È questa Bari? di Crescenza Caradonna

L’EDITORIALE


È questa Bari?

di Crescenza Caradonna


Bari non merita un simile degrado! È un sabato di febbraio la città brulica di gente indaffarata nelle faccende quotidiane, c’è chi fa compere, chi passeggia e chi osserva quel lercio materasso gettato tra i cassonetti zona stazione di Via Capruzzi a Bari.
Se tutti facessimo il nostro DOVERE, se tutti avessero un minimo di senso civile quel materasso non giacerebbe lì tra i rifiuti urbani in pieno centro città.

Le elezioni sono vicine bussano alla porta si spera in una nuova amministrazione che ridia il giusto decoro alla nostra bella BARI non si possono più tollerare queste immagini proprio ad un passo dal palazzo della REGIONE PUGLIA.

Ma non è solo il cattivo funzionamento dello smaltimento dei rifiuti che non va è anche il servizio sanitario che dovrebbere essere più celere e più fruibile ai cittadini senza code nè attese come il lavoro sempre poco e precario insomma Bari dovrebbe essere rigirata come un calzino da punto ed a capo.
Si auspica che marzo porti BUONE NUOVE  a questa CITTÀ affranta da mille problemi che si strascina da decenni senza trovare soluzioni efficaci e civili per i cittadini ormai esasperati e stufi d’essere presi per i fondelli

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FOTO di Crescenza Caradonna

LA FECE ALZARE PRENDENDOLA PER MANO V Domenica del Tempo Ordinario

LA FECE ALZARE PRENDENDOLA PER MANO

V Domenica del Tempo Ordinario

Mc 1, 29ss +

“In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva”.

+ Ogni vescovo porta al dito un anello, segno del suo rapporto sponsale con la propria comunità ecclesiale che gli è affidata. Pietro era sposato (cfr. 1Cor 9,5), ma la moglie non viene mai citata dai vangeli, perchè, se vogliamo, questa sarà proprio quella comunità che dovrà amare e servire quando Cristo gliela affiderà. Vedo simboleggiata, nella suocera di Pietro, l’Antica Alleanza, ancora in attesa di farsi illuminare dalla luce del Verbo. In quest’ottica la suocera, la madre della moglie (il popolo dell’antica alleanza) è ferita, paralizzata dalla malattia. Aspetta il suo Messia: il medico che dovrà risanarla: proprio quello che farà Gesù (cfr. Mt, 9 12). Appena libera dalla malattia che la inchioda al letto e la paralizza, immagine di quel popolo che ha bisogno del suo Salvatore, si mette all’opera. Il Segno più evidente della “Salute spirituale” è proprio la volontà di servire Gesù e i suoi seguaci. +

“Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano”.

I tempi sono ancora acerbi perchè il popolo che si rivolge a Gesù capisca il vero senso della sequela. La scena si svolge di notte, quel momento profetico è vissuto quasi in clandestinità, come per difendersi da una minaccia, inoltre il buio simboleggia la cecità, quella di chi si affida al Cristo solo nel momento del bisogno. La città è ai piedi di Gesù, ma che fine faranno tutti quando Lui sarà condannato e messo a morte? Egli guarisce e libera, il demonio vuole rivelare la sua vera identità, Egli però non lo permette: il segreto messianico non deve ancora essere rivelato: doveva essere evitato che il Messia venisse messo a morte prematuramente. +

“Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!»”.

Gesù ha bisogno di solitudine per ascoltare la voce di suo Padre, ecco perchè si nasconde, si allontana da quel popolo che, accecato da tanti bisogni e necessità, vuole strumentalizzarlo e ridurlo a un semplice taumaturgo, restando solo infatuato della spettacolarità dei suoi prodigi. Anche Simone (Pietro) e gli apostoli si fanno tentare, tanto che rintracciano Gesù per farlo tornare e continuare a crogiolarsi in quel bagno di folla “adorante” La risposta del Nazareno è chiara: “Andiamocene altrove”. Lui è venuto a predicare il Vangelo. I segni prodigiosi compiuti, oltre ad essere un gesto concreto di solidarietà, non sono che un “grido” dello Spirito, utile a vincere la “sordità” dei cuori. Quel felice sconvolgimento operato da Dio, dovrà servire, al popolo di Cafarnao per riflettere e meditare le parole che hanno accompagnato le guarigioni e le liberazioni.

+”E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

La Verità libera l’anima e la mente dalla Schiavitù del male. Predicazione e liberazione si accompagnano. Una luce inarrestabile che va diffondendosi nel mondo e che tutt’oggi splende e provoca, infastidisce i “potenti” e riscatta dalle schiavitù.

Fra Umberto Panipucci.


BUONA DOMENICA

Crescenza Caradonna
PUGLIA D’AMARE QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE

Il Buongiorno


” È chiaro quindi che la pace universale
è la migliore tra le cose che concorrono alla nostra felicità.”

( Dante Alighieri )


IL BUONGIORNO