PUGLIA D’AMARE 24

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  • I COLORI DELLA DONNA


    I COLORI DELLA DONNA
    Bari – Evento poetico tra arte e poesia
    giov 12 marzo 2026

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    INFO ↔️ COMUNICATI:

    https://iltaccodibacco.it/puglia/eventi/315932.html?fbclid=IwdGRjcAQPs-1jbGNrBA-z6mV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHu3ys6I6BQ1nhA1DutRB0_Pw7DjLSrHIT5DfUYSHUtxrkCLbTx2JuMhpDMcU_aem_-yWlKNcDboSb3H07Vbqk0w

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    https://facebook.com/events/s/i-colori-della-donna-serata-di/1487643092788364/
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    VOCI DI DONNE




  • Ieri e Oggi: Un riflesso della società che cambia.

    Ieri e Oggi: Un riflesso della società che cambia.


    La società è un organismo vivente, in costante evoluzione. Ciò che era la norma “ieri” può sembrare obsoleto o addirittura inconcepibile “oggi”. Questo viaggio attraverso il tempo ci permette di riflettere sui cambiamenti profondi che hanno plasmato il nostro modo di vivere, interagire e percepire il mondo.
      Famiglia e comunità: dal villaggio globale all’individuo connesso.
    Un tempo, la famiglia estesa era il fulcro della vita sociale. Le generazioni convivevano sotto lo stesso tetto, condividendo risorse e responsabilità. Le comunità erano più piccole e coese, basate su relazioni faccia a faccia e un forte senso di appartenenza. I vicini si conoscevano, si aiutavano e le festività erano momenti di ritrovo collettivo.
    Oggi, il nucleo familiare si è spesso ristretto. La mobilità geografica e le opportunità lavorative hanno frammentato le famiglie, portando a una maggiore indipendenza individuale. Le comunità sono diventate più ampie e, in alcuni casi, meno radicate nel territorio fisico. Le connessioni si sono spostate online, creando “comunità virtuali” che trascendono le barriere geografiche, ma talvolta a scapito dell’interazione fisica e della vicinanza emotiva.
      Lavoro e carriera: dalla stabilità alla flessibilità (e all’incerto)
    “Ieri”, il percorso di carriera era spesso lineare e prevedibile. Si entrava in un’azienda, si lavorava per decenni e si andava in pensione con una pensione sicura. La lealtà all’azienda era un valore fondamentale e la specializzazione in un singolo campo era la norma.
    “Oggi”, il mondo del lavoro è caratterizzato da flessibilità, precarietà e un’accelerazione costante. Il concetto di “lavoro per la vita” è quasi scomparso, sostituito da carriere multi-tappa, lavori freelance e la necessità di un aggiornamento continuo delle competenze. L’imprenditorialità è incoraggiata e la capacità di adattarsi ai cambiamenti tecnologici è diventata cruciale. Se da un lato ciò offre maggiori opportunità di realizzazione personale e libertà, dall’altro genera anche insicurezza e pressione.
    Comunicazione e tecnologia: dalla lettera alla messaggistica istantanea.
    L’evoluzione della comunicazione è forse uno dei cambiamenti più evidenti. “Ieri”, una lettera poteva impiegare giorni o settimane per raggiungere il destinatario. Le telefonate erano costose e spesso limitate a momenti specifici. Le notizie venivano diffuse tramite giornali, radio e, più tardi, televisione.
    “Oggi”, siamo immersi in un flusso costante di informazioni. Smartphone, internet e social media ci connettono istantaneamente con chiunque, ovunque nel mondo. La messaggistica istantanea, le videochiamate e i social network hanno ridefinito il modo in cui interagiamo, rendendo la comunicazione più immediata e, a volte, più superficiale. Se da un lato la tecnologia ha aperto porte incredibili alla conoscenza e alla connessione, dall’altro ha sollevato interrogativi sulla privacy, la disinformazione e l’impatto sulla salute mentale.
      Valori e identità: dalla tradizione alla pluralità.
    I valori sociali e culturali sono anch’essi in continua trasformazione. “Ieri”, le tradizioni erano spesso rigide e le aspettative sociali ben definite. Il ruolo di genere era più marcato, e le scelte di vita erano spesso influenzate da norme preesistenti.
    “Oggi”, assistiamo a una maggiore fluidità e accettazione della diversità. Le identità sono multiple e complesse, e c’è una spinta verso l’individualismo e l’autenticità. Si mettono in discussione le gerarchie tradizionali e si lotta per l’inclusione di tutte le voci. Questo ha portato a una società più aperta e tollerante, ma anche a nuove sfide legate alla polarizzazione e alla ricerca di un senso di appartenenza in un mondo sempre più frammentato.
    Conclusione: Il Ponte tra Ieri e Oggi.
    Riconoscere questi cambiamenti non significa necessariamente giudicare “meglio” o “peggio”. Significa comprendere che la società è un processo dinamico. “Ieri” ci offre le radici e le lezioni del passato, mentre “Oggi” ci presenta le sfide e le opportunità del presente. Il nostro compito è quello di costruire un ponte tra questi due mondi, imparando dalle esperienze passate e adattandoci con consapevolezza alle trasformazioni che ci attendono, per plasmare un futuro più equo e sostenibile.

