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Lunedì 9 marzo

Restiamo a casa!
Responsabilità contro egoismo e menefreghismo.
La cultura si mobilita

#iorestoacasa

Buon🌤️ giorno

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Il bullismo

Il bullismo

Ogni volta che la cronaca ci sbatte in faccia bande di nazistelli che picchiano ebrei o gruppi di ragazzi che sbertucciano un compagno troppo sensibile fino a indurlo al suicidio, mi domando in quale anno, in quale secolo siamo. (…) Se chiudo gli occhi, mi sembra di vederli sfilare al passo dell’oca: bulli, nazistelli, fanatici di ogni risma e colore. Avvinghiati alle loro patetiche certezze di cartapesta, al loro ridicolo senso del rispetto e dell’orgoglio tribale. Tanti Io deboli raggrumati in un Noi insulso. Li guardo e non mi fanno paura. Solo tanta pena. Spero che un giorno la vita li sorprenda davanti a uno specchio, costringendoli a vedere che siamo tutti sul medesimo albero. Anzi, che siamo l’albero, e chi dà fuoco a un ramo diverso dal proprio sta solo incendiando se stesso.
(Massimo Gramellini)

“Il bullismo è l’ignoranza dei più deboli”


(Slogan contro il bullismo di Cresy Caradonna)


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IL CALENDARIO DI OGGI

SANTI DI OGGI Il santo del giorno 23 febbraio è San Policarpo di Smirne, vescovo e martire, celebrato dalla Chiesa cattolica come figura chiave dei Padri apostolici, discepolo di San Giovanni Apostolo. Martirizzato nel II secolo (circa 155 d.C.) a 86 anni, è noto per la sua fermezza nella fede. Altri santi e beati del…

MELENDUGNO: CROLLA L’ARCO DEGLI INNAMORATI

Cronaca Puglia Melendugno – Un crollo quello del celebre Arco degli Innamorati che a causa del maltempo tra i giorni di sabato 14 e domenica 15 febbraio ha interessato la marina di Melendugno nel Salento per l’erosione costiera sempre più aggressiva degli ultimi anni. La cartolina più famosa come l immagine tra le più note…


Il capodanno


IL CAPODANNO

Il Capodanno è una festa allegra, ma anche un pò malinconica, tra ricordi e aspettative per il nuovo anno, ci sono una serie di tradizioni, simpatiche e antiche, e riti scaramantici, da rispettare o meno.

Lenticchie: da Nord a Sud, per il cenone di Capodanno non possono mancare le lenticchie! Mangiare questi legumi, si dice, porta soldi per il nuovo anno. La logica è che ogni lenticchia è una moneta.

Il cotechino o lo zampone: re indiscusso della tavola di Capodanno è lo zampone.
La carne di maiale, grassa e nutriente, che portano abbondanza e prosperità.

L’uva: “Chi mangia l’uva per Capodanno conta i quattrini tutto l’anno“, così recita un antico detto popolare. Questa tradizione ci è stata tramandata dagli spagnoli che associano l’uva alla prosperità economica (un po’ come per le lenticchie). Mangiare un chicco d’uva per ogni rintocco alla mezzanotte porta fortuna e soldi. Anche perché, cogliere l’uva in inverno significa aver avuto un anno prospero.

Il melograno: il colore dei chicchi di questo frutto (rosso) ricorda la passione, ma è legato anche alla fedeltà e fecondità.

Indossare biancheria intima rossa: indossare biancheria intima rossa la notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio porta fortuna e amore.
Il vischio: il vischio porta fortuna, protezione e amore.

Baciarsi sotto il vischio è di buon augurio per l’anno nuovo. Si appende alla porta di casa come buon auspicio e si dice che una donna che si trova da sola sotto il vischio e non viene baciata, non si sposerà per tutto l’anno.

Aprire la porta o una finestra: la tradizione vuole che aprendo la finestra di una stanza buia poco prima della mezzanotte, gli spiriti cattivi si allontanano. Apritene, però, un’altra in una stanza illuminata per fare entrare gli spiriti del bene. Si dice, inoltre che far entrare un prete in casa porterà fortuna.

