X Festival ”GLOBALART International Art”2018 a Torre Pelosa

La GLOBALART presenta la seconda edizione del:
X Festival ”GLOBALART International Art”2018

DAL TEMA ’ECOLOGIA, L’AMBIENTE e Natura
Presso la medievale TORRE PELOSA di Torre a Mare
– Comune di Bari- 
a cura di Rosa Didonna

Inizio Festival delle arti con:
INAUGURAZIONE – SABATO-14 luglio 2018 ore 19,30
Manifestazione promossa dalla Galleria d’arte Contemporanea Globalart di Noicattaro (Ba) Italia.
A cura di Rosa Didonna in collaborazione con lo staff Globalart
Dal 14/07 al 26 /07/2018 orari di visite tutti i giorni dalle ore 17,30 alle 23,00

Conduce la dott.ssa Amalia Perrone
Intervento critico prof Carlo Roberto Sciascia
La Baronessa convegnista Elisa Silvatici.
Partecipazione straordinaria dell’Archeoclub Bari, Italo Rizzi
Ninni Bartolo, Presidente dott. Antonino Greco
Fotografia di Piero De Mola
Performance di ROSA DIDONNA
Ancelle e Baccanti, Cladia Loseto, Domenico Bitetto , Domenica Gargano, Fulvia Checchini, Marzia Costantiello
Musica dei INEDITA DELLA PERFORNANCE DEI Jumping the hole. Le serate saranno allietate dalla voce e pianoforte di Carlo Stragapede “Omaggio live ai cantautori italiani “e Nick Reale
Partecipazione di Colorata TV Puglia Colorata di Vito Giuss Potenza, Radiomia con l’Art director Cinzia Tattini

Live Riding di poesie Alessandra Branzanti, Cresy Crescenza Caradonna, Diego Iurilli, Annamaria De Bellis Recita Giorgio Gaber MIchele Vittorio Del Vecchio Vito Amati narrazione dell’opera dal titolo: La morte di Penteo. Soggetto principale: Penteo è smembrato dalle Baccanti Soggetto secondario: Personaggi: Penteo, Agave, Baccanti .

Itinerario musicale attraverso repertorio Flamenco Giorgia Bartolo al baile mentre chitarra Flamenca con Giovanni Ceresoli
Artisti di fama nazionale e internazionale: Anna Esposito, Antonina Giotti,Vera Carbone, Tatania Bulia
Francesco Laroccia, Aurora Cirillo, Joseph Dib Saade, Ketty Di Bari, Francesca Jorio, Francesca Ghidini, Domenico Savoldelli, Anna Mogavero,Vincenzo Gualano, Mario Perrotta,Tina Piedimonte,Giuliana Pellacani, Sari Fishman, Bartus Bartolomes, Elena Mariani,Karel Stoop, Rosanna Di Carlo, Vincent Messelier, Ivana Magagnino
Tiziana Trusiani, Monte Angelo Felice, Rita Ricci, Mariagrazia Ruggiu, Antonio Salvatore Maio, Giuseppe Caputo,Valerio Giuffè, Rosanna Della Valle, Bartolomeo Sciascia, Leonida Fappiano, Rosa Guarino IlFestival

