2° Edizione di “Corti nella Corte”, Concorso – Rassegna Regionale di Teatro Filodrammatico.

Dopo il successo di pubblico e critica della prima edizione, la compagnia TEATRAMICO di Mola di Bari in collaborazione con PALAZZO PESCE – Location Eventi di Mola di Bari,  UILT PUGLIA – Unione Italiana Libero Teatro, il patrocinio REGIONE PUGLIA – Assessorato Industria Turistica e Culturale, il  COMUNE DI MOLA DI BARI indice la 2.a Edizione di “Corti nella Corte”,  Concorso – Rassegna Regionale di Teatro Filodrammatico.

Il concorso ha come finalità la valorizzazione del teatro come strumento di aggregazione e di crescita culturale in una modalità che mira a rievocare l’iniziativa, diffusa nelle corti aristocratiche e nei palazzi nobiliari dei secoli scorsi, di intrattenere gli ospiti negli spazi a disposizione del proprio palazzo o della propria residenza con “rappresentazioni-brevi” che, pur mantenendo la specificità comunicativa del mezzo teatrale, potevano fare a meno di un palcoscenico e di una scenografia.

Il concorso viene dedicato alla memoria dell’illustre intellettuale-aristocratico molese Avv. PIERO DELFINO PESCE che tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900 diede vita e sostenne l’aggregazione Filodrammatica come strumento di promozione culturale e umana.

La rassegna si svolgerà nei quattro venerdì di luglio 2019 (5-12-19-26 luglio 2019); la serata finale, invece, si terrà nei primi giorni di settembre.

Possono partecipare tutte le Compagnie e Gruppi Teatrali amatoriali residenti nell’intero territorio regionale pugliese iscritte regolarmente ad una Federazione italiana sia essa UILT, FITA, TAI o altre; sono ammesse, altresì, le compagnie del Molise solo se iscritte UILT. Sono ammessi solo corti teatrali, ossia estratti di opere che mantengano il senso compiuto della stessa, monologhi e atti unici. Il tempo effettivo dello spettacolo dovrà essere minimo 15 minuti e massimo 30 minuti. Ogni eccedenza in termini di durata sarà motivo di eliminazione anche ad esibizione avvenuta Corti nella Corte.  Sono ammessi spettacoli di autori italiani o stranieri, adattamenti in lingua italiana (non sono ammessi spettacoli in vernacolo) – a tema libero – editi o inediti purché con materiale scenico di poco ingombro e di facile rimozione (no pannellature di fondo).

INFORMAZIONI e BANDO
Facebook: Teatramico
e-mail: teatramico@gmail.com
5-12-19-26 luglio 2019 | Corte di Palazzo Pesce
via Van Westerhout 24, Mola di Bari

Mercoledì 24 luglio 2019 alle ore 21.00 Palazzo Pesce accoglie il tour promozionale di “The Shining of Things

Mercoledì 24 luglio 2019 alle ore 21.00 Palazzo Pesce accoglie il tour promozionale di “The Shining of Things. Dedicated to David Sylvian”, il progetto discografico firmato dalla cantante Serena Spedicato, dal pianista Nicola Andrioli, dalla tromba di Kalevi Louhivuori e dalle percussioni di Michele Rabbia.

Un concerto in Puglia per ascoltare il disco, in uscita sabato 20 luglio e prodotto da Dodicilune, che nasce dal desiderio di rileggere i camei più significativi della produzione di David Sylvian, facendone rivivere le atmosfere intime e sofisticate, fluttuanti a mezz’aria. Qui affidate e impreziosite dalla voce eclettica, poliedrica e ricca di pathos di Serena Spedicato, diploma in Canto Jazz al Conservatorio Tito Schipa di Lecce con menzione d’onore, plauso e bacio accademico, un’intensa attività concertistica in numerose formazioni jazz, corali e polifoniche e una lunga lista di incisioni al proprio attivo, dal pianoforte sapiente e raffinato di Nicola Andrioli, pugliese d’origine e belga d’adozione, diploma in Pianoforte classico e Jazz con il massimo dei voti al Conservatorio Tito Schipa di Lecce, diploma in Jazz et Musique Improvisèe al Conservatoire National Superieure de Paris, e una carriera, da concertista e didatta, in tutta Europa, dal il suono ricercato del trombettista Kalevi Louhivuorie, diploma al Dipartimento jazz del Conservatorio di Jyväskylä e dell’Accademia Sibelius, una carriera in Asia e Australia e diversi dischi incisi, e allo spessore poetico del percussionista Michele Rabbia, una formazione fra l’Italia e gli States, collaborazioni prestigiose anche nell’ambito della danza e letteratura, e un’idea sonora che coniuga il suono e il gesto con la tecnologia e i materiali artigianali che lui stesso sceglie con cura.