Soldi: la tradizione vuole che il primo dell’anno si debba uscire, sempre, con le tasche piene. Ossia, quando uscite mettete dei soldi in tasca. Questa usanza è di buon auspicio per il futuro economico del nuovo anno.

Anziani o gobbi: auguratevi di incontrare per strada una persona anziana o un gobbo. L’anziano vi porterà una vita longeva, il gobbo la fortuna.

Fuochi d’artificio: si usa spararli come buon augurio, in quanto si dice che il rumore provocato dai botti cacci via anche gli spiriti cattivi. Usanza pericolosa da evitare.

Buon Anno a Tutti!

#capodanno #pugliadaamareonline 

#tradizioni


Cresy Crescenza Caradonna

“L’Italia al contrario”, autobiografia sofferta di Felice Basile. Auditorium di Casarano (Le)

“L’Italia al contrario”, autobiografia sofferta di Felice Basile

Venerdì 3 gennaio 2020, ore 21, Auditorium di Casarano (Le)

Fresco di stampa questo volume, nel luglio 2019 per i tipi Albatros Il Filo di Roma, raccoglie ‘le memorie di me stesso’, confida Felice Basile di Altamura (Ba), anno di nascita 1958, tecnico delle Industrie Elettriche ed Elettroniche, e sportivo praticante, pallavolista giocatore e successivamente allenatore. Per filo e per segno, aggiunge. Senza omettere particolari importanti e stati d’animo, tensioni, disillusioni, fervente ambientalista come idea e nella professione. Soprattutto amante della Giustizia, nonostante tutto. Sì, proprio con la lettera maiuscola, quella che ha perseguito per tutta la vita, mai domo, sempre speranzoso che avrebbe trovato un Giudice a Berlino in grado di capire la sua anima, tutta invaghita di tecnica e amore, di scienza e desiderio di poter migliorare le condizioni ambientali sulla terra, contribuendo nel suo piccolo con il Vettore Idrogeno, in grado di fornire energia e calore puliti, per la trazione e per il riscaldamento. La sua vita professionale è sempre stata tesa a migliorare le prestazioni scientifiche e produrre energia senza inquinare. ‘Volevo fare della mia terra una Hydrogen Valley, confida, proseguendo l’attività dell’ing. Michele De Nora, che aveva dato tanto lustro a questa terra di Puglia desolata, stando a tutte le delusioni di coinvolgimento della Regione, mai davvero interessata a seguire la via dolce e pulita dell’energia, tutta tesa invece a seguire gli sviluppi dell’eolico e del fotovoltaico. In un’Italia normale sarebbe stato incoraggiato, lui e la sua équipe, sarebbe stato sostenuto nell’ambito della ricerca con materiali e laboratorio, invece in questa Italia al contrario o sottosopra, dove le cose vanno al rovescio, viene perseguitato dalle Banche, due istituiti finanziari locali che inspiegabilmente si adoperano per fermare i crediti,  chiudere i conti correnti e chiedere all’Esimio Tribunale di procedere al pignoramento e alla successiva vendita all’asta di tutti i suoi beni, per somme non significative a fronte di un valore dei suoi beni stimati in 1 milione e mezzo di euri. In un momento di crisi sociale, economica e finanziaria internazionale, che colpisce pesantemente anche l’Italia. Molti imprenditori si danno la morte, impossibilitati a far fronte per mille difficoltà ai debiti contratti con le banche, anch’esse in sofferenza per la verità. Una legge approvata in quegli anni, il Decreto 27 giugno 2015 n. 83, coordinato  con la Legge di conversione del 6 agosto 2015, n. 13 recante misure urgenti in materia fallimentare, civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria ‘spianò la strada alle banche per fare pesca a strascico – commenta Felice Basile – di beni immobili, pignoramenti e azioni esecutive, consentendo ai potenziali acquirenti di poter usufruire di un mutuo concesso dalla stessa banca, finanziato fino all’80% dell’importo di acquisto a base d’asta’. Complice la crisi e la legge che ha consentito questo strapotere alle banche, di poter agevolmente ottenere da una Magistratura compiacente i decreti ingiuntivi, nel corso di questi anni si susseguono numerosi i pignoramenti dei patrimoni e la loro vendita all’asta che gettano sul lastrico numerose famiglie per l’esposizione nei confronti delle banche di somme notevolmente inferiori al valore di mercato, favorendo il malcostume e l’istinto predatorio annidato all’interno delle stesse banche. Felice Basile partecipa a livello nazionale ai movimenti e alle manifestazioni come ‘Imprese che resistono’ e al ‘Progetto terraferma’ per tutelare la vittime e impedire i fallimenti anche con il coinvolgimento dell’Agenzia delle Entrate e dell’ABI, e lo scopo di procedere con cautela nei confronti delle piccole aziende, ma inutilmente. Felice è anche attivo a livello locale per impedire lottizzazioni selvagge di Altamura, piani di cementificazione, quelli sì, sostenuti dalle banche locali. Sul piano professionale è preso dal coinvolgimento di diverse aziende internazionali, si fa il giro delle Regioni d’Italia per convincerle della bontà del suo progetto, che resta bloccato per l’azione delle due banche di Altamura. Felice cerca di resistere, scrive a tutti, al Presidente della Repubblica, al Governatore della Banca d’Italia, al Presidente del Consiglio, a Deputati, alla Procura. Denuncia l’illegittimità del comportamento degli istituti bancari, chiede di ridurre la dimensione e la quantità dei beni messi sotto pignoramento e la riapertura delle linee di credito. Le sue implorazioni vengono respinte, e lui daccapo. Non si dà pace. Riprende ogni volta il filo interrotto, vaga per le Procure, parla con tutti, scrive missive, mail, non ce la fa più. Medita il suicidio, salvato sul fino del tempo dalla telefonata del figlio. Riprende a sperare confortato dall’amore della moglie Maria e dei quattro figli. Ritorna al Tribunale di Bari, accampato in una tenda, mentre nota una lumaca, metafora della lentezza della giustizia, che lambisce il numero dell’aula del tribunale improvvisato e terremotato. Ascolta l’intervento del Capo dello Stato Mattarella nel discorso che pronuncia a proposito del conflitto fra politica e magistratura: alla base della democrazia ci stanno salde due colonne, la Libertà e la Giustizia. Lo ringrazia perché lo fa ben sperare che quel Giudice di Berlino può albergare anche nelle nostre Procure. Venerdì 3 gennaio 2020 alle ore 21 il libro sarà presentato a Casarano (Le) in Auditorium, dove un’altra storiaccia analoga, ha coinvolto la famiglia Margari, sottraendogli anche il cinema, l’unico della cittadina. ‘Da lì partirà la nostra riscossa, annuncia Felice Basile, con la costituzione di una Associazione che si adoperi per far cessare questo obbrobrio sociale, economico e finanziario, che mortifica e massacra le famiglie italiane’.

