
QUEGLI OCCHI SPENTI ALLA LUCE
QUEI CORPI STRAPPATI ALLA VITA
TRAFFICO DI ORGANI DELITTO CONTRO LA PERSONA
di Eduardo Terrana
Ci sono realtà che non si ha piacere di conoscere, ci sono
storie che non si ha voglia di leggere, e posso anche comprenderlo,
perché sono le realtà e le storie delle aberrazioni, delle efferatezze,
perpetrate da gente senza scrupoli sulla persona umana che si preferisce
ignorare perché disturbano la sensibilità, perché si è di norma portati
a non accettare l’idea che l’essere umano possa volere e praticare il
male al proprio simile, ma ciò è esattamente quanto succede in molte
parti del mondo.
E quello che sgomenta è che il bersaglio di queste
squallide e tragiche azioni sono sempre più spesso i bambini, in
particolare quelli che sono più indifesi, che vivono la loro giornata
per strada o nelle capanne di fango delle bidonvilles, rimediate dai
loro genitori, quando ci sono, per ripararsi dalle intemperie in uno
spazio di pochi metri quadrati, privi di tutto tranne che della
miseria.
Sono questi bambini, che giocano nel fango, che mangiano se
e quando, che bevono l’acqua sporca dei pantani intrisa dei rifiuti e
delle tossicità più impensabili, la caccia preferita dei mercanti
predatori d’organi che li rapiscono, strappandoli con violenza anche
dalle braccia delle loro mamme, oppure li comprano per pochi centesimi
di euro, ma che al cambio vale qualche migliaio della loro povera
moneta, carpendo la buona fede delle loro mamme, per destinarli al turpe
mercato dei trapianti. Un mercato che frutta ottimi guadagni, oltre un
miliardo e mezzo di dollari annui, si stima, e che è in espansione.
E così soprattutto i piccoli, poveri, emarginati, bambini vengono
catturati per poi essere uccisi dopo essere stati spogliati dei loro
organi.
Il traffico d’organi è una cruda amara realtà molto
preoccupante. Due sono i canali attraverso cui avviene il mercato
illecito.
Il primo registra l’uccisione o il sequestro violento
della persona per prelevare organi e tessuti da vendere. In tale
fattispecie prevale esclusivamente l’uso della forza. La vittima
preferita normalmente è il bambino di strada.
E’ una realtà
agghiacciante quella che lascia intravedere il tragico mondo del
traffico di organi di bambini che si consuma tra omertà e miseria
indicibile. Soffermiamo la nostra attenzione a due casi limiti. che
riguardano bambini di età compresa fra i 4 e i 15 anni che vengono
usati come pezzi di ricambio per poi essere buttati per strada o nei
fossati e divenire pasto degli animali randagi. Succede in Afghanistan
ma anche in Mozambico, in particolare nell’area di Nampula – Nanialo –
Nacala, dove secondo fonti non ufficiali ma attendibili, sarebbero
scomparsi e non sempre ritrovati il 75% dei bambini di strada, tutti
mutilati degli occhi e degli organi interni e in qualche caso anche del
cervello. Il fenomeno del rapimento e della uccisione di minori a fini
illeciti, però, lo ricordiamo, presenta ambientamenti, connotazioni e
sfaccettature molto più estese.
Il secondo canale si riferisce
all’espianto di organi dietro pagamento di denaro. Nella fattispecie
persone povere, spinte dalla disperazione, vendono per pochi soldi un
loro organo.
India, Nepal, Pakistan, Cina, Colombia, Argentina,
Messico, Brasile, Sud Africa, Thailandia, Filippine, Russia, Iraq,
Afganistan, Palestina, sono i Paesi dove il fenomeno del traffico
illegale di organi risulta essere più diffuso, ma il fenomeno va molto
al di là di quanto si possa immaginare, non ne sono esenti, sembra,
neanche i Paesi ad alta civilizzazione.