Ticket: 10 euro

Mercoledì 24 luglio 2019 h 21.00 | Corte di Palazzo Pesce
via Van Westerhout 24, Mola di Bari
Info e prenotazioni: 3931340912 – palazzopesce@yahoo.it


Spettacolo teatrale: FALSE HAMLET – Opera teatrale in Fa maggiore di Andrea Cramarossa

COMUNICATO STAMPA

In occasione del Festival Ecomuseale delle Arti – VI Edizione:

Spettacolo teatrale:
FALSE HAMLET – Opera teatrale in Fa maggiore
di Andrea Cramarossa
Liberamente ispirata a “Amleto” di William Shakespeare
(Atto III, Scena I).

Con: Isabella Careccia e Federico Gobbi
Costumi: Silvia Cramarossa
Foto di scena: Maria Panza
Plancia di ripresa: Zerottanta Produzioni
Sguardo tecnico: Nicola Santamato
Drammaturgia e regia: Andrea Cramarossa
Con il sostegno di: CEA WWF Masseria Carrara


“False Hamlet”, come destreggiarsi nella finzione, come percepire la realtà. Forse. L’imperatore del dubbio vive la sua perenne incertezza dell’esistere, frastornato dalle richieste dell’essere. Amleto ed Ofelia si ritrovano faccia a faccia in una stanza, una zona franca, dove si dicono tutto quello che pensano l’uno dell’altra. Una sorta di “sfogo”, un continuo recriminare ma anche il monologo d’un fiume in piena dell’uno e dell’altra persona, cercando sotto i tappeti, la fine del loro amore. Il linguaggio utilizzato è quello che si basa su una narrazione che intervalla lunghi monologhi a sofferti dialoghi; i due personaggi, Amleto ed Ofelia, si destreggiano in un terreno sirtico di difficile navigazione, passando attraverso le indicibili sofferenze della confessione. Il testo è originale ed è ispirato a “Amleto” di Shakespeare, Atto III, Scena I; alcuni frammenti del testo originario, faranno da contraltare alla spudorata finzione della realtà, fino a non comprendere più dove sia il testo del bardo e la sua rappresentazione e dove la finzione vera e propria, in una traduzione che più della parola riguarda l’anima.

Sabato 20 Luglio 2019 – ore 20.30
BARI, Villa Framarino
Sede del Parco Naturale Regionale Lama Balice
Strada Provinciale 156 (Aeroporto-Bitonto) – Civ. n° 30

Il 7 agosto 2019 ore 21.00 al Trullo Sovrano DINO ABBRESCIA

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Il 7 agosto 2019 ore 21.00 al Trullo Sovrano

DINO ABBRESCIA

Secondo appuntamento con FestivArts, il prossimo 7 agosto alle ore 21.00 nella splendida cornice del Trullo Sovrano, con l’eclettico Dino Abbrescia.

FestivArts, contenitore culturale che omaggia i big del panorama artistico nazionale ed internazionale, organizzato dal Comune di Alberobello in collaborazione con Domi Ciliberti, ideatore della manifestazione, e Pino Savino, direttore artistico, rientra tra «Trulli Viventi – Summer 2019», il cartellone di eventi dell’amministrazione comunale per i mesi estivi realizzato in partenership con Engie.

Dino Abbrescia, dopo aver indossato per molto tempo i panni dell’attore teatrale, approda a cinema e televisione interpretando lavori indimenticabili al grande pubblico tra cui “La CapaGira”, “Il nostro matrimonio è in crisi”, “L’anima gemella”, “Manuale d’amore” e “Cado dalle nubi”. Per la tv, invece, lo ricordiamo in varie fiction televisive, tra cui le sit-com “Via Zanardi 33” e “Camera Café”, le miniserie tv “Il giudice Mastrangelo”, “Il giudice Mastrangelo 2” e “La figlia di Elisa – Ritorno a Rivombrosa”, il film tv “Uno Bianca”, “La scelta di Laura”, “Distretto di Polizia 10” e “Distretto di Polizia 11”. Attualmente è tornato in teatro con il suo spettacolo “Raccondino”.

A FestivArts, il grande Dino Abbrescia parlerà della sua vita di personale, della sua infanzia, della sua famiglia, umile e dura di quell’indurimento tipico di chi deve tirare avanti con dignità, rispetto e sacrificio; dei suoi valori, impartiti dal padre poliziotto, delle sue ambizioni, della sua impeccabile educazione  e dei suoi sogni, quei sogni sani, belli, romantici che guardano in faccia la sfrontatezza, ma anche le difficoltà degli anni ’80. Ci parlerà della musica, della scoperta della tromba, e del teatro, in veste di tecnico e poi, all’improvviso, sul palco, chiamato al posto di un altro attore. Ci parlerà di quel ragazzo non disposto a plasmarsi, ritenuto “non-conforme”, di un sognatore che ha tentato di piegare la realtà ad ogni suo impossibile sogno.

