VALENZANO di Crescenza caradonna

Valenzano memory

Culla dei miei avi, mio bel paesino
ove son nato un bel dì settembrino,
lontano da te anni fa sono andato
con i capelli meno scuri sono tornato.

Mi hai visto crescere soddisfatto,
non bello, ma sano e ben formato,
quando correvo sui prati e sul lungo sentiero
del paesino di cui sono fiero.

Tu conoscevi i miei pregi e qualche mio difetto
quando sono andato via ancor giovinetto,
euforico e ottimista alla partenza
assai ben diversa è stata l’esperienza.

Al ritorno ti ho rivisto in salute
molte opere nuove a me sconosciute,
ti trovo bello, moderno ed elegante
sei l’invidia del paese confinante.

Il castello Martucci severo e possente
con i suoi miti, fantasie e leggende
strizza l’occhio a coppie innamorate
dalla luna e dalle stelle illuminate.

Il boschetto periferico non c’è più
si è portato i ricordi della gioventù,
gli oleandri e i pini di tanta storia
sono sempre vivi nella mia memoria.

La fiaccola dell’amore per il paesino
arde anche se non gli sto vicino;

Valenzano tanto amata, paesino mio,
sempre tornare da te anelo anch’io.

di Antonio De Santis Lucente

VALENZANO (BA)
di Crescenza Caradonna

Valenzano (Valzàne in dialetto barese) è un comune italiano di 17 993 abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia. Situato a circa dieci chilometri dal capoluogo in direzione sud-est, è conosciuto principalmente come sede di alcuni centri di ricerca scientifica, tra cui il parco scientifico e tecnologico Tecnopolis, l’Istituto Agronomico Mediterraneo e la facoltà di Veterinaria dell’ateneo barese.

Antichità

Nel territorio di Valenzano sono state ritrovate diversi insediamenti funerari risalenti al IV secolo a.C., che testimoniano come l’area fosse abitata da popolazioni di stirpe peuceta. Originari dell’Illiria, sulla costa est dell’Adriatico meridionale, i Peucezi si stanziarono nel territorio della Puglia centrale e tennero contatti commerciali con le colonie della Magna Grecia, tra cui Taranto.

Dopo le guerre sannitiche, i romani assoggettarono la Puglia e l’attuale territorio di Valenzano fu probabilmente parte degli estesi latifondi che circondavano la città di Cælia (attuale Ceglie del Campo).
Medioevo ed età moderna

La definitiva fondazione dell’attuale paese è collocata intorno all’845 d.C., nello stesso periodo in cui i Saraceni giunsero a Bari, distruggendola. Lo storico settecentesco P. Bonaventura da Lama ha congetturato la fondazione del villaggio ad opera di un nobile barese di origine bizantina, di nome Valenziano o Valentiniano, che si sarebbe accasato al sicuro dai Saraceni nei pressi di una chiesa rurale (probabilmente quella sulla quale fu, in seguito, edificata la chiesa di Santa Maria di San Luca).

Sempre P. Bonaventura da Lama ipotizzò che Valenzano, insieme a molti insediamenti circostanti, fosse distrutta per mano saracena alla fine del X secolo e verso la metà dell’XI. Nella prima occasione l’abitato sarebbe stato incendiato e una parte degli abitanti fatta prigioniera e condotta in Sicilia in schiavitù.

Con l’avvento del feudalesimo, Valenzano (denominata Ballenzanum) acquisì le caratteristiche di un feudo di media importanza. Il paese era dotato di mura ed aveva una forma pressoché quadrata, dal lato di circa 180 m. Le porte erano tre, quali la porta di via Bari, la porta di Santa Croce e la porta di Levante. Entro le mura vi erano numerose costruzioni, quali le carceri e le residenze del feudatario e dell’arciprete.

I proprietari del feudo di Valenzano noti furono:

Nicolò De Cicala (1177)
Elia Sclavo (1187)
Iccerio De Mignach (1283)
Nicolò Spinelli (1354)
Moncello Arcamone (1382)
Nicolò Fusco (1400)
Famiglia Dottula (1417)
Giacomo Caldora (1434)
Famiglia Passarelli
Famiglia Mangliabeto
Famiglia Buci
Famiglia Carafa (1470)
Famiglia Furietti (1603)
Famiglia Zevallos (1748)
Famiglia Martucci (1806)

Il borgo rimase un feudo sino alle leggi eversive della feudalità, promulgate il 2 agosto 1806 da Giuseppe Bonaparte.
Gli anni della Repubblica Partenopea

