LA FECE ALZARE PRENDENDOLA PER MANO V Domenica del Tempo Ordinario

LA FECE ALZARE PRENDENDOLA PER MANO

V Domenica del Tempo Ordinario

Mc 1, 29ss +

“In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva”.

+ Ogni vescovo porta al dito un anello, segno del suo rapporto sponsale con la propria comunità ecclesiale che gli è affidata. Pietro era sposato (cfr. 1Cor 9,5), ma la moglie non viene mai citata dai vangeli, perchè, se vogliamo, questa sarà proprio quella comunità che dovrà amare e servire quando Cristo gliela affiderà. Vedo simboleggiata, nella suocera di Pietro, l’Antica Alleanza, ancora in attesa di farsi illuminare dalla luce del Verbo. In quest’ottica la suocera, la madre della moglie (il popolo dell’antica alleanza) è ferita, paralizzata dalla malattia. Aspetta il suo Messia: il medico che dovrà risanarla: proprio quello che farà Gesù (cfr. Mt, 9 12). Appena libera dalla malattia che la inchioda al letto e la paralizza, immagine di quel popolo che ha bisogno del suo Salvatore, si mette all’opera. Il Segno più evidente della “Salute spirituale” è proprio la volontà di servire Gesù e i suoi seguaci. +

“Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano”.

I tempi sono ancora acerbi perchè il popolo che si rivolge a Gesù capisca il vero senso della sequela. La scena si svolge di notte, quel momento profetico è vissuto quasi in clandestinità, come per difendersi da una minaccia, inoltre il buio simboleggia la cecità, quella di chi si affida al Cristo solo nel momento del bisogno. La città è ai piedi di Gesù, ma che fine faranno tutti quando Lui sarà condannato e messo a morte? Egli guarisce e libera, il demonio vuole rivelare la sua vera identità, Egli però non lo permette: il segreto messianico non deve ancora essere rivelato: doveva essere evitato che il Messia venisse messo a morte prematuramente. +

“Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!»”.

Gesù ha bisogno di solitudine per ascoltare la voce di suo Padre, ecco perchè si nasconde, si allontana da quel popolo che, accecato da tanti bisogni e necessità, vuole strumentalizzarlo e ridurlo a un semplice taumaturgo, restando solo infatuato della spettacolarità dei suoi prodigi. Anche Simone (Pietro) e gli apostoli si fanno tentare, tanto che rintracciano Gesù per farlo tornare e continuare a crogiolarsi in quel bagno di folla “adorante” La risposta del Nazareno è chiara: “Andiamocene altrove”. Lui è venuto a predicare il Vangelo. I segni prodigiosi compiuti, oltre ad essere un gesto concreto di solidarietà, non sono che un “grido” dello Spirito, utile a vincere la “sordità” dei cuori. Quel felice sconvolgimento operato da Dio, dovrà servire, al popolo di Cafarnao per riflettere e meditare le parole che hanno accompagnato le guarigioni e le liberazioni.

+”E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

La Verità libera l’anima e la mente dalla Schiavitù del male. Predicazione e liberazione si accompagnano. Una luce inarrestabile che va diffondendosi nel mondo e che tutt’oggi splende e provoca, infastidisce i “potenti” e riscatta dalle schiavitù.

Fra Umberto Panipucci.


BUONA DOMENICA

Crescenza Caradonna
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” È chiaro quindi che la pace universale
è la migliore tra le cose che concorrono alla nostra felicità.”

( Dante Alighieri )


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a cura di CRESCENZA CARADONNA


 

 

Proverbi e detti popolari del mese di Febbraio

FEBBRAIO

Proverbi e detti popolari del mese di Febbraio

<< Febbraio è il secondo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano ed è l’unico che conta di 28 giorni (29 negli anni bisestili). Viene dopo Gennaio e prima di Marzo ed è il terzo ed ultimo mese dell’inverno nell’emisfero boreale, dell’estate nell’emisfero australe. Astrologicamente Febbraio comincia con il sole nell’Acquario e termina con i Pesci, mentre astronomicamente comincia con il Capricorno e termina con l’Acquario. >>
I Romani, che in origine consideravano l’inverno un periodo senza mesi, lo conobbero a partire da Numa Pompilio che lo aggiunse insieme a Gennaio, come ultimo mese dell’anno. Era dedicato alla dea Febris, dea della febbre e della guarigione dalla malaria, celebrata il giorno 14. A questa tradizione si richiamò la Chiesa Cattolica consacrando il giorno inizialmente a Santa Febronia e più tardi a San Valentino, protettore degli innamorati.

Per i romani era un mese dedicato a riti di purificazione, simboleggiando la condizione della natura in atto di ridestarsi dal torpore invernale. Iniziano, infatti, a sbocciare in questo mese le prime viole del pensiero, le margherite e le mimose. Per i cristiani, oltre alla nota festa di San Valentino, c’è la popolare festa della Candelora (2 febbraio) con cui si ricorda la presentazione al Tempio di Gesù e alla quale la tradizione contadina attribuiva un significato dal punto di vista meteorologico, nel passaggio dal clima invernale a quello primaverile.

