Perché non intitolare una piazza a Bari se è stata veramente importante ? di LUCIANO ANELLI

 

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Crescenza Caradonna

 
Perché non intitolare una piazza a Bari se è stata veramente importante ?

Consiglio regionale – Commemorazione Maria Colamonaco


di Luciano Anelli


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In apertura dei lavori il Presidente Loizzo ha ricordato la figura di Maria Colamonaco, Ia Consigliera regionale dal 1970 al 1980, venuta a mancare lo scorso 7 agosto.
Di seguito il testo dell’intervento.

“Il 7 agosto scorso, la Puglia ha perso una delle donne che l’hanno meglio rappresentata e fatta crescere politicamente e civilmente.
A novant’anni, è scomparsa Maria Colamonaco, militante storica del Partito Comunista Italiano e pioniera del movimento femminista.
Era nata a Santeramo, in Provincia di Bari, il 30 gennaio 1927, in una famiglia modesta e rispettata.

Maria Colamonaco è stata una delle prime pugliesi a rivestire ruoli di responsabilità politica, nella Federazione barese del PCI e successivamente nel Sindacato dei Pensionati Cgil, di cui è stata segretario generale.
Ma, all’esperienza nelle lotte operaie e sindacali ha aggiunto l’impegno nelle istituzioni e nelle lotte per i diritti delle donne.
E’ stata la prima donna ad entrare in Consiglio regionale, nella seduta di insediamento della legislatura costituente.
L’Assemblea, che si riuniva allora nel salone della Provincia di Bari, l’ha vista impegnata nel duro ruolo della opposizione, che fu sempre appassionata e argomentata, per due intere legislature, dal 1970 al 1980.
Per dieci anni, è rimasta l’unica donna in Aula, sempre in un ruolo di protagonista e sempre all’avanguardia nella battaglia per la parità di genere che allora stentava a ottenere un riconoscimento, ma che grazie al suo impegno, di donna, moglie e madre, col tempo ha conquistato un posto di rilievo nelle politiche sociali anche nella nostra regione.

Maria ha contribuito in maniera determinante a concretizzare un risultato importante per la Puglia:
ha promosso la creazione di un organismo di rappresentanza e di tutela paritaria tuttora attuale ed è stata la prima firmataria, nel dicembre 1976, della proposta di legge regionale che ha portato all’istituzione nel 1980 della Consulta regionale femminile.
Questi risultati, sono la conferma della sua capacità di guardare avanti, nella lotta per favorire la compiuta uguaglianza dei cittadini e il pieno inserimento delle donne nella vita e sociale e civile, in una fase pionieristica dell’affermazione dei diritti di genere, negli anni Settanta.
Anche per questo, oggi il Consiglio regionale vuole renderle omaggio, rivolgendo una saluto grato alla sua memoria e rinnovando ai familiari le più sentite espressioni di cordoglio”.

E’ solo manfrina o se ci credono perché non promuovere l’intitolazione di una piazza o strada ?

 

Un ricordo di Maria Colamonaco prima donnna in Consiglio regionale nel 1970

Il 7 agosto scorso, la Puglia ha perso una delle donne che l’hanno meglio rappresentata e fatta crescere politicamente e civilmente. A novant’anni, è scomparsa Maria Colamonaco, militante storica del Partito Comunista Italiano e pioniera del movimento femminista.
Era nata a Santeramo, in Provincia di Bari, il 30 gennaio 1927, in una famiglia modesta e rispettata.
Maria Colamonaco è stata una delle prime pugliesi a rivestire ruoli di responsabilità politica, nella Federazione barese del PCI e successivamente nel Sindacato dei Pensionati Cgil, di cui è stata segretario generale.
Ma, all’esperienza nelle lotte operaie e sindacali ha aggiunto l’impegno nelle istituzioni e nelle lotte per i diritti delle donne. E’ stata la prima donna ad entrare in Consiglio regionale, nella seduta di insediamento della legislatura costituente. L’Assemblea, che si riuniva allora nel salone della Provincia di Bari, l’ha vista impegnata nel duro ruolo della opposizione, che fu sempre appassionata e argomentata, per due intere legislature, dal 1970 al 1980.
Per dieci anni, è rimasta l’unica donna in Aula, sempre in un ruolo di protagonista e sempre all’avanguardia nella battaglia per la parità di genere che allora stentava a ottenere un riconoscimento, ma che grazie al suo impegno, di donna, moglie e madre, col tempo ha conquistato un posto di rilievo nelle politiche sociali anche nella nostra regione.
Maria ha contribuito in maniera determinante a concretizzare un risultato importante per la Puglia: ha promosso la creazione di un organismo di rappresentanza e di tutela paritaria tuttora attuale ed è stata la prima firmataria, nel dicembre 1976, della proposta di legge regionale che ha portato all’istituzione nel 1980 della Consulta regionale femminile.
Questi risultati, sono la conferma della sua capacità di guardare avanti, nella lotta per favorire la compiuta uguaglianza dei cittadini e il pieno inserimento delle donne nella vita e sociale e civile, in una fase pionieristica dell’affermazione dei diritti di genere, negli anni Settanta.
Anche per questo, oggi il Consiglio regionale vuole renderle omaggio, rivolgendo una saluto grato alla sua memoria e rinnovando ai familiari le più sentite espressioni di cordoglio. (fel)



cropped-20229217_866471683521928_7734746502541889031_n1.jpg Puglia da amare Quotidiano d’informazione88x31

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