Un dialogo intimo, frizzante e coinvolgente, a tratti tragicomico, durante il quale non mancheranno le sorprese.

A nome di tutta la Comunità alberobellese – ha commentato Michele Longo, Sindaco del Comune di Alberobello – sono felice di poter ospitare nel nostro paese Dino Abbrescia che, ne siamo certi, divertirà e incanterà il pubblico del Trullo Sovrano regalando ad Alberobello una serata magica come già accaduto con Rossana Casale per la prima serata di FestivArts e come sarà con l’ultimo appuntamento del 28 agosto con Michele Placido. La formula di FestivArts consente agli artisti di calarsi nella quotidianità del nostro territorio, assaporandone gli odori, i sapori e, soprattutto, il nostro stile di vita. Ci piace che gli artisti vivano Alberobello nella sua essenza e scoprano effettivamente la realtà del nostro paese”.

In qualità di assessore al Turismo del Comune di Alberobello – ha aggiunto Antonella Ivone – sono orgogliosa di ospitare nella nostra estate un artista del calibro di Dino Abbrescia. Lui, Rossana Casale e Michele Placido sono tre degli appuntamenti clou della nostra estate. Una estate che, come dice il titolo stesso del cartellone, vuole rendere i Trulli viventi ogni giorno e, siamo certi, anche Abbrescia, come già successo per la Casale, esalterà la bellezza della nostra Alberobello offrendo una serata unica”.

“Il prossimo 7 agosto – ha sottolineato Domi Ciliberti, ideatore di FestivArts – sarà una serata all’insegna della goliardia. E non solo. Ripercorreremo le tappe della carriera di Dino Abbrescia, nostro conterraneo, attore affermato del cinema italiano. La cornice del Trullo Sovrano diverrà luogo di condivisione e di partecipazione dove il pubblico sarà coprotagonista della serata. FestivArts ha voluto segnare il solco in tal senso, ovvero, dare la possibilità di conoscere le sfaccettature e le peculiarità degli ospiti rivelando cosa c’è oltre l’artista. Vi aspettiamo”.

Uno di noi. Così mi piace considerare Dino Abbrescia – ha chiosato Pino Savino, direttore artistico di FestivArts – un ragazzo di Bari che, grazie al suo talento, impegno e professionalità è riuscito a portare sullo schermo, grande e piccolo, le varie sfaccettature della nostra società, interpretando con semplicità ruoli grotteschi e ruoli cupi, stimolando in noi sentimenti contrastanti. Tra i tanti lavori attoriali, che racchiudono quanto espresso, in “Cado dalle nubi” e “Io non ho paura” interpreta due ruoli differenti tra loro, opposti direi, mantenendo, però, quello che mi piace definire  “lo stile Abbrescia”. Con Dino si ha  l’impressione di aver incontrato al bar sotto casa i personaggi da lui interpretati.

Crocevia delle varie espressioni della creatività umana, FestivArts ideato da Domi Ciliberti e dal direttore artistico Pino Savino, vuole essere evento attrattivo per esponenti di rilievo del panorama musicale, teatrale e cinematografico. L’obiettivo è quello di offrire preziosi momenti di contatto diretto con il pubblico, rilanciando la sfida di una cultura possibile e per tutti.

FestivArts Alberobello, la bellezza dell’arte in ogni sua forma.

Gli eventi in programma sono liberi. Non è richiesta prenotazione.

Disponibilità di posti a sedere limitata.

Per informazioni, contattare il numero 3487649373

A MANI LIBERE – LA PITTURA COLLETTIVA CHE MUOVE LE ACQUE

A MANI LIBERE – LA PITTURA COLLETTIVA CHE MUOVE LE ACQUE

“Il coraggio che muove le acque”. Un invito a scendere in campo, ad infrangere i muri dell’isolamento personale, per avvicinarsi alla città ideale. La frase, dal sapore di legalità, campeggerà sotto il volto stilizzato di Isabella d’Aragona, che spiccherà sul balcone di Pinuccio Fazio, nella città vecchia. Con questa tela di pittura collettiva che dà il titolo alla mostra, avrà inizio il percorso espositivo di arti visive sui balconi. Un esperimento di arte pubblica partecipata che darà luce alla galleria a cielo aperto “A Mani Libere”.

In città le Reti Civiche Urbane stanno muovendo idee, persone, aspirazioni, potemmo dire: stanno muovendo le acque. Nell’ambito della rete civica Murat- San Nicola, la casa atelier MALTA DI GERIS ha promosso la Bottega d’arte itinerante “A MANI LIBERE”. Un’azione di arte collettiva che si è sviluppata sul territorio dei due quartieri. Il laboratorio creativo allestito fra i vicoli e le piazze ha coinvolto residenti e visitatori di ogni fascia di età.
Quindici azioni creative messe in atto da metà giugno a metà luglio, sei piazze coinvolte fra città vecchia e murattiano, sette dipinti collettivi ispirati al tema dell’acqua, tanto caro ad Isabella d’Aragona ed a sua figlia Bona Sforza. Ed inoltre sono state gettate le basi per la realizzazione di una grande scultura collettiva dal titolo “Generazioni”.


