LUCI ED OMBRE DEL NOSTRO IO
di Eduardo Terrana
È dalle ombre che nasce la luce. Luce ed ombra sono le facce del nostro IO, perché ognuno di noi ha in sé la luce che ci fa essere la persona pubblica della vita di tutti i giorni, mentre l’altra, l’ombra, è la persona nascosta nel subconscio che nega la prima , alias la luce, e può espandersi sino allo stesso livello e oltre fino ad agire in modo indipendente. Questo lato oscuro, che è in ognuno di noi, celato a noi stessi, ci invia messaggi negativi e ci fa sminuire la portata dei nostri sentimenti. Siamo allora portati a credere ai messaggi negativi che il nostro lato oscuro ci invia oppure a lasciarci portare al traino da essi. Ci convinciamo allora che in noi c’è qualcosa di sbagliato, che non siamo a posto, che valiamo poco o, addirittura, che non sappiamo amare. Nascono pertanto angosce, dubbi, ossessioni, tormenti. Espressioni angosciate tipo “… sto attraversando un momento delicato, non nego che il tutto mi causa molta sofferenza e delusione” rivelano in ognuno gli impulsi negativi del lato oscuro. Perché succede questo? Perché inconsciamente ognuno di noi è portato a negare, a rifiutare e a reprimere i messaggi negativi del proprio lato oscuro, perché impediscono di vedere la luce dei propri sentimenti e di essere felice o di vivere serenamente una bella storia d’amore. Ma questo si traduce in una negazione della nostra seconda metà del nostro Io e ciò è impossibile, perché luce ed ombra sono in noi le due facce del nostro Essere Persona. Se infatti, da un lato: “L’Ombra è ciò che una persona non desidera essere”, (Jung), dall’altra : “Ci si deve addentrare nell’oscurità per poter emanare la propria luce”(Jung). Il che vuol dire che invece di cercare di reprimere la nostra ombra, dobbiamo svelare, fare nostre, abbracciare proprio le cose che abbiamo più paura di affrontare, e riconoscerle come qualità che ci appartengono. “L’ombra custodisce l’essenza del nostro Essere, i nostri doni più preziosi”, sostiene il maestro spirituale Lazaris, secondo il quale finché continuiamo a nasconderci, a mascherarci e a proiettare ciò che abbiamo dentro di noi, non abbiamo la libertà di essere né di scegliere. I sentimenti che abbiamo represso non vogliono altro che essere integrati nel nostro Io, e sono dannosi solo quando sono repressi, perché in questo caso possono presentarsi all’improvviso nei momenti meno opportuni e danneggiarci nelle aree della vita per noi più importanti. Afferma Og Mandino, «Amerò la luce perché mi mostra la strada, tuttavia sopporterò l’oscurità perché mi mostra le stelle.» E le stelle,si sa, risplendono di luce propria. Siamo tutti sempre portati a rilevare e a soffermarci sui difetti, trascurando che i cosiddetti difetti, ovvero tutte le cose che non ci piacciono di noi come di una persona, sono invece risorse straordinarie che possediamo. Ma non le vediamo in tale ottica, piuttosto le amplifichiamo in senso negativo. Allora con animo sereno e facendo leva sul dialogo, sulla forza della sopportazione e dell’accettazione, basterà ricercare la migliore intesa ricercando i tanti punti deboli per trasformarli in punti forti e i lati negativi in lati positivi. Come fare? Tenendo sempre bassi i toni e alzando il volume dell’introspezione perché si possa fare appello a quei tratti della personalità in proporzioni adeguate al momento, con la volontà e la predisposizione dell’animo e della mente a valutare le dosi delle meravigliose qualità presenti nell’uno e nell’altra. Convivere, alias stare insieme e amarsi, vuol dire solo questo: sapersi accettare per quello che si è senza forzare cambiamenti ma costruire insieme, mattone dopo mattone, il proprio edificio d’amore. L’importante è non difettare nella qualità dei prodotti, alias sentimenti, che utilizziamo per le fondamenta.