    Cresy Caradonna


    Mer 11 Feb 2026


  • SERATA FINALE EVENTO ARTISTICO: VICOLI, SCORCI, BALCONI, FINESTRE E PORTONI A BARI.

    EVENTI/ ARTE

    ASSOCIAZIONE CULTURALE
    Artisti in Bottega
    PRESENTA
    “Vicoli, scorci, balconi, finestre e portoni”

    MOSTRA CONCORSO
    dal 24 al 31 gennaio

    Presidente: “Artisti in Bottega”  -Massimo Lembo
    Direttore artistico
    -Mariella Valerio
    Coordinatrice
    -Rosa Catello

    Hanno partecipato:

    1 Rosa Brandonisio

    2 Angela Scarpa

    3 Antonietta Catalano

    4 Lisa Cusmai

    5 Giustina Corbo

    6 Mauro Mezzina

    7 Tiziana Marchesi

    8 Angela Fano

    9 Annamaria Manieri

    10 Rocca Sardone

    11 Annamaria Scarpa

    12 Grazia Andreini

    13 Napoleone Giuliani

    14 Fabrizio Menga

    15 Emanuel Petrosino

    16 Manuela Caringella

    17 Mary Altizio

    18 Stefano Fasolato

    19 Antonio Testini

    20 Nunzia Notarachille

    21 Katia Abbrescia

    22 Liliana Lerede

    23 Maria Rita Scalise

    24 Grazia Ercole

    25 Lucia Torelli

    26 Umberto Colapinto

    27 Miriam Giuratrabocchetti

    28 Angela Luisi

    29 Barbara Rango

    30 Jolanda Zambetti

    31 Gina Di Cosola

    32 Anna Sarcina

    33 Salvatore Trecarichi

    34 Francesca De Giulio

    35 Grazia Guida

    36 Lepore Laura

    37 Caringella Angela

    38 Montedoro Rosa

    39 Guido Patano

    40 Lattanzi Maria

    41 Regina Foresta

    42 Papa Rosaria

    43 Calabrese Annamaria

    44 Enzo De Cicco.

    Serata Finale
    Largo Fraccacreta Bari
    Casa del Mutilato
    Sabato, 31 gennaio 2026








    Reportage a cura di Cresy Crescenza Caradonna di
    PUGLIA D’AMARE 24 Quotidiano d’informazione


    La classifica dei Vincitori del concorso è la seguente:

    – Premio giuria popolare
    1° Lucia Torelli
    2° Foresta Regina
    3° Grazia Andreini

    – Premio Artista vota Artista
    1° Sardone Rocca
    2° Manuela Caringella
    3°  Manieri Anna Maria

    – Premio della critica
    1° Maria Antonietta Catalano
    2°  Katya Abbrescia .
    👏
    Bravi tutti gli artisti che hanno presentato le loro opere.
    🙂









  • LA NATALITÀ È IN AUMENTO?