”GLOBALART International Art” vuole essere un connubio tra poesia e arti visive. Poesia, Narrazione, Pittura, Scultura, Fotografia, Video, Installazione, Grafica, etc.
La Contaminazione e la narrazione al centro del tema come fil Rouge tra chi parla e chi ascolta con gli artisti presenti al Festival
La mostra narrativa prevede una climax di scelte volte razionalmente a rappresentare l’ascesa degli artisti e dei poeti che intervengono nella visione del messaggio tra Ecologia Ambiente e Natura« Nel mondo d’oggi stiamo vivendo una crisi ambientale, ma ne possiamo trovare traccia anche nell’epoca degli impressionisti. Infatti, a partire dal 1860 si è cominciato a pensare alla terra come ad un elemento complesso ma unitario. Si parlava già di ecologia e la responsabilità di artisti e scienziati stava nel rappresentare tutto questo elemento come un’unità. Tutte le parti dell’ambiente, che fossero in armonia o in conflitto, dovevano essere rappresentate come un’unità. Gli impressionisti hanno cercato di rappresentare le diverse parti della terra, la natura, la società, gli effetti della modernità, le tracce dell’uomo, con uno stile nuovo che cogliesse l’unità». Nella prima metà del XIX secolo, spiega House, si assiste a grandi cambiamenti e il paesaggismo entra nel dibattito culturale. L’industrializzazione e l’avvio del turismo cambiano il modo di percepire il rapporto tra uomo e natura, anche se artisti come Rousseau continuano a evocare campagne e foreste senza presenze umane. L’impressionismo però è modernità, punta lo sguardo ad un’economia della natura che è pura ecologia, ad un rapporto armonioso tra tutte le componenti, anche quelle sociali e contraddittorie. La Globalart presenta attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea presenta la natura l’ambiente e l’ecologia con” la musica, la pittura, la scultura, la fotografia,l’ installazione, la grafica,la video art,la poesia e la narrazione la canzone, e tutte le branche dell’arte uniti in un linguaggi universale dove la sensibilità umana ne diviene la chiave interpretativa,della propria esperienza, i propri pensieri, la propria saggezza, la propria vita, strumenti e mezzi per esprimere e svelare se stessi a confronto con ciò che ci circonda per la salvaguardia dell’ambiente. La realizzazione di mostre itineranti è stata negli ultimi anni un’attività realizzata con grande impegno da parte della Globalart. Spettacoli dal vivo su ispirazione di opere di artisti affermati come anche tanti giovani che possono avere la possibilità di esibire la propria arte. Un evento irripetibile di assoluto prestigio inserito in una cornice itinerante di richiamo internazionale. Il fruitore ha la possibilità di poter vivere una vera esperienza di crescita, questo grazie al risultato di un lavoro interdisciplinare su linguaggi e contenuti delle varie arti FIL ROUGE che darà vita a un concetto rivoluzionario
performance di Rosa Didonna La Sibilla ” Metamorfosi di “Arte la mia seconda Pelle”È proprio l’arte, la creatività e la cultura – afferma l’artista Rosa Didonna – a ricordare che è un obbligo civile risparmiare le materie prime del pianeta e salvaguardare l’ambiente e la Natura, far si che ai cittadini di domani sia lasciato un mondo migliore grazie anche ad uno sviluppo eco-sostenibile. Così nasce la performance <l’arte per=”” l’evoluzione=””>della La Sibilla Metamorfosi di “Arte la mia seconda Pelle”“, di cui io mi faccio portavoce; io lotto contro gli eccessi della civiltà consumistica preferendo trasformare in opera d’Arte anche ciò che la società odierna considera come un rifiuto ormai inutilizzabile. Io mi propongo l’obiettivo di lasciar esprimere con un linguaggio universale le emozioni, le idee, le sfide, le speranze e le ribellioni. Anche da un bidone, scartato e vituperato, è possibile trarre fuori il bello”. </l’arte>

La comunicazione visiva e tattile della performance –Arte la mia seconda pelle- Sibilla ” Metamorfosi di “Arte la mia seconda Pelle” mira a sottolineare la costante ricerca sperimentale dell’artista e la volontà di contaminare, attraverso la narrazione, i luoghi storici protagonisti del Mondo.Un piccolo viaggio attraverso il labirintico universo femminile, muniti solo dell’essenziale: una voce, di sottofondo con la musica inedita dei Jumping the Hole .
la musica nella performance è la parola chiave che si propone di essere allo stesso tempo intima ed assoluta che spazierà tra modi di essere donna e modi di essere artista sia in ambito musicale che visivamente,incredibilmente in ultima analisi, saranno mimitizzate facce diverse della stessa poliedrica Rosa Didonna assieme alla narrazione dell’opera dal titolo: La morte di Penteo. Soggetto principale: Penteo è smembrato dalle Baccanti Soggetto secondario: Personaggi: Penteo, Agave, Baccanti .
Il percorso nuovamente propone elementi simbolici riconducibile alla donazione della totale fruizione attraverso lo svecchiamento plurisignificante. L’artista sacrifica la sua membrana per donare nuova vita al concetto arte. Dolore, passione, liberazione per concludersi con una resurrezione scultorea. Rosa Didonna si serve della scenografia naturale per dar vita ad una mescolanza di linguaggi pronti a spazzare i limiti e le distanze, temporali ed ideologiche, mentre l’accademicità si apre e allo stesso tempo si contrae. Un trapasso rappresentativo autoreferenziale e mobile, dal dipinto alla scultura, dalla musica alla performance, una referenza gestionale in cui l’arte si configura in relazioni o in situazioni al cospetto del territorio o dell’ambiente: l’intervento è nel e col mondo. L’apertura permette una visione circolare del messaggio data l’omogeneità dell’interazione dell’artista col luogo. Il fruitore/cittadino è coinvolto nell’esperienza totalizzante.

