Il pensiero ‘politico’ di Tonio Peragine

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Il pensiero ‘politico’


di
Tonio Peragine

‘Da qualche giorno vedo che sono stati affissi nella Città di Bari dei manifesti con la scritta ‘VIA DE CARO DE CARO DIMETTITI’, a cura di alcuni consiglieri dell’opposizione.

Da buon cittadino,  giornalista pubblicista, direttore responsabile di tre testate on line : Il Corriere  Nazionale, www.corrierenazionale.net, Corriere di Puglia e Lucania, www.corrierepl.it e Progetto Radici, www.progettoradici.it, amante della pace e della difesa dei diritti umani, si è sempre battuto per l’integrazione dei cittadini immigrati, accoglienza, formazione e studio dei problemi migratorio dei pugliesi e italiani nel mondo e degli immigrati, dico basta a questo modo di fare politica non costruttiva, basta alla politica dell’offesa, basta alla politica della corruzione, basta alla politica dell’arroganza, basta alla politica per i cazzi miei!.

Dobbiamo pensare a costruire una città migliore , dei cittadini migliori, ad avere il senso civico della disponibilità, a rispettare il prossimo come rispettiamo noi stessi,  dobbiamo imparare ad amare le nostre città anche se è amministrata dalla concorrenza.

Serve finalmente una idea di politica che ancora non esiste in nessuna parte politica oggi presente nel Municipio di Bari e altre città. Serve che chi si candida a decidere dei destini di una grande collettività cittadina conosca almeno quello che vuole e quello che vuole chi lo vota.

Il voto per “amicizia” è la imbecillità principale che origina i guasti che conosciamo. La gestione della cosa pubblica che si limita ai lavori pubblici dai quali percepire le canoniche mazzette lasciando il futuro di tutti noi in mano al caso è inaccettabile.

Ci ritroviamo così ad affidare i nostri danari e i nostri destini ad ignoranti -non solo di politica- che quindi devono ricorrere all’arroganza e alle imposizioni per coprire i propri limiti. E questo è vero in tutte le parti politiche e da decenni. I conti pubblici di ogni livello nascondono una situazione ben più grave di quanto ogni aggettivo possa descrivere. Il grado di dissoluzione della nostra società è visibile nel livello della fiscalità necessariamente elevato per coprire le falle dovute alla incapacità e all’interesse privato di questa gente; è visibile nel livello di indemocraticità che ci impone di votare solo a coloro che sono scelti da loro; è visibile nella asfissiante burocrazia imposta per controllare l’incontrollabile; è visibile nella incomprensibilità delle leggi confuse, contraddittorie ed inutili; è visibile nella svendita della nostra Nazione ad altri contrabbandati per migliori di noi laddove sono solo migliori della nostra classe dirigente; è visibile nella invasione di moltitudini sconosciute; è visibile nello stravolgimento della applicazione della nostra Carta Costituzionale;….

Quindi è di solare evidenza che la gente si sta sollevando, compostamente ma determinatamente, anche votando per i seguaci di un comico, pur di cambiare e defenestrare senza alcuna gloria questa gente che ha occupato indegnamente le auguste stanze edificate per ospitare ben altri destini..

 http://www.corrierenazionale.net/wp-content/uploads/2018/07/260px-Le_quattro_giornate_di_Napoli.jpgCome alcuni “straccioni” sul finire del settembre del ’43 furono capaci di cacciare da Napoli in soli 4 epiche giornate la wermacht che la occupava con mezzi e uomini perfettamente organizzati così oggi i cittadini buttino fuori questi farabutti per originare una nuova fase; fase di libertà e di impegno, di cultura e di collaborazione tra tutti e per tutti. Serve che la gente capisca che si può riuscire e che peggio di così non è possibile.

Nel film di Nanny Loy ‘Le quattro giornate di Napoli’ descrive la rivolta popolare scoppiata a Napoli spontaneamente a seguito della fucilazione di alcuni marinai italiani il 28 settembre del 1943 e che in quattro giorni sconfisse e mise in fuga le truppe tedesche dalla città prima dell’arrivo degli Alleati. Il film è corale e vi si mescolano singoli episodi e personaggi popolari protagonisti della rivolta. Dai ragazzi fuggiti dal riformatorio per unirsi all’insurrezione al piccolo Gennarino  Capuozzo che muore con una bomba in mano pronto a lanciarla sui carri armati nazisti a tanti altri personaggi, tra i quali va ricordato Adolfo Pansini.’

Antonio Peragine

antonio.peragine@gmail.com


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