Milano, 22/12/2019

                                                                                PAOLO RAUSA  

Saluto al vecchio anno

~Il mio saluto al vecchio anno che possa essere traghettato verso un ‘vero anno nuovo’ fatto di pace, amore e condivisione per tutti i popoli del mondo~

“Odor acre di pace”

Un miracolo per inghiottire le guerre,
mettete il bianco tra il rosso del sangue versato
ricco di un arcobaleno di colori che faccia tacere
i colpi delle armi,
che siano silenziati nella ricchezza dell’amore,
muove i popoli l’amore
smuove le montagne;

una mezza verità dilaga in ogni ombra umana
la consapevolezza che il gelo
possa cristallizzare l’anima
avara di quella solarità sopita;

nuvole a scaglie che nascono e muoiono
sono il mutevole sentire dei tempi odierni
che seguono l’andare dei venti di guerra,

un miracolo per quest’odor acre di morte
che possa sussurrare l’ascolto alla pace
inquieta ricchezza per gli uomini di buona volontà.


Cresy Crescenza Caradonna

Piero Angela : buon compleanno

Piero Angela : buon compleanno
🎉TANTI AUGURI!

Piero Angela (Torino, 22 dicembre 1928) è un divulgatore scientifico, giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano.

Iniziò come cronista radiofonico, poi divenne inviato, e si affermò come conduttore del telegiornale Rai. È noto soprattutto come ideatore e presentatore di trasmissioni di divulgazione in stile anglosassone, con cui ha dato vita a un filone documentaristico della televisione italiana, e per il suo giornalismo scientifico anche espresso in numerose pubblicazioni saggistiche.

