
Quante stagioni
Nel palmo della mano
polvere rotola
è un domani
povero ricco
quante stagioni
scorrono
ora
nel quotidiano
nel passato
sono andar d’allegria
son un misero ricordo
son cemento
son stracci
quante stagioni
bellezza e felicità
in un alternarsi infinito
nel giardino della sera dei miei pensieri
cadenzato
lento sogno
di quattro stagioni
beltà di vita è soffio
spazio che ritorna ove tutto finisce.
Inedita@2017 Crescenza Caradonna