Il tema che la RCU Murat- San Nicola ha scelto quale filo rosso per legare in buona parte le attività della propria rete, si rifà alla visione della “Città ideale” immaginata da isabella d’Aragona nel 1500. In questo solco, la bottega d’arte itinerante, col suo andare e creare, è divenuta una galleria a cielo aperto. Lungo la via si sono incrociate passioni e competenze di anonimi cittadini che prontamente sono state valorizzate, ingrandendo cosi questa rete di persone. La partecipazione attiva di bambini, preadolescenti, universitari, adulti ed anche qualche turista ha animato la bottega d’arte itinerante guidata dall’artista Maria Pierno, conosciuta per l’invenzione della Malta di Geris e che da un paio di anni si dedica alle performance di arte collettiva: coinvolge gli abitanti dei luoghi dove si ferma con la sua bottega itinerante, il telo si dispiega e subito parte una pennellata dopo l’altra, là dove uno comincia l’altro continua e l’opera cresce. Un benessere immediato si legge sui volti dei partecipanti e l’ospitalità degli abitanti non si fa attendere: un bicchier d’acqua fresca, un caffè, il racconto di storie e ricordi dei luoghi.
Tutto ciò si potrà ammirare nei dipinti collettivi realizzati dai cittadini e nel reportage fotografico curato da Giuseppe Tedesco, passeggiando fra i vicoli della città vecchia. Gli abitanti di Strada Filioli, la via nota per la presenza dell’arco dei Meravigli, metteranno a disposizione i loro balconi per dare vita alla galleria d’arte a cielo aperto “A MANI LIBERE” e lo faranno grazie al loro grande cuore libero. Il percorso espositivo inizierà dal balcone di Casa Fazio, con Pinuccio sempre attento alle attività culturali del territorio, passando per la loggia del palazzo dei Meravigli, grazie alla gentile disponibilità del giovane proprietario Nicola Giardino e si concluderà fra i balconi e le porte aperte dell’intera via.


Esposizione dal 22 al 28 luglio, Strada Filioli, in tutte le ore del giorno e della notte. Nella serata del giorno 22 assisteremo inoltre ad una perfomance musicale che animerà il balcone dei Meravigli e l’androne di uno dei portoni aperti di strada Filioli, a cura di Alnour per la RCU Murat-San Nicola.




Una tartaruga marina maltrattata a Ginosa, per delle fotografie

Una tartaruga marina maltrattata a Ginosa, per delle fotografie

CI SCRIVE UNA NOSTRA LETTRICE dott.ssa Chiara Grasso
Sono un’etologa (laureata in comportamento animale), presidente dell’associazione ETICOSCIENZA, di divulgazione scientifica e tutela ambientale.

L'immagine può contenere: testo

ETICOSCIENZA
– Associazione di Etologia Etica

Vi scrivo poiché stamattina mi sono imbattuta in questo video orribile in cui si vede una tartaruga marina maltrattata a Ginosa, per delle fotografie.
La tartaruga marina è una specie protetta a rischio di estinzione, quindi il maltrattamento è un reato penale.
E il giornalista manipola scientificamente la notizia parlando di una tartaruga che vuole farsi i selfie con i turisti, quando in realtà si tratta di una tartaruga pronta a deporre.

Sarebbe bellissimo se ne poteste parlare voi, in modo da sensibilizzare su queste importanti tematiche.

L’informazione é tutto in questi casi.
Grazie mille.

_____NOI DIVULGHIAMO GRAZIE DELLA SEGNALAZIONE!
Cresy Crescenza Caradonna

TARTARUGA MALTRATTATA PER I SELFIE.
NON SIAMO DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO SIAMO IN PUGLIA IERI.
(Facciamolo diventare virale così che forse i responsabili possano essere multati a dovere)

Ginosa Marina: una tartaruga marina (Caretta caretta – specie a rischio di estinzione) viene letteralmente braccata e circondata dai bagnanti per fare selfie e interagire con la povera malcapitata.
La tartaruga probabilmente era malata o ferita, o si trovava in una fase di quiescenza inter-nasting (tempo di attesa tra una deposizione e l’altra), e la condizione di stress potrebbe essere stata fatale per lei e le eventuali uova che aveva in grembo.

Tutto questo deve finire.
Questa smania di interagire col selvatico e farlo diventare un peluche per le nostre cazzo di fotografie deve finire.
Questo è abuso animale senza troppe sfaccettature. È maltrattamento e questi criminali devono essere multati.