«Personalmente, mi sono annoiato mortalmente a scuola e sono stato un pessimo studente. Tutti coloro che si occupano di insegnamento dovrebbero ricordare continuamente l’antico motto latino “ludendo docere”, cioè “insegnare divertendo”.»

«Gli individui che incontrano il maggior successo (e non solo con le donne) solitamente sono forti dentro e cortesi fuori. È un po’ come per il pianoforte. Ricordo sempre quello che mi diceva la mia vecchia insegnante di pianoforte: per avere un buon tocco occorrono dita di acciaio in guanti di velluto… Forse anche nella vita è così.»

(Piero Angela)

Piero Angela ha ricevuto otto #lauree honoris causa; l’ultima, in “Scienza e tecnologia dei materiali”, gli è stata conferita dall’Università degli Studi di #Roma “Tor Vergata”, in occasione della presentazione del suo libro “Giornalismo Pseudoscientifico”, il 5 aprile del 2016. Oltre a numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero, nel 1993 ha ricevuto il Premio Kalinga per la divulgazione scientifica attribuitogli dall’UNESCO e nel 2002 la medaglia d’oro per la #cultura della #Repubblica #Italiana.
Ha ricevuto sette #telegatti, di cui uno alla carriera il 22 gennaio 2008.
Il 3 ottobre 2010 ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria del Premio Letterario Giuseppe Dessì.
Dagli astronomi scopritori Andrea Boattini e Maura Tombelli, gli è stato intitolato l’asteroide 7197 Pieroangela.
Gli è stata dedicata la “Babylonia pieroangelai’, mollusco gasteropode del mar Cinese.
Padova, città legata a Galileo, gli ha riconosciuto la cittadinanza onoraria per il suo “contributo di eccellenza dato alla #divulgazione scientifica”.
Anche #Torino, la sua stessa città natale, il 23 ottobre 2017, ha deciso di riconoscergli la cittadinanza onoraria per essere “la conferma vivente della tradizione #scientifica della città” e per aver contribuito con la sua carriera professionale ad incrementare “la cultura e la conoscenza degli italiani anche mediante il mezzo #televisivo“.
Musica

«Gli individui che incontrano il maggior successo (e non solo con le donne) solitamente sono forti dentro e cortesi fuori. È un po’ come per il pianoforte. Ricordo sempre quello che mi diceva la mia vecchia insegnante di pianoforte: per avere un buon tocco occorrono dita di acciaio in guanti di velluto… Forse anche nella vita è così.»
(Piero Angela)

All’età di sette anni iniziò a prendere lezioni private di pianoforte, sviluppando in seguito il suo interesse per la musica jazz. A vent’anni, nel 1948, con il nome di Peter Angela si produsse in varie jam session nei jazz-club torinesi.

Nello stesso anno fu notato dall’allora giovane impresario Sergio Bernardini che lo invitò a suonare nella serata inaugurale della Capannina di Viareggio. Nei primi anni cinquanta formò, insieme al batterista Franco Mondini, un trio jazz in cui si alternarono vari contrabbassisti. Al trio si aggiunsero spesso solisti di richiamo, quali ad esempio Nini Rosso, Franco Pisano, Nunzio Rotondo e l’ex cornettista di Duke Ellington, Rex Stewart. Insieme a Mondini, Angela avrebbe poi fatto parte per qualche tempo del quartetto di Rotondo. Ha suonato anche con Franco Cerri, di cui è amico e del quale ha raccontato che nel 1946, non potendo comprare il biglietto, andava a sentire i concerti da fuori, raggiungendo in bicicletta il retro del locale torinese in cui si esibiva con Gorni Kramer e il Quartetto Cetra. Nel frattempo assunto in Rai, nel 1952 cessò l’attività musicale professionistica per dedicarsi al giornalismo.

Nonostante abbia abbandonato da allora l’attività musicale professionistica, Piero Angela è rimasto un cultore del jazz e solitamente, quando una trasmissione da lui condotta tocca argomenti in qualche modo connessi con la musica come per esempio i fenomeni acustici, coglie l’occasione per esibirsi al pianoforte e suonare insieme a noti jazzisti professionisti.

