Addio al maestro della satira, è morto Giorgio Forattini.

Addio al maestro della satira, è morto Giorgio Forattini.



Aveva 94 anni, ha lavorato per Panorama, Repubblica, ha diretto Il Male e creato illustrazioni per La Stampa, Il Giornale e QN. Con la sua matita ha castigato 50 anni di Italia

RIP

04 novembre 2025

PRIMO MAGGIO

ARTICOLI/ITALIA/

🇮🇹

Le origini della celebrazione risalgono alla fine dell’Ottocento: il 4 maggio 1887 quattro lavoratori furono condannati a morte a Chicago in seguito agli scontri con la polizia avvenuti durante una dimostrazione per estendere le otto ore lavorative a tutti gli Stati Uniti (concesse in Illinois il 1 maggio dello stesso mese).

Per onorare la loro memoria, i partiti socialisti di quasi tutto il mondo stabilirono che il Primo maggio fosse dedicato alle lotte per il lavoro. Nel volgere di alcuni anni, la ricorrenza è stata riconosciuta dai governi di molti Paesi come festività nazionale e oggi è celebrata in quasi tutto il mondo. Il Primo maggio non ha connessioni dirette con il Calendimaggio, la festa della primavera esistente già da molti secoli, ma l’ha in un certo senso sostituita.


Il Primo maggio è il giorno dedicato in numerosi Paesi del mondo alla celebrazione del lavoro e dei lavoratori. Nel corso della giornata, le organizzazioni sindacali e altri gruppi politici promuovono iniziative e dimostrazioni per l’affermazione dei diritti dei lavoratori. In Italia l’evento più noto è il “Concertone” organizzato a Roma, in Piazza San Giovanni Laterano, dalle tre principali confederazioni sindacali: Cgil, Cisl e Uil.


In alcuni Paesi, la festa dei lavoratori si celebra in una data diversa. Negli Stati Uniti, per esempio, il 1° maggio non si celebra la festa dei lavoratori, che cade invece il primo lunedì di settembre, come stabilito da una legge emanata nel 1894 dal presidente Grover Cleveland.



Il primo Primo maggio italiano ebbe luogo nel 1891, quando si svolsero manifestazioni e presidi in contemporanea nelle piazze di varie città italiane, nel contesto delle lotte per il suffragio universale, per migliori condizioni di lavoro, e per la giornata lavorativa di otto ore (1).
Una delle manifestazioni più imponenti si svolse a Roma, a Piazza Santa Croce in Gerusalemme (a pochi passi da piazza San Giovanni), e terminò con violenti scontri e una incredibile quantità di arresti, di cui l’allora Ministro degli interni Giovanni Nicotera si vantò (2).

Non è molto noto, invece, il fatto che la piazza romana fosse “egemonizzata” dagli anarchici (termine che configurava nel 1891 un’area molto diversa e soprattutto molto più ampia da quella che sarebbe possibile immaginare oggi sotto questo nome) e dal movimento dei disoccupati.
Roma era stata infatti gravemente colpita dalla crisi edilizia che, a partire dalla seconda metà degli anni ’80 dell’Ottocento, si abbatté sugli operai degli allora numerosissimi cantieri, che quindi si organizzarono e diedero vita ad una serie di scioperi importanti dal 1887 in avanti. Il movimento dei disoccupati di Roma ebbe il suo culmine proprio con la giornata del Primo maggio 1891, data in cui la repressione riuscì effettivamente ad affossare una stagione di rivolte – dei disoccupati e non solo – durata cinque anni. La repressione non coincise però con la fine dell’organizzazione operaia romana, che, sebbene pressoché assente nella memoria del movimento operaio, riuscì a sopravvivere nonostante gli arresti e le condanne, e a continuare una imponente opera di organizzazione in leghe, comitati e circoli, dando prova della sua forza in numerosissimi scioperi, soprattutto “a gatto selvaggio”.

Tuttavia, la giornata del primo maggio è rimasta alla cronache perché gli operai romani risposero alle provocazioni della polizia con una rivolta che animò l’intera giornata. La piazza fu circondata dalle barricate, gli operai attaccarono e si difesero con coltelli, chiodi, bastoni e rivoltelle. Addirittura, un gruppo di manifestanti tentò di assalire il carcere femminile di Villa Altieri per liberare le detenute, e un giovane manifestante, Antonio Picistrelli, carrettiere di Umbertide, fu ucciso nel tentativo con dei colpi di fucile alla testa. Anche dall’altra parte si registrò una vittima, Carmele Raco, guardia calabrese uccisa con una pugnalata.

La giornata vide la partecipazione attiva del quartieri circostanti, la cui popolazione solidarizzò con i manifestanti gettando in direzione delle guardie ogni tipo di oggetto, arrivando addirittura a demolire, dentro le case, camini e muretti da lanciare contro le guardie. I manifestanti tentarono allora di dirigersi verso il centro città, ma furono fermati a Piazza Vittorio Emanuele.