Siamo una specie capace di progettare un razzo per visitare altri pianeti, ma poi non siamo capaci di insegnare ai nostri figli il minimo rispetto per le specie che a loro malgrado condividono il nostro stesso ambiente.

Condividiamo il più possibile sperando che chi di dovere faccia passare la voglia a questi cretini di molestare una specie protetta con una bellissima multa e doverosa denuncia penale.

Fonte: www.facebook.com/piazzanews.it/posts/2732344376775864
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Sabrina Schiralli “Innamorata” esordio discografico a Bari

Sabrina Schiralli “Innamorata” esordio discografico a Bari

Il prossimo venerdì 26 Luglio, l’artista Sabrina Schiralli presenterà nuovamente in versione live, accompagnata dal suo trio di musicisti, il proprio esordio discografico

“Innamorata”. Sabrina Schiralli, prenderà parte all’8° Festival della Pace attraverso la Cultura – Bari 2019, che si terrà presso il capoluogo pugliese presso l’Auditorium “Vallisa” – strada Vallisa – borgo storico di Bari, per un evento che avrà inizio alle ore 17 per terminare alle 22 circa.

Sabrina Schiralli oltre a presentare la sua ultima produzione musicale “Innamorata”, darà seguito ad un mix di sue interpretazioni in versione acustica, accompagnata da Gennaro Di Gennaro alle chitarre e Claudio Gala alla batteria.

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SALVATORE QUASIMODO LA VITA INTESA COME ESISTENZA E COME CULTURA

SALVATORE QUASIMODO
LA VITA INTESA COME ESISTENZA E COME CULTURA


L’indipendenza dell’uomo e l’autonomia del poeta che non ha mai tradito se stesso e la poesia.