«Nella nostra musica c’è la passione, una specie di virus che continua negli anni e non finisce mai. Allora, la cosa interessante è che i musicisti che amano il jazz magari fanno il loro lavoro, ma poi si ritrovano dopo, per suonare. Questo perché la musica jazz è creativa; mentre la musica classica è esecutiva, cioè i musicisti eseguono la partitura, non scritta da loro, nel jazz si è autori, si è compositori e improvvisatori in tempo reale. E la musica che esce è sempre diversa, è questo che diverte, la creatività.»
(Piero Angela)

#pugliadaamareonline #giornalista #scrittori

articolo di Cresy Crescenza Caradonna

Santa subito all’Esedra di Bari

Santa subito all’Esedra
articolo di Luciano Anelli

Al cinema Esedra della Parrocchia San Giuseppe di Bari (rione Madonnella) a chiusura di un ciclo di presentazioni, è stato proiettato il nuovo docufilm di Alessandro Piva “#SantaSubito“, racconto per immagini sulla vita e la morte violenta di Santa Scorese, vittima di femminicidio. Il film ha vinto il Premio del pubblico alla 14a #FestadelCinema di Roma.
Alla presentazione era presente il regista, il parroco Don Tino, che conosceva bene Santa, i genitori di Santa, la Sorella ; #Rosamaria Scorese, col marito, e #Maria Pia Vigilante, presidente di Giraffa Onlus che ha collaborato nella realizzazione del docufilm.
Questo film dimostra che non si muore mai nella vita se la semina è stata fertile e i contadini, che se ne sono occupati, solerti.
Alessandro Piva: “Santa Subito parla di femminicidio ma celebra la vita”
Infatti, la peculiarità del docufilm è di parlare di Santa attraverso le persone che la conoscevano ed hanno vissuto insieme a lei; del loro dolore mai sopito, della resilienza attraverso tutte le azioni che da anni, Rosamaria Scorese in testa, portano alla conoscenza la storia di Santa, affinché si comprenda meglio il dramma che si lascia nelle famiglie di chi viene ucciso in quanto donna.
Questo docufilm aggiunge una vision diversa da tutte le altre iniziative artistiche, tutte lodevoli, mese in atto da altri validissimi registi, attori, documentatori, primo fra i quali Alfredo Traversa.
Alesandro Piva: “La costruzione che ho dato al film è quasi da thriller, di modo che lo spettatore venga assalito dall’inquietudine fino alla tragedia finale. Santa, dalla forte personalità e dalla vivacità tipica dei giovani, è rimasta accanto alle vite di chi l’ha conosciuta, come se non fosse mai scomparsa. E’ una capacità che hanno solo le persone speciali”
Il padre di Santa, combattuto fra la ragione di Stato, intrisa nella sua mente di servitore della Patria, ed il cuore che avrebbe voluto risolvere definitivamente il calvario di stolkeraggio, inflitto per tre anni a sua figlia da un ìa persona non stabile mentalmente, con un’azione forte nei confronti di quell’uomo, dice: “Solo un assassino non mi sono sentito di diventare.”
Alessandro Piva: “Sul set del mio nuovo film documentario ho scoperto tanta umanità, ma anche utili informazioni pratiche: Angela Scorese mi ha insegnato come si calcola una porzione di orecchiette fatte a mano.”

Annamaria Tosto, presidente del Tribunale Penale di Bari, parlando del docufilm e rivolgendosi al regista, ha detto: “Due sono gli aspetti che fanno il tuo lavoro grande. Uno la valenza “politica”, l’altro privato, entrambi centrali. Per me che da 40 anni vivo la magistratura come servizio, il tuo film è un pugno nello stomaco: documenta il fallimento di un sistema che non riconosce quello che è riconoscibile e non garantisce chi chiede garanzie perché ne ha bisogno più degli altri.
L’altro profilo, più intimista, è quello che racconta la “perdita”: il tuo non è solo un film sulla violenza di genere. È un film sulla desolazione che segue un’amputazione innaturale, del figlio che scompare prima di te; del dolore vissuto dignitosamente e senza fine. Il premio ricevuto restituisce solo in parte il valore del tuo lavoro”.