Il cielo di Febbraio vede mostrarsi alto sull’orizzonte, in direzione nord, il Grande Carro dell’Orsa Maggiore, che dalla prospettiva italiana appare capovolto.

Curiosità

  • Febbraio inizia lo stesso giorno di marzo e novembre nell’anno normale, e di agosto nell’anno bisestile.
  • Febbraio nell’emisfero boreale è l’equivalente stagionale di agosto in quello australe e viceversa.
  • La pietra del mese è l’ametista.
  • Il fiore del mese è la violetta o la primula.
  • In alcuni casi è esistito anche un 30 febbraio: è stato introdotto in Svezia nel 1712 e in Unione Sovietica nel 1930 e 1931. Secondo il De Anni Ratione di Giovanni Sacrobosco (1235) esso è stato in uso anche a Roma per alcuni anni a cavallo tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.
  • Il giorno della settimana che di anno in anno corrisponde al 28 febbraio, o al 29 se l’anno è bisestile, è lo stesso che corrisponde al 4/4, 6/6, 8/8, 10/10 e 12/12 e per i mesi dispari al 9/5, 5/9, 11/7 e 7/11. Per esempio, visto che il 28 febbraio 2010 era una domenica, sono stati delle domeniche anche il 4 aprile, il 9 maggio, il 6 giugno, l’11 luglio, l’8 agosto, il 5 settembre, il 10 ottobre, il 7 novembre e il 12 dicembre di quello stesso anno.

Proverbi

Il gran freddo di Gennaio, il maltempo di Febbraio.
Febbraio umido, buona annata.
Febbraio, febbraiello, cortino e bugiardello.
Febbraio febbraietto, corto e maledetto.
Chi vuole un buon erbaio semini in Febbraio.
Febbraio nevoso, estate gioioso.
Febbraio, il sole in ogni ombraio.
La neve di febbraio è come lo strutto di Carnevale.
Chi vuol di vena un granajo lo semini di febbraio.
Se di febbraio corrono i viottoli, empie di vino e olio tutti i ciottoli.
Se febbraio avesse tutti i giorni di gennaio, farebbe gelare il vino nelle botti.
Curte e male cavate, febbrare curte peggiore de tutte.
Gennaio e febbraio mettiti il tabarro.
Se febbraio non febbreggia, marzo campeggia.
Se febbraio non isferra, marzo mal pensa.
Gennaio e febbraio, empie o vuota il granaio.
Febbraio asciutto erba per tutto.
L’acqua di febbraio riempie il granaio.
Se vuoi restare senza moglie, mettila al sole di febbraio.
Onda di mare, sole di febbraio, pianto di donna non ti fidare.
Se di febbraio tuona, l’annata sarà buona.
La neve di febbraio ingrassa il granaio.
Febbraio è il mese in cui le donne parlano poco.
Febbraio ferra l’acquaio.
Febbraietto, scortica l’aglio e il capretto.
Di febbraio la neve è migliore del fango.
Febbraio febbraiolo, ogni uccello poso l’ovo.
Primavera di febbraio reca sempre qualche guaio.
L’acqua di febbraio è promessa per il granaio.
Febbraio viene colle tempeste e se ne va con il sole.
Chi vuol un bel pagliaio lo pianti di febbraio.
Febbraio corto, peggio d’un turco.
Febbraio nevoso, estate gioiosa.
In febbraio la terra è in calore.
Per la festa di S. Biagio (3 febbraio) il gran freddo ormai è passato.
Sant’Agata (5 febbraio), conduce la festa a casa.
Sant’Agata (5 febbraio), la merenda ritornata: si trovano di nuovo i funghi.
Per San Valentino (14 febbraio), primavera sta vicino.
Neve di febbraio, mezzo letamaio.
Non si fa un buon carnevale, se non c’è la luna di febbraio.
Se ci sono le mosche in febbraio, bisogna scaldarsi le orecchie a marzo.
Se febbraio non isferra, marzo mal pensa.
Per San Valentino (14 febbraio), l’allodola fa il nidino.
A San Mattia (24 febbraio) la neve per la via.
Se nevica il dieci di febbraio, l’inverno si accorcia di quaranta giorni.
Febbraio, la notte ed il giorno sono di uguale durata.
Se piove n’Cannelore (2 Febbraio) da lu vierne semme fôre; se piove e ‘nsieme nengue da lu vierne semme dentre; ma s’è u bielle soletieje è mezza state e miezze vierne.
Frivalora, Cannilora, Brasilora, si nun cci nivica e nun cci chiovi la ‘nvinrnata e sciuta fora.
A Madonna candelora dall’inverno siamo fora.
Candelora, dall’inverno siamo fuori; ma se nevica o se piove ce ne abbiamo ancora 49 di giorni brutti; se c’è sole o mezzo sole ci sono ancora 40 giorni di inverno.

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