La risposta del governo liberale (Rudinì-Nicotera) fu spietata. Appena due anni prima venne approvato il codice Zanardelli: l’articolo 248 puniva con la reclusione da uno a cinque anni l’associazione di cinque o più persone «per commettere delitti contro l’amministrazione della giustizia, o la fede pubblica, o l’incolumità pubblica, o il buon costume, l’ordine delle famiglie, o contro la persona o la proprietà».

Ne seguì un processo giudiziario tremendo e teatrale, in cui «i malfattori» – come venivano definiti dal codice penale – vennero rinchiusi in un grande gabbione, dal quale riuscirono a dare vita ad uno spettacolare controprocesso, declamando le loro idee (in questo senso, sono emozionanti da leggere le numerose testimonianze esistenti, in particolare quelle in dialetto dei giovani lavoratori sulle ragioni per cui si erano uniti alle rivolte).

È interessante notare che, se oggi viene celebrato come “festa di chi lavora”, nella sua prima occorrenza il Primo maggio vide, a Roma e non solo, la partecipazione massiccia dei disoccupati.

Il Primo maggio è forse l’ultimo segno vivo del secolo XIX nella nostra epoca, e troppo ci sarebbe da dire sui significati di questa festa – e in questo caso, il termine “festa” è corretto perché nasce come tale, con un insito senso di gioia e rivolta. Il significato che più ci riguarda da vicino è forse quello di sospensione del tempo (lineare) dei padroni, di silenzio, in attesa della nuova umanità.

(1) La ricorrenza del Primo maggio venne in realtà istituita in Italia nel 1890, ma solo a partire dall’anno seguente si svolsero manifestazioni di carattere nazionale

(2) Nicotera affermò: «Dei trecento anarchici che avevano preso parte al movimento dell’altro giorno a Roma, duecentoventinove sono in carcere. Vi sembrano pochi? Se vi sembrano pochi, vi darò l’assicurazione che nessuno sfuggirà all’azione delle autorità e delle leggi. Aggiungo che all’ora in cui parliamo credo sia difficile trovare un anarchico a Roma









Olio essenziale di bergamotto, per una ventata di ottimismo

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Olio essenziale di bergamotto, per una ventata di ottimismo

L’olio essenziale di bergamotto è un inno alla gioia di vivere e alla positività. Se vi sentite giù di tono e scoraggiati, vi farà tornare il sorriso.

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Capita di avere dei momenti in cui ci si sente delusi e rassegnati, in quei momenti può essere d’aiuto ricorrere a dei rimedi naturali che facciano tornare il buonumore, come l’olio essenziale di bergamotto.

Cos’è il bergamotto?
Avete presente il tè Earl Grey? L’inconfondibile aroma di questo tè è dato da dall’olio estratto dalla scorza del bergamotto, un agrume che essendo molto amaro e acidulo, difficilmente viene consumato al naturale, mentre viene usato per estrarne il prezioso olio aromatico. Il bergamotto ha forma sferica, colore verde-giallo, buccia sottile e polpa di colore giallo tenue. Le sue origini sono antichissime e il nome sembra derivare dal termine turco “beg armudi”, traducibile in “pero del signore”. Il frutto e il suo olio vengono ampiamente usati in cucina per aromatizzare, non solo il tè Earl Grey, ma anche caramelle, liquori, canditi, dolci e pure piatti salati. Le proprietà antidepressive, antisettiche e antibatteriche dell’olio essenziale di bergamotto, hanno fatto sì che venisse sfruttato a scopo curativo, come rimedio fitoterapico.

Le proprietà dell’olio essenziale di bergamotto
L’olio essenziale di bergamotto è indicato nei casi in cui ci si sente ansiosi, confusi, tristi o spaventati. Basta mettere qualche goccia di quest’olio nel diffusore per essenze in modo che l’aroma di sparga per la stanza per avere immediato conforto, vitalità e ottimismo. Non è però un eccitante, ma anzi ha un’azione calmante, per cui può rivelarsi utile anche in caso di insonnia. Grazie al suo potere antibatterico, diluito in un olio da massaggio o in una crema idratante e passato sulla pelle, la purifica e schiarisce, pure in presenza di acne. Attenzione però: essendo fototossico, non esponetevi alla luce diretta del sole dopo averlo applicato sulla pelle, altrimenti può scatenare fenomeni di sensibilizzazione cutanea e pigmentazione. Allungato in acqua, si possono inoltre fare degli sciacqui o lavande utili in caso di infezioni e irritazioni vaginali e gargarismi per contrastare l’alito cattivo.

Dal web DiºLei


La Redazione

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Venerdì, 09 dicembre 2016
a cura di  Crescenza Caradonna

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