Salvatore Quasimodo nasce a Modica, provincia di Ragusa, in Sicilia, il 20 agosto 1901. Muore a Napoli il 14 giugno del 1968.
Gli spostamenti del padre, capostazione delle FF.SS, gli fanno conoscere la Sicilia, alla quale rimarrà sempre legato, anche nel mito poetico. Roccalumera, Gela, Acquaviva , Trabia e Messina sono le tappe di questi continui spostamenti. Quando nel 1908 la famiglia si stabilisce a Messina Quasimodo ha sette anni. La città , da poco colpita dalla grave calamità del terremoto che l’aveva praticamente rasa al suolo, offre al giovinetto un desolante spettacolo. Intorno ai quindici anni inizia il suo tirocinio di poeta. Conseguito il diploma si iscrive nel 1919 al politecnico di Roma. Frequenta ingegneria, ma non riesce a superare il biennio, per problemi economici; abbandona, quindi , quell’indirizzo universitario e si iscrive alla facoltà di fisica.
Anche quest’esperienza però è segnata dall’insuccesso. Quasimodo, allora, abbandona gli studi universitari e trova lavoro presso un ingegnere come disegnatore tecnico. E’ costretto, infatti, a lavorare per vivere, lontano dalla famiglia, che poteva offrirgli poco aiuto. Lavora contemporaneamente alla Rinascente.
Il soggiorno romano non sarà allietato da una copiosa produzione poetica, ma determinerà per il poeta comunque una tappa significativa, che lascerà una impronta profonda. A Roma, infatti avrà i primi contatti con le lingue classiche, il greco ed il latino, ed avvierà proficue ed approfondite letture di testi letterari e filosofici, che contribuiranno enormemente ad arricchirlo culturalmente ed umanamente.
La lontananza dalla famiglia, la nostalgia della terra natale e dell’infanzia, l’insoddisfazione per un lavoro svolto più per costrizione di bisogno che per libera e sentita vocazione, contribuiranno alla maturazione in lui dei temi lirici della sua poesia ermetica, segnata dal mito della terra natale, la Sicilia, che costituisce l’elemento di fondo della sua personalità poetica. Una condizione spirituale che origina dal contrasto tra la sensazione dolorosa vissuta del distacco della amata Sicilia e il mito della Stessa rivissuto attraverso i ricordi dell’infanzia.
Il poeta partecipa alla vicenda dell’Ermetismo ma per adeguarlo a sé e al suo penoso ripiegarsi sulla sua condizione di siciliano in cerca di libertà. In tal senso è da considerare il principale esponente dell’Ermetismo.
La sua poesia, in particolare quella dell’Antologia “ Ed è subito sera, che compendia le prime quattro raccolte: Acque e Terre, Oboe Sommerso, Erato ed Apollion, Nuove Poesie, è una poesia scarna, immediata, intima, in cui più che l’immagine e il verso, è la parola l’elemento costitutivo, nella quale espressione ed effetto si fondono.
Altro mito nella poesia di Quasimodo è l’amore per la Grecia Antica che si ritrova ne “ Le Traduzioni di Lirici Greci “, Catullo, Virgilio, Omero, e Sofocle, che la critica considera il momento poetico più elevato della produzione letteraria del Poeta, anche perché, rileva, la frequentazione dei classici porterà Quasimodo al
superamento dell’Ermetismo. Svolta che si manifesta già nella raccolta “ Nuove Poesie “ e si concretizza in particolare nelle liriche composte negli anni del secondo conflitto mondiale e nel dopoguerra, dove il poeta manifesta il desiderio di uscire dalla sfera privata per stabilire un rapporto più stretto con il dolore degli altri.
La poesia allora viene concepita in una nuova ottica, con una funzione più mordace ed incisiva, come strumento di comunicazione e di lotta, e con un nuovo impegno
quello di contribuire a “ Rifare l’Uomo “ e quindi con una connotazione narrativa più aderente al nuovo ruolo e più rispondente all’obiettivo che il poeta persegue.
Quasimodo non partecipa direttamente agli avvenimenti bellici ed alla resistenza partigiana, ma resta comunque colpito dalla tragicità del momento di crisi che l’umanità sta vivendo. Se ne fa un testimone attento e consapevole. La sua poesia, pertanto, rispecchia il sentimento dell’appartenenza all’umano ma in un modo che diventa sempre più incerto e perplesso. Il fascismo, la guerra, e le paure atomiche del dopoguerra sono mostri che il poeta cerca di esorcizzare.
La Vita, intesa come esistenza e come cultura, e la Morte, intesa come negazione d’amore e silenzio totale ,costituiscono pertanto i simboli della poesia di Quasimodo, dove la Sicilia, vista come età dell’oro e irraggiungibile infanzia del mondo e Milano, città capitalistica, borghese, colta, ma al contempo negazione di ogni speranza di felicità per l’uomo, sono i luoghi mitici di una effusione lirica che passa, dopo gli eventi tragici della guerra, da una parola difficile ed ermetica ad una eloquenza dei sentimenti e ad una emotività umana più distesa.
Nella prima raccolta “Acque e Terre”, ci sono tutti i temi ed i motivi fondamentali della poesia di Quasimodo .
La Sicilia, magnogreca, innanzitutto, terra natale, amata e perduta e dal cui distacco deriva al poeta il dolore dell’esule, sradicato, in un mondo ostile che dà solo una dolorosa solitudine.
La raccolta propone allora i motivi dell’esilio, del perpetuo errare e della morte. Evoca la realtà terrestre, le stagioni, l’amicizia; parla di solitudine e di dolore individuale ma ancora dentro una natura ed una umanità concrete.
Gli squarci paesaggistici, i silenzi, i cieli, i colori, le acque, le figurazioni ancestrali, la sensualità e l’antica malinconia mediterranea, si fanno armonia di queste prime liriche.
La pena dell’esule , dannato a smarrirsi nel labirinto di una solitudine angosciosa, universale, delinea che è solo anche in compagnia di altri uomini; il suo breve destino è questo perché : “ ognuno sta solo sul mar della terra/ trafitto da un raggio di sole / ed è subito sera”.
Con la raccolta “Oboe Sommerso “ Quasimodo entra pienamente in clima ermetico.
Le liriche sono di versi brevi, costruiti per favorire le illuminazioni e cioè le impressioni veloci, le folgoranti intuizioni di un attimo.
In questa silloge la Sicilia, la terra natale, acquista la dimensione del mito unitamente a quello della classicità del mondo greco. Ma al tema-mito dell’isola e della nostalgia: l’eucaliptus, il poeta affianca il motivo della disperazione nascente dalla crisi esistenziale dell’uomo contemporaneo, cui, contro il gelo della solitudine e della dissoluzione in agguato, nulla è di conforto se non il silenzio.
A quest’uomo, tuttavia, il poeta, uomo tra gli uomini, addita quale via di salvazione l’abbandono francescano alla volontà del padre, al quale confidare lo strazio di riconoscersi creatura imperfetta e finita.
Questi temi si ritrovano, con una maggiore consapevolezza qualitativa ed espressiva, nella raccolta: Erato ed Apollion, in cui, prendono maggiore forma e consistenza, con viva suggestione poetica, i miti dell’infanzia perduta, di epoche d’oro scomparse, le isole e le patrie, la ricerca senza oggetto, la morte, la vita, l’inferno di esistere, il naufrago.
Dice il poeta: il mio impegno dinanzi all’arte è altissimo e non posso concedere nulla: né una sillaba nè un ritmo che aiuti l’analisi.
E,’ dunque, già poetica! La poesia per Quasimodo è linguaggio e ritmo e va compresa nella sua globalità essenziale. Non è compito del poeta curarsi di chi cerca la comprensione letterale della lirica o intende trovarne il significato dei temi.
Con la raccolta “Nuove poesie “ Quasimodo apre un nuovo ciclo poetico, in cui compare una realtà fatta di cose concrete, strade, campi, fiumi e città, ma anche persone, incontri cittadini e dediche a persone e luoghi cari citati con il loro nome.
E’ una poesia che guarda oltre l’ermetismo e dove la nota dominante è l’amara constatazione del fluire del tempo inesorabile che tutto travolge, destinando il passato ed anche il presente alla umiliazione nei simboli.
Di diverso tenore la raccolta “ Giorno dopo giorno “, pubblicata nel 1947 a guerra finita, ma pregna di quella triste, tragica esperienza umana, di cui ogni uomo, ogni poeta ne porta nell’animo i segni, il peso delle crudeltà inumane, della distruzione morale e materiale, delle macerie delle città , dei brandelli dell’uomo lacerato, torturato, spogliato della sua dignità, offeso, umiliato, ucciso. Il poeta però si ribella a tanta follia e mentre tenta di ricomporre i pezzi dispersi dell’uomo del suo tempo, frantumato dall’onda bellica, pensa già all’uomo futuro protagonista ed artefice di una vera società civile.
IL verso allora si fa meno ermetico e più aperto alla comprensione e la silloge rivela l’impegno civile del poeta.
Si fa più pacata la poesia dell’ultima raccolta “ Dare e Avere “, dove il poeta ci presenta la serenità di un animo in pace, in contrapposizione ai clamori del dopoguerra, ai gridi umani insofferenti, all’ira ed alle passioni.
E’ presente e predomina anzi l’opposizione tra la vita e la morte con un ultimo bilancio in cui la Morte è quasi un presagio, mediato soltanto da una speranza nella poesia come canto “ Che vince i deserti”.
Riguardo a Quasimodo Carlo Bo, in un saggio del 1939 con le parole : “ sta solo, come ogni vera voce – senza legami di scuole”, nel mentre risalta l’indipendenza dell’uomo, esalta al contempo la coerenza e l’autonomia del poeta che non ha mai tradito se stesso e la poesia. Ciò che fa di Quasimodo uno dei figli più degni del suo tempo.