Durante la rivoluzione napoletana del 1799, l’intera Terra di Bari fu interessata agli scontri fra i repubblicani, favorevoli al movimento rivoluzionario e all’abolizione della monarchia borbonica, e i sanfedisti contro-rivoluzionari. A Valenzano – come nei vicini centri di Carbonara, Ceglie, Triggiano e Loseto – prevalsero i secondi. La sollevazione sanfedista fu duramente contrastata dall’esercito dell’Impero Francese, che affrontò e sconfisse i ribelli.
Dal Regno d’Italia alla Repubblica

Terminati gli scontri post-rivoluzione, Valenzano venne dapprima annessa al Regno delle Due Sicilie e successivamente, nel 1861, al Regno d’Italia. Il paese, dovendo affrontare numerosi disagi economici come la maggior parte delle città del Meridione, fu colpito in primo piano dal fenomeno dell’emigrazione di massa a cavallo dei due secoli. In particolare, molti valenzanesi scelsero come meta d’emigrazione il Venezuela.

Nella seconda metà del XX secolo, Valenzano ha accresciuto i legami con la confinante città di Bari, ed è stata caratterizzata da un rapido incremento demografico e dalla dislocazione di numerosi servizi del capoluogo inclusi i centri di ricerca scientifica e tecnologica.

Negli anni duemila è stato attuato un piano culturale nella città, che ha visto la parziale riapertura del castello baronale e della Chiesa di Ognissanti.

Cultura
Istruzione e ricerca scientifica

Oltre a diversi istituti scolastici inferiori e all’Istituto Tecnico Commerciale “Antonio De Viti De Marco”, Valenzano ospita diverse istituzioni di ricerca.

Valenzano è oggi uno dei principali poli della ricerca universitaria dell’area metropolitana di Bari. Dal 1970 ospita l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (IAMB), struttura Italiana del CIHEAM attiva a Bari dal 1961: è uno dei più importanti istituti di ricerca in agricoltura del bacino del Mediterraneo.

Ha sede inoltre la facoltà di veterinaria dell’Università di Bari, dotata di uno dei più grandi ospedali veterinari del Meridione, il parco scientifico e tecnologico Tecnopolis, alcune delle aziende della facoltà di agraria dell’Università di Bari. Queste strutture saranno nel futuro integrate nel Novus Campus dell’università di Bari, assieme alla sede unica del CNR, alla facoltà di Agraria, al biopolo con la facoltà di Scienze Biotecnologiche e all’orto botanico, oggi allocati nel campus universitario centrale.

Eventi
Premio nazionale di Letteratura e Teatro N. Martucci – Città di Valenzano
La manifestazione di fatto apre l’estate valenzanese. Il “Premio nazionale di Letteratura e Teatro Nicola Martucci – Città di Valenzano” concorso nazionale di poesia, narrativa e teatro, ideata dal regista Ninni Matera e organizzata dal gruppo teatrale “Compagnia del mulino”, richiama ogni anno Poeti, Scrittori e Attori di tutta Italia che convengono a Valenzano in occasione della manifestazione. La solenne cerimonia di premiazione si svolge ai primi di giugno nel Castello baronale Martucci, messo a disposizione dalla baronessa Matilde Falagario Martucci. Nell’ambito del premio si svolge anche la finale del Premio attore che ogni volta vede in gara cinque finalisti che si disputano un montepremi di mille euro. Gli attori si esibiscono in un monologo e vengono votati dal pubblico che poi assiste interessato allo spoglio delle schede e alla proclamazione del vincitore

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di Cresy Crescenza Caradonna

VALENZANO
CASTELLO BARONALE N.MARTUCCI

TGR Leonardo del 05/06/2020

Scienza Video TGR Leonardo del 05/06/2020scritto dalla redazione Leonardo Leonardo è un telegiornale tematico, un’esperienza unica in Europa che coniuga l’attenzione all’attualità del quotidiano con il rigore della documentazione e dell’approfondimento. Tra gli argomenti trattati non solo scienza e tecnologia, ma anche salute, ambiente, economia, società. Rai – Radiotelevisione Italiana Spa

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11 Luglio 1995 -SREBENICA- VENTICINQUE ANNI FA IL MASSACRO di Eduardo Terrana

Storia 11 Luglio 1995 SREBENICA- VENTICINQUE ANNI FA IL MASSACRO scritto da Eduardo Terrana Il generale Ratko Mladic , l’11 luglio 1995, entrò nella cittadina bosniaca di Srebrenica con le sue truppe serbo-bosniache e vi portò morte e distruzione. Fu il massacro di 8.372 civili inermi e indifesi, ma anche stupri, mutilazioni e violenze diLeggi tutto “11 Luglio 1995 -SREBENICA- VENTICINQUE ANNI FA IL MASSACRO di Eduardo Terrana”

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Crescenza Caradonna premiata al PREMIO INTERNAZIONALE LETTERATURA E TEATRO di Valenzano / Bari presso il CASTELLO N. MARTUCCI da Ninni Matera ideatore e curatore premio

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