CRESCENZA CARADONNA
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Crescenza Caradonna

Giuseppe Mazzini: la storia – ricerche a cura di Crescenza Caradonna

Giuseppe Mazzini: la storia:
l’apostolo del risorgimento
ricerche a cura di Crescenza Caradonna

Avatar di Crescenza Caradonna (Cresy)PUGLIA D'AMARE WEBPRESS

Giuseppe Mazzini: la storia:
l’apostolo del risorgimento
ricerche a cura di Crescenza Caradonna

Giuseppe Mazzini

«Gl’istinti repubblicani di mia madre m’insegnarono a cercare nel mio simile l’uomo, non il ricco o il potente; e l’inconscia semplice virtù paterna m’avvezzò ad ammirare, più che la boriosa atteggiata mezza-sapienza, la tacita inavvertita virtù di sagrificio ch’è spesso in voi.»
Giuseppe Mazzini, Agli operai italiani

GIUSEPPE MAZZINI è considerato un politico e filosofo molto importante nella storia italiana in quanto con le sue idee ha contribuito alla nascita di uno stato unitario. Per questo si parla di Mazzini come di uno dei padri della patria. Nato a Genova il 22 giugno 1805, all’età di 14 anni si è iscritto alla Facoltà di Medicina a Genova, per seguire il volere del padre. Ma ha abbandonato presto gli studi medici per iscriversi a Legge. Dopo i moti del 1821, Mazzini

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Una famiglia di Casarano (Le) denuncia al Presidente della Repubblica la procedura di sequestro giudiziario di tutti i beni per pignoramento

Una famiglia di Casarano (Le) denuncia al Presidente della Repubblica
la procedura di sequestro giudiziario di tutti i beni per pignoramento

Sono i figli di Mario Margari di Casarano (Le), Emma, Marcello e Francesco,  a decidere che è giunto il momento di parlare e di raccontare il gioco perverso delle banche unito alla ottusità di certi provvedimenti giudiziari, che da un momento all’altro privano la famiglia di tutto il suo patrimonio realizzato nel corso di una vita di impegni e di sacrifici, persino del cinema locale, l’unico che esiste in questo paese di media grandezza nel sud ovest di Lecce, a pochi chilometri da Gallipoli. Indirizzano perciò una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in cui spiegano per filo e per segno l’aggrovigliarsi delle vicende giudiziarie che hanno portato il padre a subire un decreto di bancarotta per un debito di 800 mila euro a fronte di un patrimonio stimato dagli stessi periti del Tribunale in 7 milioni. La messa in liquidazione con vendita all’asta probabilmente è nell’interesse di qualcuno che potrebbe acquisire  a pochissimo costo un patrimonio importante, ma non dei debitori che si vedrebbero costretti ad accontentarsi di quanto realizzato. Il senso della missiva al Presidente, che ha lo scopo di coinvolgere anche il Sindaco della cittadina salentina e il Prefetto, e anche i cittadini con una petizione online che sostenga la loro richiesta, è di denunciare il circolo perverso che attanaglia molti operatori commerciali e anche di servizi sociali e culturali, lo stritolamento delle attività con interessi bancari sui prestiti esosi, al limite  dell’usura, con la conseguente perdita e privazione dei beni. “Sino a questo momento abbiamo mantenuto il silenzio nel rispetto delle procedure in corso, ma evidentemente è arrivato il momento di parlare e spiegare tante cose. Lo scopo della nostra presa di posizione – dice Francesco – è di rendere pubblico il funzionamento sbagliato del nostro sistema che danneggia i cittadini.” Aggiunge che una risposta la si deve ai tanti cittadini che si sono chiesti cosa ci fosse dietro le voci riguardo alle vicissitudini della famiglia Margari e al perché fosse stato chiuso il cinema che il padre Mario gestiva a Casarano sino a pochi mesi fa. “La questione trattata riguarda la nostra famiglia, – riprende Francesco – ma interessa migliaia di famiglie e operatori italiani che rimangono intrappolati nelle maglie di una giustizia mal funzionante e di un sistema bancario opprimente e vessatorio”. La famiglia non esclude anche di rivolgersi alla Magistratura con un esposto denuncia per chiedere alla Giustizia/Temi, l’ultima dea a (non) lasciare la terra secondo la mitologia greca. Perciò invocano la sensibilità del Presidente Mattarella, perché con il suo intervento venga restituita serenità perduta alla famiglia Margari e la dignità finora calpestata, consentendole di gestire in proprio, senza forzature della banca e degli atti giudiziari, il versamento di quanto dovuto.