Eduardo Terrana

(Conferenziere internazionale su diritti umani e pace )
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INTERVISTA A CRESCENZA CARADONNA di Giuseppe Di Summa

INTERVISTA A CRESCENZA CARADONNA di Giuseppe Di Summa
BLOG: CAMBIO GIORNO – 2019-


1 – Il sito web ” Puglia d’amare ” Quotidiano d’informazione si occupa di informazione regionale, descrive la Puglia, cosa abbiamo dimenticato della nostra Puglia che vale la pena ricordare al lettore?

Descrivere la PUGLIA non è facile in quanto è una regione profondamente ricca e bella sia a livello turistico che di tradizioni, io mi occupo attraverso il sito web ‘Puglia d’amare’, di far conoscere la regione non solo sotto questo profilo prettamente turistico ma anche promuovendo eventi culturali, artistici, musicali e culturali che da molti anni sono l’attrattiva della mia solare terra nativa.

2- Presentiamo Crescenza Caradonna, ricordando prima noi, che oltre ad occuparsi di questo sito web, scrive anche libri, quindi come nasce la passione per la scrittura, si legge che ha pubblicato 12 libri cartacei, 2 e-book, quindi noi ci accontentiamo, ad esempio, di sapere come si è avvicinata alla poesia? 

La mia vita professionale è dedita alla letteratura e alla poesia, curiosa tra le righe dei fatti, l’informazione è al primo posto tra i miei interessi, amo l’arte in tutte le sue sfaccettature e ho pubblicato 12 libri cartacei e due e-book (classificandomi prima in vari concorsi letterari) che spaziano dalla poesia, a racconti contemporanei e di cronaca oltre numerose poesie, haiku e racconti pubblicati in 47 libri di autore a carattere collettivo.
L’ultimo libro che ho pubblicato a maggio 2019 si intitola

“LA CASA DELLE ARANCE Storie di magie, credenze spiriti sogni” parla di credenze popolari, di spiriti della casa, di gnomi e folletti racconti immaginari o veri come la tagliatrice di vermi, una mia zia dell’infanzia che riemerge dalla memoria, ma anche di un mondo fantasy, tutti gli episodi narrati nel mio piccolo libro, così mi piace definirlo, sono accomunati da due parole ‘terra e ‘amore’ come un sottile filo invisibile che li congiunge dove il sogno è speranza di vita e messaggio comunicativo, il titolo è ispirato proprio all’episodio della tagliatrice dei vermi in quanto, la casa dove si svolge l’episodio narrato, era sempre inondata da un dolce profumo d’arance siciliane comunque mediterranee del nostro bellissimo sud, ma non posso svelarvi tutto bisogna comprare il libro che è prenotabile su tutti gli store on line del web.
La poesia è sempre stata una mia passione sin dall’infanzia poi nella maturità attraverso studi letterari approfonditi è divenuta una delle mie prime priorità letterarie.