Evidenziamo in particolare
che in Nepal la gente dei villaggi fortemente indebitata e il gran
numero di vedove disperate costituiscono i serbatoi più ricchi di questo
commercio; in Brasile ed in Perù è fiorente l’attività di trapianto
clandestino; in Cina, in Iran, in Arabia Saudita e in Giappone la
compravendita di organi tra vivi è stata legalizzata. Un quadro
veramente scandaloso. Per non parlare dei casi in cui vengono messi al
mondo bambini solo per destinarli al mercato degli organi.
Si
specula solo e sempre più sulla disperazione e sull’impotenza della
povera gente. E il fenomeno cresce e moltiplica i guadagni degli
sfruttatori in sprezzo degli allarmanti appelli dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS) e di tutte le più importanti associazioni
mediche del mondo e delle norme internazionali in materia di diritti
umani che condannano quelle pratiche perché costituiscono una grave
violazione dei diritti dell’essere umano.
Non ci sono parole e non
ci sono neanche soluzioni destinate a risolvere totalmente il problema
anche perché dove c’è domanda c’è mercato e gli affari illeciti
prosperano perché i compratori non mancano e sono la gente ricca
disposta a comprarsi, anche pagando decine di migliaia di dollari, una
seconda occasione di vita.
Si pensi che in alcuni paesi come India,
Brasile, Pakistan e Cina è così semplice trovare un rene che si sta
assistendo ad un crollo dei prezzi. Si consideri altresì che nella sola
Europa ci sono oltre 120 mila pazienti in dialisi e circa 40 mila in
attesa di un trapianto non facilmente disponibile, e tutti in lista
d’attesa, anche per anni.
Non è difficile immaginare che chi se lo
può permettere cerchi la soluzione al mercato clandestino di organi che
offre di tutto reni, fegati, cuori e presidi ospedalieri illegali,
gestiti da organizzazioni criminali internazionali. Trattasi di persone
disperate che pensano solo a risolvere il loro problema e non vogliono
porsi il problema morale e legale della provenienza di ciò che compra.
Eppure molti di quegli organi, tra l’altro, vengono anche dall’Africa
espiantati dal corpo di migranti rapiti ed uccisi in Etiopia, Eritrea,
Sudan, Somalia.
In cifre il traffico di organi, secondo il Global
Financial Integrity, uno dei massimi Centri di analisi mondiali sui
flussi finanziari illeciti, registra numeri impressionanti:
il
business annuale del traffico illegale di organi nel mondo varia da un
minimo di 700 milioni ad un massimo di 1,4 miliardi di dollari; ogni
anno vengono praticati circa 12.000 trapianti illegali nel mondo a
fronte di 118.000 trapianti legali;
il guadagno di un trafficante
che vende un organo al mercato nero è di circa 15.000 dollari; il valore
medio della cifra di riscatto da pagare per un rapito varia da un
minimo di 5.000 dollari ad un massimo di 14.000 dollari.
Non v’è
dubbio che nella mappa dei problemi più urgenti da affrontare e
risolvere quella del traffico d’organi in generale ma dei minori in
particolare costituisce l’emergenza per antonomasia, che denuncia una
relativa verità incontestabile e cioè che i bambini non costituiscono
ancora una priorità per i governi del mondo.
E così i bambini
continuano a rimanere un esercito di piccoli esclusi, per i quali
sicurezza, crescita, sanità, scuola, protezione dalle forme più
degradanti ed avvilenti di sfruttamento anche sessuale, restano problemi
aperti ed insoluti.
Vale allora ricordare ai tanti che governano
le sorti del mondo, ma che in tema di bambini mostrano di essere miopi o
di corta o labile memoria, le parole del premio Nobel per la Pace Betty
William: “L’unico strumento che abbiamo per cambiare il mondo sono i
bambini e le donne. La più grande impresa della mia vita non è stata
vincere il Nobel ma crescere i miei figli.”
Eduardo Terrana
Saggista e Conferenziere internazionale su diritti umani e pace
Tutti i diritti riservati all’autore


ARTICOLO PUBBLICATO SU:
Solo Poesia di Cresy
Crescenza Caradonna Poetessa
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