                                                                             Paolo Rausa

Vi presento Sandra Moretti

Oggi vi presento l’autrice Sandra Moretti, scrive di fantascienza ed è rappresentata in Italia dall’agente letterario Eleonora Marsella.

Scopriamola attraverso questa intervista:

Chi sei?

Mi presento, mi chiamo Sandra Moretti e di professione faccio la psicologa e psicoterapeuta nel settore della clinica e della neuropsichiatria infantile.

Da quasi quindici anni lavoro nel campo dell’età evolutiva, con bambini e adolescenti.  Proprio da loro, dalle loro narrazioni e fantasie, ho preso spunto per la trilogia fantasy dell’Isola di Heta, di cui è stato pubblicato il primo volume omonimo, “ L’Isola di Heta”  nel 2016 e a quasi due anni di distanza, il secondo capitolo della saga “Diversi Mondi”.

Quando ti avvicini al mondo della scrittura?

Ho iniziato a scrivere seguendo un consiglio che spesso mi trovo a dare ai miei giovani pazienti: nei momenti di difficoltà, cerca comunque il lato bello e positivo e, se non lo vedi fuori, costruiscilo dentro di te.

Così nasce l’idea di un altro universo, un’altra dimensione in cui immergersi per trovare nuova linfa e trasmetterla agli altri.

“Esistono tanti mondi quanti ne puoi immaginare”…questa è la verità che la giovane Thea Bright scoprirà quando verrà  inaspettatamente catapultata su Heta, un pianeta parallelo, uguale e diverso dal suo, ma altrettanto “umano” e per certi versi spaventoso.

Perché è arrivata lì? Quali segreti nasconde quell’isola che la spaventa e la attrae allo stesso tempo? Che cosa c’entra lei con lo strano mistero legato allo spicchio 12 e, soprattutto, cosa la lega a Nathan Delphi, affascinante Tenente che protegge il suo mondo?

Tante domande, ciascuna avrà la sua risposta. E mentre la narrazione riempirà i buchi della curiosità del lettore, spero possa colmare anche quelli più profondi, come è stato per me mentre inventavo questa realtà.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Il messaggio di fondo è “non avere paura di essere te stesso”. Mi rivolgo soprattutto ai ragazzi di oggi, che hanno paura spesso di crescere, di scoprire chi sono e chi dovrebbero o vorrebbero diventare. Queste due spinte, dovere  e volere sono uguali e contrarie allo stesso tempo, e generano conflitti che a volte ci fanno sentire bloccati e in difficoltà.

Per crescere devi affrontare te stesso, conoscerti e saperti accettare per quello che sei; lottare per modificare ciò che non ti piace e accogliere quello di cui sei parte. Proprio come accade alla giovane Thea, che, catapultata in una realtà nuova e misteriosa, dovrà fare i conti con chi credeva di essere e chi è realmente e decidere quale ruolo giocare nella partita che si è appena aperta davanti a lei.

Dove possono trovarti?

Troverete i miei libri sul sito della casa editrice, Tabula fati ed Edizioni Solfanelli (http://www.edizionitabulafati.it/lisoladiheta.htm)

su Amazon, IBS e tutte le principali librerie italiane.

Inoltre potrete seguirmi sulla miapagina face book – instagram e Twitter: isola di heta  e sul blog: isoladiheta.blogspot.com.

Leggi il mio libro perché?

Perchè l’isola di Heta è un libro dai molti volti. Nasconde in sé più messaggi e, seppur possa sembrare il classico young adult, secondo il mio parere ha un raggio di lettura più ampio, offrendo tematiche degne di tutte le età e aprendosi a tutti.

contatti/info:
pugliadaamareonline@gmail.com