3 -Impegnata nelle pubbliche relazioni, si legge di te, come è oggi la comunicazione, con l’avvento dei social? 

E’ quando mi iscrissi ad un corso di pubbliche relazioni e comunicazioni della mia città, dopo la maturità che nacque in me la voglia di relazionarmi con un pubblico ampio che avesse sempre a disposizione notizie ed informazioni non solo leggendo quotidiani cartacei ma digitali sempre a portata di mano come è nel caso di cellulari e tablet, poi mi venne data la possibilità di entrare a far parte di una redazione di un giornale online molto noto del centro- sud nel quale ho lavorato per più di un anno pubblicando articoli giornalmente di vario genere e suggerendo all’editore di confezionarmi due rubriche ad  hoc per me come PRIMA PAGINA QUOTIDIANA e  IL BUONGIORNO, ma come succede tutte le belle collaborazioni hanno un inizio ed una fine così decisi di fondare ed amministrare nel 2016 un giornale online dal titolo “PUGLIA D’AMARE QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE” che ad oggi è molto seguito sia a livello nazionale che estero. L’avvento dei social quindi ritengo sia positivo e certamente, se usato con correttezza, anche istruttivo e fruibile a tutti.

4- Quale libro hai in mente in questo momento?

Se intenti il libro che sto leggendo ora, in mente nei miei pensieri, sulla mia scrivania, potrai trovare il libro di Giacomo Leopardi
‘I canti’ se invece intendi in mente come prossimo libro da pubblicare non posso risponderti in quanto sono di indole scaramantica.

5- Nelle nostre interviste abbiamo due domande fisse per gli ospiti, la prima è quella di descrivere il libro preferito, il proprio autore preferito, come nasce questa passione. La seconda, su un altro tipo di passione, riguardo al cibo, cosa ti piace mangiare e cucinare?

Il mio libro preferito è un libro di letteratura a me tanto caro che mi porto dietro dagli anni della scuola il titolo è ‘ANTOLOGIA DELLA LETTERATURA ITALIANA’ di Mario Pazzaglia al quale non rinuncerei mai in quanto mi ha permesso di amare la storia letteraria in senso lato e la poesia.
La cucina? Ho un sito web a tal proposito su giallo zafferano dal titolo “Ricette Facili by Cresy@QUANTO BASTA: Cucinare è poesia”, nel quale posto le mie ricette pugliesi e tanto altro.

6- Impegni per il futuro?

Curare i miei numeri siti web e pagine FB e occuparmi come faccio da anni di organizzare nella mia città Bari eventi culturali – artistici per promuovere l’arte, la poesia e la musica non trascurando l’impegno nel sociale, ultimi il progetto a sostegno del bambino pugliese autistico Gabriele, del quale curo la parte progettuale dalla comunicazione sui social alla grafica e il progetto del giornalista-divulgatore della cultura femminile Luciano Anelli, a sostengo della ‘No violenza sulle donne’ promuovendo nelle radio, nelle scuole e negli eventi un suo video-spot pubblicato suYou tube dove 150 donne e uomini compresa me, hanno messo la faccia segnandosi la guancia del proprio viso con un segno rosso per dire no alla violenza di genere.

Crescenza Caradonna

Pino Pichierri a Conversano il 21 luglio per Piazzaforte Jazz Fest

Pino Pichierri a Conversano il 21 luglio per Piazzaforte Jazz Fest Pino Pichierri a Conversano

Domenica 21 luglio è in programma l’ultimo appuntamento della rassegna Piazzaforte Jazz Fest. Pino Pichierri si esibirà in Piazza Castello a partire dalle ore 21.00 per accompagnarci in un viaggio dedicato alla buona musica con lo spettacolo intitolato “C’era una volta il jazz”.

Suonare jazz tradizionale al giorno d’oggi è una scelta che può essere determinata da diverse motivazioni: il coraggio, la passione, l’incoscienza. Nel caso di Pino Pichierri questi elementi ci sono tutti, unitamente a una robusta dose di voglia di divertire e di suscitare emozioni con una musica che, pur legata ad un preciso momento della vita americana, continua a sfoderare innumerevoli potenzialità di “entertainment” in tutto il mondo.

Il concerto è proposto in trio con il clarinetto e il sax soprano di Pino Pichierri, la base ritmico-armonica del tenor banjo di Renzo Bagorda e il contrabbasso di Giampaolo Chiarella.

Il repertorio, formato in massima parte da standard del jazz tradizionale, spazia anche in altri ambiti. Ad alcuni classici di Gershwin ed Ellington si affiancano anche temi di famose colonne sonore dei film e dei musical e rivisitazioni di brani provenienti dalla musica leggera italiana degli anni ’40 e ’50.