“Muse al Castello” Mostra d’Arte contemporanea a Deliceto fino al 31 agosto

“Muse al Castello”
Mostra d’Arte contemporanea
a Deliceto fino al 31 agosto

Lunedì 5 agosto 2019 a Deliceto, il suggestivo borgo del Subappennino Dauno meridionale, in provincia di Foggia, è stata inaugurata la Mostra d’Arte contemporanea “Muse al castello” curata dal critico d’arte Rocco Marino e dall’artista Michelangelo Pietradura.

L’evento, con inizio alle ore 18.00, è stato introdotto dal critico Marino, presso la “Sala Magna” del Castello normanno-svevo, che ne ha delineato le caratteristiche e i contenuti artistici alla presenza di un pubblico attento e interessato.

La Collettiva, alla sua terza edizione, occupa quattro sale dell’imponente fortezza le cui origini si fanno risalire al 1100 – in ottimo stato di conservazione grazie anche ad attenti interventi di restauro – con opere che vanno dalla scultura alla pittura, dall’incisione alla fotografia, fino alla moda, alla performance e alle installazioni. I visitatori potranno ammirare le fotografie di Valerio Agricola che immortalano i riti della Settimana Santa; i ritratti fotografici di Pasquale de Antonis, Edoardo Fiorito e Mario Cusimano; le fotografie paesaggistiche di Marco Schifano e di Eyal Baruch; le tele fasciate di Anna Maria Sacconi; i disegni di Marilù Eustachio; i racconti erotici fortemente espressionisti di Jim Picco; l’installazione ambientale di Vize Ruffo; le tele dipinte di Michelangelo Pietradura e Rosalba Casmiro dal blu intenso; la natura morta realizzata da Bice Brichetto; le stampe inkjet di Eros Renzetti; le sculture steliformi di Sergio Rubini; le ceramiche biomorfe di Sabino de Nichilo; le donne di Stefania Piccirilli, di Paolo Bielli e di Naoya Takahara.

Il vernissage è patrocinato dal Comune di Deliceto e dall’Assessorato alla Cultura, dalla Pro- Loco di Deliceto, dal Lions Club Monti Dauni Meridionali, dalla FIDAPA BPW ITALY sez. FOGGIA CAPITANATA e dall’Associazione culturale L’Oceano nell’Anima.

Il giorno dell’inaugurazione, successivamente all’intervento del sindaco Pasquale Bizzarro – entusiasta per l’eco dell’evento – anche un momento letterario con la presentazione del romanzo “Il richiamo”, Oceano Edizioni della scrittrice, poetessa Maria Teresa Infante di San Severo, affiancata dalla voce narrante dell’attrice teatrale Rosa d’Onofrio e dello scrittore, giornalista Duilio Paiano. Tra i paesaggi rurali suggestivi del comune foggiano – in posizione strategica tra il Tavoliere delle Puglie e l’Appennino campano – ben si è inserito “Il richiamo” con i suoi contenuti che parlano di radici, di terra, emigrazione, orgoglio e dignità dimenticate che la Infante ha inteso riportare alla memoria, forte dell’amore per i luoghi natii.
La risposta del pubblico e la presenza di esponenti di prestigio del mondo culturale locale è stata la conferma della valenza dell’evento che ben ha saputo assemblare e armonizzare varie forme e linguaggi artistici, grazie all’impegno e alla professionalità dei due curatori.

Si rinnova l’invito a visitare la Collettiva che resterà aperta fino al 31 agosto, con ingresso gratuito. Non si può non rispondere al “richiamo” dell’arte tra le spesse mura normanno-sveve in cui sembra di andare a ritroso nel tempo con i piedi saldamente ancorati al presente tra le bellezze amene di luoghi, che conservano intatta l’antica magia di un passato, con trascorsi perfettamente incastonati tra vecchio che si rinnova e nuovo che avanza. Insomma, appuntamento a Deliceto, “Muse al castello” vi attende!

Maria Teresa Infante

Mostra “Collateral Identity” a cura di Davide Uria

Si inaugura sabato 24 Agosto 2019 alle ore 18:30 presso la saletta delle esposizioni del Palazzo Palmieri di Trani, sede dell’Info Point, in Piazza Trieste n° 8, la mostra “Collateral Identity” a cura di Davide Uria. La mostra proseguirà sino al 31 Agosto 2019, dalle 18:30 alle 21:00.
Ingresso libero.

Quello dell’identità è un concetto delicato, che interessa tutti in prima persona e che attraversa problemi e concetti trasversali a tutte le scienze umane, studiato e analizzato in svariati campi e con strumenti differenti.
Oggi si parla molto del concetto di identità; forse se ne parla perfino troppo, nel senso che quando un concetto è sovraesposto significa, il più delle volte, che, a livello pratico, esso è in via di estinzione.

In questo progetto espositivo, il tema dell’identità viene affrontato, attraverso le opere di Francesco Cosola, Veronica Liuzzi e Teresa Romano, per raccontare lo scandaglio interiore, l’esplorazione del sé e della propria identità e interiorità, anche in relazione al mondo esteriore.
“Collateral Identity” sta ad indicare una strada alternativa e parallela alla realtà, più sicura e confortevole, dove rifugiarci per essere noi stessi. Oppure, al contrario, è una identità corrotta, non vera, è un’identità collaterale, perché alterata e distorta dagli schemi e idiomi sociali. Un effetto collaterale vero e proprio.
L’arte, in questo contesto, assume la funzione terapeutica e riflessiva su queste forme di identità in costante trasformazione. I tre artisti trattano la tematica in maniera differente, libera e personale, fluida e graffiante, attraverso lavori coraggiosi e viscerali, che provano a scavare nel profondo e che si pongono interrogativi importanti, capaci di spalancare panorami di significato imprevisti, visuali su infiniti da analizzare con esercizio perpetuo d’attenzione.

Francesco Cosola è un artista di Bitonto. Nella sua ricerca artistica indaga, con delicatezza, l’identità spirituale, servendosi di un’iconografia sacra. Oggetti e immagini, che prendono ispirazione da una cultura religiosa, propria della sua terra, dove religione è sinonimo di Folklore, costume, ma soprattutto, un richiamo alle antiche tradizioni.

Veronica Liuzzi è originaria della provincia di Taranto. La sua ricerca parte da una riflessione sul corpo umano in relazione al mondo circostante, indagando sul rapporto tra uomo e tecnologia, in particolar modo sull’ossessione dei selfie. Nei suoi autoritratti fotografici, la Liuzzi rompe lo schema di questa tendenza ossessiva, fotografandosi col volto coperto da oggetti che diventano parte integrante del corpo, per diventare altro.

Teresa Romano è un’artista visiva di Bari. Nei suoi autoritratti non vi è egocentrismo, né vanità. Sono autoritratti che invece tendono verso la conoscenza e la consapevolezza di un “io” celato e primitivo, il quale le permette di esplorare il mondo che la circonda, dato che ogni essere vivente è un piccolo universo, irripetibile. I nostri occhi, la nostra bocca e le nostre mani sono, quindi, territori da sondare, e che ci forniscono, in tal senso, gli strumenti necessari per poter conoscere il mondo, lì fuori.

CONTATTI/INFO/COMUNICATI:
pugliadaamareonline@gmail.com
Crescenza Caradonna