    LA NATALITÀ È IN AUMENTO? di Crescenza Caradonna


    Tra proiezioni ottimistiche e cruda realtà: ecco cosa dicono davvero i numeri.
    In un’epoca dominata dall’incertezza economica e dai mutamenti sociali, il tema della denatalità è tornato al centro del dibattito pubblico. Spesso leggiamo titoli altalenanti: un mese si parla di “timida ripresa”, quello successivo di “minimo storico”. Ma qual è la verità? La natalità sta davvero ricominciando a salire?
    Uno sguardo ai dati: la realtà dei numeri.
    A dispetto di qualche sporadico segnale positivo in specifiche regioni o brevi periodi dell’anno, i dati globali e nazionali (in particolare quelli ISTAT per l’Italia) raccontano una storia diversa. Non siamo di fronte a un aumento, bensì a una stasi strutturale o, peggio, a un declino costante.
    Il tasso di fecondità, ovvero il numero medio di figli per donna, rimane in molti Paesi occidentali ben al di sotto della “soglia di sostituzione” di 2,1. In Italia, questa cifra oscilla drammaticamente attorno all’1,2, ponendoci tra i fanalini di coda dell’Europa.
    Perché abbiamo l’illusione di una crescita?
    A volte si ha l’impressione che le nascite aumentino per due ragioni principali:

    • Effetto rimbalzo post-crisi: Dopo eventi traumatici (come la pandemia), si può verificare un temporaneo picco di nascite dovuto a gravidanze precedentemente rimandate.
    • Spostamento dell’età materna: Le donne hanno figli sempre più tardi. Questo crea dei “micro-picchi” in fasce d’età più avanzate che possono essere scambiati per un aumento generale, quando in realtà è solo un ritardo demografico.
      Le barriere strutturali
      Se la natalità non decolla, non è certo per mancanza di desiderio. Le indagini sociologiche mostrano che il “numero di figli desiderato” è quasi sempre superiore a quello effettivo. A frenare le famiglie sono ostacoli ben noti:
    • Instabilità lavorativa: Contratti precari e stipendi che non tengono il passo con l’inflazione.
    • Carenza di servizi: Liste d’attesa infinite per gli asili nido e costi proibitivi per il babysitting.
    • Conciliazione vita-lavoro: Una sfida che ancora oggi grava sproporzionatamente sulle spalle delle donne.
      “La demografia non è un destino ineluttabile, ma il risultato di scelte politiche e sociali precise. Senza investimenti strutturali, il ‘gelo demografico’ è destinato a perdurare.”

    Verso il futuro: cosa aspettarsi?
    Rispondere alla domanda “La natalità è in aumento?” con un “sì” sarebbe, purtroppo, una forzatura della realtà attuale. Tuttavia, la consapevolezza del problema sta crescendo. Il dibattito sui bonus bebè, sui congedi parentali paritari e sul supporto alle giovani coppie è più vivo che mai.
    La sfida del prossimo decennio non sarà solo “fare più figli”, ma creare una società in cui accogliere una nuova vita non sia percepito come un atto di eroismo economico, ma come una scelta naturale e sostenuta.

  • Voci di donne di Crescenza Caradonna

    VOCI  DI DONNE ✍️di Crescenza Caradonna

    Spesso il mondo confonde la dolcezza femminile con l’arresa, dimenticando che il vero coraggio non urla, ma resiste nel silenzio delle sfide quotidiane. Una donna è forte non quando nasconde le proprie cicatrici, ma quando le trasforma in radici per sostenere chi ama. La sua potenza risiede nella capacità di rinascere ogni volta, più consapevole, fiera e immensamente libera.



    Questa forza non è fatta di muscoli o di prevaricazione, ma di una tenacia silenziosa che tiene insieme i pezzi quando tutto sembra andare in frantumi. È la capacità di accogliere il dolore senza farsi annientare, di guardare in faccia l’ingiustizia e rispondere con la dignità di chi sa di aver ragione.

    ​Troppo spesso la società ha chiesto alle donne di essere “indistruttibili”, confondendo la resilienza con l’insensibilità. Ma la vera rivoluzione di oggi sta proprio nel rivendicare il diritto alla propria fragilità come punto di partenza, non di arrivo. Le cicatrici di cui parliamo non sono segni di sconfitta, ma medaglie al valore di chi ha attraversato il fuoco ed è tornata con uno sguardo più profondo.

    ​Essere “immensamente libera” significa allora non dover più chiedere il permesso per essere se stesse: né dolci per dovere, né forti per costrizione, ma semplicemente umane, radicate nella propria verità.

    di Crescenza Caradonna

    10 gennaio 2026
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