L’artista, Rosa Didonna, vuole evidenziare come nella società odierna che si ha bisogno della collaborazione reciproca tra gli uomini. Essa si fa portavoce lottando contro gli eccessi della civiltà consumistica preferendo trasformare in opera d’Arte anche ciò che la società odierna. Il messaggio dell’artista non ha confini e assume la stessa valenza in ogni parte del mondo, sia esso vicino o lontano dal territorio in cui si vive

Omaggio alla Sibilla ROSY PAPESSA
X Festival ”GLOBALART International Art
Terza Tappa Presso il CASTELLO SVEVO
TERMOLI (CB)
20 AGOSTO 2 SETTEMBRE 2018


info/CONTATTI:

pugliadaamareonline@gmail.com

Cheikh Tidiane Gaye

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Cheikh Tidiane Gaye

 

“Non sono stato io a cercare la scrittura, è la scrittura che arriva nei momenti in cui non la cerco.”

Cheikh Tidiane Gaye, (Senegal 1971 ) poeta e scrittore, nato a Thiès in Senegal. Membro di Pen Club Internazionale Lugano Retoromancia Svizzera.

“Quando ho imparato a camminare mi piace correre.”

La scrittura è sempre stata la sua passione più o meno segreta, sbocciata in ambiente e lingua italiani con il libro Il giuramento (Liberodiscrivere editore, 2001), seguito da Méry principessa albina (2005), e Il canto del djali (2007), entrambi pubblicati dalle edizioni dell’Arco.

 

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Articolo di  Cresy Crescenza Caradonna

 

 

CHI VUOL MIRACOLI? XIII Domenica del tempo ordinario (B) di Fra Umberto Panipucci

CHI VUOL MIRACOLI?

XIII Domenica del tempo ordinario (B)

Mc 5,21-43

+In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare.+

Gesù ritorna nella sua terra per salvare il popolo che Dio gli ha affidato. Attraversa di nuovo le acque, allegoria del suo continuo sfidare la morte e il pericolo per annunziare il Vangelo, lo ha fatto con i pagani e non esita con la sua gente, che, paradossalmente, nasconde la più grande minaccia per la sua vita e quella dei discepoli. La folla che gli si raduna attorno è un’insieme indistinto di persone che lo fa per i motivi più disparati: malati che cercano guarigioni, bisognosi, curiosi, altri sperano che sia lui quel messia che deve venire, alcuni vengono solo ad osservare il fenomeno Gesù, altri sono spie delle sette giudaiche avverse a Gesù. Solo pochi vogliono davvero ascoltare e seguire la parola del Cristo. “Egli stava lungo il mare”, un’immagine che richiama Mosè: le acque, quelle della morte, stanno per essere divise così che il nuovo Israele, nel battesimo, possa attraversale ed essere salvato dai suoi oppressori, ma la libertà non e mai a buon mercato; ci sarà un nuova purificazione nel deserto fatto di rifiuto e persecuzione, una nuova terra promessa da conquistare: il cuore dei pagani e dei giudei; l’alternativa è la schiavitù con le sue meschine comodità.

+E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.+

Nell’ammasso indistinto della folla emerge un uomo che non ha paura, Giàiro, capo della sinagoga, stimato ed influente; mosso dall’amore per sua figlia mette in gioco tutta la sua autorità gettandosi ai piedi di Gesù per chiedergli un gesto di misericordia. Giáiro sta rischiando grosso: diventando discepolo di Gesù perderà qualsiasi credibilità presso le autorità religiose più influenti e lo fa per una bambina: sappiamo bene come le donne fossero discriminate a quel tempo, molto più di adesso, un uomo comune, incapace di andare oltre i limiti imposti dalla sua cultura, non avrebbe messo in gioco vita e carriera per una così remota possibilità: un miracolo. Davanti a una manifestazione così totale e disinteressata d’amore, il Cristo non può negarsi, così sceglie di seguirlo, non solo per operare la guarigione della bambina, ma anche per mettere in evidenza la preziosità di quella testimonianza ai suoi discepoli. Spesso i miracoli che Dio concede servono a comunicare all’umanità messaggi importanti, non sono mai guarigioni fini a se stesse, non sono una sorta di lotteria divina del tipo: “tenta e potrai essere tra i fortunati”. I segni concessi da Dio sono grida dello Spirito che vogliono spronarci alla conversione!

+Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.+

Una categoria di poveri che Gesù predilige sono le vittime dello sciacallaggio. Un altra donna da salvare (le donne sono importanti per il Maestro), la protagonista di questo episodio, ne è un esempio perfetto. Essa mette in gioco tutti i suoi averi nella speranza di poter guarire dal suo male. Molti le avranno sicuramente proposto cure “miracolose”, decine di rimedi che si sono rivelati essere solo truffe inferte da rapaci approfittatori. Quante persone, anche oggi, davanti a situazioni disperate, si espongono a questo pericolo? Non è difficile imbattersi in queste notizie, ma a volte la disperazione, se indirizzata bene, può diventare una forza così grande da spalancare le porte del cielo. Oramai la donna non ha che Gesù come speranza, propio questo la dispone ad accogliere quella “forza sanante” che sempre sgorga dal Cristo, roccia nel deserto. Questo avviene attraverso un gesto quasi banale: toccare qualcosa che a sua volta è a contatto con ciò che è sacro: una reliquia insomma, ma non è quel gesto che la guarisce(tanti lo stavano facendo senza risultato), ma la stessa consapevolezza che aveva illuminato Giàiro: “Lui solo può salvarmi!”: una totale apertura alla Grazia. Tante volte, chi ne sa un po’ di più, giudica la semplicità di chi si accosta al mistero di Cristo con la semplicità di un bacio ad una sua immagine o un’altra devozione, ma solo Dio legge il cuore e giudica l’autenticità. In questo brano abbiamo due esempi di categorie opposte, un dotto e una donna semplice, ma che ottengono la Grazia per lo stesso motivo.

+E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?».+

La duplice natura di Gesù sembra qui emergere con evidenza. Secondo i Padri è la natura divina del Verbo a operare i miracoli. A questo proposito cito Papa Leone:
“Ognuna delle due nature, infatti, opera insieme con l’altra ciò che le è proprio: e cioè il Verbo, quello che è del Verbo; la carne, invece, quello che è della carne. L’uno brilla per i suoi miracoli, l’altra sottostà alle ingiurie.”
(LETTERA DI PAPA LEONE, A FLAVIANO)

+I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».+

Una folla intera non mette insieme la fede contenuta in un solo cuore. Gesù vuole sapere chi sia. I discepoli non seguono il maestro nel suo modo di pensare equivocano le sue parole. Anche in questo caso Il Cristo vuole mettere in evidenza un esempio autentico di fede: questa é ciò che salva, la porta che se aperta permette alla Grazia di agire e compiere i suoi disegni di Salvezza, questo lo devono imparare: non la dottrina di Giàiro, non i denari della donna, hanno concesso loro la guarigione, ma la fede in Cristo. La donna risponde tremante (come se si sentisse in colpa) alla domanda di Gesù “Chi mi ha toccato?”, ma per tutta risposta si getta ai suoi piedi, teme ed è impaurita perchè ha fatto esperienza di Dio, qualcosa di abbagliante e sconvolgente ha inondato il suo cuore: la luce del Verbo! Solo in un secondo momento spiega tutto.

+Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.+

Diventa sempre più evidente che Gesù sta parlando a un mondo chiuso nelle sue povere aspettative, razionale ed incredulo è che di conseguenza preferisce affidarsi alle sicurezze che offre il mondo, piuttosto che a quelle proposte dal Vangelo. I due protagonisti di queste vicende si distinguono dalla folla proprio perché non hanno che Gesù come Speranza e sanno già bene che ne la ricchezza ne il potere ne la dottrina, da soli, possono dare quello che Dio offre. “Soltanto abbi fede”, queste parole sono un incoraggiamento che il Cristo da a Giáiro perché non ceda al pensiero dominante della folla.

+Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.+

Ancora una sfida al comune senso della ragione: “La bambina non è morta, ma dorme”. Attraverso questo segno, il falegname di Nazareth vuole scardinare la nostra idea di morte. Fa così irrompere in un orizzonte oscuro e arido la luminosa speranza della resurrezione. Tuttavia Gesù impone il silenzio ai presenti. La folla non è ancora pronta a una verità così grande e sconvolgente. Egli pianta così un piccolo seme che crescerà a suo tempo. Abbiamo detto che i miracoli di Gesù non sono dispensati a caso. La ragazza aveva 12 anni, l’eta in cui le donne diventano fertili e, a quei tempi, potevano fidanzarsi, essa simboleggia la figlia di Sion (cfr. Sofonia 3,14 e seguenti), la Sposa promessa al Messia e che rappresenta tutti noi.

Alla visione angusta e povera d’attese della maggioranza, Gesù contrappone le sue inaudite speranze. Sono proprio coloro che decidono di abbandonare la folla e affidarsi completamente a Dio che sperimentano le primizie del Regno.

Fra Umberto Panipucci.

Felice Domenica

 


B U O N A    D O M E N I C A