IL LIBERATORE DELL’UOMO DOMENICA DELLE PALME

di Crescenza Caradonna


“La poesia è un atto di pace.

La pace costituisce il poeta come la farina il pane.”

-PABLO NERUDA-


🌿Pace e Poesia a tutti🌿

Cresy Crescenza Caradonna



 

 

 

IL LIBERATORE DELL’UOMO

DOMENICA DELLE PALME

Mc 11,1-10



 

+Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito.+

Condivido con voi una riflessione: un puledro legato che nessuno riusciva a cavalcare perchè “indomabile”, è destinato a morire inquanto inutilizzabile da chi ne aveva la proprietĂ . Una metafora vivente del popolo di Israele, popolo indomabile liberato dal faraone che lo teneva in schiavitĂą e piĂą volte perseguitato nella storia perchè incapace di sottostare alla tirannia, il giovane animale e anche immagine di tutti coloro che non riescono a essere “utili” o addirittura risultano essere dannosi ai potenti di questo mondo.

+Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”».
Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare.+

Uomini e donne “non addomesticabili” e conseguentemente considerati materiale di scarto umano: proprio questa è la categoria di persone che Dio ha scelto come suoi araldi. Questa umanitĂ , originariamente fatta ad immagine del loro Creatore, legata, scartata e condannata, siamo chiamati a liberare, affinchè affrancata possa glorificare Dio, ritrovando la dignitĂ  che le spetta di diritto.

+Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra.+

-Il mantello è segno di protezione e benedizione. Vestire è un gesto simbolico che vuol significare il riconoscimento di quella dignitĂ  perduta perchè rubata o smarrita a causa del peccato proprio o altrui. Così l’umanitĂ  emarginata diventa protagonista del Vangelo, portatrice di Cristo.

+Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi.+

Ancora una volta i mantelli rappresentano la dignità che, in questo caso, attraverso l’atto
di stenderli, si piega per onorare il Re che sta passando.

+Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano:
«Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!
Osanna nel più alto dei cieli!».+

“Esulta grandemente figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino,
un puledro figlio d’asina (Zc 9,9)”.

Questo brano del profeta Zaccaria ci presenta un’ immagine di Messia che non era troppo apprezzata in Israele, il quale aspettava un Re tutt’altro che mite e umile. Il riferimento che che Gesù aveva scelto era dunque un vero programma. Nonostante questo il popolo lo acclama invocando l’avvento del regno di Davide, del tutto diverso da quello che invece era venuto ad instaurare Cristo. Diventa comprensibile così anche il radicale cambiamento che la folla ha avuto nei confronti di Gesù preferendolo a Barabba, il quale voleva invece far uso di violenza.

Il figlio di Davide si rivela Figlio dell’uomo: il Re non atteso da Israele e che deluderĂ  le sue aspettative di successo e potere materiale. La folla acclama e adorna il percorso di “colui che viene nel nome del Signore “, la stessa folla che qualche giorno dopo vorrĂ  rinnegarlo attraverso la condanna infamante della Croce. Un paradosso che viviamo anche oggi. Esaltiamo i valori del Vangelo, ma nel mondo abbondano violenze ed ingiustizie, i giusti continuano ad essere lodati e condannati, osannati e messi in croce. Un piccolo gregge resta, però, esso cresce e si dirama nel mondo restando fedele. Chi siano questi veri adoratori di Dio lo riveleranno solo il tempo e la storia.

Fra Umberto Panipucci 23244020_10214301395519949_9183992912726847395_n Felice Domenica delle Palme


 

 

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