Pascoli, la grande poesia italiana di fine 800

#Accaddeoggi 06/04/1912
Pascoli, la grande poesia italiana di fine 800

Muore Giovanni Pascoli, uno dei maggiori poeti italiani di fine Ottocento. La sua infanzia e’ gravemente segnata dai lutti familiari: Pascoli rimane orfano del padre a 12 anni e della madre l’anno successivo, perdendo anche tre dei suoi nove fratelli. Dopo la laurea a Bologna insegna lettere classiche al liceo. Nel 1891, pubblica la sua prima raccolta di versi: Myricae.

”Il gelsomino notturno”

E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso ai miei cari.

Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi
là sola una casa bisbiglia.

Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.

Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse.

Un’ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.

La Chioccetta per l’aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.

Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.

Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’è spento…

è l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,

dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

di Giovanni Pascoli

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