più di 130 anni.
Anche da queste pagine nel Dopoguerra si alzò l’urlo di chi definì Matera «vergogna nazionale», denunciando la condizione di arretratezza di un Sud in cui Cristo si era fermato a Eboli. E innanzitutto da queste pagine partì e non è mai scemata la spinta verso il riscatto di Matera e del Mezzogiorno.

Eppure oggi il giornale esce soltanto, ribadiamo, per il senso di responsabilità di chi ne costituisce l’anima. Le retribuzioni dei giornalisti e dei lavoratori tutti della «Gazzetta» sono ferme a novembre. E anche le decine di collaboratori nei centri grandi e piccoli di Puglia e Basilicata vantano mesi di crediti.
Il futuro del giornale e dell’informazione nelle nostre due regioni è a rischio. È la conseguenza del provvedimento di sequestro-confisca dei beni disposto il 24 settembre scorso dal Tribunale di Catania nei confronti dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo, nell’ambito di un’inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa.

Ecco perché, nel giorno della Sua visita, da queste colonne Le rivolgiamo un altro appello – dopo quello dello scorso 17 dicembre – affinché non si spenga una voce essenziale nel Mezzogiorno a Lei così caro.
E indirizziamo il nostro grido anche al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, anch’egli presente oggi a Matera. Le sue origini pugliesi certamente gli permettono di valutare il ruolo che questo giornale riveste per le nostre comunità: dal Gargano a Santa Maria di Leuca, dalle Murge al Pollino.
Su Matera, la Città dei Sassi, si accendono oggi i riflettori del Vecchio Continente. Capitale europea della Cultura per il 2019. Ma cosa sarebbe mai la cultura di Matera, della Basilicata, della Puglia e del Mezzogiorno senza un’informazione puntuale, rigorosa e propositiva? Cosa sarebbe, se si spegnesse la voce del nostro giornale? Del resto, su queste colonne hanno scritto autori, intellettuali e politici protagonisti del riscatto italiano a partire da Sud. Uno per tutti? Leonardo Sciascia fu a lungo firma della nostra terza pagina, con i suoi interventi controcorrente e talora profetici.
Caro Presidente, il giornalismo di qualità è cultura, tanto più nell’era delle fake news e delle risse sui social network. Oggi, nel darle il nostro benvenuto qui a Matera, la «Gazzetta» affida a Lei una speranza di futuro.


Prima Pagina LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

 

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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

9 GENNAIO MERCOLEDÌ 2019


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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
9 GENNAIO MERCOLEDÌ 2019

CITAZIONI RIFLESSIONI

 

È curioso vedere che gli uomini di molto merito

hanno sempre le maniere semplici,

e che sempre le maniere semplici

sono state prese per indizio di poco merito.

(Giacomo Leopardi)

VINCINO 1946-2018

VINCINO 1946-2018


 

Prima Pagina Il Foglio 22/08/2018

Risultati immagini per VINCINO

C I A O

 

Il buongiorno

Il buongiorno 

 

🇮🇹25 Aprile Festa della Liberazione🇮🇹

25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE

🇮🇹Oggi è… 25 aprile Festa della Liberazione: Oggi ricorre l’anniversario della liberazione d’Italia, chiamata anche Festa della Liberazione o anniversario della Resistenza. È una giornata dedicata alla memoria, in cui si festeggia la fine dell’occupazione nazifascista avvenuta il 25 aprile 1945 a conclusione della seconda guerra mondiale.🇮🇹

#laliberazione

IL BUONGIORNO ”Quando si chiude una porta, si apre un portone”


IL BUONGIORNO

”Quando si chiude una porta, si apre un portone”


BUONA GIORNATA

La vita è piena di opportunità, bisogna solo saperle cogliere. È per questo che oggi vi parliamo di portoni che si aprono. A volte sentiamo che, quando qualcosa finisce, il mondo ci crolla addosso. Tuttavia, ci sono altri modi di vedere la situazione: forse siamo stati benedetti dal dono di una nuova possibilità, una possibilità di cominciare un’altra eccitante avventura.

Ora vi proponiamo un esercizio di riflessione. Nei prossimi minuti, ci chiederemo assieme perché si chiudono le porte, quali esperienze e perle di saggezza ci lascia ognuna di esse e come possiamo usufruire di tali nuove conoscenze per aprire nuovi mondi ricchi di opportunità.

PRIMA PAGINA Giovedì 21 Dicembre 2017

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PRIMA PAGINA

GIOVEDÌ 21 DICEMBRE 2017

QUOTIDIANI REGIONALE E NAZIONALI

Prima Pagina La Gazzetta del Mezzogiorno 14/12/2017

Prima Pagina L'Unione Sarda 14/12/2017

Prima Pagina Il Resto del Carlino 14/12/2017

Prima Pagina Il Gazzettino 14/12/2017

Prima Pagina Il Mattino 14/12/2017

Prima Pagina La Repubblica 14/12/2017

Prima Pagina La Stampa 14/12/2017

Prima Pagina Il Tempo 14/12/2017

Prima Pagina Libero 14/12/2017

Prima Pagina La Verità 14/12/2017

Prima Pagina Il Fatto Quotidiano 14/12/2017

Prima Pagina Il Giornale 14/12/2017

Prima Pagina Il Messaggero 14/12/2017

Prima Pagina Il Dubbio 14/12/2017

Prima Pagina La Notizia 14/12/2017

Prima Pagina Avvenire 14/12/2017

Prima Pagina L'Arena 14/12/2017

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QUOTIDIANI  ESTERI

Prima Pagina The New York Times 14/12/2017

Prima Pagina USA Today 14/12/2017

Prima Pagina The Guardian 14/12/2017

Prima Pagina El Mundo 14/12/2017

Prima Pagina The Indipendent 14/12/2017

Prima Pagina Le Figaro 14/12/2017

Prima Pagina El Pais 14/12/2017

Prima Pagina Le Monde 14/12/2017FB_IMG_1502195716248_1502200483663

QUOTIDIANI SPORTIVI
ITALIANI ED ESTERI

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Prima Pagina L'Equipe 14/12/2017

Prima Pagina Mundo Deportivo 14/12/2017

Prima Pagina Sport 14/12/2017FB_IMG_1502195716248_1502200483663


a cura di Crescenza Caradonna